State zitti

Nov 14, 2015 by

State zitti

È da ieri notte che ho finito gli insulti, e la lingua italiana, benché in questo senso ricca e volgare quanto basta, non ne offre una quantità apprezzabile per coprire tutti gli stati emotivi di rabbia, tristezza, impotenza e confusione che grava sulla breve memoria degli attentati multipli a Parigi.

Quel che più mi travolge è la totale indifferenza al dolore espressa sotto forma di misere conversazioni che girano sui quotidiani e sui social, e purtroppo anche nei pensieri dei commentatori. Robe senza una logica, frutto in parte della psicosi di massa, ma che dovrebbero sfruttare i filtri anti-cazzate che ogni cervello un minimo educato e non paralizzato dal terrore dovrebbe possedere.

In sostanza, troviamo complottisti a iosa, Salvini & Co. che hanno la diarrea verbale, gente che accosta gli attentati alla propaganda veg sulle macellazioni, i simpaticoni che fanno le battute quando dovrebbero abbattere la loro indecenza, quelli che “ehmma degli altri attentati e morti nelle guerre non ve n’è fottuto niente” (a dimostrazione del fatto che non gliene fotte niente manco a loro, visto che paragonano cose totalmente diverse), e tante altre forme di orrore che non ho voglia nemmeno di elencare. Persino Veronesi ha le valvole intasate.

Sia chiaro, non bisogna restare passivi e in balia degli eventi. Parlatene, discutetene, chiamate i vostri amici, abbracciatevi. Bisogna condividere, bisogna essere uniti, per affrontare e curare la paura.

Ma fate un favore a tutti: se avete una tastiera, un canale pubblico di espressione (incluso Facebook), e se proprio non avete alcun concetto sensato da esprimere, e a maggior ragione se siete personaggi pubblici, dite due righe di cordoglio, o meglio ancora: state zitti.

Non ci interessano i vostri vuoti hashtag. La solidarietà di fango non offre medaglie morali.

***

Lo so, ho scritto di pancia e forse potervo risparmiarmelo a mia volta, ma non voglio aspettare che si raffreddino gli animi. Non so se tornerò sull’argomento, abbiamo già fatto e scritto tantissimo sull’ISIS (e vi esorto a leggere i due link, per approfondire e meditare sul fenomeno in maniera complessa e con le giuste chiavi di lettura), e su Charlie Hebdo spesi all’epoca parole che, in diversa maniera, possono ritornare anche qui.

Adesso è il momento delle emozioni e dell’animo, le due sostanze primarie dell’umanità. Domani, si vedrà.

(link alla foto qui)

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