Come NON interpretare i sogni

Dic 2, 2013 by

Come NON interpretare i sogni

Nei miei soliti giri nell’Internet a caccia di curiosità o di un porno per passare il tempo, mi capita di imbattermi in siti divertenti. Uno di questi, ad esempio, è www.interpretazione-sogni.it, un portale dove l’utenza può scrivere i propri sogni, ricevendo una “interpretazione professionale e GRATUITA”. Il sito è molto carino come interfaccia, dispone pure di FAQ, statistiche sui sogni dell’utenza e un Dizionario dei Sogni, con tutte le interpretazioni possibili di un certo concetto o simbolo.

Son rimasto perplesso su molte cose, a partire dall’approccio domanda-offerta. Il sito dispone di 5 “Oniromanti”, cioè interpretatori ufficiali, i quali si basano apparentemente su due soli dati: ciò che il richiedente si ricorda del sogno, e un quadretto generale della persona che ha sognato. Gli Oniromanti, con queste informazioni, col Dizionario dei Sogni e (immagino) con l’esperienza, rispondono all’utente interpretando il sogno.

Ora, il metodo in sé non sarebbe nemmeno brutto, se non fosse che manca una cosa fondamentale: il colloquio. Uno dei nodi vitali dell’analisi dei sogni, sin dai tempi di Freud, si basa sul dialogo e la riflessione congiunta (di solito terapeuta-paziente) sul significato intrinseco di certi simboli, eventi, momenti della vita psichica, associazioni e via dicendo. Le risposte sul sito, non a caso, risultano a mio avviso molto generali. Lo stesso “Dizionario” è uno strumento discutibile di interpretazione, così come la fuorviante dicitura in calce alla homepage interpretazioni su base psicoanalitica (Freud – Jung) dei tuoi sogni!”. In realtà, Freud e Jung avevano metodi quasi opposti d’interpretazione; proporre assieme i due metodi o usarli contemporaneamente rischia di creare un pasticcio terribile.

Certo, è sempre molto rassicurante sapere che si è “su base psicoanalitica”, che si ha un dizionario, che gli “oniromanti” sono interessati all’argomento e con lunga esperienza; ma interpretare i sogni non è così meccanico. Eppure, questo pare essere il sito più “scientificamente” fondato che ho trovato. Altre pagine, come questa o questa, propongono metodologie simili e altrettanto discutibili metodi d’analisi.

Ciò mi ha indotto a sfatare qualche mito circa l’interpretazione dei sogni e illustrare le più usate metodologie d’analisi, che siano artigianali o strutturate.

Innanzitutto, è bene chiarire come non esista un metodo univoco, perfetto, universale e necessario per interpretare un sogno; questo perché, molto semplicemente, i contenuti dei sogni variano da persona a persona, sia a seconda dell’esperienza personale che dell’inconscio. Perciò, se io sogno una lumaca, non è detto che questa lumaca abbia sempre lo stesso identico significato anche per un’altra persona.
Semmai, esistono molte tecniche d’interpretazione, dalla più artigianale alla più psicoanaliticamente strutturata. L’idea di fondo è che l’analisi dei sogni non è un metodo scientificamente preciso, con delle regole e degli approcci fissi che tutti i terapeuti usano.

Ma quindi l’interpretazione dei sogni consiste in fuffa? Non proprio. Semmai, non c’è accordanza nel mondo terapeutico, e ognuno segue il metodo che predilige e che ritiene più efficace. Ciò su cui tutti sono d’accordo è che il sogno è manifestazione dell’inconscio, quali siano i livelli di inconscio che si vanno ad analizzare. Io, nella mia poca esperienza, individuo sei metodi generalmente usati nella società (e nei siti “””professionali”””) per l’analisi dei sogni.

Senza dubbio il metodo più usato da chi non ha alcuna conoscenza di psicologia (e meno che mai di psicoanalisi), consiste nel creare parallelismi o collegamenti tra gli elementi nel sogno e ciò che si è fatto il giorno prima, senza però approfondire. Sebbene questo approccio sia in parte di derivazione freudiana, perde tragicamente il suo nucleo interpretativo, riducendo gli elementi del sogno alla semplice derivazione empirica. È anche il metodo più usato da chi ha una fiducia cieca e indistruttibile nel predominio delle “scienze dure” (biologia, chimica, fisica…) su tutte le altre.

Ad esempio: sogno di trovarmi a scuola, nella mia classe, con due miei amici, e giochiamo alla playstation con un professore; uscendo dalla classe, mi trovo al campo di calcetto. Nell’approccio realista, il mio cervello, nel suo meccanismo di elaborazione di informazioni durante il sonno, ha riorganizzato alcuni degli elementi della mia giornata e uniti all’interno di un contesto che, alla fine, risulta paradossale. Quest’assurdità, tuttavia, si spiega semplicemente nell’ottica dell’elaborazione, che mischia a caso elementi generici della giornata in un costrutto cerebrale che è il sogno.

smorfiaIl nome non ha a che fare precisamente con la smorfia napoletana, ma è un nome che racchiude simili approcci.

Questo metodo consiste nell’interpretare il sogno su una base “dizionariesca” e standardizzata, con precisi significati sui simboli e sulle parti del sogno, con supporto di libri, raccolte, volumi, “numeri del lotto”, tradizioni sociali e via dicendo. Anche questo metodo è, naturalmente, inficiato dalla personale convinzione che un libro possa definire cos’è un sogno o cosa non lo è, ignorando perlopiù il significato personale e rifacendosi a interpretazioni preesistenti.

sogno2È il metodo utilizzato da chi ha una visione legata al mistico, al religioso, all’occulto e all’esoterico (sebbene tra tutte queste visioni non ci sia una relazione diretta). La gran parte di queste culture vede nel sogno un’immagine superiore, spesso insondabile dall’intelletto umano, che prevede il futuro, illumina su certi aspetti dell’Essere e della Vita, crea mondi paralleli, e via dicendo.

Vista la varietà di matrici da cui può derivare questo metodo, mi limito ad accennarlo tra le varie possibilità. È comunque interessante notare che chi usa questo metodo molto facilmente riutilizza idee o ipotesi junghiane, in quanto quest’ultimo spesso si presta ad un’interpretazione “mistica” (anche se Jung era molto legato alla realtà dei fatti e delle esperienze).

Consiste semplicemente nel riallacciare un sogno (specie se particolarmente pesante e complicato) a un cibo pesante mangiato la sera prima. È il metodo classicamente utilizzato da chi non crede all’analisi dei sogni, li ritiene inutili o insignificanti per la psiche.

Paziente : Non so più cosa fare: ogni notte faccio incubi orribili! Sogno di copulare selvaggiamente con vecchie decrepite dal corpo vizzo nel bel mezzo di un temporale, poi un sibilo fortissimo mi lacera il cervello e di colpo mi ritrovo seppellito vivo dentro una bara. Io urlo, urlo, graffio il legno fino a farmi sanguinare le dita ma nessuno mi sente.
Alla fine di questi incubi mi risveglio spaventatissimo e madido di sudore. Adesso ho persino paura di addormentarmi. Sono pazzo, dottore?

Freud : Macché, deve solo smetterla di mangiare peperonata prima di andare a dormire!

(cit. Nonciclopedia)

freud sognoHo già parlato degli elementi classici dell’analisi freudiana in una parte di questo articolo. Ne consiglio la lettura in quanto, per Freud, l’analisi dei sogni è un tassello fondamentale di una concezione generale della psiche umana.

Dal metodo freudiano si eredita un metodo del tipo “i sogni son desideri”: ognuno ha un nucleo di desiderio represso, rimosso dalla vita cosciente, e questo nucleo trova spazio nei sogni, dove le difese dell’Io si abbassano e l’inconscio può proliferare, manifestando immagini e situazioni (parte manifesta) che coprono i veri desideri e istinti dell’inconscio (parte latente).

Col metodo simil-freudiano spesso si compiono diversi errori, per il semplice fatto che non si è tutti psicoanalisti freudiani, e conseguentemente si applica il metodo senza conoscere la teoria. Un simile approccio porta alle più diverse conclusioni, anche contradditorie tra loro, che lasciano il sogno nella sua aura di mistero e incomprensione.

jung sognoSottolineo che non parlerò proprio del metodo di Jung, giacché l’analisi dei sogni condotta da Jung è talmente complessa e difficile da strutturare che ci vorrebbe un seminario.

Più che altro, dalla complessità del metodo junghiano, estrapolerò un principio particolare, che chiamo “non-metodo”: il sogno non necessita di un metodo standard e preciso per essere interpretato, ma va analizzato esattamente per come si presenta nei ricordi da svegli, senza considerarlo diviso in “manifesto e latente”. Il sogno è quello che è.

L’analisi simil-junghiana, come in quella simil-freudiana, porta agli stessi tipi di errori: se non si conosce la teoria junghiana, applicare in tutto o in parte il metodo rischia di condurre a contraddizioni e sbagliate interpretazioni, che non fanno altro che confondere le idee. Qualche abbozzo di elementi junghiani li potete trovare sia nella teoria dei Tipi Psicologici che nel mio articolo sull’Individuazione.

I metodi di analisi sono molti, e non è detto che uno sia migliore dell’altro. Qualcun addirittura sostiene che ci sono “tante psicoanalisi quanti sono gli psicoanalisti”, il che naturalmente influisce anche sull’interpretazione dei sogni.

Personalmente, consiglio alle persone di cercare di comprendere i propri sogni partendo da ciò che significano per loro, per poi far subentrare un’interpretazione legata al colloquio o alla discussione (che sia con uno psicologo o un amico). Qualsiasi sia il metodo che prediligete, se questo ha un supporto teorico, vi consiglio di non perdere di vista quella teoria e quelle riflessioni: sarebbe come tradurre il latino senza conoscere le declinazioni.

Per quanto mi riguarda, non ritengo che i sogni siano inutili. Penso che abbiano un loro motivo d’essere, come tutte le cose della natura.

Sta a noi capirli.

Commenti

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2 Comments

  1. Salve Fra, non mi trovo d’ accordo con la sua discussione. Non sarà pure una “scienza esatta” ma le posso assicurare per esperienza personale che allo stesso sogno si associano nel 90% dei casi situazioni spicologiche simili. Saluti Marisa

    • Fra
      Fra

      Salve Marisa,
      Oltre alla sua esperienza personale (la quale, ahimé, non è una prova), ha qualche fonte scientifica a cui fa riferimento quando dice “si associano nel 90% dei casi situazioni psicologiche simili”? Se sì, sarei molto curioso di consultarla.
      Saluti

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