Favia e la questione della democrazia interna

Set 16, 2012 by

Favia e la questione della democrazia interna

Sono trascorsi già nove giorni dalla trasmissione del fuori onda che sta facendo discutere tutta Italia e che è sembra essere dinamite all’interno del Movimento 5 Stelle. I fatti sono i seguenti: Giovanni Favia, consigliere regionale del M5S in Emilia Romagna, ha rivelato ad un giornalista che

«Casaleggio prende per il culo tutti, perché da noi la democrazia non esiste. […] Lui espellendo Tavolazzi ha soffocato nella culla un dibattito che stava nascendo in rete di contrapposizione alla gestione Casaleggio. […] Lui quando qualcosa non va telefona. [..] Tra gli eletti ci sono gli infiltrati di Casaleggio. […] Casaleggio è spietato, è vendicativo… adesso vediamo chi manda in Parlamento, perché io non ci credo alle votazioni online, lui manda chi vuole lui.»

Il problema della democrazia interna al Movimento di cui si vocifera spesso in rete è ora stato catapultato violentemente in televisione ed è diventato protagonista di un dibattito, spesso costellato da scorrettezze – esemplare il Sole24ORE, seguito a ruota da altre testate, che attribuiscono al giovane consigliere regionale l’intenzione di fondare un proprio movimento/partito; intenzione immediatamente smentita da Favia stesso sulla propria pagina Facebook.

C’è chi sostiene che il Movimento sia effettivamente carente di democrazia interna, chi dagli altri partiti si gusta con piacere questa bomba che rischia di far perdere punti dei preziosi 14-19% mostrati nei sondaggi, chi ritiene che il fuori onda sia stato costruito magistralmente per affondare il M5S: un complotto, insomma.

Favia è apparso a Otto e mezzo cinque giorni dopo per spiegare l’accaduto agli italiani (nonché ad una Gruber particolarmente soffocante con le sue continue domande per ridirigere il discorso, che spesso impedivano al consigliere di dire ciò che avrebbe voluto). Emergono immediatamente il senso di colpa e l’umiliazione dovuti a questa indesiderata confessione pubblica, ma soprattutto si spiegano le ragioni di quanto è accaduto. Mesi prima, a marzo, alcuni del Movimento organizzarono un incontro a Rimini in cui discutere dell’opportunità di rimuovere la dicitura “beppegrillo.it” dal simbolo, e della necessità di chiarire le modalità, considerate oscure, con cui si scelgono i candidati da proporre per il parlamento alle successive elezioni (cliccate sul link e nella colonna a sinistra su “proposte passate” e “proposte respinte” per maggiori informazioni).

Coloro che parteciparono a questo incontro vennero espulsi dal M5S; tra questi presenziava anche Tavolazzi, amico e “compagno di battaglie” di Favia. Questi un po’ per paura un po’ con la speranza che una maggiore democrazia e trasparenza sarebbe giunta con il tempo, non si oppose pubblicamente e non disse nulla. Le parole stesse di Favia durante l’intervista permetteranno di comprendere meglio il suo stato emotivo e la sua reazione:

Io poi avendo un rapporto estremamente compromesso con Casaleggio… il momento era molto di tensione. Io avevo visto un mio compagno di battaglie, Valentino Tavolazzi… noi non abbiamo un partito alle spalle, siam da soli sul territorio con gli attivisti e con la rete, e combattiamo una battaglia che è difficile. Abbiamo contro poteri economici, il sistema partitico, a destra e a sinistra; e quando tu sei in prima linea con qualcuno e vedi che il generale gli spara da dietro è dura, ed io feci fatica a guardarmi allo specchio perché pubblicamente non attaccai la scelta fatta dallo staff. Questa cosa era un macigno che mi pesava sullo stomaco, e quando ho incontrato quel giornalista che mi aveva dato confidenza e mi aveva anche invogliato a parlare, io a un certo punto – con grande imprudenza – ho sfogato lí, e non era quello il momento né il luogo, quelle cose.

Subito dopo si è affrettato a scusarsi e a chiarire che parte di ciò che ha detto era esagerato e falso, giustificabile solo in quanto “sfogo scomposto e privato”:

E per questo avendo turbato la sensibilità di tantissime persone che credono al movimento, io a loro chiedo scusa e questo mi dispiace molto. Perché i messaggi che sono passati sono che i candidati sono scelti da Casaleggio, infiltrati – non è vero –. I messaggi che sono passati sono che noi non siamo democratici nelle nostre diramazioni locali – non è vero. Oggi in Sicilia duecento persone attraverso liquid feedback, il portale dei pirati tedeschi, stanno condividendo il programma che presenteranno, quindi… perché non possiamo avere questa democrazia a livello nazionale?

Questa è una delle ragioni per cui nel Movimento non vi sarebbe democrazia interna. Stando allo stesso Favia, in realtà il M5S ha un livello di democrazia interna di gran lunga superiore a quello di qualunque altro partito italiano. A livello locale, molte realtà hanno implementato il sopracitato liquid feedback per discutere, votare e gestire la situazione interna del Movimento in modo trasparente e permettendo ad ogni cittadino di dire la sua. Il problema è che Grillo e Casaleggio promettono che un simile software verrà utilizzato anche a livello nazionale da ben 3 anni, ma questa promessa non è ancora stata mantenuta.

Non è l’unica ragione: se si osservano i commenti sulla pagina Facebook di Favia, si nota che moltissimi ruotano attorno allo stesso tipo di argomenti. Favia è un traditore; Favia doveva tacere; Favia deve dimettersi; Favia non deve permettersi di fare questo affronto a Grillo e Casaleggio poiché senza di loro il Movimento non esisterebbe. Un utente lo ha anche minacciato di morte, ma non si sa se sia un membro del M5S oppure un fake. Ad ogni modo, questo genere di commenti ha decisamente urtato il sottoscritto, che ha postato una riflessione notata e citata dallo stesso Favia e che viene riproposta in questa sede.

Sono sconcertato da buona parte dei commenti che ho letto in altri post di questa pagina. La logica – che dico, logica? No, l’istinto – l’istinto gregario, la mentalità in cui il gruppo, il numero è forte e la minoranza, il debole, il dissidente deve essere allontanato, schiacciato, brutalizzato è presente anche nel Movimento 5 Stelle. Ho iniziato ad interessarmi al Movimento da un paio di mesi, leggendomi il programma e i sondaggi e le notizie e via dicendo. Speravo, spero possa essere la risposta per i mali che affliggono l’Italia, e speravo ingenuamente che un movimento che parte dal basso riesca a mandare avanti le menti e i cuori più adatti di volta in volta ai problemi che si presentano. Ho rischiato di idealizzare il M5S prima ancora di entrare a farne parte da cittadino, difendendolo dai miei amici che sostenevano che fosse un movimento qualunquista e a rischio di derive fasciste, coagulato attorno alla figura di Beppe Grillo (che, per inciso, non mi piace).

Per questo ho moltissimo apprezzato questo fuori onda di Favia e i problemi che ha sollevato, che mi hanno permesso di capire molte cose. Fin troppi qui hanno commentato dicendogli che non si doveva permette di infangare così il movimento e che ormai deve dimettersi poiché non ci tiene; a me sembra l’esatto opposto. Da quello che ho potuto vedere anche nella successiva intervista a La7 (perché dovrebbe essere un venduto? Farsi vedere in TV dopo questo evento è segno di coraggio e onestà, visto che il suo scopo era spiegare come stavano le cose e ha ammesso che la questione degli infiltrati di Casaleggio era falsa; o dobbiamo sottostare alla logica idiota e qualunquista per cui «buuu buuuuuu va in tv è venduto buuuuu assassino buuuu»?).

È chi vuole affrontare i problemi, chi vede la trave nel proprio occhio ad avere davvero a cuore il Movimento. Perché non l’ha detto prima, pubblicamente, dite voi? Ha già risposto lui. Ed è un essere umano, non un Dio infallibile. È perfettamente umano e anzi riesco a riconoscermi nelle sue scelte: prima non ne aveva il coraggio, la forza, e sperava che piano piano le cose si risolvessero da sé. Quando è stato espulso Tavolazzi, un suo caro amico, si è sfogato, come è umano fare. E ora che il problema è partito, riesce a trovare la forza per volgerlo in positivo e per migliorare il movimento. Perché anziché continuare a parlare di Favia e dirgli di andarsene non si affronta la questione da lui – nolente ma ora volente – sollevata?

Perché invece anche nel Movimento ci deve essere gente cafona, ignorante e con mentalità fascista? Perché il Movimento pullula di riferimenti alla “democrazia” e mai ve ne sono al “liberalismo”? Non è un caso che John Stuart Mill e Alexis de Tocqueville misero in guardia da chi parla di “democrazia” ma la intende come potere della maggioranza, senza che questa abbia paletti. Favia è la minoranza, ha deciso di dire la sua, ha sollevato un problema grave e vuole andare avanti. Voi che commentate qui siete il gruppo, la maggioranza che barbaramente non accetta che un singolo faccia notare dei problemi e screditi la figura, l’apparenza del Movimento agli occhi altrui. E quindi volete che taccia, che se ne vada. Questa è la democrazia interna del movimento? Certo. È la democrazia del «siamo la maggioranza gnegne quindi stai zitto». Bello schifo.

Sono fiducioso che non siano tutti così e che ci sia molto di buono che possa nascere dal Movimento, e forse è meglio che mi sia tolto dalla testa certe idealizzazioni ingenue. Il marcio purtroppo è ovunque. Complimenti Favia, hai tutta la mia stima (e peccato per la giornalista a La7 che continuava a interromperti, era piuttosto fastidioso!), continua così. Forse le poche persone rispettabili e rispettose del Movimento basteranno a fare la differenza per questa Italia che troppo spesso scarica le colpe sul personaggio controcorrente di turno e perdona i peccati del gruppo cui appartiene. Siamo deboli con i forti e forti con i deboli, questa è la verità.

La dimostrazione della buona fede di Favia viene dalle sue stesse parole e dalle sue critiche costruttive e propositive. Prosegue infatti l’intervista:

Io non cerco nulla, io la poltrona ce l’ho già. Dopo tutti gli insulti che ho ricevuto, io potevo dire: «Signori, sapete cosa c’è? Ciao a tutti. Dopo cinque anni mi pagate con questa moneta? Io smetto di ridurmi lo stipendio, vado nel gruppo misto. Smetto di avere uno stipendio normale, da ceto medio [2700€], e inizio ad avere uno stipendio da manager come i consiglieri regionali [9000€]. Potrei prendermi tutto lo stipendio, perché io oggi sono qui? Perché ho creato una cosa, ho dato la mia vita; questa cosa ha dei problemi, non dobbiamo fare finta di niente. Io penso che oggi noi li possiamo superare. Grillo cita De André, Grillo è geniale in queste cose. Io anche cito De Andrè: ci è arrivato del letame addosso a tutti, a me e al movimento. Bene, «dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.» Io pagherò per questa cosa, ma che questa cosa serva al movimento per aprire una vera discussione su cosa siamo a livello nazionale. Su chi decide, su chi può essere o meno espulso e tutte le altre questioni che oggi ci stanno creando – almeno a noi, in Emilia Romagna – dei problemi. Perché se noi non lo costruiamo con le teste di tutti, questo Movimento – seppur capaci, seppur in buona fede – non può essere gestito da due teste.

In quanto consigliere regionale, Favia si dimette ogni sei mesi – come il suo collega Defranceschi – lasciando agli elettori la scelta se licenziarlo oppure approvare il suo operato. Gli elettori votano inoltre il suo stipendio, che è appunto ridotto rispetto a quello standard per un consigliere regionale. Lavora da cinque anni e insieme al collega hanno presentato mediamente più interrogazioni degli altri consiglieri (qui una raccolta), nonché agito concretamente per il loro territorio (esemplare l’azione per il terremoto, ma nell’account Youtube di Favia si può trovare anche il resto).

In conclusione, sembra che Favia abbia sollevato un problema realmente esistente: la democrazia interna al Movimento è esemplare a livello locale, ma ci sono alcune “storture” a livello nazionale e ci si chiede perché. Inoltre alcuni membri del Movimento hanno una mentalità gregaria e seguono ciecamente Grillo anziché ragionare con la propria testa. Si spera che questo fuori onda permetta al Movimento di riflettere e discutere di queste problematiche, e magari di implementare il liquid feedback a livello nazionale, e di diventare una reale risposta positiva ai gravi problemi che affliggono il Belpaese. Insomma, per citare nuovamente Favia,

A questo punto la questione c’è, l’affrontiamo, non tutti i mali vengono per nuocere. Io sono quello che pagherà di più questa cosa, però tanto vale che facciamo un passo indietro per farne due avanti.

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2 Comments

  1. Mario Mallamaci

    Una caratteristica individuata chiaramente della personalità dei due
    “Abbracciano i propri obiettivi con grande serietà e sforzo, e sono estremamente leali al progetto – meno alle persone che ne fanno parte. Non hanno difficoltà se le persone vanno e vengono, perché l’importante è il progetto.”
    Questa esasperazione del progetto rispetto alle persone fa paura.

    Le persone in questa luce divengono secondari e funzionali al progetto stesso.
    Il ragionamento che fai sul liberalismo come divisione del potere mi sembra attualmente il max.
    “Quindi nella separazione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario) di modo che non vi possa essere un organo che possa fare il bello e il cattivo tempo.”
    Le cose denunciate da Grillo rispetto al silenzio dei media è qualcosa di straordinario, mette l’accento su alcune notizie che altrimenti sarebbero ignorate dai media stessi.

    In questo svolge una funzione fondamentale grazie alla sua popolarità la notizia che per se sarebbe insignificante(ipotesi) diventa di serie A .

    Come dice il grande Fornero la notizia non costituisce uno scoop in se ma quando diventa importante. Quando i media la riprendono

    L’informazione si sa nei paesi democratici è il cane da guardia della democrazia. Per cui quando
    In Italia i partiti controllano la RAI e i giornali vivono di finanziamenti pubblici(ossia dei partiti presenti in parlamento) con i loro consigli di amministrazione composte da gruppi bancari e da lobby l’informazione è censurata e non svolge pienamente il compito che ne giustifica l’esistenza.

    I giornali alcune volte per non essere tacciati di censura danno ( per mettere a posto le coscienze) le notizie che potrebbero interessare al pubblico dei lettori invece della prima pagina vengono pubblicate senza risalto dopo lo sport.

    In questo modo non si può tacciare di censura i media e teoricamente restiamo un paese democratico.

    Come diceva Eianudi un cittadino informato sceglie.

    L’informazione quindi non può esser per sua natura neutrale risponde sempre ad un interesse di parte.

    Come garantire più punti di vista, quando non ci sono sfacciatamente conflitti d’interessi, questo è il problema?
    La libertà d’informazione quindi non è una lotta secondaria ma una battaglia fondamentale per la democrazia.
    Altra forza che individui contraria all’affermarsi del liberismo lo individui giustamente nella chiesa cattolica.
    “Torniamo alle due forze: credo che una sia la Chiesa cattolica, che con la sua ingerenza nella vita pubblica e la continua propaganda a messa, catechismo eccetera instilla continuamente idee antiliberali: per cui la morale cattolica deve essere subdolamente imposta anche a chi non crede, cosa che di fatto È dittatoriale e che di fatto accade, oggi, nel 2011, in Italia. “
    A iniziare da Cavour, ”libero stato in libera chiesa” con la breccia di porta Pia e finire con Mussolini con il concordato hanno individuato nella chiesa Cattolica il principale ostacolo ai loro scopi.
    Per avere uno stato veramente laico e liberale bisogna modificare il concordato.
    Vedi l’opposizione alla ricerca sulle staminali, al testamento biologico, ai matrimoni gay, ect.
    Sono gli argomenti in cui la chiesa condiziona di più lo stato Italiano.
    Quella che segue è l’email che ho mandato per solidarietà a Favia e alla Salsi
    Per Giovanni Favia e Federica Salsi
    Sono un militante del m5s Mario Mallamaci (mariomallamaci@gmail.com) di Soverato in provincia di Catanzaro è volevo esprimervi la più profonda solidarietà.
    Non posso partecipare ai metup di Catanzaro in quanto un ictus mi fatto perdere la patente(fino a quando c’era un altro iscritto al metup non mi sono perso una riunione, col suo trasferimento all’estero mi è stato impossibile partecipare agli incontri perché li organizzano ad orari in cui non ci sono più gli autobus. Ho pregato più volte l’organizer con diverse email di tenerli a casa mia o di organizzarli in orari diversi (per es. la mattina) segnalando questa mia impossibilità a partecipare causa l’assenza dei mezzi pubblici)
    L’altro giorno (12/12/2012) ero a casa di un amico che mi aveva invitato a pranzo dalla televisione accesa e comparso Beppe Grillo che ha lanciato la scomunica a chi la pensa diversamente da lui.
    Da una mia battuta che mi ricordava un dittatore è partita una discussione ed alcune domande che cerco di sintetizzare
    1. Le masse hanno sempre bisogno di un leader? La democrazia di base è una pia illusione?
    2. Il fatto di conoscere i risultati delle parlamentarie e la destinazione dei soldi a cui ogni eletto rinuncia, abbiamo fiducia in Beppe, ma mi sembra il minimo per un movimento che si richiama alla max trasparenza?
    3. Leggendo i vari commenti alle parlamentarie due mi sono sembrati interessanti uno che vedeva il rischio di elezione di persone poco capaci(basta con i dilettanti allo sbaraglio) e il rischio di nepotismo. Per entrambi ho delle soluzioni che vorrei confrontare con voi. Riservare un 10%, sempre gestito dal movimento, dei portavoce da scegliere tra alte professionalità (magistrati, giornalisti,professori universitari, ect.) vicino al movimento, la incandidabilità di persone parenti o affini di persone già eletti nel m5s?
    4. Diceva questo mio amico se non ti stanno più bene certe regole fonda un altro movimento. Ha parte il fatto che sono d’accordo con il 99% delle proposte non vorrei disperdere la fiducia di un fattivo cambiamento di questa politica che fa schifo,corrotta e compromessa?
    5. Da quando ho tentato di votare(perché non si è dato la possibilità a chi era iscritto al movimento ed era certificato da una certa data ad esprimere un commento tipo il mio caso inventandosi la procedura di una carta d’identità on line è per chi come me non aveva lo scanner non poteva esprimere la propria opinione?)non prendo più il blog di Beppe Grillo.
    6. Ho chiesto ad un collega che ne sa più di me di informatica, anche lui come me non prende più il blog di Beppe .Siccome siamo iscritti al blog da un sacco di tempo non vorrei che siamo stati cancellati perché non sempre in sintonia col capo?
    Mario

  2. mario mallamaci

    Lapsus leggesi Freccero invece di Fornero
    Mario

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