Grillo mi piace

Mag 25, 2014 by

Grillo mi piace

Sabato scorso (17/05), la centralissima Piazza Castello a Torino ha conosciuto una presenza umana pari soltanto a quella durante la festa dello scudetto juventino: Beppe Grillo, in giacca e parolaccia, ne ha colmato ogni centimetro cubo, gioendo del bagno di folla e degli applausi vigorosi ad ogni suo climax. Quel giorno non mi trovavo nei paraggi del centro, ma ho guardato il video il giorno dopo. Ci andai l’anno scorso con un’amica, in occasione delle elezioni politiche, a sentire un comizio molto simile nei toni e nei contenuti.

Fui l’unico a non applaudire, pur sentendomi una cicala in mezzo ai grilli.

Una mia foto dell'anno scorso. Me l'hanno fatta coi droni.

Una mia foto dell’anno scorso. Me l’hanno fatta coi droni.

Tuttavia, nel riguardarli entrambi, alla luce di una personale riflessione sull’attuale condizione politica, devo riconoscere che stavolta il comico genovese mi ha sorpreso. Lo so, lo so; sono sempre stato piuttosto cattivo nei confronti del M5S, e in alcuni casi mi sono alterato contro certe parole che Grillo sbraitava. Come lui e il suo MoVimento, però, mi lasciavo trascinare dalla rabbia e dall’indignazione, e non riconoscevo la portata effettiva del suo profondo pensiero.

Adesso posso dirlo senza paura: Grillo mi piace!

Mi piace perché dice che noi italiani siamo nel giusto, che il potere è nostro e dobbiamo riprendercelo, che sono loro (politici, giornalisti…) i cattivi attaccati alle poltrone e che vanno processati in pubblica piazza. Come quando mamma andava dalle maestre a dire che no, non era mica colpa mia se prendevo sempre Insufficiente nei compiti in classe: la colpa era delle maestre della ka$ta che regalavano 7 miliardi di voti ai figli dei ricchi. Il potere era dei bambini di 6 anni, e dovevano riprenderselo, alla faccia della Montessori e degli altri vecchi bacucchi.

Ma se uno vale uno, perché l'Euro vale 1936,27 Lire? Svegliaaaa!!1!1 (cit. Montessori)

Ma se uno vale uno, perché 1 Euro vale 1936,27 Lire? Svegliaaaa!!1!1 (cit. Montessori)

Grillo mi piace perché dice che andiamo bene come siamo, anche se abbiamo fatto delle cazzate, come votare per vent’anni sempre gli stessi coglioni e lamentarci se non facevano leggi e riforme (ma tranquilli, ci ha perdonato). Mi piace perché parla di emozioni e di esseri umani, non di banche e conti pubblici; parla del populismo come massima espressione politica, dell’insulto come sintesi di contenuto, della tedesca col culo grosso, di Stalin come un eroe e di essere oltre Hitler (nietzschianamente parlando). Grillo non è mica come Berlusconi: anche lui diceva che vado bene come sono, ma intanto si faceva i cazzi suoi. Io non ho colpa. Grillo almeno mi permette di comprare i preservativi con il reddito di cittadinanza; non dà aria alla bocca solo per fare promesse che poi non mantiene, né si atteggia a salvatore della patria pur proclamandosi capo politico del MoVimento, rifuggendo la spada di Damocle dell’omicidio colposo.

economiaGrillo mi piace perché parla di Fiscal Compact, di Eurobond, di Spending Review e di riforme costituzionali esattamente come io ne parlerei a mio figlio, con la differenza che io non saprei che dirgli perché non ne capisco un cazzo. Non è importante, comunque: la politica è semplice! Sono tutte quelle leggi stupide con continui rimandi ad altre leggi e comma e paragrafi e articoli e cazzi e mazzi che complicano inutilmente la vita. Potrei scriverla io stesso la legge elettorale, anzi, l’ho già fatto! – poco importa se poi la preferenza negativa riceve la standing ovation di tutta la Cupola.

Grillo mi piace perché mi basta votare sul blog per cambiare il Paese: mi basta dire sì o no per abolire gli inceneritori, mica fare la raccolta differenziata ogni giorno; mi basta partecipare a una discussione sull’imprenditoria e sul sostegno alla piccola/media impresa, mica comprarmi un GalaxyS3 e poi non pagare le bollette; mi basta fare campagne comunitarie sull’economia verde e le energie rinnovabili, mica prendere la macchina (a benzina) per spostarmi anche di 50 metri. E se non so di cosa si parla quella votazione lì, mi informo! (= lo cerco su Wikipedia).

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Troppo ribbbelli.

Grillo mi piace perché è un uomo come me: incazzato nero, populista e furioso contro i politici, le lobby, le banche, le multinazionali e in generale i poteri forti, come Black Rock – nome pauroso e cattivissimo – a cui svendiamo l’Italia. E questo i giornali non ce lo dicono, così come non ci dicono che tutti noi italiani ormai siamo col M5S (pur passando dal 100% al 96% a causa dell’inflazione). Quando alle politiche il MoVimento prese il 25% in barba a tutti i sondaggi, i politologi disfattisti ripescarono dal cilindro il Fronte dell’Uomo Qualunque, spiegando la parabola grillina con un facile parallelismo: il Fronte prese una barca di voti al primo giro cavalcando l’onda del malcontento, per poi  crollare a picco quando l’ostilità verso il potere è andata scemandosi. Ma noi siamo ancora qui, i sondaggi sono pressoché costanti, e la rivoluzione sarà epocale! – mica che tutto peggiorerà per non migliorare niente.

sono cazziGrillo mi piace perché dice che la mia ignoranza è la mia forza, perché è compensata dalla curiosità. Sono ignorante? Mi basta cercare su Internet, e sarò colto e competente. Se poi non so usare la Rete, sono cazzi miei – ammesso che per Rete non si intenda beppegrillopuntoit, o tutto ciò che è sotto il grande occhio di Casaleggio. Non ho bisogno di una cultura di base e di solide fondamenta interpretative per indagare la complessità del mondo, della cultura, dell’uomo, della scienza, della vita sociale e delle istituzioni politiche, quando posso semplicemente chiederlo all’onniscienza digitale. Va a finire che mi incazzo anche di più, per tutte ste scie chimiche, sto signoraggio bancario, sta vivisezione, sti microchip e altri complotti, dove guarda caso sono coinvolti proprio i politici, i giornalisti e i banchieri che tanto mi stanno sui coglioni. E proprio con loro me la prenderò, facendo delle scenate in Parlamento o frignando nelle piazze che non ci ascoltano e che sono rinchiusi nella loro torre d’avorio.

Insomma: Grillo mi piace, ma non lo voterò. Votare M5S significa delegare l’italiano medio a farsi prendere per il culo in Europa, anche da parte mia. Perché #vinciamonoi, ma solo con gli hashtag.

“La folla sceglie sempre Barabba.” (Roberto Benigni)

***

PS per i lettori grillini:

Vi chiedo scusa se ho fatto di tutta l’erba un fascio, ma pare sia l’unica forma di comunicazione politica che siete in grado di comprendere ed attuare (salvo l’insulto). So benissimo che siete in buona fede e siete brave persone, alcune delle quali molto serie e competenti. A voi dico, soprattutto questi ultimi: mi dispiace che siate incastrati in questo sistema.

Comunque, chiariamoci: Grillo non mi piace, e neanche il M5S. Però se scrivo che mi piace e non mi piace nello stesso articolo, non si capisce più se sono un giornalista della ka$ta, un Troll del PD,  o “uno serio e competente che fa il suo lavoro”.

Un po’ come Scanzi e Travaglio, ecco. Ma non Vespa. Non sarò mai corretto come lui.

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