Unioni Civili: tutte le colpe del M5S

Feb 17, 2016 by

Unioni Civili: tutte le colpe del M5S

In quello che sta accadendo in questi caldi giorni di votazioni, emendamenti, canguri, scelte e contro-scelte, il M5S ha giocato la parte dell’ubriaco. Dapprima favorevole al ddl Cirinnà salvo modifiche strutturali, poi libertà di coscienza sulla stepchild adoption, poi rifiuto del voto sull’emendamento canguro, e chissà cos’altro ancora. Qui di seguito una breve cronaca commentata delle loro azioni:

  1. All’inizio i parlamentari M5S hanno dichiarato di essere “favorevoli al ddl se non ci sono modifiche”, per poi ritrattare con “lasciamo libertà di coscienza poiché nella prima consultazione online non era presente alcun riferimento alle adozioni gay e alla stepchild adoption”. Questo è falso, e nextquotidiano l’ha già ampiamente dimostrato.
  2. Sulla libertà di coscienza, salta all’occhio l’incoerenza con le stesse idee del Movimento: non è cosa nuova, infatti, che il M5S voglia stralciare l’Art. 67 della Costituzione poiché, nella loro visione politica fondata sulla democrazia diretta dal basso, “i parlamentari sono portavoce dei cittadini e non devono in alcun modo decidere singolarmente”. È comprensibile, chiaramente, che il M5S abbia diverse anime e sensibilità al suo interno, ma la libertà di coscienza sarebbe sensata se i parlamentari fossero considerati effettivamente come tali e non come semplici portatori di istanze. Un vero cortocircuito logico.
  3. Infine, non votando l’emendamento-canguro e col rischio di distruggere una legge già di per sé frutto di compromessi, il M5S si è schierato dalla parte dell’opposizione. La giustificazione è che “bisogna consentire che le procedure democratiche facciano il loro corso”, benché siano perfettamente a conoscenza della natura assurda ed ostruzionistica di tali emendamenti (qui alcuni esempi). Già in passato il M5S si era espresso contro l’uso del canguro “in quanto strumento”, ma per parte della base del M5S questa proclamazione di coerenza non è sufficiente.

Da sostenitori del ddl, i grillini si stanno riscoprendo suoi fieri oppositori; se non nella forma, quantomeno nei fatti. Monica Cirinnà stessa è rimasta stupefatta, sino a proclamare la fine della sua carriera politica, avendo riposto la sua fiducia nel gruppo sbagliato.

Sia chiaro, il M5S non è l’unico ad avere responsabilità: Lega, Forza Italia e Nuovo Centrodestra han fatto di tutto per impedire l’approvazione della legge, trascinando la loro dose di falsità, tanto in Parlamento quanto al Family Day (uno su tutti, i discorsi senza senso sull’utero in affitto, non previsto dalla legge italiana e non presente nel ddl). Lo stesso PD non è riuscito a trovare una solida convergenza interna con la sua area cattolica e ha dovuto lasciare libertà di coscienza, facendo traballare sin da subito il numero di parlamentari favorevoli alla legge. L’unica differenza è che le posizioni di questi partiti non sono cambiate in maniera schizofrenica e non hanno shockato il loro elettorato dando false illusioni (e a questo punto dell’iter parlamentare è difficile che avvenga qualche altro clamoroso voltafaccia).

Il M5S ha bruciato quella che poteva essere una reale vittoria politica, su tutti i fronti possibili. Poteva rubare voti e “proprietà politica” al PD sui temi etici, poteva contribuire alla fine delle sanzioni europee per la mancata regolamentazione delle unioni omosessuali, e poteva dimostrarsi determinante nelle votazioni e avere una carta vincente da spendere in campagna elettorale.

A questo punto ci si deve chiedere: perché? Cosa spingerebbe il M5S a queste azioni all’apparenza assurde? Più spiegazioni sono possibili, e non necessariamente si escludono a vicenda. Qui riporto le più citate:

  • Annacquare la legge. Il 24 Febbraio il ddl tornerà in aula (se addirittura non verrà rispedito prima in Commissione), e durante la discussione parlamentare è molto probabile che, tra le centinaia di voti segreti, qualche emendamento-fuffa passi e renda perciò insignificante il ddl nel suo complesso. Il M5S, a questo punto, potrà coscientemente votare contro, vantando persino una rettitudine morale e una coerenza di azioni, dopo aver voltato le spalle all’occasione in cui potevano davvero essere determinanti.
  • Costringere il PD a votare col Centrodestra. Il PD di Renzi non è nuovo a compromessi con più parti, e vedendosi mancare i voti del M5S non esiterebbe a cercare ulteriore compromesso con il Centrodestra, in particolare con NCD. Quasi sicuramente, significherebbe sacrificare la stepchild adoption sull’altare delle trattative. Il M5S, a quel punto, potrà accusare il PD di aver fatto l’ennesimo “inciucio” e votare contro. Questo sarebbe un pessimo scenario per chi avrebbe fatto davvero uso della stepchild adoption.
  • Non governare mai. Il M5S non  è nuovo ad uscite assurde e controproducenti in vista di appuntamenti elettorali importanti. Gli esempi potrebbero essere molti, ma mi limito a due uscite eclatanti. Sotto le elezioni europee, Grillo dichiarò di essere oltre Hitler e insultò mezza Unione Europea; più di recente, in vista delle amministrative dove il M5S ha buone possibilità a Roma, Paola Taverna ha millantato un ridicolo “complotto per far vincere il M5S”. La logica di queste e altre dichiarazioni risiede nel mantenere il bacino elettorale su un livello costante, per essere sempre presenti ma non essere mai né determinanti, né tantomeno al governo di qualche centro politico importante. Alla prova dei fatti in amministrazioni enormi, il M5S potrebbe mostrare tanto la sua capacità (“metteteci alla prova”) quanto la sua inettitudine, ed è un rischio che forse non sono pronti a correre.

Comunque vada, il M5S ha perso (l’ennesima) occasione per diventare un soggetto politico adulto e responsabile, dimostrando di essere più interessato alla forma che alla sostanza, più ai giochetti politici che alla vita dei cittadini italiani.

“Siete come loro”, direbbero loro stessi.

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1 Comment

  1. mimmo

    Non e’ assolutamente vero che i 5s avessero coscientemente votato sulla stepchild adoption! Lo so perch evitai a favore ma ci feci caso proprio mentre votavo che non era chiaro nel quesito.
    L’errore fu di non interrogare la base ancora, piuttosto che lasciare la scelta ai deputati, sebbene tuttavia avrebbero tutti o quasi votato a favore. I punto era che si volevano evitare delle scomode defezioni ed in quel contesto (visto che comunque il 99% avrebbe sostenuto il provvedimento) mi sembrava una scelta sensata…
    Non votare il canguro poi e’ stato giusto! Occorre far passare l’idea che se si vuole dare il via libera ad matrimoni ed adozioni gay lo si deve fare alla lettera non attraverso rincalzi governativo/parlamentari che danno il risultato! Poiché e’ molto più importante che cambi la cultura politica tutta piuttosto che passi una legge sui matrimoni gay. Questo ha mosso il 5s e su questa prospettiva avevano assolutamente ragione. Chi si lamenta pensa come al solito sempre al proprio orticello!!!!

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