“Intellettuali Postdatati” e senza data di scadenza

Mar 9, 2013 by

“Intellettuali Postdatati” e senza data di scadenza

Grillo: “Quando il pdmenoelle chiama, l’intellettuale risponde. Sempre! In fila per sei con il resto di due!”

~ Cinquanta intellettuali, in fila per sei, col resto di due! ~
~ Si fecero insultare, in fila per sei, col resto di due! ~
~ Agli arresti, in quarantadue! ~
~ Più due, in celle da quattro! ~

Grillo: “L’intellettuale non è mai sfiorato dal dubbio, sorretto com’è da un intelletto fuori misura per i comuni mortali.”

“Ohssì! Soggiacete al potere di Eru Ilúvatar, misero e insignificante popolo!” (cit. Miocuggino Intellettuale)

Grillo: “Se [l’intellettuale] si schiera lo fa per motivi etici, morali, umanistici su indicazione del partito. La funzione principale degli intellettuali è quella di lanciare appelli. L’appello e l’intellettuale sono imprescindibili. Cosa sarebbe infatti un appello senza una lista di intellettuali che fanno a gara per essere primi firmatari?”

Tralasciando l’olimpica e clamorosa contraddizione (un grandissimo intellettuale italiano per altro Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo, ha sostenuto a più riprese il M5S. E  non solo lui: anche Stefano Benni, Claudio Messora, ma anche Don Gallo e Marco Travaglio che simpatizzano), gli intellettuali non si riducono a delle medagliette lucenti utili per fare propaganda e nobilitare un’ideologia: la stessa parola, intellettuale, evidenzia come far funzionare le rotelline del cervello sia la prima (e direi fondamentale) occupazione.

Se poi questo fa giungere alla conclusione che sia necessario lanciare appelli e sostenere alcune cause, ebbene, è quasi sempre una conseguenza del moto del pensiero, non di una scelta aprioristica e presa in funzione di un partito.

Grillo: “L’intellettuale italiano è in prevalenza di sinistra, dotato di buoni sentimenti e con una lungimiranza politica postdatata”.

Trattasi, naturalmente, di un’affermazione totalizzante, offensiva e ridicola, che cerca di nascondersi tristemente dietro alla definizione “dotato di buoni sentimenti”, così come prima con “etico, morale e umanista”, forse per non sembrare eccessivamente critico. La maggior parte degli intellettuali che conosco o di cui leggo gli interventi sono alterati, confusi, critici, o perlomeno incazzati come delle bisce. Coincidence? I think not.

Ma al di là di questo, è naturale che alcuni intellettuali si schierino in un ambito politico piuttosto che un altro; se non lo facessero, sarebbe come dire che non hanno un pensiero politico. E se ce l’ha il mio cugino di cui sopra, ce l’avranno anche coloro che, si presuppone, dovrebbero averlo prima di chiunque altro. Ma non necessariamente a sinistra. O a destra, o in centro, o in qualsiasi altra collocazione definita. E non per forza dichiarato pubblicamente.

Temo che le battute di Grillo si rifacciano ad un sotto-testo che, obiettivamente, permea la cultura italiana dai tempi di Dante Alighieri: la schiera di letterati/scienziati/pensatori italiani è stata sempre un po’ un élite, un gruppo a parte rispetto al popolo, come separata dal mondo. Un po’ perché fino al 1861 non c’era proprio un popolo italiano (ma c’erano 500 anni di intellighenzia accumulata), e non è che tutt’oggi siamo così tanto uniti.

Ovviamente, sfruttare questa base culturale contribuisce a formare una generalizzazione bella e buona, comprendente quintali di eccezioni. Infatti, tantissimi intellettuali italiani, moderni e passati, dimostrano come ci si possa attivare socialmente e culturalmente senza per forza rifarsi a schemi politici: ne citerei solo un paio, come Boccaccio, Leonardo Da Vinci, Guicciardini, Foscolo, Manzoni, Verga, Ungaretti, Levi, ma anche De André (a modo suo), Gaber (a suo modo), e i sopracitati Fo, Benni, Travaglio. Molti tra questi hanno esplicitato la loro posizione politica, altri no. Ma tutti, in qualche modo, hanno contribuito a fare in modo che il loro pensiero venisse ascoltato, ed è questo quello che veramente conta.

Non ho idea del perché Beppe Grillo abbia fatto tanta ironia all’apparenza gratuita; sembrerebbe una mossa totalmente casuale. Che voglia forse colpire la schiera di pensatori che stanno criticando il Movimento, ghettizzandoli nel Pd, verso il quale ha già scaricato camion di minacce e accuse, per poi tranquillamente abbattere ogni opposizione in virtù di una presupposta collocazione partitica? Non lo so. E forse non voglio saperlo.

Anche noi de “La Stessa Medaglia” ci possiamo considerare intellettuali, a questo punto? Forse, o forse no. Di certo, almeno per quanto mi riguarda, mi piace considerarmi un libero pensatore. E se dovrò essere considerato di sinistra, pazienza: almeno avrò detto la mia.

(PS: giusto per non fare quello che sa tutto a priori, qui c’è la fonte.)

(PPS: Nessun intellettuale è stato maltrattato durante la stesura di questo articolo)

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