Berlusconi, Travaglio, Santoro, gli italiani, la verità

Gen 11, 2013 by

Berlusconi, Travaglio, Santoro, gli italiani, la verità

Ieri 10 gennaio, dopo lunghi anni di attesa Berlusconi ha sostenuto un confronto diretto con Santoro e Travaglio, a Servizio pubblico (La7). In poco tempo la trasmissione è diventata praticamente di cabaret, tra scuole serali, Zelig, inversione dei ruoli Berlusconi/Travaglio, igienizzazioni di sedie, sbottamenti vari e via dicendo. Alla fine, molti dicono che Berlusconi ne è uscito chiaramente vincitore. Più esattamente, chi lo sosteneva è rimasto suo sostenitore e chi lo attaccava ritiene che sia stato palesemente sconfitto.

Perché? Perché Berlusconi è esattamente come Peter Griffin in questo video, nel suo rapporto con la verità:

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In questa scena, lo sventurato estraneo sa benissimo di non essere stato lui, eppure non può nulla contro Peter che semplicemente lo accusa di colpevolezza e se ne chiama fuori. Qualsiasi cosa possa dire l’estraneo, Peter può continuare a negare, pur sapendo entrambi di chi è la colpa. Peter potrà poi uscire tranquillamente indenne dall’ascensore.

Berlusconi riesce a comportarsi costantemente così, non agli occhi di un estraneo, ma davanti a tutti gli italiani. Rilascia di continuo dichiarazioni per dire pochi giorni dopo «Io non l’ho mai detto» o «Sono stato frainteso». Eppure l’ha detto, ci sono le testimonianze video, dovrebbe essere incastrato con facilità. Ma se glielo si fa notare, fa spallucce: «No, non l’ho mai detto», un sorriso e via. Il suo atteggiamento fa sì che una questione di palese menzogna, che non si dovrebbe lasciar trascorrere come nulla fosse, diventa una questione in cui accettiamo un 50-50.

Da una parte si dice che mente, lui fa il suo sorriso sornione, insiste che no, ha l’aria di essere sicuro di sé, e così non è più una questione di verità o di falsità: si va a simpatia.

Travaglio ha fatto una lunga disamina di dichiarazioni di Berlusconi lungo l’arco del governo Monti, in cui dava segno di avere accettato e sostenuto l’IMU, di avere approvato il governo Monti, di avere addirittura proposto lui Monti a Napolitano. E ora basa la sua campagna elettorale sull’abolizione dell’IMU, contro le politiche di Monti che è stato calato dall’Europa per prosciugarci.

Per qualsiasi persona ragionevole, o che abbia letto un minimo 1984 o almeno la Fattoria degli animali («siamo sempre stati in guerra con l’Estasia!») la faccenda è semplice. Berlusconi mente spudoratamente e si appoggia alla scarsa memoria degli italiani, appiattendo tutto sul presente. Anche senza bisogno di aspettare il bellissimo e commovente discorso finale di Travaglio, Berlusconi è stato pesantemente sconfitto riguardo le sue incoerenze e menzogne.

Questo, ovviamente, a patto di essere persone razionali che danno valore agli argomenti, alla coerenza. Se invece stiamo a guardare che Berlusconi ha ripetuto a vanvera che l’IMU non era come lui se l’aspettava (mi risulta però che un testo di legge sia scritto, e carta canta!), si è mostrato sorridente, sicuro, ha fatto le battutine, e allora sono in parità e si decide a simpatia.

Berlusconi è virtualmente invincibile, finché decide semplicemente di ignorare i fatti e le critiche e mostrarsi vincitore, e finché una larga fetta di italiani guarda più all’immagine che agli argomenti. Inoltre questo atteggiamento è molto più sottile di quanto sembri: da una parte ignora le critiche sui processi giudiziari, sulla sua immoralità, sulle menzogne ecc; dall’altra dice di essere perseguitato. Così chi lo critica fa critiche sostanzialmente a vuoto, perché tanto le ignora e si va avanti lo stesso… col risultato che, a lungo andare, molte persone cominciano a provare un sentimento di fastidio nei confronti di chi continua a criticarlo per le stesse cose: ed è a quel punto che lui ha vinto.

Con dei semplici mezzucci protratti per anni ora molti italiani sono insofferenti a discorsi sulla moralità e sulla giustizia, e gli perdonano di tutto; parlarne ormai è noioso, petulante, si dovrebbe parlare di “cose serie“. E avere tanti processi a carico significa essere oggetto di persecuzione e non un criminale, perché altrimenti sarebbe stato condannato… certo, ma ricordiamo che con le sue stesse leggi ad personam ha fatto sì che le condanne non arrivassero (dalla depenalizzazione del reato di falso in bilancio, alla esagerata diminuzione dei tempi di prescrizione, poi le intercettazioni, il lodo Alfano, eccetera).

Personalmente Santoro non mi è piaciuto per nulla, il suo atteggiamento ha permesso a Berlusconi di fare ciò che ha fatto. Santoro non è particolarmente lucido né sottile: la sua parzialità era manifesta, con battute incalzanti che a una certa risultavano fastidiose, o interrompendo di continuo Berlusconi o non permettendogli di replicare.

Travaglio è invece stato estremamente lucido come suo solito: credo sarebbe finita molto meglio, se Santoro avesse concesso a Berlusconi di leggere tutta la lettera con i processi del giornalista e poi avesse lui replicato puntualmente. È passato un po’ in sordina che le cause di Travaglio sono cause civili, che è stato condannato per aver definito Schifani “una muffa“, o una giornalista del TG1 come “servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici“. Nei casi di sviste che possono capitare Travaglio ha sempre rettificato (come nel caso di omonimia), e molte condanne sono per critiche, non per deformazione della verità.

Qualche altro commentino: Berlusconi ha detto di non avere il cellulare da molti anni, eppure nella stessa trasmissione abbiamo visto un video in cui Berlusconi è al telefono che fa attendere la Merkel.

L’imprenditrice teorica del complotto del signoraggio, che dice che dovremmo riprenderci la sovranità monetaria, tornare alla lira etc… che c’azzeccava?

Posto anche qui il bellissimo discorso di Travaglio:

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Alex

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1 Comment

  1. Mario Mallamaci

    A seguito del tuo post “Berlusconi, Travaglio, Santoro, gli italiani, la verità
    Posted by Alex on gen 11, 2013 mi è venuta voglia di scrivere questo commento.
    Il trafiletto tratto da un articolo di Curzio Maltese su Repubblica.it storicamente vicino al PD di Bersani, dimentica volutamente l’editto bulgaro con cui Santoro ed altri furono cacciati dalla televisione. “In fondo si stimano, hanno lavorato insieme, durante uno dei tanti drammatici, ma in genere vantaggiosi periodo di esilio dalla Rai di “Michele chi?”. Potrebbero tornare a farlo, se fosse conveniente, per esempio dopo una vittoria del Pd alle elezioni. Per Santoro l’epopea del Cavaliere è stata una manna di share dal cielo, compreso ieri sera ci è facile immaginare.”
    Tratto da un articolo di Aldo Cazzullo, per altro molto stimolante, su corriere della sera.it “Vent’anni dopo, entrambi hanno ancora bisogno l’uno dell’altro; anche se per entrambi potrebbe essere stata davvero l’ultima volta.”
    Mostra la sintonia di alcuni giornalisti, addebitando ad altri in particolare a Santoro e Travaglio di aver risollevato il cavaliere in un momento di oggettiva difficoltà con un talk show. Cancellando in un attimo la responsabilità del PD e del’UDC per non aver fatto passare il referendum sul cambiamento del porcellum dicendo che toccava ai partiti cambiarlo e già mai ai cittadini e la responsabilità del PD e del’UDC di non andare subito ad elezioni permettendo al cavaliere di recuperare.
    Tratto da un articolo in prima pagina di Marco travaglio su “il fatto quotidiano” del 13/01/13“Quelli che “Berlusconi è morto, finito, defunto, dunque la guerra è finita: basta con il berlusconismo, ma anche con l’antiberlusconismo, il giustizialismo, il moralismo” (poi scopri che la guerra è ricominciata a causa di un programma di due ore e mezza, e che tu non sei abbastanza antiberlusconiano, giustizialista, moralista).”
    Le cose che metti in risalto, specialmente l’inutilità della verità(vignetta di Peter), con un personaggio menzognero abituale, quando culturalmente non è la verità ma lo spettacolo davvero importante.
    Quanto Berlusconismo c’è in questi atteggiamenti? Quanto è necessaria un’opera di disintossicazione a tutti i livelli?
    Questi è altri i compiti per il futuro.

    Mario

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