Pescatori di uomini

Apr 21, 2015 by

Pescatori di uomini

Sono due giorni che penso a cosa dire.

Ed è difficile trovare delle parole che già non siano state dette, se non altro perché chiunque ha qualcosa da dire. Sessanta milioni di esperti di migrazione.

La verità è che non sono nemmeno particolarmente sconvolto. Ottocento morti ormai sono il pane quotidiano, che solitamente viene spalmato su un paio di nazioni in guerra, sulle barche rovesciate, su qualche attentato.

E ora che l’ho detto mi sento una merda.

La mattina del naufragio, prima di muovermi da casa sedevo sul divano passivamente, e le decine di media intorno a me inoculavano fredde notizie a mo’ di rilassante necrologio. Fossero stati ottomila, sarebbe cambiato poco. Forse avrebbero dovuto sfondare il muro del grande numero, superare il tetto delle centinaia di migliaia, per diventare come minimo oggetto di interesse.

Ottocento persone sono almeno il triplo di quante ne conosco personalmente. È come se prendessi tutti i miei affetti, facessi la tabellina del tre, e poi li ammazzassi di colpo.

Niente.

Allora decido che dovrei provare qualche emozione, che questa apatia uccide già abbastanza. Quindi mi incazzo con i politici, i soliti, che smembrano cadaveri per recuperare qualche gioiellino di propaganda. Mi incazzo con i fascisti e i razzisti, che stappano lo spumante mentre si riguardano all’infinito la cassetta dove gli sporchi negri affogano.

Mi incazzo con gente che non ragiona, che scrive post esultanti su Facebook (o vomitanti odio, o entrambe le cose), e tento di farla ragionare, e fallisco, e riprovo, e mi convinco che comunque non posso cambiare la testa delle persone, e che ci sono delle conseguenze nella libertà di parola – ma non delle scuse per la libertà di ignoranza.

Continua a non fare effetto.

Allora mi butto sul letto, mi guardo intorno. Ho dei libri, ho dei giochi. Ho tante cose, ho tanta fortuna, e non ho mai dovuto nuotare per salvarmi la vita. Tutt’al più ho rischiato di strozzarmi con un hamburger.

E viaggio con la mente: immagino gli scenari di morte, immagino di essere sul barcone, poi sul mercantile portoghese, poi sulle navi della Guardia Costiera, poi in Europarlamento a sbattere i pugni e inveire, poi come Ministro dell’Interno ad annunciare i milioni che arriveranno, e poi di nuovo al mare, e poi al barcone.

Niente.

Non credo che questo articolo abbia un senso.

Forse è solo la triste consapevolezza che, finché non vi sarà una seria azione di tutta (tutta) l’Unione Europea, ci toccherà lasciare morire altre persone.

Mi ripeto l’elenco di strategie del mio programma ideale, quello di quando ero un politico immaginario:

– deve terminare la filosofia dell’emergenza per cominciare quella dell’impegno strutturale e del progetto comunitario, di accoglienza negli Stati dell’Unione, che deve essere in proporzione a risorse e popolazione.

– deve cominciare e continuare l’azione politica internazionale (e militare, in casi limite quali l’ISIS) sui territori devastati che sono la causa a monte dell’immigrazione stessa. E non bastano le proposte-tampone quali il raddoppio di Triton, che non è Mare Nostrum e non prevede piani di salvataggio, né la distruzione dei barconi attraccati, che difficilmente sono di proprietà dei singoli trafficanti, i quali non hanno interesse che i mezzi tornino nel Paese di partenza.

– deve essere varato lo Ius Soli in Italia, che non è una soluzione, ma rallenta in parte l’espulsione di ragazzi che conoscono solo l’Italia come territorio, ma l’Italia pensa che il loro territorio sia un altro.

– deve, ma non ho tutte le soluzioni. Il processo democratico è giusto, equo, permette il confronto di opinioni e la ricerca di soluzioni comuni. Ma è lento, e la lentezza uccide.

Forse è solo uno sfogo, non lo so.

Forse è solo la speranza di provare qualcosa.

Ma Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
(Lc 5, 9-10)

Commenti

commenti

3 Comments

  1. Federico

    Bell’articolo, bella testa!
    C’è bisogno di gente come te!
    Continua a scrivere, ma soprattutto non smettere mai di sognare…

  2. Fra
    Fra

    Grazie mille 🙂

  3. A

    Visto che è grazie al vostro bel sito che ho scoperto tempo fa i tipi psicologici, non posso far a meno di citarli magari un po’ troppo stereotipamente: “solo gli ENFJ sono positivi riguardo l’umanità”! 😀
    scherzi a parte, di fatto bisogna essere profondamente ottimisti… per esser ottimisti sulla situazione. Avrei voluto citare Fromm fin da subito, e, guarda caso, ENFJ pure lui (ho conosciuto alcune sue opere e ne sono pienamente convinto): prendiamo Avere o essere, che sicuramente conosci. Quanto tempo è passato dalla pubblicazione? prima di lui posso citare Schweitzer, che già conoscevo e peraltro cita Fromm stesso. Del resto ogni nome è ozioso: non in pochi hanno denunciato la situazione miserevole odierna, ma non pare le cose siano in grande miglioramento. E’ una cosa che chiunque può notare, se non è così ribecillito dalla società (e anche di questo Fromm ne parla in lungo e in largo). I giovini lo possono notare semplicemente nello speciale riguardo che ha il “mercato del lavoro”… non ho già più voglia di continuare il commento… ci sarebbe troppo da dire e sarebbe solo tempo sprecato.
    L’unica cosa che dico e volontariamente pungentemente (anche per accodarmi a te), è che non solo me ne frego totalmente dei morti ecc, ma mi piace vedere la stupidità infinita, l’ignoranza, l’ipocrisia, la merdosità del “cervello” (???) medio. Ogni volta che ci sono stragi lo noti, ma ancora meglio è nelle catastrofi naturali, negli tsunami. Ci si lamenta, si dà colpa al papa e agli omosessuali se il mondo crolla, dimenticando che è l’uomo stesso il primo idiota ad aver corrotto la natura e per questo se stesso. ha devastato l’ecosistema, sganciato bombe sui suoi simili e nel circolo polare artico (“tanto non c’è nessuno! 🙂 “), ma quando a natura giustamente s’incazza o semplicemente non fa differenze… eh no, lì non va bene… lì è TuTtAcOlpAdiGesU’ e degli anelli d’oro del papa che non spendono i soldi per ricostruire, o una serie di altre cazzate simili, degne dei peggio cerebrolesi. da quando sono adolescente nnon seguo più la cronaca anche per tutto questo: sensazionalismo e colossale ignoranza, ipocrisia ecc. Solo la morte fa notizia, non il bene. Tranne magari l’uomo che fa amicizia col cane o il bambino col gatto: quello sì che è importante per l’umanità.
    No, il problema è catastrofico, radicato profondamente. Basti pensare che nemmeno educazione si sa che cosa vuol dire. Educere, tirar-fuori, non buttare dentro (schifezze e paranoie dei genitori, ecc). Si cresce solo nell’informazione ignorando la “saggezza”; nella competitività (incoraggiata fin dai voti scolastici) invece che cooperatività; nell’odio invece che amore. Anche qui potrei andare avanti giorni a scrivere.
    Io sono tanto pessimista quanto Fromm era eterno entusiasta. Ora di quella visione della società nuova descritta nel’ultima parte del suo libro passeranno decenni, secoli, non lo so. Intanto altro che barconi, altro che “lacrimette dii un bambino” (Dostoevskij)… il male peggiore è quello più sottile, che si intrufola nella mente, che rende l’uomo dis-umano. Per una reale conversione, una metanoia, non sono necessarie mere riforme; nè politici idioti né propaganda né convegni di alcun tipo. La cosa peggiore, per “gente come noi”, è rendersi conto dei gravi problemi odierni ed esserne impotenti. Possiamo solo adattarci il più possibile, sopravvivere, senza lasciarsi schiacciare – e con schiacciare intendo anche pure temporanei sfoghi depressivi come il tuo. Non a caso il nichilismo, “l’ospite inquietante”, è uno dei più gravi mali del secolo, che del resto si è causato l’uomo stesso con le sue mani. Fosse colpa di un meteorite o altri fenomeni di portata cosmica, tali per cui l’uomo può rendersi immune posso capire… ma questo problema non è nemmeno “fisico”, è solo “mentale”, seppur profondo; d’altra parte vie per superarlo esistono, ma per sicurezza meglio lasciare la “società” [termine quantomai improprio!] com’è e continuarre a coltivare il proprio orticello, e che se la sbrighino gli altri… così dai tempi di Fromm, Schweitzer, Marx, Leopardi ecc le cose sono sempre uguali)

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