Come fanno le sette a manipolare i propri affiliati

Mar 2, 2017 by

Come fanno le sette a manipolare i propri affiliati

Ieri (primo marzo 2017) VICE Italia ha pubblicato un articolo, tradotto, di Alexandra Stein, una donna americana che per anni ha fatto parte di The O., una setta politica di orientamento marxista-leninista. Dopo esserne uscita, ha deciso di raccontare in un libro come funziona il lavaggio del cervello nelle sette. Premetto che non ho letto questo libro. Tutto ciò che so sulla signora Stein viene da quel breve e semplice articolo, e dunque la mia impressione potrebbe essere falsata. Eppure, ho la sensazione che la Stein abbia deciso di parlare della sua esperienza senza confrontarsi con i decenni e decenni di analisi sul fenomeno del settarismo.

Forse nel suo libro va molto più in profondità, ma stando all’articolo lei sostiene che ci siano cinque fattori fondamentali che caratterizzano una setta. Siccome ci sono ben più interessanti e approfonditi fattori quali le condizioni di Singer, i temi ricorrenti di Lifton e gli schemi d’azione di Cialdini, ho pensato che esporli brevemente potesse dare un’idea più concreta e vivida di come una setta riesca ad erodere l’autonomia e l’indipendenza dei propri membri, rendendoli sempre più schiavi della vita nella setta stessa.

Alcuni esempi abbastanza noti di sette molto diffuse sono Scientology, i Testimoni di Geova, i neo-catecumenali, Comunione e Liberazione. Ve ne sono poi una moltitudine su piccola scala, in cui c’è un rapporto diretto tra il leader e i membri, come molte sette sataniche, religiose, mistiche, pagane, new-age, scientifico-tecnocratiche, etc. Vi sono poi alcuni movimenti ibridi che condividono parecchie peculiarità delle sette, pur essendo in qualche modo meno pressanti, come Herbalife (e altri casi di marketing piramidale o multi-level marketing) o la PNL (Programmazione Neuro Linguistica). Ci sono poi quelli che propongono le tecniche mnemoniche fuori dalle università e che invece ti avvolgono in una spirale di sfruttamento di lavoro tartassante in cui sei addirittura tu a pagare anziché venire pagato. Inoltre, benché l’accostamento sia esagerato, può essere interessante considerare i parallelismi tra le tecniche di manipolazione utilizzate nel settarismo e alcuni casi di fidelizzazione politica estrema attorno ad un leader (ciascuno, leggendo le tecniche, rifletta da sé sull’applicabilità a specifici partiti nostrani o esteri). Essendo tecniche di manipolazione si possono notare somiglianze anche con persone singole che si rapportano agli altri – famiglia, amici o partner, nel qual caso si parla di vampiri affettivi.

Ma veniamo alle peculiarità delle sette. Le sei condizioni di Singer sono quelle considerate necessarie nell’ambiente affinché la persuasione abbia efficacia. I temi ricorrenti di Lifton si focalizzano sulla sequenza del processo che porta i membri di una setta a diventarne dipendenti e a perdere la loro capacità di giudizio critico. Gli schemi d’azione di Cialdini sono modelli di comportamento umano che i manipolatori sfruttano per avere successo.

Le sei condizioni di Singer

Margaret Thaler Singer, autrice de Cults in Our Midst, 1996

Margaret Thaler Singer, autrice de Cults in Our Midst, 1996

  1. Inconsapevolezza della manipolazione

Questo è abbastanza banale, i membri chiaramente non devono sapere che c’è una manipolazione in atto.

  1. Controllo del tempo

Le sette fanno in modo di occupare tutto il tempo possibile dei loro membri. Questo da un lato fa sì che i pensieri man mano siano costantemente rivolti verso la setta, dall’altro inizia a tagliare fuori l’affiliato dal resto della sua vita (parenti, amici, ecc. che se presenti possono fare da ponte, da àncora di salvezza verso il mondo “sano” – se invece si tagliano i rapporti con loro, insieme ad altri cambiamenti, è più difficile poter trovare nelle vecchie relazioni interpersonali un aiuto.

  1. Creare sistematicamente un senso di impotenza

Nell’isolare da amici e famiglia, le sette devono convincere che questi non sono in grado di dare alcunché e che le soluzioni possono essere invece trovate nella setta. Spingono a non aprirsi più con loro ma ad affidarsi invece alla setta. Oltre all’isolamento fisico se ne unisce quindi sinergicamente anche uno emotivo.

  1. Sistema di premi e punizioni per inibire comportamenti errati

Le sette convincono i membri che le precedenti abitudini erano errate e malvagie, e li reprimono, così da erodere sempre di più la vecchia appartenenza alla società. Lunghi canti, riti e preghiere, meditazione, trance o simili sono esempi tipici. Spesso si tratta anche di repressione della sessualità. Se il poter avere una vita sessuale è limitato da regole rigide stabilite dalla setta (“solo con un altro membro della setta, dopo il matrimonio, nel rispetto di queste e quest’altre regole”, ad esempio) il desiderio di poter avere questa vita sessuale porta verso il comportarsi nel modo più irreprensibile possibile secondo i canoni della setta per essere un buon membro e poter ricevere il “premio”.

  1. Sistema di premi e punizioni per promuovere l’ideologia e l’appartenenza

Minacce di perdita dello status privilegiato se non ci si comporta bene, premi anche materiali se si agisce in modo adeguato, ecc. Ad esempio, organizzare a cadenze regolari degli eventi in cui membri a turno salgono su un palco e parlano della loro esperienza nella setta, porta ovviamente a parlarne in termini molto positivi anche se non lo si pensa davvero, e così facendo si sta consolidando il senso di appartenenza proprio e altrui (se gli altri dicono di essere così felici, allora sarà vero e lo sarò anche io).

  1. Sistema logico chiuso

Quando i membri avanzano dei dubbi sulla setta, i leader e i loro pari diranno che in realtà il difetto sta in chi ha i dubbi. Le obiezioni sono ribaltate per convincere il membro che è lui a sbagliare, usando sensi di colpa e accuse di egoismo. “Non riponi abbastanza fiducia in noi”, “non ti stai impegnando abbastanza”, “pensi solo a te stesso”, “non vedi come tutti gli altri sono felici?”, che alla lunga porta a interiorizzare queste idee e a reprimere i dubbi per la riprovazione sociale che ne seguirebbe e per essere un modello d’esempio anziché quello egoista che non dà fiducia alla comunità. Altre possibilità sono sistemi logici circolari che proteggono da qualsiasi attacco, come esemplifica bene la difesa della dottrina dei Testimoni di Geova (che non è il caso di approfondire in questa sede).

Gli otto temi ricorrenti di Lifton

Robert Jay Lifton,

Robert Jay Lifton, autore de Thought Reform and the Psychology of Totalism: A Study of “Brainwashing” in China, 1961

  1. Controllo del Milieu

Controllo totale della comunicazione del gruppo: i dubbi e le perplessità non devono uscire al di fuori della setta. In alcuni casi occorre invece prodigarsi per raccontare i presunti aspetti positivi, del felice cambiamento nella propria vita ecc., che a lungo andare contribuisce a farteli accettare come veri (anche perché ci si sentirebbe idioti a continuare a raccontare a quei pochi fuori dalla setta con cui ancora si parla di quante cose belle ci sono se poi non le si pensasse veramente, quindi per una sorta di meccanismo di difesa ce ne si convince).

  1. Linguaggio caricato

Le sette inducono i membri ad assumere un linguaggio nuovo e diverso dal resto della popolazione, con termini o espressioni distintive e ricorrenti. Questo nel tempo porta la comunicazione a diventare difficile con le persone fuori dalla setta, inizia a scricchiolare il terreno comune di riferimento, per cui ci si inizia a non fidare più di chi parla col vecchio linguaggio, e si trova più comodo, adeguato, giusto, semplice parlare coi membri della setta che condividono il linguaggio e dunque il medesimo schema concettuale.

  1. Richiesta di purezza

Ogni azione è buona o cattiva, senza vie di mezzo. Una volta instillata questa convinzione, i membri hanno sensi di colpa e di dipendenza dalla setta, che è buona, e vedono il mondo esterno come cattivo e desidereranno averci meno a che fare. Nel presentarsi come “buoni” poi ti spingono ad esserlo altrettanto agendo in modo che in realtà consiste nell’accontentarli e dar loro fiducia (perché sono perfettamente buoni, come potresti non averne?) calpestando quel che provi o pensi ed erodendo quindi ancor di più la tua identità. Il mondo esterno alla setta è tutto impuro, malvagio e corrotto e qualunque cosa dicano o facciano è sbagliata. Se parlano male della setta è una prova ulteriore che sono malvagi, visto che la setta è perfettamente buona.

  1. Confessione

I membri devono rivelare gli aspetti peggiori della loro vita passata. Questo li fa sentire più vicini, più intimi alla setta e più lontani dal mondo, e inoltre la setta può usare queste informazioni per manipolarli meglio. Le confessioni vengono poi amplificate e distorte per convincere i membri che la loro vita prima dell’entrata nella setta fosse impura, sbagliata e che solo nella setta possano trovare il bene. Qualunque tentativo di tornare indietro viene quindi visto come illogico.

  1. Manipolazione mistica

La setta si prodiga per convincere il gruppo che sentimenti e comportamenti nuovi siano scaturiti da sé, in un’atmosfera di assoluta e magnifica spontaneità. Qualsiasi accusa di plagio viene rispedita al mittente dicendo che è stato lui a scegliere volontariamente di affiliarsi. Ci sono delle forzature in cui è facile cascare, in cui si dicono cose come “è incredibile quanto vi dedichiate a questa organizzazione, è incredibile quanto siate migliorati e tutto per la vostra buona volontà, i rapporti di amicizia e comunanza che state sviluppando tra voi sono magnifici” ecc., cercando di convincere i membri che sia tutto spontaneo e non invece costruito, e ripetendo questo genere di idee più volte e forzando anche i membri a farle proprie e a dirle, questi sono portati a convincersene, anche per il discorso precedente per cui ci si sentirebbe degli idioti a continuare a farsi dire e a dire qualcosa di non vero.

  1. La dottrina è più importante della persona

La setta inizia a chiedere di sacrificare ciò che la persona prova o pensa in nome della fiducia nella setta stessa, là dove la fiducia assume il significato distorto di “prendere per buono ciò che ti diciamo e ti chiediamo di fare anche se non ha alcun senso”. Anche azioni futili e prive di per sé di un significato, ma che per il fatto stesso di essere fatte per fiducia, assoggettano sempre più gli affiliati ed erodono la loro indipendenza.

  1. Scienza sacra

Il darsi una parvenza di scientificità e autorevolezza per rendere più credibile tutto l’impianto. Si fa riferimento spesso a due o tre scienziati specifici che “vanno contro corrente”, “dicono le cose come stanno”, “non si piegano agli inganni della comunità scientifica / le lobby / il diavolo” perché sono in linea con le credenze della setta, mentre si ignorano completamente tutte le evidenze contrarie, generando anzi una sfiducia e spesso un’ostilità verso le conoscenze scientifiche attuali, nella convinzione che quelle corrette e realmente scientifiche siano quelle continuamente ripetute dalla setta, talvolta col culto personalistico dei suddetti due o tre scienziati “alternativi”.

  1. Dispensazione dall’esistenza

La setta enfatizza la credenza che i membri appartengono ad una elite, sono prescelti, ed incentrano la vita sull’appartenenza al gruppo. Insieme a tutti gli aspetti elencati precedentemente, questo conduce alla persistente sensazione che uscire dalla setta significherebbe gettarsi nel vuoto, nel nulla. La setta è perfetta, facendone parte l’affiliato è migliorato, ha sviluppato spontaneamente magnifiche qualità e rapporti interpersonali, gli amici e la famiglia non vogliono capire e comunque ormai non li sente più davvero, se se ne andasse rinuncerebbe alla Perfezione Scesa in Terra che ha avuto la fortuna di trovare e che l’ha reso Qualcuno, mentre prima era solo un disgraziato, un miserabile, ed uscendo dalla setta rinuncerebbe a questa opportunità letteralmente unica tornando ad essere un miserabile e non avendo più il metro né l’incentivo ad essere buono come si può essere solo con l’esempio e l’aiuto della setta. In sostanza la setta dispensa dal fardello dell’esistenza, giunti a questo punto l’affiliato è tipicamente sollevato del fatto di avere avuto la fortuna di trovare l’unico gruppo di persone che sa come si vive e che può farlo vivere nel modo giusto, senza richiedergli lo sforzo mentale, emotivo che l’esistenza richiede. Vivere bene nella setta è semplice e possibile. Al di fuori la vita giusta è impossibile e lo sforzo per farlo senza la setta è percepito come al di là della propria portata.

I sei schemi d’azione di Cialdini

Robert Cialdini, autore de The Science of Persuasion, 2001

  1. Impegno e coerenza

Se ci si assume un impegno una volta e poi ci si tira indietro, si hanno sensi di colpa. I manipolatori e le sette giocano spesso su questo punto: una volta che si accetta di essere dentro si è preso un impegno, se si rinuncia si è ingiusti, “noi abbiamo puntato tutto su di te”, “abbiamo sacrificato molto per te”, ecc.

  1. Reciprocità

Se qualcuno dona qualcosa, ci si sente in dovere di ricambiare. La setta lega a sé i membri anche in questo modo, con doni che a seconda del caso possono essere materiali, personali (tempo, amicizia, aiuto, consiglio…) o altro.

  1. Imitazione

Se tutti i membri si comportano allo stesso modo, si è portati ad imitarli, sentendosi inadeguati e sbagliati se non lo si fa.

  1. Autorità

Si tende a rispettare l’autorità, e se il leader si presenta come autorevole e/o autoritario verrà rispettato. I leader delle sette frequentemente si presentano come persone che hanno avuto un enorme successo, o sommamente buoni e filantropi, o eccezionalmente colti e informati in una grande quantità di campi, o incredibilmente abili. Talvolta il continuo auto-elogio è associato alla richiesta di conferma di questi auto-elogi, che sempre per il discorso precedente conduce nel tempo a convincersene davvero.

  1. Love bombing

Essere riempiti di attenzioni, cordialità, affetto spinge a ricambiare e soddisfa il desiderio di essere apprezzati, oltre ad accentuare la sensazione di aridità e vuoto del “mondo di fuori”, nonostante questo affetto nella setta sia drogato e in larga parte fasullo.

  1. Scarsità

Sapendo di avere la possibilità di ricevere qualcosa di unico e raro, si sente che se non si agisce subito per ottenerla si potrebbe perdere l’occasione. Per questo le sette insistono sul fatto che andarsene significa perdere l’opportunità della vita, e convincono man mano dell’unicità e preziosità di ciò che è ottenibile conducendo la vita nella setta.

C’è un aneddoto riguardo i Testimoni di Geova che mi ha colpito molto. Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova si prodiga per dare l’idea di immutabilità della dottrina ai suoi membri, dal momento che la spacciano per la volontà di Dio e non per una tra le tante interpretazioni umane possibili della Bibbia – salvo poi quando sono costretti a parlare delle modifiche dottrinali e le giustificano parlando di “intendimenti progressivi”, per cui nel tempo si capisce sempre meglio la volontà di Dio (rimettendo in mezzo l’interpretazione ma negando che sia tale, sostanzialmente).

Ad ogni modo, nel 1947 la Romania diventa uno degli stati satelliti dell’URSS. Viene imposto l’ateismo di Stato, e inoltre le comunicazioni con il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova (che ha sede a Brooklin) si bloccano. I Testimoni di Geova romeni però non si danno per vinti. Per decenni, continuano a rimanere saldi nella loro fede e nella speranza che un giorno potranno ricongiungersi ai propri fratelli. Clandestinamente si riuniscono per celebrare le Adunanze (l’equivalente delle Messe cattoliche), e sempre clandestinamente continuano a diffondere quella che ai loro occhi è la parola di Dio, in tutto questo rischiando e subendo persecuzioni e venendo anche incarcerati per il loro agire.

Nel 1989 l’URSS crolla, e finalmente possono riunirsi a tutti gli altri Testimoni di Geova. Non fosse che nel frattempo, mentre i romeni erano rimasti fedeli alla dottrina del 1947, i Testimoni di Geova del resto del mondo in contatto con la sede di Brooklin non credevano più che Geova dimorasse nella costellazione delle pleiadi, né che i vaccini fossero una violazione del patto di Dio con Noè – invece, ora li accettavano. Questi sono solo due tra i numerosi esempi di modifiche alla dottrina intercorsi tra il 1947 e il 1989, e che conducono i Testimoni di Geova romeni, dopo tutte le persecuzioni subite per difendere qualcosa in cui il resto dei Testimoni del mondo non credeva più, a ritenere che il resto del mondo fosse stato corrotto da Satana e che fossero rimasti solo loro a proclamare la parola di Dio. Vengono considerati apostati, sostanzialmente scomunicati, e fondano un gruppo alternativo chiamato “La Vera Fede – I Testimoni di Geova”, a cui aderiscono a tutt’oggi molti Testimoni delle zone ex-URSS.

Se si prova a parlare con un Testimone di Geova, però, questo sarà perfettamente convinto che la dottrina sia infallibile. Solamente chiedendogli conto dei cambiamenti dottrinali accederà all’altro scomparto mentale, separato, in cui può ammettere che ci sono dei cambiamenti, ma che questi siano dovuti agli “intendimenti progressivi” e nonostante sia contraddittorio, continua a ritenere infallibile ciò che la Torre di Guardia gli dice.

Con questo si chiude la breve e superficiale, ma spero interessante, analisi del fenomeno delle sette. È bene ricordare che nessuno, letteralmente nessuno (neanche tu, neanche io) è immune dalla possibilità di finire in una situazione di questo tipo, per quanto possa ritenersi autonomo ed indipendente (no, neanche tu, non è una frase fatta, è letteralmente così). Conoscere questi meccanismi è preventivo e può aiutare, ma non è risolutivo. Una moltitudine di persone si è rovinata e continua a rovinarsi a livello umano, di relazioni e a livello materiale per via dell’entrata in una setta. Sono organizzazioni estremamente pericolose, e ce n’è per tutti i gusti, le attitudini e gli ideali. Fate, facciamo tutti attenzione.

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