Scialla all’italiana

Gen 30, 2014 by

Scialla all’italiana

Siamo stati tutti a scuola, e tutti ci ricordiamo quanto era dura combattere per far valere la nostra voce.

I rappresentati d’istituto, nella maggior parte dei casi, valevano quanto il fondo di una bottiglia e non facevano un cazzo, così dovevamo rimboccarci le maniche e fare tutto da soli.

Abbiamo fatto delle crociate contro i professori stronzi, che decidevano il destino delle nostre pagelle nelle oscure stanze dell’aula insegnanti, ignari delle voci che, a furor di popolo, si levavano dai nostri banchi (e imploravano il sei politico). L’indignazione era unanime, e la rabbia sempre presente: “m’ha messo 4 solo perché sono io”, “non ci portano in gita”, “ci tagliano fuori dalle discussioni”, “quella prof è lì solo perché sa fare dei gran pompini” (e immagino che, in quest’ultimo caso, l’accusatore ne abbia avuto le prove concrete).

Eppure, in qualche modo, non si arrivava mai alle mani. Solo in qualche caso ti capitava il prof manesco che aveva fatto il tenente-colonnello per dieci anni. Noi, al massimo, bucavamo le ruote del prof di mate, o sbraitavamo ai professori ripetendo a macchinetta degli slogan, ma nulla più.

Insomma, c’era sempre un’accidia costante. Perché, diciamoci la verità, in fondo ci scocciava fare realmente qualcosa. Una “scialla”, tipica di noi italiani, che ci faceva abbandonare la causa dopo aver scosso un po’ gli animi, troncando sul nascere qualsiasi reale cambiamento. Un orgasmo a metà.

Comunque andasse, alla fine, ci facevamo sputtanare in giro per tutta la scuola. La gnocca che tutti ci volevamo scopare ci prendeva in giro, e nel peggiore dei casi, se proprio l’avevamo fatta grossa, ci faceva sospendere.

E, inutile dirlo, in ogni caso avevamo ragione noi. I prof incapaci e i coglioni c’erano sempre, non cambiavano mai, e per qualche motivo continuavano a rimanere ben attaccati alle loro cattedre, mentre noi bravi ragazzi ce lo prendevamo in quel posto.

Eppure le nostre proposte erano giuste, cazzo! I problemi c’erano sul serio, mica ce li inventavamo. Gli incentivi allo studio, ad esempio, mancavano da decenni, e i promossi erano sempre in combutta con qualcuno di più in alto. Ed erano solo un paio dei veri e seri problemi.

Ma la nostra “scialla” non se ne andava. Era lì, e c’è ancora, come quella maglietta brutta che non butti mai perché… diamine, la spazzatura è troppo lontana, e mi scoccia fare la raccolta differenziata. E poi, dopotutto, qualsiasi cosa facciamo è inutile, e quel che facciamo è sbagliato!

Quindi facciamo un po’ di guerriglia, buttiamo un po’ di merda in giro, se è tutto ciò che ci è concesso. E se poi troviamo un leader capace che ci sa guidare, magari con un possente grido di battaglia, allora siamo pronti a combattere!…

…Anche se ci sarebbe bastato guardare un po’ oltre il semplice scazzo passeggero, la rabbia costante, e iniziare a mettere davvero il culo in carreggiata, e combattere come davvero si deve.

***

Non che sia stato molto diverso, in questi due giorni di urla e ridicolo. Una caciara scolastica della peggior specie, che non merita altri commenti.

(E ho usato anch’io il turpiloquio, se è questo il registro necessario per farsi ascoltare.)

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