Mi ha telefonato Papa Francesco

Ott 13, 2013 by

Mi ha telefonato Papa Francesco

“Pronto?”

“Sono io.”

“Io chi?”

“Io, Bergoglio.”

“Senta, non so chi lei sia, ma non compro niente.”

“Sono il Papa!”

“…Sta scherzando, spero.”

“Certo che no! E diamoci del Tu.”

“Siamo entrambi maggiorenni e non ci conosciamo di persona, perché dovremmo darci del Tu?”

“Perché tutto questo Sua Santità che mi fischia nelle orecchie ogni giorno mi fa sentire vecchio.”

“Beh, nonostante l’energia, non è che sia un giovincello…”

“Non si è mai abbastanza giovani. Girovagare in Brasile mi ha fatto venire voglia di fare festini sfrenati con copricapi da pavone.”

“Più da Gay Pride, in realtà.”

“Anche quello. È una storia buffa.”

“…Mah. Cosa non fanno i Testimoni di Geova per farsi ascoltare, al giorno d’oggi…”

“No, te l’assicuro! Io sono della Squadra di Dio. Geova e Jahvé sono nella Serie B.”

“Un filo razzista…”

“Non proprio. Non l’ho decisa io la dominanza cattolica nella Serie A.”

“Non sapevo ti piacesse il calcio.”

“Sono argentino, caspita. Il mio primo Dio è Maradona.”

“…Permettimi una domanda.”

“Dimmi.”

“Ma non è tutto troppo calcolato? Anche le altre chiamate a quei due ragazzi, le foto…”

“È che ancora non so usare le pagine bianche.”

“Ma non erano gialle?”

“Non in Vaticano. È il colore nazionale. Lo usiamo per tutto.”

“…Non voglio sapere altro.”

“Sì, lo so che qualche complottista in Rete pensa che sia tutta una scena per alzare l’audience e la popolarità della Chiesa, ma ti assicuro che non è così.”

“Più che altro perché non è mai stata così alta nel XXI secolo, se non quando c’era Wojtyla, quindi la gente si fa qualche domanda.”

“Cioè?”

“La tua umiltà, ad esempio. Che bisogno c’è di parlare di una Chiesa povera…tutto in una volta? Non si poteva fare prima? E in questi duemila anni vi siete addormentati?”

“Volevano farlo prima, ma non ci avrebbe creduto nessuno.”

“Mentre con te ci credono?”

“Ho il mio fascino. Dovresti vedere che faccio con le donne.”

“Non oso immaginarlo…”

“Scusa, non te l’ho ancora chiesto: tu credi in Dio?”

“Mi definisco Agnostico Curioso.”

“Nel senso che sei un voyeurista?”

“…Non so che concetto abbiate di curiosità, ma no.”

“Ah, è perché qui i cardinali si divertono in maniera alternativa. I vostri siti porno in confronto fanno ridere.”

“Va bene, va bene, ti credo.”

“Quindi sei Agnostico. Perché non credi in Dio?”

“Non ho detto che non ci credo, ma che sono agnostico curioso, nel senso che, pur non affermando con assoluta certezza l’esistenza di Dio (che sia in Serie A o B), mi interesso molto di argomenti teologico-filosofici.”

“E non era più facile dire che sei un cazzone?”

“In un certo qual modo lo sono.”

“Beh, almeno tu ti interessi. Al giorno d’oggi è sempre più difficile trovare ragazzi interessati a Dio.”

“Ma con il tuo papato, un mucchio di giovani si stanno riavvicinando.”

“Certo, vengono a vedere le mie messe in Piazza San Pietro, o che ascoltano le mie parole e le approvano a gran voce. Al limite condividono i miei aforismi su Facebook per sentirsi profondi, ma finisce lì. La gran parte dicono la preghierina come mamma e papà gli hanno insegnato, per poi la sera ammazzarsi di droghe in discoteca e uccidere qualcuno in un incidente stradale.”

“Mi sembri un po’ troppo duro, Fra. Non possiamo pretendere che vi sia una fede di stampo medievale, dove chiunque credeva ciecamente in Dio. La scienza, che ti piaccia o no, ha ridimensionato la fede.”

“Ah, la scienza…anche il fatto che ce l’abbiamo con gli scienziati, è tutto falso.”

“Davvero?”

“Sì, in realtà li stimiamo immensamente. Cercano ogni giorno di dare lustro all’opera di Dio, con le loro ricerche.”

“Sarebbe una bella interpretazione, se solo ci fosse più dialogo tra le parti…”

“Tornando a noi: i giovani non si avvicinano davvero a Dio. Il più delle volte è un’imposizione. Nella migliore delle ipotesi, un ripiego spirituale nel terreno del “già noto”: siccome sanno già tutti i vari dogmi, non devono affaticarsi in una vera ricerca spirituale. Mi segui?”

“Continua.”

“Dal canto mio, sto facendo di tutto per togliere questa brutalizzazione della Santa Chiesa. Non è quello che voleva Gesù, che anzi desiderava una genuina fede e un sincero percorso spirituale. Non voleva un mucchio di pecore, nonostante fosse pastore dei popoli.”

“E cosa pensi di fare?”

“Mah, per ora sto sentendo il parere di giovani come te in giro per l’Italia, per capire quale sia la realtà moderna.”

“Come la vedi?”

“Poco soddisfacente. Quando chiamo, il più delle volte sono su Internet a cazzeggiare, o stanno fumando-bevendo, o facendo cazzate illegali con gli amici. Per carità, le ho fatte anch’io, ma ero incosciente fino a un certo punto, e una morale di base c’era. Quando intraprendo un discorso qualsiasi, si lamentano della famiglia, della scuola, degli amici, di loro stessi, del governo ladro, del NWO, della Crisi, del gol rubato, delle congiunzioni astrali. Lamentarsi, lamentarsi, lamentarsi. A volte penso sarebbe più salutare mandarli dallo psichiatra.”

“Il pessimismo non è una condizione clinica…”

“Ma dovrebbe esserlo! Il mondo è così meraviglioso, come si fa a perdere tutta questa bellezza?”

“Non è solo colpa loro. Il mondo non dà loro spinte.”

“E loro non si affaticano a cercarle.”

“E la televisione non offre alternative salutari.”

“Che c’entra la Tv? A me piace.”

“Anche a me piacerebbe, se fosse meno intasata di merda.”

“Come sei volgare.”

“Non che tu stia utilizzando un linguaggio meno esplicito.”

“Va beh, ma io sono il Papa. Io posso.”

“Ecco, anche questo. La pretesa televisiva del successo. Si spiattella a larghe maniche che tutti saremo famosi, saremo ricchi, saremo conosciuti e amati e piaciuti semplicemente camminando per strada. Così sbocciano reality show che glorificano la banalità, esaltano l’ignoranza ed elogiano l’incompetenza. Nemmeno nelle università, le culle del sapere, possiamo più salvarci. Quando non sono degli snob incredibili, la gran parte degli studenti sono degli incompetenti che solcano le sale della cultura. Anche qui, motivazioni di stampo industriale: più laureati, più sussidi governativi, più pregio. E spesso si lascia correre la mediocrità.”

“Ora sei tu quello che si lamenta.”

“Concedimelo, tanto siamo tra noi.”

“Naturalmente.”

“Il fatto è che vorrei vedere valutate le vere capacità, senza che degli imbecilli occupino posti di prestigio. Non è importante la posizione o i soldi, è importante l’azione, la passione. La spiritualità in questo senso è fondamentale, secondo me.”

“Non è casuale che le filosofie e le religioni new-age riscuotano grande successo: sono una boccata d’aria fresca nel terreno della ricerca spirituale, con lo svantaggio che il più delle volte sono collage malfatto di vecchie tradizioni. Uno sminuzzare di credenze che non porta da nessuna parte, se non addirittura più indietro.”

“Almeno qualcuno ci prova.”

“Con i mezzi e i metodi un po’ fragili.”

“Di questo ha colpa anche la Chiesa, con la sua rigidità di sistema.”

“Fino a un certo punto. Filosofi e pensatori cristiani li abbiamo anche oggi, e di alto livello. Ma Dio non fa più successo.”

“Non è una questione di share!”

“Ma nemmeno di nicchia! Gesù ha sempre predicato l’evangelizzazione.”

“Col  risultato che molti giovani si sono rotti i coglioni di essere assillati da prediche anacronistiche e dogmatiche. Anche con la tua popolarità, il messaggio della Chiesa rimane molto sterile.”

“Per questo sono in carica: per rinvigorire e dare nuova linfa a tutti, specie a chi si sente secco come una quercia.”

“Mi sa che abbiamo divagato.”

“Può darsi. Era la foga del momento.”

“Già.”

“Senti, ora devo andare che le guardie svizzere mi rompono le scatole. Casomai ti mando un sms dopo, o su WhatsApp.”

“Va bene. Ma…la storia del Gay Pride?”

“Ah, guarda, ci ho ripensato. Il mondo non è ancora pronto.

“Sì, penso di capire…”

“Va bene dai! Ci sentiamo, Fra.”

“Ciao, Fra.”

[Scrissi questo testo diverso tempo fa, ma lo pubblico solo oggi. Ribadisco, naturalmente, che non ho nessun problema con il cattolicesimo in sé, né col cristianesimo o le sue ortodossie, e che ogni discussione in merito è più che ben accetta.]

Commenti

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1 Comment

  1. A

    hahahaha grande
    questo mi ha fatto morire!
    “Non ho detto che non ci credo, ma che sono agnostico curioso, nel senso che, pur non affermando con assoluta certezza l’esistenza di Dio (che sia in Serie A o B), mi interesso molto di argomenti teologico-filosofici.”

    “E non era più facile dire che sei un cazzone?”

    “In un certo qual modo lo sono.”

    xD
    tu che parli prima da ragazzo sveglio, e poi ti auto rispondi che sei un “cazzone”, e lo confermi in maniera elegante! hahahaah
    beh anche alla fine

    “Mi sa che abbiamo divagato.”

    “Può darsi. Era la foga del momento.”

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