Fullmetal Alchemist, il legame tra peccati e abilità degli homunculus

Gen 15, 2014 by

Fullmetal Alchemist, il legame tra peccati e abilità degli homunculus

Attenzione: questo articolo contiene svariati spoiler sulla serie anime Fullmetal Alchemist: Brotherhood e, pertanto, se non lo avete ancora finito o se non l’avete mai iniziato, guardatelo tutto poiché il vostro è un crimine contro l’umanità – e solo dopo potrete leggere questo pezzo.

Non mi ritengo un esperto conoscitore della serie (non ho letto il manga, e ho terminato ieri sera l’anime); quanto tenterò è una analisi personale dei collegamenti simbolici tra i poteri degli homunculus e il loro peccato capitale, poiché salvo in due casi (Envy l’invidioso e Gluttony il goloso) non sono così chiari. Mi scuso dunque in anticipo per eventuali inesattezze, o se nel manga la questione è spiegata esplicitamente, ma io non lo so. Cercando su internet non ho trovato analisi che andassero oltre Envy e Gluttony, e dunque dopo una riflessione e discussione sul tema credo di essere riuscito a capire tutte e 7 le abilità degli homunculus e a poterle spiegare. Spero potremo discuterne, anche nei commenti, per correggere e ampliare l’articolo.

Cominciamo dai due più ovvi:

1. Envy l’invidioso

EnvyEnvy 2

Per tutta la prima metà della serie ero convinto che si trattasse di una femmina (d’altronde luogo comune vuole che l’invidia, come la curiosità, sia donna), fino a quando non ha parlato di sé al maschile, il che mi ha abbastanza spiazzato. A parte questo poco rilevante dettaglio, vediamo qual è l’abilità di Envy: è in grado di mutare forma e assumere le sembianze di qualsiasi essere umano in qualsiasi momento. Dato che è carattere costitutivo dell’invidia soffrire per ciò che gli altri sono e desiderarne per sé le qualità, il poter negare la propria disprezzata forma autentica per essere ciò che si vuole di volta in volta è evidentemente legato all’invidia. Ma le analogie non si fermano qui, credo: nella tradizione cristiana che ha sistematizzato i vizi e le virtù, l’invidia è definita più puntualmente non come il desiderio di avere ciò che gli altri hanno, bensì come il desiderio di distruggerlo. Il ragionamento è qualcosa come “se io non posso avere ciò che tu hai, neanche tu devi averlo, e te lo distruggerò”. Per questo gli invidiosi sono coloro che parlano alle spalle, calunniano e diffamano per poter distruggere l’onore e la reputazione di coloro che invidiano, pur non acquisendo necessariamente per questo dei meriti. E quando, poco prima di morire, Envy si ritrova nella sua vera e infima forma (che vedete nella seconda immagine), alla mercé di Edward, Mustang e compagnia, manifesta fino alla fine l’emblematico comportamento dell’invidioso: decide di suicidarsi, piuttosto che lasciare a loro la possibilità di decidere cosa fare o non fare di lui, umiliandolo. Deve aver pensato qualcosa come “Ormai io non posso più avere la mia vita? Be’ non l’avrete neanche voi, piuttosto la distruggo con le mie mani”. E così fa, strappandosi la pietra filosofale dal petto, e svanendo. (Chiaramente questo non esaurisce tutto né la maggior parte di ciò che si potrebbe dire sulle ragioni del suo suicidio, però credo vi sia anche questo).

2. Gluttony il goloso

Gluttony

Gluttony 2

Gluttony è semplice: è semplice lui come mentalità, ed è semplice da capire. Ha una fame insaziabile e vuole divorare in continuazione tante cose, inglobandole in sé. Il suo tatuaggio uroboro è sulla lingua, perché si mangia dalla bocca. Non credo di avere alcun apporto originale oltre a queste constatazioni banali. Ci sarebbe da capire per quale ragione ha in sé un falso portale della verità, e se vi sono analogie con il peccato di gola oppure no: qualcuno ha delle idee?

3. Pride il superbo

Pride

Pride 2

Ed eccoci al mio preferito, Pride il superbo. Lo preferisco un po’ perché adoro esteticamente i suoi inquietanti poteri, un po’ perché dei sette peccati credo che la superbia sia quello che personalmente ahimè più mi appartiene. Nonostante sia apparentemente un bambino, diviene chiaro man mano nella serie che quello è solamente un involucro, e che Pride è essenzialmente quel complesso di ombre, occhi, mani, bocche che sono in grado di distruggere o quantomeno mettere in seria difficoltà gli avversari. La chiave per comprendere il perché di questo potere, sta nel fatto che per neutralizzarlo occorra… eliminare qualsiasi fonte di luce. Nel momento in cui non vi è più luce, allo stesso modo non vi sono più le ombre. Questo riflette la natura della superbia, il peccato di Lucifero, portatore di luce, il più caro degli Angeli poi divenuto Satana: Tommaso D’Aquino scrive efficacemente che la superbia è «il peggiore dei vizi, poiché serpeggia tra le opere buone». La differenza fondamentale, e la pericolosità, della superbia rispetto agli altri vizi è che mentre quelli si alimentano tanto più la persona si comporta male, questa riesce a tentare, pervadere e corrompere l’animo umano tanto più questo agisce rettamente. Più generi luce e più compariranno ombre: più ti comporti bene e più tenderanno a sorgere pensieri come “sono l’unico ad essere così buono, bravo, sono il migliore, nessuno è come me”, eccetera. Se vengono spente le luci, Pride è solo un bambino inerme.

È da notare che nel corso della serie viene detto da Hohenheim Della Luce (notare il Della Luce, sarà importante tra poco), che è curioso che Pride sia il primo homunculus creato dal Padre, poiché la superbia e l’arroganza sono la sua stessa essenza. Alla fine infatti si nota come il vero corpo del Padre sia sostanzialmente uguale alle ombre di Pride, con occhi bocche e mani: egli ha tentato di liberarsi dei suoi peccati, scindendoli da sé e inserendoli nei suoi figli homunculus, credendo per questo di poter sviluppare meglio il suo piano e ascendere a divinità; ma mentre in effetti il suo comportamento non era iracondo, non era invidioso, non era goloso, non era lussurioso, non era accidioso e non era avido, era rimasto sostanzialmente superbo, desiderando la conoscenza assoluta e l’inglobamento in sé di Dio stesso. Egli pronuncia le parole «La Verità dà agli uomini la giusta disperazione affinché non diventino troppo superbi», riferito alle trasmutazioni umane degli alchimisti che giocavano a fare Dio e che si ritrovavano a dover perdere parti dei loro corpi o la vita: ma non si rende conto che la frase si applica e si applicherà massimamente ad egli stesso, come scoprirà di lì a poco.

Ora, la reazione di Hohenheim quando scopre le motivazioni del Padre è emblematica: voleva solo conoscere, sapere… «cosa c’è di male in questo? Cosa avrei dovuto fare?», supplica alla fine. Hohenheim trasalisce e si sente evidentemente coinvolto: il Padre è un homunculus creato dal suo stesso sangue ed ha in sé lo stesso desiderio di conoscenza assoluto e superbo che apparteneva a Hohenheim (Della Luce, il che ci riporta al discorso di prima). In un certo senso è padre del Padre.

4. Greed l’avaro

Greed

Greed 2

Greed è stato abbastanza difficile da capire, ma ora sono abbastanza convinto dell’ipotesi che abbiamo sviluppato discutendone. Iniziamo descrivendo il potere: Greed ha uno scudo perfetto, può indurire il suo corpo mutandolo in una resistentissima lega di carbonio che lo rende praticamente indistruttibile. Per comprendere il peccato dell’avarizia, bisogna conoscere la visione della natura umana che soggiace alla tradizione che ha sistematizzato vizi e virtù. Detta sinteticamente, per quanto singoli individui possano negarlo o misconoscerlo, tutti quanti abbiamo bisogno, come persone, per essere autenticamente felici, dei beni spirituali. I beni materiali possono essere dei mezzi utili per aiutarci, purché non diventino dei fini in sé stessi: ma ciò che conta davvero sono i beni spirituali. Rendiamo il discorso il più laico possibile e anche il più aderente possibile al personaggio di Greed: comprendiamo alla fine, quando ormai sta per morire, che ciò che autenticamente desiderava, in fondo, erano delle amicizie vere, reali, sincere.

Il suo comportamento in vita, però, è andato in tutt’altra direzione: egli ha cercato donne, potere, soldi. Questo è ciò che fa l’avaro: si auto inganna e nega di avere un vuoto interiore e di avere semplicemente bisogno di beni spirituali. E per ingannarsi si costruisce un simbolico scudo (attenzione allo scudo!) di illusori beni materiali che vuole ottenere compulsivamente per illudersi di stare bene e di riempire questo vuoto, che non si riempirà mai. Il punto rilevante è proprio questo: i fittizi beni materiali agiscono come scudo psicologico che protegge, che tiene lontana la consapevolezza di essere sostanzialmente infelici e meschini e bisognosi di qualcosa che materiale non è. E Greed in fondo desiderava degli amici e l’umanità: ma non lo riconosceva e, per analogia simbolica, ciò che faceva da “scudo” e che lo allontanava dall’umanità era proprio quanto di più materiale e scudoso ci possa essere, un corpo indistruttibile in lega di carbonio. Lo scudo rappresenta i falsi beni materiali di cui si circonda l’avaro e che lo rendono sì potente e intoccabile, ma che in realtà lo schermano dai beni spirituali, e lo rendono infelice. Il suo tatuaggio uroboro si trova sulla mano, come a dire che vuole afferrare e fare sua ogni cosa.

5. Lust la lussuriosa

Lust

 

Lust 2

Lust è bellissima, c’è poco da fare. Nel corso della serie non sembra così esplicita la sua lussuria (mentre gli altri homunculus si comportano più o meno in base al peccato che rappresentano): sembra più che potenzialmente possa ispirare la lussuria attorno a lei, ma non hanno dedicato spazio a suoi eventuali e lascivi atteggiamenti più di tanto. Riguardo ai poteri, Lust è la lancia perfetta, è in grado di allungare le proprie affilatissime unghie con cui attacca e infilza (penetra?) gli avversari. I collegamenti forse sono un po’ deboli, però le unghie richiamano ai felini e all’eleganza il che ricorda la lussuria; e forse il fatto stesso di penetrare il nemico con le sue unghie può essere un richiamo simbolico all’atto sessuale  (rafforzato dall’essere la lancia perfetta) (con delle vene sadomasochiste). Da notare che muore bruciata più e più volte da Mustang fino a perdere tutte le sue “vite” e scomparire del tutto, e si suole dire “ardere dalla passione”. Il suo tatuaggio uroboro si trova sul seno, a richiamare la lussuria.

6. Sloth l’accidioso

Sloth

Sloth 2

Non li ho ancora guardati, ma scommetto che nei sondaggi sugli homunculus preferiti Sloth è all’ultimo posto. L’accidioso continua imperterrito ad eseguire gli ordini, i lavori forzati, ripetendo «che gran rottura». Anche quando giunge la sua ora, dice che «morire è una gran rottura, ma in fondo anche vivere». L’accidia è quel peccato che ci ostacola nel compiere il bene, frenandoci con la pigrizia, la procrastinazione, eccetera. Forse è per questo che Sloth è così forte e potenzialmente veloce: possiamo vedere meglio gli effetti nefasti dell’accidia proprio in coloro che hanno le maggiori potenzialità, e che le sprecano. Nella Bibbia, in Proverbi 12, 24 è scritto che gli accidiosi saranno messi ai lavori forzati. Sloth ha il tatuaggio uroboro sulla schiena, probabilmente a simboleggiare il farsi carico di questi lavori forzati (lo scavare il tunnel, uccidere Olivier). È curioso notare che il pokémon Slakoth (il cui nome richiama l’accidia) è parimenti robusto e forzuto, con statistiche elevatissime per essere un non leggendario, e può agire solo un turno ogni due: il che avvalora l’ipotesi che il rappresentare come accidioso qualcuno particolarmente forte non è casuale.

7. Wrath l’iracondo

Wrath

Wrath 2

Wrath è stato quello che mi ha messo più in difficoltà, e tuttora non sono convinto della risposta trovata. Wrath è l’occhio perfetto, è in grado di vedere con una precisione e ad una distanza e con riflessi inimmaginabili. Forse la ragione è che l’ira fa sì che si desideri la vendetta e la distruzione di ciò che ha provocato la forte rabbia; di conseguenza la sua fulminea velocità combinata all’occhio perfetto gli consentono di trovare, raggiungere e annichilire il nemico, in modo da poter placare, saziare questa ira. O ancora, potrebbe trattarsi di un antifrastico: notoriamente si dice che “la furia è cieca”, mentre Wrath ha l’occhio perfetto. I riflessi potrebbero derivare dalla natura bestiale dell’ira.

Questo è tutto: che ne pensate? Vi convincono? Ci sono analogie più forti? Discutiamone!

Commenti

commenti

1 Comment

  1. Matteo

    Non male,anzi molto interessante.

    Nella morte di Envy,personalmente, ho visto la morte della gelosia,del rancore.
    Quasi mi ha commosso mentre cercava disperatamente di rivegliare l’odio,la voglia di vendetta,di mettere di nuovo tutti contro tutti.
    Forse,vedendo nemici di sempre lavorare insieme per sconfiggerlo,ha capito che anche l’odio che provavano l’uno per l’altro era stato sconfitto,umiliato.
    A quel punto,avendo perso sia fisicamente che simbolicamente,che senso aveva vivere?

    Lust brucia,come i lussuriosi bruciano nelle cornice del suo peccato al Purgatorio,uccisa da un uomo “affascianante” e noto “donnaiolo”.

    E il padre,bhe,si,la superbia… ma il suo peccato è il primo peccato.
    La voglia di conoscere tutto,la mela dell’Eden (non e’ un caso che sul portale dell’alchimia vi sia inciso un albero) e di essere come Dio.
    Il peccato del primo uomo e del primo angelo.

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