Lettera aperta a J.K. Rowling – Gruppo Mermaids

Lettera aperta a J.K. Rowling – Gruppo Mermaids

Giu 24
Lettera aperta a J.K. Rowling – Gruppo Mermaids

Il testo che segue è la traduzione italiana della Open letter to J.K. Rowling, scritta dal Mermaids Team, in risposta al post del 10 Giugno 2020 dell’autrice di Harry Potter sul proprio blog.

È stata curata da Laura Fontanella (Saura Effe), editrice e membro del collettivo editoriale di Asterisco Edizioni e da Alex Grisafi, attivista transfemminista e lgbitq*, game designer e laureato in filosofia. Abbiamo pensato che fosse politicamente utile dare voce – come soggettività oppresse ma al contempo privilegiate dalla conoscenza di una lingua altra rispetto quella madre – a chi una voce, di solito, non ce l’ha. Ci è sembrato politicamente importante dare voce alle soggettività T che compongono il gruppo Mermaids Team e di farlo mettendo al loro servizio le nostre competenze. Per ulteriore correttezza e trasparenza rispetto i temi trattati, abbiamo fatto rileggere il tutto a Marta Palvarini, game designer, editrice e soggettività trans che, quindi, vive sulla propria pelle una condizione differente dalla nostra.

Dal momento che il linguaggio e le scelte che lo riguardano non sono mai neutre, abbiamo scelto, in concordanza con i propositi del Mermaids Team, di utilizzare la schwa (ə) – vocale centrale media secondo l’IPA, International Phonetic Alphabeth – proponendo, quindi, un linguaggio inclusivo verso le persone di tutti i generi, cercando di non dare per scontato, attraverso i suffissi che caratterizzano l’italiano, né il maschile né il binarismo uomo/donna. In questo testo tradotto, in cui il tradurre stesso è una azione di resistenza, una pratica conflittuale contro l’eterocispatriarcato, usiamo la schwa in fine di parola, al posto dell’asterisco che, di solito, usiamo in altri testi italiani. 

Abbiamo scelto, traducendo, di dare a J.K. Rowling del “tu” anziché del “Lei” – come forse sapete, in inglese si usa sempre “you” – in Italiano tu/voi, anche in situazioni formali. Abbiamo optato, tra le due possibilità, per il tu perché vorremmo che i contenuti di questa risposta fossero letti – arrivassero a voi –  senza perdersi in inutili verticismi. 

Tutte le note sono nostre e non del testo originale.

Buona lettura!

Cara J.K. Rowling, vorremmo iniziare questa lettera offrendoti la nostra solidarietà in quanto sopravvissuta ad abusi sessuali e domestici. Leggendo il tuo resoconto commovente e onesto, abbiamo sentito una connessione al tuo dolore. Quella connessione tra noi esiste, indipendentemente da qualsiasi differenza possiamo avere riguardo l’identità di genere. Scrivere quei passaggi dev’essere stato molto difficile: il modo in cui un tabloid¹ ha trattato la vicenda, sbattendo col titolo in prima pagina, è stato semplicemente deplorevole. Come fondazione trans, le persone del nostro staff e quellə volontarə hanno a che fare con casi di abuso domestico regolarmente: è perciò incondizionata la solidarietà a ogni sopravvissutə alla violenza domestica. Nessuna vittima né gruppo vulnerabile dovrebbe essere strumentalizzata per vendere più copie di giornale.

¹ Il numero del 12 Giugno 2020 di The Sun pubblicizzava in copertina l’intervista all’ex-marito di J.K. Rowling con “I slapped JK and I’m not sorry”, “Ho picchiato JK e non me ne pento”.

Sarai indubbiamente consapevole del fatto che leggere il tuo post è stato, per molte persone trans e per le loro famiglie, difficile. Fino a poco tempo fa, speravamo di poterti contare tra le molte autorialità e tra quelle rispettate figure pubbliche in grado di aiutare, in grado di supportare e ispirare le persone trans. Questa settimana, abbiamo visto giovani persone trans esprimere il proprio shock e sgomento nel ritrovarsi, invece, in contrasto con l’autrice di Harry Potter, con l’autrice delle storie che amano. Moltə di questə bambinə e adolescenti, cresciutə sentendosi intrappolatə e spaventatə all’interno del loro quotidiano, hanno trovato, nei tuoi romanzi, la promessa che anche i più spaventosi antagonisti possono essere sconfitti grazie alla comprensione, alla gentilezza, grazie alle amicizie intime e con l’aiuto di adultə benevolə. Come Jake Edwards, membro non binario del nostro staff, ha scritto ieri:

Harry Potter, per me, significava fregarsene. Non importava chi fossi o come fossi natə o quanto diversa e difficile fosse la tua vita: se avessi combattuto l’oppressione con l’amore, avresti vinto. A 24 anni mi sto rendendo conto che tutto questo potrebbe non essere vero.
E wow, fa male.

Questa lettera aperta non vuole essere un attacco personale né un invito a inviarti messaggi molesti o a muoverti contro accuse infondate. Condanniamo ogni comportamento di questo tipo, rinnovando invece quello per una conversazione calma e ragionevole, lontana dai social media, dove tutte le persone possano ascoltarsi reciprocamente e in cui le persone trans siano trattate con legittimità.

Per dirla usando parole a noi familiari:

“Se non hai ascoltato bambinə trans, non parlare di loro.”

Vorremmo ora affrontare alcuni dei punti sollevati dal post sul tuo blog. Per prima cosa, riconosciamo con gratitudine il tuo accettare la transizione come una soluzione per i casi di disforia e il fatto che le persone trans necessitino e siano meritevoli di protezione.

Tuttavia, affermi anche di condividere la preoccupazione che molte persone hanno per:

“… i giovani, le persone gay, l’erosione dei diritti delle donne e delle ragazze. Più d’ogni altra cosa, per il clima di paura che non aiuta nessuno – men che meno giovani trans.” ²

² “…worried about the dangers to young people, gay people and about the erosion of women’s and girl’s rights. Above all, they’re worried about a climate of fear that serves nobody – least of all trans youth – well.”

Di certo è chiaro, guardando alle organizzazioni LGBT+ e dando uno sguardo rapido anche alle risposte al tuo post, che la stragrande maggioranza di giovani e persone LGB sostengono i diritti trans e provano grande sconforto per il modo in cui, appunto, le stesse persone trans vengono presentate in modo distorto da autorialità rilevanti come te. Il moderno movimento per i diritti gay, d’altronde, non è partito proprio da una protesta guidata da donne trans di colore?

Per affrontare il nucleo del tuo discorso, i diritti trans non sono a scapito dei diritti delle donne.

Non vediamo alcuna prova del fatto che le ragazze trans rappresentino, in alcun modo, una minaccia per le altre ragazze. A dire il vero, sono proprio bambinə transgender quellə che spesso subiscono terribili forme di bullismo sia a scuola che a casa. E, come avrai notato, sono adultə transgender quelle che, nella moderna società Britannica, vengono fatte sentire in pericolo da chi vorrebbe caratterizzarlə, senza prove né giustificazioni, come una minaccia; e questo nonostante considerevoli prove dimostrino il contrario.

La tua obiezione ai diritti trans sembra basarsi sulla riforma del Gender Recognition Act 2004, che ha effettivamente il potenziale di consentire alle persone trans di identificarsi nel proprio genere senza dover attraversare un lungo processo. Scrivi:

“… Quando spalanchi le porte dei bagni e degli spogliatoi a un qualsiasi uomo che creda o senta di essere una donna – e, come ho detto, i certificati di conferma del genere ora possono essere concessi senza alcun intervento chirurgico o di terapia ormonale – stai allora aprendo la porta anche a qualsiasi altro uomo voglia entrare. Ecco la semplice verità.” ³

³ “…When you throw open the doors of bathrooms and changing rooms to any man who believes or feels he’s a woman – and, as I’ve said, gender confirmation certificates may now be granted without any need for surgery or hormones – then you open the door to any and all men who wish to come inside. That is the simple truth.”

Dire che sotto l’attuale Gender Recognition Act 2004 – che continua comunque a essere un processo lungo, complicato e medicalizzato -, “ogni uomo che creda o senta di essere una donna” possa essere legalmente riconosciuto in quel genere, non solo è una versione semplicistica delle cose ma, soprattutto, non corrisponde alla verità. Inoltre, l’accesso a bagni e spogliatoi, di norma, non è controllato o ristretto sulla base del genere legale; perciò, dire che i certificati di riconoscimento del genere “spalanchino le porte di bagni e spogliatoi” consiste in un’affermazione infondata… e pure tendenziosa. Non ci sono prove a supporto del tuo suggerimento – secondo cui molte donne si opporrebbero all’inclusione delle donne trans nei bagni femminili – possiamo offrire prove del contrario. Uno studio condotto proprio sui commenti rilasciati da uomini e donne nei social media riguardo questo tema ha rilevato che

‘Le osservazioni raccolte in questo articolo non supportano la credenza per cui la maggior parte delle donne sembrerebbe contro l’utilizzo dei bagni femminili da parte delle donne transgender: abbiamo riscontrato che, nel campione preso in esame, circa il 70% delle utenti femmine cis ha postato commenti non-negativi; circa la metà dei commenti negativi da parte di femmine cisgender sono irrilevanti o sconnessi alla questione proposta [incidental: nello studio un commento era classificato come tale se era negativo ma esprimeva che le preoccupazioni non erano dovute alle femmine trans, ndT].’ ⁴

⁴ Table 2: “Incidental – The user’s comment is negative and expresses that it’s not transgender females causing those concerns.”

La tesi per cui un riconoscimento di genere più semplice condurrebbe a spogliatoi e bagni rischiosi è ulteriormente minata da un capitolo, tanto strano quanto vergognoso, della storia del North Carolina in cui, nel 2016, queste esatte preoccupazioni portarono all’introduzione di una legge che imponeva alle persone di utilizzare solo bagni corrispondenti al genere indicato sul proprio certificato di nascita.

Non solo la nuova legge causò un aumento di transfobia, ma aprì alla possibilità di maggiori molestie, nei bagni pubblici, verso donne non transgender ma che non vestivano né si presentavano in un modo ‘femminile’. La legge, inoltre, imponeva agli uomini trans di utilizzare i bagni delle donne.

Alla fine, solo nel 2019, un giudice federale riuscì a sbarazzarsi di questa legge pericolosa e impraticabile.

Una successiva rassegna statunitense circa le ‘Prove sulla Sicurezza e Privacy in Bagni Pubblici, Spogliatoi e Camerini’, infine, affermò proprio che le persone che si oppongono ai diritti trans

“… spesso citano la paura, o,  in caso queste leggi passassero, le violazioni di sicurezza e privacy nei bagni pubblici … Nessuna evidenza empirica per testare gli effetti di queste leggi è stata raccolta … Questo studio rileva che il passare di tali leggi non è legato al numero o alla frequenza di episodi criminali in questi spazi. Inoltre, lo studio rileva che i report di violazioni di privacy e sicurezza in bagni pubblici, spogliatoi e camerini sono estremamente rari. Questo studio dimostra che le paure di un aumento di violazioni di sicurezza e privacy come risultato di leggi anti-discriminazione non hanno fondamento empirico.” ⁵

⁵ “…often cite fear of safety and privacy violations in public restrooms if such laws are passed…No empirical evidence has been gathered to test such laws’ effects…This study finds that the passage of such laws is not related to the number or frequency of criminal incidents in these spaces. Additionally, the study finds that reports of privacy and safety violations in public restrooms, locker rooms, and changing rooms are exceedingly rare. This study provides evidence that fears of increased safety and privacy violations as a result of nondiscrimination laws are not empirically grounded.”

Hai adoperato il tuo considerevole talento come scrittrice per costruire nella mente del tuo pubblico uno scenario in cui i bagni delle donne sono ‘spalancati’ al mondo esterno, tanto da permettere a ogni predatore di entrarvi incontrastato e per commettere atti nefandi.

Le donne trans hanno, però, già il diritto ad usare le strutture allineate alla loro identità di genere, e queste protezioni sono in vigore sin dall’Equality Act 2010. Il Gender Recognition Act ha a che fare solo con il cambiamento del certificato di nascita: e nessunə deve favorirlo per usare un bagno o un camerino.

Se, sin dal 2010, i predatori sessuali hanno sfruttato le disposizioni dell’Equality Act 2010 per ottenere l’accesso agli spazi delle donne, noi non ne siamo consapevoli, né possiamo avere prove dell’esistenza della sopracitata tendenza da parte di coloro che amerebbero tanto poter rafforzare uno dei loro più comuni attacchi ai diritti trans. Neppure l’auto-identificazione, adottata in molte nazioni in tutto il mondo, ha condotto ad abusi sistematici.

Gli uomini che vessano donne vulnerabili sono un problema globale, ma questo non ha nulla a che fare con le persone trans. Al contrario, le persone trans sono in genere molto più preoccupate circa l’accesso a bagni e spogliatoi delle donne cisgender, proprio perché temono di subire abusi verbali o attacchi da persone che ritengono che loro non dovrebbero trovarsi lì.

Prosegui affermando: “questo è il periodo più misogino di cui abbia fatto esperienza” e aggiungi: “Ovunque, alle donne viene detto di star zitte e sedersi, altrimenti…”

Qui a Mermaids, ci uniamo a te e alle nostre amiche e amici, membri di alcune delle organizzazioni femministe più longeve del Regno Unito nell’esigere la protezione di tutte le donne dalla violenza e dalla misoginia; esigiamo che il patriarcato, che provoca danni a tutti i livelli della società, anche a uomini e ragazzi, venga smantellato. Tuttavia, dovremmo anche prendere atto del fatto che la maggior parte delle voci che diffondono disinformazione attaccando apertamente le persone trans online, attraverso la stampa e la politica, sono donne. Anche se questo fenomeno è inquadrato nel contesto dei diritti delle donne, le nostre tante e orgogliose sostenitrici sono la prova che essere femminista in nessun modo giustifica il demonizzare o deumanizzare le persone trans.

Nel tuo post, spieghi che il tuo interesse su questo tema proviene in parte dalla tua fondazione di beneficenza che, tra le altre cose, supporta progetti per carcerate e per donne sopravvissute agli abusi sessuali e domestici.

Molto è stato detto circa il rischio che correrebbero le donne cis se le donne transgender accedessero alle prigioni femminili. Statisticamente, il numero di persone transgender note nelle carceri Britanniche, in Inghilterra e Galles, corrisponde a 125 individui su un totale di popolazione carceraria di 84.000. Ciò equivale allo 0.15%, che è sotto l’incidenza stimata della popolazione trans nella popolazione generale. Di nuovo, non vi è alcuna prova di uomini che imbastiscano messinscene fingendosi donne per avere accesso alle detenute e ai loro spazi. Sì, certo, c’è stato il caso di Karen White, una donna transgender che ha violentato sessualmente due donne mentre era in custodia cautelare al carcere New Hall a Wakefield, ma non si può ignorare che questo episodio rappresenta una falla imperdonabile nella sicurezza e nelle dinamiche della prigione, e non un motivo per classificare tutte le donne trans come una minaccia. Le donne violente sono generalmente poste nelle prigioni maschili per via delle misure di sicurezza maggiori che queste offrono. Concordiamo sul fatto che dovrebbe essere fatto di più per garantire alle carcerate maggior protezione dagli attacchi di altre carcerate, siano esse cis o trans.

Ad ogni modo, utilizzare episodi così ristretti e particolari per attribuire criminalità a tutte le persone trans dipingendole come una minaccia sessuale alle donne cis è un luogo comune diffuso, inaccurato e, in definitiva, distruttivo. Questa ricerca mostra che le donne trans non sono, infatti, una minaccia maggiore per le donne di quanto non lo siano le altre donne cisgender.

Per quanto riguarda le case rifugio dei centri antiviolenza, siamo gratə che tu riconosca, nel tuo post, che le donne trans e, in generale, le persone trans incorrano in maggiori rischi di abuso. I nostri 25 anni di esperienza a supporto di giovani persone trans ci dimostrano quanto le case rifugio siano un servizio vitale per le donne vulnerabili. Non siamo di casi in cui le donne transgender si siano rivelate una minaccia per le altre donne nelle case rifugio – e queste sono state trans-inclusive per molti anni, per quanto ne sappiamo senza incidenti. Il report di Stonewall ‘Supporting trans women in domestic and sexual violence services’ punta il dito verso i robusti sistemi di salvaguardia in essere per proteggere chi usufruisce del servizio, e al bisogno di assicurarsi che le donne trans siano supportate, per via delle maggiori barriere che fronteggiano per avere accesso all’aiuto. Inoltre, come risultato delle barriere al supporto alle donne trans, il 24% delle donne trans non dice a nessuno degli abusi che ha subìto.

Proseguendo, leggiamo con interesse il tuo passaggio in cui dici di essere un ex-insegnante e fondatrice di un ente di carità per bambinə, che ti dà un interesse sia nell’educazione che nella salvaguardia:

“Come moltə altrə, ho profondi dubbi sull’effetto che il movimento dei diritti trans sta avendo su entrambe.” ⁶

⁶ “Like many others, I have deep concerns about the effect the trans rights movement is having on both.”

Sarebbe utile sapere quali sono le prove di cui disponi quando dici che i diritti trans stanno erodendo il diritto all’educazione e/o la sicurezza di bambinə. L’acquisizione di diritti da parte delle persone trans non colpisce nessuno dei due rami, così come il diritto al matrimonio egualitario non colpisce il diritto a sposarsi delle persone cisgender eterosessuali. Le assunzioni secondo cui i diritti trans rimuovano o impattino negativamente sui diritti delle donne e delle ragazze sono indimostrate, provocatorie e false, pressoché allo stesso modo in cui la Sezione 28⁷ ha permesso all’ineguaglianza di fiorire, colpendo una generazione di persone LGBTQ+. L’Equality Act 2010 si applica a tutte le categorie, protette egualmente.

Articolo 28 del Local Government Act 1988 sotto il governo di Margaret Thatcher che obbligava le autorità locali a “non promuovere intenzionalmente l’omosessualità o pubblicare materiale con l’intenzione di promuovere l’omosessualità” o “promuovere l’insegnamento in qualsiasi scuola finanziata dallo stato dell’accettabilità dell’omosessualità come pretesa relazione familiare”. L’esistenza della legge causò la chiusura di molti gruppi di sostegno LGBT e la limitazione delle attività didattiche attraverso la censura o l’autocensura. Venne abrogata nel 2000 in Scozia e nel 2003 nel resto del Regno Unito.

Esprimi le tue preoccupazioni “sull’enorme esplosione nel numero di giovani donne che desiderano transizionare”, affermando:

“Se fossi nata 30 anni dopo, forse anche io avrei provato a transizionare. Il fascino di fuggire dalla condizione femminile sarebbe stato enorme. Ho lottato con grave DOC⁸ da adolescente. Se avessi trovato online quella solidarietà e quel senso di appartenenza – mancante, invece, nell’ambiente a me circostante – credo che anche io sarei mi sarei persuasa a diventare il figlio che mio padre aveva sempre detto apertamente di volere.” ⁹

⁸ Disturbo Ossessivo-Compulsivo.
⁹ “If I’d been born 30 years later, I too might have tried to transition. The allure of escaping womanhood would have been huge. I struggled with severe OCD as a teenager. If I’d found community and sympathy online that I couldn’t find in my immediate environment, I believe I could have been persuaded to turn myself into the son my father had openly said he’d have preferred.”

La necessità che molte donne avvertono di voler fuggire dal proprio genere è un triste riflesso della società e concordiamo, le ragazze e le giovani donne devono empowerarsi per poter ottenere i loro diritti e per non essere costrette a vivere entro valori e aspettative obsolete e misogine.

Non vi sono prove che alcun giovane uomo trans, neppure tra quelli che supportiamo, stia transizionando perché desidera fuggire dall’essere donna, perchè desidera un’esistenza maschile più semplice. Al contrario, la transizione può essere un processo spaventoso ed estenuante. 

Sebbene possano esserci persone giovani che sperimentano la transizione e la loro identità di genere in modo assolutamente sano, lo stesso può non esser valido per coloro che transitano permanentemente o per coloro che seguono un percorso medicalizzante.

Eppure, parlando a giovani ragazzi e uomini trans, è chiaro che qualcosa è cambiato nel modo in cui bambinə e adolescenti si sentono liberə di esprimere ciò che sono. Mentre alcunə vedono questa libertà di espressione come una ragione per cui allarmarsi, noi la intendiamo, invece, come una boccata di aria fresca – piano piano, stiamo emergendo da quell’era glaciale sociale che è stata imbrigliata, ipocrita e incorsettata epoca Vittoriana. 

Così come c’è stato un aumento dei giovani che si sentono abbastanza al sicuro per potersi dichiarare gay e bisessuali a scuola, c’è anche una maggiore libertà nel parlare apertamente dell’identità di genere. Non è chiaro perché i ragazzi transgender siano ora più rappresentati delle ragazze transgender nella popolazione, ma, ad ogni modo, non è una cosa buona permettere alla gioventù di esplorare la propria identità? La tua argomentazione contro questo punto, forse, ha a che fare con il pentimento che le ragazze potrebbero avere dopo aver intrapreso un percorso medico. 

L’allusione d’una tendenza per cui persone non-trans riceverebbero riassegnazione chirurgica del genere è inaccurata. L’accesso agli interventi medici non è né rapido né semplice, anzi: i tempi di attesa possono superare i 2 anni, seguiti da altrettanto lunghi periodi di accertamenti vari eseguiti da esperti del Sistema Sanitario Nazionale (NHS). Chi è minorenne non ha accesso alla chirurgia e ogni intervento medico, bloccanti ormonali compresi, poggia sulle regole del consenso determinato dalla  “competenza Gillick”, proprio come ogni altra procedura.

Prosegui dicendo che le persone giovani hanno

“… in alcuni casi hanno alterato i loro corpi irrevocabilmente, e perso la fertilità.”

Ci sono molti resoconti e una crescente quantità di ricerche che mostrano che la terapia ormonale non rende necessariamente una persona infertile – anche se è spesso segnalato che assumere estrogeni o testosterone per lungo tempo potrebbe condurre a una completa perdita di fertilità. Ad ogni modo, quel che dici non è stato provato da nessuna sperimentazione clinica.

Un numero sempre maggiore di persone trans ha esperito, al contrario, la ripresa della propria fertilità nel momento in cui hanno sospeso la terapia ormonale,  riuscendo ad avere figliə biologichə con o senza trattamento di fertilità.

Alcune operazioni chirurgiche rendono le persone infertili, ma queste non sono disponibili nel Regno Unito fino alla maggiore età, momento in cui la decisione viene presa da una persona adulta e con piena comprensione delle conseguenze; ci sono molte discussioni circa il congelare ovuli e sperma per il futuro.

Vale la pena ricordare quindi che il pentirsi delle proprie operazioni chirurgiche è, in proporzione, molto basso tra i pazienti che desiderano affermare il proprio genere e che le ricerche che insinuano il contrario sono state tutte ampiamente smentite. ¹º

¹º Versione accessibile gratuitamente a questo indirizzo.

Esprimi preoccupazioni sul fatto che, a guidare la crescita del numero di giovani che si identificano come trans, potrebbe esserci l’omofobia.

“Alcunə dicono di aver deciso di transizionare dopo aver realizzato di essere attrattə da persone dello stesso sesso, e che la transizione fosse parzialmente guidata dall’omofobia, della società o delle loro famiglie.”

I genitori di giovani persone trans sono spesso accusati di essere omofobi: è spiacevole constatare nel tuo post un simile sottinteso. Possiamo assicurarti che la nostra utenza, lo staff e i/le volontarə sono certamente non omofobi, e che, per nostra esperienza e nella società odierna, è molto più semplice per un genitore accettare unə figliə gay anziché comprendere i bisogni di unə figliə trans. Ad ogni modo, quando un genitore accoglie la/il propriə figliə, indipendentemente dal suo orientamento sessuale e/o identità di genere, l’amore e il supporto che i genitori manifestano a* figlə trans è testimonianza della loro apertura alle identità che non si conformano alle aspettative tradizionali, binarie ed eterosessuali. A dirla tutta, moltə giovani trans e molte persone del nostro staff sono gay e meritano di essere accettatə senza mescolare le due questioni, separate: quella del genere e quella della sessualità.

Le prove raccolte da molti studi mostrano quanto sia di gran lunga più probabile, per le persone transgender, essere in una relazione con una persona dello stesso genere rispetto ai loro coetanei cisgender, vanificando completamente la tesi dell’omofobia. Il National Transgender Discrimination Survey del 2015 ha riportato l’orientamento sessuale del campione preso in esame, dimostrando uno spettro di orientamenti variegato tra le persone transgender e di genere non conforme.

Tra le persone che hanno risposto al sondaggio, il 23% ha riportato un orientamento sessuale gay o lesbico; il 24% si identifica come bisessuale. Lo studio continua:

‘Coloro che assumono che tutte le persone transgender siano etero dopo la transizione sono tanto in errore quanto coloro che assumono che siano tutte gay, lesbiche o bisessuali.’

Questo è confermato anche dalla nostra esperienza aneddotica sulla sessualità dell’utenza di Mermaids.

ATTENZIONE: IL PARAGRAFO SEGUENTE DISCUTE QUESTIONI LEGATE AL SUICIDIO E POTREBBE CAUSARE DISAGIO.

Siamo statə turbatə dal tono del tuo post quando hai approcciato il tema delle vite trans e del suicidio. Non citeremo il tuo post riguardo questo punto. Ad ogni modo, a moltə è sembrato che, nel tuo post, insinuassi non vi fosse alcuna connessione tra i pensieri o le azioni suicide e l’impedimento alla transizione che molte persone esperiscono. 

La ricerca dalla fondazione LGBT+ Stonewall ha mostrato che quasi metà della gioventù trans ha tentato il suicidio. Questo è confermato da una quantità di studi in tutto il mondo.

Sembri dubitare di queste statistiche: insinui cioè che le persone utilizzino la questione dei suicidi trans in opportunistico – o in malafede – quando intendono vincere una discussione. È impossibile mettere in parole quanto una simile insinuazione sia orripilante e speriamo sinceramente che questa non fosse la tua intenzione. Il nostro staff ha pianto a lungo per le vite perdute di giovani persone, di grandi amicizie che hanno sentito, semplicemente, di non poter continuare a vivere in un mondo che le tratta con fanatismo, intolleranza e disprezzo. 

Il nostro staff e lə volontarə portano con sé ciascuna di queste vite: chiediamo che non venga sminuito il danno fatto a vite già vulnerabili da coloro che rifiutano di riconoscere le istanze di autolesionismo e suicidalità tra giovani trans.

SE LE QUESTIONI DI CUI SOPRA TI RIGUARDANO, PER FAVORE CERCA SUPPORTO TRAMITE LA HELPLINE NAZIONALE “TRANS – PUNTO DI ASCOLTO” (800 713 713 IN ORARIO 16-20). ¹¹

¹¹ Abbiamo modificato questa parte con la helpline italiana anziché quella britannica.

L’ultima frase del tuo post che vorremmo toccare è la seguente:

“Ho letto tutto riguardo l’argomento per cui l’essere femmina non risiede nel corpo sessuato assieme alle affermazioni che sostengono che le donne biologiche non abbiano esperienze in comune, e le trovo, a loro volta, profondamente misogine e regressive.” ¹²

¹² “I’ve read all the arguments about femaleness not residing in the sexed body, and the assertions that biological women don’t have common experiences, and I find them, too, deeply misogynistic and regressive.”

Lungi dall’essere regressive o misogine, quelle affermazioni sono basate sulle più recenti ricerche scientifiche, accettate globalmente da espertə in biologia che studiano il tema. Non entreremo nei dettagli scientifici a riguardo qui¹³ ma forse questo post, scritto proprio da una biologa, può essere utile. In breve, la biologia non è né binaria né semplice come spesso assumiamo;  il solo fatto che tu non senta disparità tra l’identità di genere a te assegnata e ciò che sei, non ti qualifica ad agire come un ‘cappello parlante dei generi’ per le altre persone.

¹³ Lo facciamo noi. Dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Developmental biology suggests that a strict belief in absolute sexual dimorphism is incorrect. Instead, Blackless et al. suggest two overlapping bell-shaped curves to conceptualize sexual variations across populations. Qualitative variation in chromosome complement, genital morphology and hormonal activity falls under the area of overlap.” Inoltre da Nature, Sex Redefined; da The Guardian, Nature and Sex Redefined . we have never been binary. Inoltre Science and Theory of Gender Development dal corso su Coursera What does it mean to identify as Transgender or Gender Non-Conforming (TGNC)?

J.K. Rowling, chiudi il tuo post guardando al futuro e immaginando una “suprema ironia” in cui “i tentativi di mettere a tacere le donne con la parola ‘TERF’ ¹⁴ avranno spinto più giovani donne verso il femminismo radicale…”

¹⁴ Femministe Radicali Trans-Escludenti, termine per designare donne che si riconoscono in correnti femministe, talvolta con influenze radicali ma non solo, e che escludono le donne trans da spazi femministi e rivendicazioni politiche. Sono diffuse nel Regno Unito – seguono tre articoli che ne parlano: 1, 2, 3.

Noi, ad ogni modo, guardiamo all’“adesso” e possiamo già osservare sempre più giovani donne, uomini e persone non binarie esprimersi liberamente, rifiutando il patriarcato delle precedenti generazioni e annunciando le loro vere identità di genere, usando il proprio linguaggio, i propri termini. Lungi dal guidare la maggior parte delle giovani donne al femminismo radicale, lo scenario sta volgendo verso un movimento collettivo, verso una maggiore accettazione e comprensione che siamo tuttə diversə e che il genere è qualcosa di personale per ciascunə di noi. Come dici nel tuo post:

“Non dimentico mai quella complessità interiore quando creo un personaggio di fiction e di certo non lo dimentico mai quando si tratta delle persone trans.”

Questo “movimento” di genere non è progettato o curato da politici di mezza età, da genitori, influencer, benefattori o autorialità; è nato dalle voci trans, vivaci e dinamiche, che hanno controllo su ciò che sono e chiedono: semplicemente, di essere rispettate.

Abbiamo ascoltato attentamente ciò che dici e teniamo conto delle tue parole di chiusura:

“Tutto ciò che sto chiedendo – tutto ciò che voglio – è altrettanta empatia, comprensione e che questa sia estesa ai molti milioni di donne il cui unico crimine è quello di volere che i propri timori siano ascoltati, senza ricevere minacce e abusi.”

Quando le donne esprimono timori, non è certo un crimine per noi. Consideriamo, però, abusivo e dannoso quando si associano le donne trans agli uomini predatori sessuali, quando si imputa criminalità sessuale alle identità trans, quando si suggerisce che il supporto di bambinə trans sia omofobia e misoginia genitoriale, e, infine, quando si condividono informazioni inaccurate e non comprovate che danneggiano fortemente le vite delle persone trans e non-binarie.

Di nuovo, chiediamo che le minacce e gli abusi cessino da tutti i lati di questo dibattito.

Da parte nostra, tutto ciò che chiediamo è che incontri giovani persone trans e che tu le ascolti con mente aperta e cuore aperto.

Non parlare di bambinə trans, a meno che tu non lə abbia prima ascoltatə.

Cordiali saluti,

Il Mermaids Team

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