MBTI e Tipi psicologici: le funzioni

Apr 5, 2012 by

MBTI e Tipi psicologici: le funzioni

Di seguito si propone la descrizione delle otto funzioni cognitive della teoria dei tipi psicologici di Jung e del sistema MBTI proposto in questo blog. Cliccando qui si accede alla pagina centrale con i link ai profili dei sedici tipi e tutto il resto.

Le funzioni percettive

Anche qui mi avvalgo di una metafora per aiutare una comprensione iniziale delle funzioni: nella fattispecie, delle quattro percettive: le Intuizioni estroversa e introversa, le Sensazioni estroversa e introversa.

Immaginiamo di avere una serie di luci spente disseminate per una stanza; le luci rappresentano la conoscenza, i fattori, gli stimoli che possono essere percepiti (quando accesi).

Sensazione 

Sensazione estroversa (Se)

La Sensazione estroversa è la funzione basata sugli stimoli diretti, immediati. Possiamo pensare che nel momento in cui una di queste luci si accende chi ha Se dominante o secondaria sappia come fiondarsi velocemente vicino alla luce e usufruirne. Fuori di metafora, la Sensazione estroversa sa come sfruttare al meglio qualsiasi opportunità velocemente, in modo pratico. Un mio amico riporta una conversazione con un ESTP: avendogli proposto di immaginare una situazione utopica, l’ESTP rispose: «È reale?» «No» «C’è possibilità che si realizzi?» «No» «Allora non mi interessa».

Chi ha Se dominante (ESTP ed ESFP) tipicamente riesce nei concerti di spiaggia a salire sul palco e cantare; coinvolge gli altri in attività come il ballo, il canto, lo sport, la cucina; ama gli animali, i bei paesaggi, i colori e le sensazioni vivide, il movimento, il rischio, il brivido. E tenderà a non pianificare molto ma a vivere momento per momento: tornando nella metafora possiamo immaginare che finché questa luce rimarrà accesa questo tipo continuerà a starci, come un insetto attratto dal fuoco.

Non è portato alla riflessione ma al pieno godimento del fluire della vita. Si muove bene ed è portato a raccontare storie con enfasi, gestualità, arricchimento dei dettagli. È un grande intrattenitore.

Se questo tipo è troppo unilaterale diventa rozzo e sgradevole: piú gli oggetti gli diventano indispensabili, e piú perdono valore e vengono usati e sfruttati come suscitatori di sensazioni. Quando questo diventa intollerabile, l’inconscio entra in opposizione.

L’Intuizione introversa repressa può cosí produrre stati d’angoscia, fobie di ogni genere, psicosi ossessiva, visioni di natura morale o religiosa portando la persona ad una moralità intransigente e ai limiti del ridicolo.

È comune il comportamento istrionico e quello ipomaniaco.

Berlusconi è ESTP, quindi con Se dominante. Per chi fosse informato sulla sua entrata in politica e sulle successive continue leggi ad personam che hanno modificato l’intera giustizia italiana per rimandare i processi di mese in mese fino alla prescrizione, appare chiaro come abbia agito ogni volta seguendo le possibilità del momento e senza una attenta pianificazione del futuro – e ciononostante a cavarsela sempre! Notate inoltre come Berlusconi ami gli scherzi, abbia lavorato come musicista in crociera da giovane e sia sempre cosí vitale e socievole.

Chi ha la Sensazione estroversa, in particolare dominante o secondaria, è molto presente nel mondo fisico, e si vede. Si muove in modo coordinato, nota i dettagli. Tempo fa avevo identificato un compagno di classe come ESFP e mi chiedevo come mai la Se si esprimesse soltanto con l’amore per i panini e perché non sembrasse particolarmente coordinato. In gita poi l’abbiamo visto prendere il microfono in mano al ristorante e cantare davanti a tutti, e in un pub ha ballato in modo estremamente sciolto con delle perfette sconosciute.

Molti di coloro che hanno la Sensazione estroversa dominante parlano, raccontano, narrano episodi spesso arricchendoli di dettagli, di colore, con gesti ed enfasi.

Chi ha la Sensazione estroversa parlerà spesso di volersi godere ogni attimo della vita, unico ed irripetibile. Un ISFP scrive:

È questo, quello che voglio:

il sole che brucia sulla pelle, il vento che attraversa le ossa.

Vivere a pieno la giovinezza, non sprecare nemmeno un momento;

morire senza rimpianti e privo di rimorsi.

È questo, quello che voglio:

l’erba che spunta dalla terra bagnata.

Saper cogliere tutto da questo periodo, invecchiare e voler tornare giovane;

non essere mai soddisfatto, desiderare sempre di più.

È questo, quello che voglio:

energia infinita che scorre.

Divertirmi, senza pensare al domani;

litigare ridere scherzare, dimenticare.

È questo, quello che voglio:

respirare la vita.

Superare le perdite;

correre senza fermarmi, ignorando la meta.

È questo, quello che voglio:

lasciarmi trasportare dal tempo.

Ingannare il dolore;

concludere la mia vita su un letto di gloria.

 

Sensazione introversa (Si)

La Sensazione introversa non si basa sugli stimoli immediati, bensí sul “passato”, per cosí dire. Torniamo alla metafora delle luci. Chi ha Si si impegnerà con gran dedizione ad accendere una luce, dopodiché passerà ad una vicina e la accenderà. Poi, potrà farlo con una terza, e cosí via. Questo tipo sa che potrà sempre tornare indietro e troverà le luci ancora accese, potrà fare affidamento su di esse. Il percorso acceso sarà come un collegamento in serie, per chi ha delle basi minime di circuiti elettrici. Se una delle luci precedenti venisse a mancare, anche tutte quelle successive si spegnerebbero.

I Si apprezzano la stabilità, sono molto attenti ai minimi dettagli e pratici: sanno come fare le cose e preferiscono concentrarsi su una cosa alla volta per acquisirne esperienza piuttosto che fare tanto e male. Un mio insegnante ISTJ (quindi con Si dominante) ripete spesso che «Siamo nani sulle spalle di giganti», intendendo che la conoscenza di cui disponiamo attualmente è frutto di millenni di pensiero ed esperienze di chi ci ha preceduto e di cui possiamo disporre. Insiste spesso inoltre sul ripensare costantemente a ciò che ci è successo in passato per poterlo valutare con occhi nuovi e trarne il meglio. Una mia insegnante ISFJ insiste sui regolamenti e i dettagli in modo quasi ossessivo, facendo attenzione che tutto sia come da manuale.

Si affida molto alla memoria e ripensa spesso a ciò che è successo e a come può applicare l’esperienza nel momento presente.

È responsabile e ha un grande senso del dovere e del lavoro. Capita spesso che sia tradizionalista e che dia molta importanza all’autorità, ma non vale per tutti i casi: ciò che è importante è la sua esperienza, e se ha appreso che della tradizione e l’autorità non c’è da fidarsi, allora non lo farà.

La coscienza dà molta importanza alla componente soggettiva scatenata dalla percezione di qualcosa; gli sembra di essere quasi una coscienza antichissima che oltre a vedere il divenire e il passare delle cose vede ciò che è esistito prima e in che rapporto sta con il presente.

Dando questa importanza al contenuto soggettivo che si intromette tra la realtà e il soggetto, può capitare che il soggetto inizi ad avere una concezione falsata della realtà e che l’oggetto si senta svalutato.

In questo caso il soggetto si allontana dalla realtà dell’oggetto e lo consegna alle proprie percezioni soggettive, che orientano la sua coscienza verso una realtà arcaica di cui, non avendo un giudizio comparativo, non è consapevole. Si muove cosí in un mondo mitologico in cui uomini, animali, treni, case, fiumi e monti appaiono come demoni, benevoli o malevoli e questi agiscono sul suo giudizio.

La funzione repressa è l’Intuizione estroversa, che fa sí che la persona tenda a non considerare le reali e consapevoli motivazioni dell’agire degli altri ma vi sostituisca intenzioni oscure e malvage. Possono insorgere idee ossessive estremamente negative sugli oggetti, la psiconevrosi ossessiva e i sintomi dell’esaurimento.

Ha inoltre un’ottima capacità di concentrarsi sui dettagli ma ha piú difficoltà a vedere il quadro di insieme o a fare collegamenti; si sente inoltre a disagio nell’ignoto, nel nuovo totalmente sconosciuto.

Mio padre, ISTJ, mi ha consigliato un libro intitolato Vivere per raccontarla insistendo sul fatto che la propria vita viene vissuta allo scopo di poterne fare tesoro, e si stupisce spesso di come io possa dimenticarmi le cose «facilmente» (almeno rispetto a lui). Un mio conoscente ISTJ conosce a menadito le storie e i dettagli di tutti i Final Fantasy. Il difetto di Si, quando dominante, può essere il non riuscire ad uscire dagli schemi e dalla propria esperienza per accettare qualcosa che ci è estraneo.

Spesso i Si sono stereotipati come persone attaccate alla tradizione e all’autorità, ma non è necessariamente vero: sono attaccati a degli schemi ben precisi che costituiscono la loro esperienza. Potrebbe essere qualcosa di tradizionalista, ma anche di anarchico e libertino (a parole): quello che conta è l’approccio. Sono dei collezionisti, amano conservare oggetti che rimandano la loro memoria a eventi passati.

Intuizione

Intuizione estroversa (Ne)

L’Intuizione estroversa si caratterizza per non essere tanto interessata ai fatti in sé quanto alle possibilità che questi offrono. Nella metafora delle luci, chi ha Ne potrebbe collegare tante luci l’una all’altra in modo particolare per poi accenderle tutte insieme creando effetti e colori particolari. Dopodiché può staccare i fili e ricollegarli in modo diverso con altre luci per ottenere altri effetti ancora differenti. Le luci, le informazioni insomma non si accendono da sole, ma hanno valore in quanto collegate ad altre. Chi ha Ne ama le novità, e adora unire cose che apparentemente non sono correlate in modo brillante. Ama scoprire e inventare.

Questa funzione parte dalle sensazioni suscitate dall’esterno, ma non aspira a quella fisiologicamente piú forte bensí ad un’altra qualsiasi di importanza minore il cui valore viene accresciuto dalla persona.

L’intuitivo mira a cogliere il maggior numero di possibilità: ogni situazione stabile diventa in pochissimo tempo una prigione, una catena opprimente che richiede una soluzione. L’intuitivo non si trova dove ci sono valori solidi e riconosciuti ma dove ci sono situazioni in corso di sviluppo e promettenti.

Individua nuovi oggetti e nuove vie con grande impegno ed entusiasmo, per poi abbandonarli con la massima indifferenza e apparentemente cancellandoli dalla mente appena ne ha constatata l’importanza e non offrono piú possibilità nuove.

Quando c’è qualcosa che offre possibilità, invece, l’intuitivo vi si ancora con tutte le sue forze e ha l’impressione di avere raggiunto il punto cruciale della sua vita, di non poter piú pensare e sentire nient’altro.

Si rivolge a mestieri o professioni in cui può sviluppare le proprie capacità nel modo piú multilaterale possibile. Se non è egoista può farsi promotore di ogni genere di imprese. È un difensore naturale delle minoranze promettenti che hanno un futuro. Sa infondere nel prossimo coraggio ed entusiasmo per una nuova causa, anche se egli stesso la abbandonerà dopo non molto. Non lo fa perché intende plagiare, ma perché lo incalza una forza a cui non riesce ad opporsi.

Permette di improvvisare, essere intraprendenti, tentare di mettere insieme cose apparentemente diverse. Ama i giochi di parole specie brillanti. Non sopporta di tenere nascosto qualcosa, deve spiegare, raccontare, coinvolgere.

È la funzione del brainstorming, per cui si prendono tante cose e si mettono insieme; permette di improvvisare, di essere intraprendenti, di sentirsi senza limiti. Un ENFP scrive come motto su Facebook: «You have no limits, just do it!» (Non hai limiti, fallo e basta!). In Death Note, nel primo episodio, Kira chiede allo Shinigami Ryuk, un ENTP, per quale motivo egli abbia gettato nel mondo degli umani un quaderno in grado di uccidere le persone di cui viene scritto il nome, dandogli cosí tanto potere. Ryuk risponde: «Pensi che ti abbia scelto perché sei particolarmente intelligente? Non è cosí: l’ho fatto perché mi stavo annoiando.» Come potete vedere, Ne ha sempre bisogno di novità e di provare a mettere insieme cose diverse (quaderno della morte + umani) per vederne le conseguenze.

C’è una metafora carina che sarà ripresa successivamente nel descrivere gli NT, in cui l’ENTP con la sua Ne dominante per giocare a scacchi vorrebbe poter reinventare le regole ad ogni mossa per poter fare una bella partita.

Sono molto apprezzati anche i giochi di parole: memorabile quando dissi «Susanna è tra i miei amici su Facebook» e un amico INTP mi rispose: «Susanna è tre maniaci su Facebook?!?». Essendo anche io INTP (Ne secondaria) ridemmo semplicemente immaginando questa Susanna con tre profili falsi per adescare minorenni. Un compagno di classe ENTP fa spesso scherzi di questo tipo, e una volta ha detto: «Se volessi prendere un cane, dovrebbe essere un dobermann oppure due levrieri»; era divertente il fatto in sé che avesse detto «un cane» e invece si trattasse di due levrieri, perché «uno è da barboni».

Oscar Wilde, ENTP, fa enunciare spesso ai suoi personaggi aforismi che, se analizzati, non significano nulla. Ne Il razzo illustre un personaggio chiede ad un altro che diavolo abbia mai detto, e questi risponde: «Mi piace sentirmi parlare. È una delle cose che mi divertono di più. Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico.»

Se la funzione è troppo unilaterale il tipo è un dispersivo, diffonde intorno a sé pulsioni vitali da cui traggono vantaggio gli altri anziché raccogliere i frutti del suo lavoro. Ma quando arriva a questo punto incontra l’opposizione dell’inconscio, che si manifesta spesso rendendolo schiavo del partner meno adatto, un ancoramento ad un oggetto privo di prospettive.

La funzione repressa è la Sensazione introversa. La descrizione di Kierkegaard della vita estetica e della vita etica sono abbastanza assimilabili al conflitto che c’è tra queste due funzioni: l’intuizione estroversa tende a voler mantenere tutte le possibilità e a non sceglierne nessuna/sceglierle tutte con superficialità, mentre la vita etica è quella del marito che sceglie di assumersi le sue responsabilità. Voltaire, Socrate e Popper sono altri esempi di pensatori con questa funzione dominante.

Intuizione introversa (Ni)

Ultima delle funzioni percettive, l’Intuizione introversa. La metafora delle luci forse si presta poco a Ni, ma proverò comunque: immagino che chi la usi tenti di modificare l’angolo di osservazione e ad accendere e spegnere alternativamente le luci per capire quale sia la migliore quantità e qualità e sistemazione della luce possibile. Questa funzione è opposta alla Sensazione estroversa. Come potete notare dalle descrizioni precedenti, Ne e Si si oppongono perché una si basa sulle novità e sui collegamenti e l’altra sul passato, il sicuro, solido.

L’opposizione della Sensazione estroversa, che vive sul momento e prende le cose per come sono adattandosi facilmente, è una funzione che fa credere che le cose non siano come sembrano. Dietro le apparenze può esserci qualsiasi cosa, e tutto deve essere guardato da tutti i punti di vista possibili prima di essere accettato. Immaginiamo un labirinto: l’Intuizione estroversa tenderà a provare tutte le strade per capire quali non funzionano e poi arrivare all’uscita. Chi ha Ni invece non ha intenzione di entrare in un labirinto e di fare strade sbagliate: potrebbe prendere un elicottero e guardare dall’alto, cambiare punto di vista e vedere quindi tutte le strade e sapere anche qual è quella giusta. Il difetto, specie se Ni è dominante e Se è repressa, è che la persona poi rimanga a contemplare il labirinto dall’alto e ritenga ancora non abbastanza sicuro l’entrarci. Fuor di metafora, i Ni vogliono la perfezione e spesso si precludono di vivere sul momento poiché qualcosa potrebbe non essere come hanno pianificato.

Questa funzione si sofferma su ciò che il dato esterno scatena nell’interiorità. Mentre la sensazione introversa guarda il dato in sé (ad esempio in un accesso di vertigine le sensazioni che suscita, intensità durata etc.) l’intuizione cerca di scoprire cosa c’è dietro e coglie l’immagine interna che ha causato l’accesso, vedendo ad esempio l’immagine di un uomo che vacilla, colpito al cuore da una freccia. Trattiene l’immagine e con partecipazione ne segue l’evolversi.

Le immagini inconsce hanno una grande dignità per questo tipo e appaiono come autonome, come se non fossero prodotte consapevolmente da sé stessi né dal mondo esterno: viene in mente Pirandello con la Prefazione ai sei personaggi in cerca d’autore in cui dice che la Fantasia crea nella sua mente personaggi che hanno una vita propria e che non può tenere a bada.

È la funzione dei mistici e dei profeti, o delle persone che sembrano inseguire solo le fantasie e per cui la realtà non esiste. Se è troppo unilaterale perde la consapevolezza sia della propria esistenza fisica che dell’effetto che produce sugli altri.

È costantemente concentrato sulle immagini che mostrano le moltissime possibilità che riserva il futuro, al punto che sembra avere doti profetiche. È un enigma per chi lo circonda, ha un linguaggio esageratamente soggettivo, dice poco di ciò che pensa, le sue argomentazioni non convincono: spesso non argomenta, semplicemente annuncia.

Fa pensare costantemente che le cose non siano come appaiano e che bisogni trovarne il senso al di là dell’apparenza cercando di cogliere tutti i punti di vista possibili. I singoli eventi sembrano essere spesso percepiti come se non avessero valore di per sé ma esprimessero qualcosa di eterno e universale, o quantomeno di molto piú ampio. Non a caso tra i pensatori di questo tipo abbiamo Platone (con il mondo delle idee), Jung stesso con gli archetipi, Schopenauer con la volontà, Hegel con lo Spirito, molti decadenti e simbolisti.

Queste persone parlano spesso in modo contorto e difficilmente comprensibile, con un linguaggio altamente simbolico e oracolare. Riescono a conciliare ciò che appare contradditorio ma che non lo è ad un livello superiore.

Piú si distaccano dalla realtà tangibile con la coscienza e piú l’inconscio per opposizione li fa ancorare in modo ossessivo a oggetti esterni – persone, o ciò che può dare piacere dei sensi.

I Ni hanno spesso la capacità di arrivare là dove altri non arrivano; i mistici, i santi, i profeti sono spesso stati con la Ni dominante. Riescono a conciliare ciò che appare contradditorio ma che non lo è ad un livello superiore. Sembrano avere la capacità di predire il futuro, poiché gran parte del loro tempo è passato considerando tutte le possibili implicazioni di ogni cosa. Si fidano ciecamente delle loro visioni. Un amico INTJ ha scritto sul suo astuccio: «Change your perspective: where there’s a will, there’s a way» (Cambia la tua prospettiva: dove c’è la volontà, c’è un modo).

La canzone L’osservatore, l’osservatore dei Uochi Toki dà un buon esempio di cosa è la Ni (come in genere tutta la loro produzione). Eccone alcune frasi:

Mi sveglio, percepisco lo spazio intorno a me, come la mia stanza da letto, pavimento tavolo finestra tetto. È una visione rassicurante. Io sono una persona pedante: per quante volte guardi la stessa immagine, questa non passa inosservata. È un’abitudine consolidata: osservo la realtà che tu dai per scontata come Monet con la Cattedrale di Rouen in diversi momenti della giornata. Mi sveglio, esco di casa. Noto particolari nuovi anche se faccio sempre la stessa strada. È un’abilità innata: si chiama “percezione”, e alle altre persone non credo sia stata donata.

La verità è che avrei bisogno di essere immortale al solo scopo di osservarvi.

Mi sveglio, e sono l’unico a vedere la realtà con tutta questa limpidezza, senza relativismo – quindi mi sbaglio, perché sono il solo a pensare che la realtà sia una sola, e ciò che tende a differenziare la visione è l’immaginario proprio delle singole persone. Mi sveglio, ricordo ogni mia proiezione su quello che potreste pensare. Ormai gli alberi e le case non hanno più niente a che fare col vivere immersi nel reale.

Cerco di mantenere separate le due sfere, anzi!, la figura sfera del reale e il frattale a spirale dell’immaginario che possiedo e che una volta aperto dai vostri inutili quesiti si sovrappone di prepotenza ai miei discorsi più sensati. Comincio a vedere cose che non esistono.

Sto vivendo un’esperienza intracorporea, oppure sto solo immaginando di viverla? Che differenza fa?

Ti sarà sempre più difficile separare il piano immaginario da quello pratico. Quindi fai in modo che si permeino, che si permutino, che collassino

Nascoste nelle frange invisibili del caso, in un presente che non può essere toccato.

Chi ha Ni si trova a suo agio tra le sue visioni e non sente il bisogno impellente di spiegarle o raccontarle, poiché potrebbero non essere comprese, oppure si rovinerebbero se entrassero a far parte dell’imperfetto mondo reale. Per questo possono parlare in codice o con enigmi inafferrabili, senza poi spiegarli. Molti dei Ni che conosco tendono anche, quando raccontano qualcosa, a omettere dettagli quasi senza rendersene conto, dicendo cose come: «E poi tizio mi ha detto blabla, e io ho risposto blabla» senza che questo «blabla» venga spiegato. A volte chiedendo di essere piú esaustivi ho ricevuto come risposta che non avevano voglia di stare a spiegare tutto, perché tanto nella loro testa c’era.

Al contrario Ne sente il bisogno di raccontare e spiegare, un bisogno quasi irresistibile: chi ha Ne non sopporta di tenere nascosto qualcosa, e se parla per enigmi è solo per la loro bellezza e successivamente spiega di che si tratta per poter condividere la genialità di certi collegamenti con gli altri e trarne miglioramenti. Io, INTP, fatico a tenere segreti, e spesso quando mi viene un’idea e voglio scriverla ma sono in giro continuo a tornarci con la mente perché ho bisogno di tornare a casa e scrivere, raccontare. Una conoscente ENFP racconta sul pullman i fatti suoi con voce squillante, cambiando argomento ogni due secondi e coinvolgendo altre persone con facilità.

Le funzioni giudicanti

Dopo aver raccolto le informazioni con le funzioni percettive, l’individuo deve processarle, lavorarle e rifinirle in modo da ottenerne un risultato: e questo avviene con le funzioni giudicanti del Sentimento e del Pensiero.

Sentimento

Sentimento introverso (Fi)

Il Sentimento introverso considera ciò che è importante e di valore. Fa da filtro alle informazioni prendendo ciò che è morale, giusto, voluto, in cui è positivo credere. È un continuo soppesamento delle situazioni della vita, in cui si sente se hanno un essenza pacifica, armonica oppure conflittuale. Permette di conoscere quando le persone mentono o se sono fondamentalmente buone; è come avere un senso interno dell’essenza di una persona o un’idea notando ogni singola sfumatura emotiva: cosí come il Pensiero introverso nota molto facilmente incoerenze e contraddizioni logiche ed è interessato all’autenticità delle idee, il Sentimento introverso nota facilmente incoerenze e menzogne delle persone ed è interessato all’autenticità e l’unicità delle persone e dei valori.

Questa funzione al contrario della controparte estroversa si concentra non sui legami tra le persone ma sulle individualità uniche e irripetibili.

È molto sensibile alle incoerenze tra ciò che viene detto e ciò che viene fatto. Tipicamente gentile, sensibile al dolore altrui e alla ricerca dell’equilibrio personale. Ha capacità di ascolto e ispira gli altri ad essere se stessi.

Ha la convinzione che le norme sociali vadano seguite solo fino a che non ostacolano l’espressione individuale. Attirato dai sentimenti semplici, genuini, sinceri.

Per questo a differenza del tipo Sentimento estroverso che autenticamente vuole sorridere quando sorridono gli altri per mostrare il legame, questo non vuole esprimere una soddisfazione che sente artificiosa e non realmente sentita.

In caso di estremo stress diventa, a causa del pensiero estroverso inconscio, molto dispotico e tirannico (cosa solitamente estranea alla sua natura).

Quando ha una personalità egocentrica si occupa quasi solo dell’Io con un morboso narcisismo affermando quanto sia il solo sensibile e unico in un mondo sempre piú omologato e tecnicizzato.

Se questo succede l’inconscio di contro si proietta negli oggetti: la coscienza inizia a percepire ciò che «pensano gli altri», ovvero tutto il male possibile, con progetti malvagi, trame nascoste e complotti. Per prevenirli anche il soggetto deve intrigare, sospettare, spiare, tramare, compiere sforzi enormi. Nascono cosí rivalità nascoste senza fine, e in questa lotta esasperata non si risparmia alcun mezzo. Rousseau, con il Sentimento introverso dominante, cadde in paranoia credendo che i filosofi illuministi volessero ucciderlo.

Rousseau, Pascoli, Orwell, Kierkegaard, Gandhi ne sono esempi.

Ecco un esempio di discorso fatto da un conoscente ISFP:

Nel mio privato comunque leggo un sacco, approfondisco, creo, scopro… il problema è che se io chiedo al professore di biologia qualcosa su come potrebbe una pianta comunicare mentre stiamo parlando di come funzionano i pollini mi dice «quello non lo so», «domanda inutile, non ci interessa». Ti faccio presente che questa è una metafora che va oltre la scuola. In quel periodo tutto diventa “fuori dal programma” e non c’è proprio nessuno del “mondo di fuori” che sia disposto a risponderti.

Poi l’università, ottimissimo ambiente in cui nel XX secolo gli esempi che ti fanno sono tutti rivolti a “quando un cliente” o “quando devo completare questo sistema” a prescindere dalle facoltà (ho ascoltato diversi professori). Pensa che quando sono andato ad ascoltare un professore in una delle sue prime lezioni di scienze naturali ho sentito il “perché si studia scienze” e dalla sua bocca sono uscite solo cose come «perché la tecnologia possa progredire in funzione della società» o «perché la scienza è alla base della vita quotidiana». Mi viene da pensare che Charles Darwin avrebbe detto forse «perché i fringuelli sono interessanti” o che Eisenberg avrebbe detto «perché è divertente vedere quanto sia difficile essere umani».

Ci insegnano solo cose che danno un guadagno… e non solo a scuola: i genitori ci tolgono i giocattoli da bambini perché così “possiamo crescere” e dedicarci, essendo diventati macchine complete, a cose “più utili” che non sarebbe una cosa stupida… se non implicasse sacrificare noi stessi. E poi cresci e fai valere i tuoi diritti… perché un uomo deve vivere i diritti ed “essere se stesso” fingendo di avere uno straccio di libertà… e poi l’amore… che è “siamo una coppia”, “siamo insieme” e non più cose vere come un’avventura fianco a fianco, provare a fare il pane assieme, nuotare, scriversi lettere ecc… e poi si attende la morte, perché le creature umane non possono fare altro che aspettarla, che avere un lavoro e poi, soddisfatti, andare in pensione.

Un altro ISFP scrive:

Quello che cerco, negli occhi della gente, non è la semplicità. Voglio qualcuno che sia pazzo, esplosivo, che non si fermi davanti alla prima difficoltà.

Non voglio la perfezione: chiedo solo il massimo da ogni persona. Non mi sembra di esagerare.

Cosa siamo realmente? Quello che ci piace o quello che vogliono gli altri?

Quello che provo ad essere è il vero io: me ne frego dei limiti, dei giudizi e delle opinioni altrui.

Essere giusto, per me stesso. Stare bene con me e non con la folla.

Vesto per piacermi, non per piacere. Mi atteggio per essere, non per sembrare.

Sicuramente in questa società è fondamentale come appariamo, ma non deve essere più importante di quello che siamo realmente.

La nevrosi tipica è quella nevrastenica.

La funzione repressa è il Pensiero estroverso, il che spiega come mai queste persone tipicamente disprezzino la tecnica in cui non c’è spazio per l’umanità.

Sentimento estroverso (Fe)

Il Sentimento estroverso si connette con gli altri. Dà un desiderio di unione (o di non-unione) con gli altri ed è accompagnato da evidenti espressioni di calore o dispiacere. Trova un terreno di accorto con l’interlocutore. Le forme corrette per ogni situazione, non importa quanto sia carica di tensione. I Fe tipicamente irradiano bontà ed entusiasmo.

È accomodante e tiene in gran conto le aspettative sociali: ridere quando gli altri ridono, etc. Se deve dire qualcosa di negativo, tende ad inserirlo in un quadro di positività generale. Sono leali e si aspettano lealtà. Esprimono la gratitudine, il supporto, l’incoraggiamento. Sentono molto il peso del giudizio degli altri.

Porta a prendersi carico dei problemi degli altri, a sentirli come propri e a risolverli. L’adeguamento dei sentimenti a ciò che desidera il proprio gruppo sociale è sentito autenticamente e non simulato o forzato, almeno in casi normali.

Trova i modi piú adatti per far sentire bene gli altri e decidono se ciò che vogliono è in armonia coi desideri altrui o se è il caso di evitare. Hanno carisma e sanno come parlare al cuore delle persone.

Può succedere che l’esterno acquisti un potere eccessivo e il sentimento venga privato della sua individualità. Non è piú genuino ma manifesta ipocrisia: si appropria di ogni oggetto con valutazioni affettive e si comporta in modi sempre diversi in base alle persone con cui si trova di fronte. Sembra avere tante personalità, ma la base dell’Io è sempre la stessa e comincia ad opporsi inconsciamente all’alternarsi degli affetti.

Quando succede il soggetto manifesta un’espansività esagerata, una affettività rumorosa, insistente, non credibile per compensare la resistenza dell’inconscio. Basta che una situazione cambi di poco e il soggetto cambia totalmente punto di vista. La gente non si fida piú e quindi il soggetto, che desidera il rapporto affettivo, raddoppia gli sforzi per vincere le riserve. Questo però peggiora la situazione perché sembra ancora piú falso e costruito, portando quindi ad un circolo vizioso in cui l’inconscio oppone sempre maggiore resistenza.

A questo punto il pensiero inconscio si manifesta con idee ossessive e insistenti che svuotano di valore gli oggetti cui la persona si sente legata: questi pensieri sono negativi, svalutano gli oggetti e portano ad una quantità di pregiudizi infantili e istinti primordiali.

La nevrosi piú frequente è l’isteria.

Un amico ESFJ cita su Facebook una poesia di Brecht:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto,

perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente,

perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

B. Brecht.

Emerge il grande valore dato alla lealtà e alla cooperazione tra le persone, e ai danni che ne derivano se questa lealtà viene a mancare. Un ENFJ scrive invece citando Renato Zero:

«Ma che uomo sei se non riprendi un barattolo di vernice insieme a me e ricominciamo a dipingere questo mondo grigio»

Fe e Ti si sopprimono a vicenda: per essere devoti ai sentimenti e alle esigenze altrui bisogna ignorare la propria logica personale. Il pensiero viene ammesso solo come servo del sentimento. «Non posso pensare ciò che non sento».

Pensiero

Pensiero introverso (Ti)

Il Pensiero introverso cerca di chiarire le definizioni per avere una maggiore precisione. Spesso sanno trovare la parola giusta per esprimere un’idea concisamente, dritta al punto. Usare Ti è come avere un senso interno delle qualità essenziali di qualsiasi cosa, notando le distinzioni che la rendono qualcosa anziché qualcos’altro e dandole un nome.

Fa cercare i principi su cui si basa ogni cosa per cercare di estrapolare le verità fondamentali su cui fondare la conoscenza.

Fa guardare il mondo e le persone esterne come osservatori analitici e distaccati: per questo le persone a contatto con chi ha il pensiero introverso dominante hanno la sensazione di essere considerate come superflue, o respinte.

Il giudizio è freddo, inflessibile e irriguardoso; nel costruire il proprio mondo di idee non si cura dell’essere destabilizzante, eretico, offensivo o lesivo dei sentimenti: quando però si accorge che questo avviene il soggetto prova una grande angoscia.

Nel perseguire le proprie idee è quasi sempre ostinato, caparbio e apparentemente non influenzabile. In realtà è estremamente suggestionabile e incapace di resistere agli influssi personali: quando ha constatato che qualcuno non è pericoloso, diventa estremamente accessibile e si lascia brutalizzare senza rendersene conto.

Si imbatte in persone che non lo capiscono, per cui si convince che la gente è immensamente stupida. Quando qualcuno lo capisce o mostra una grande intelligenza, lo sopravvaluta e lo idealizza, lasciandosi suggestionare.

Cerca di negare di essere suggestionato portando prove che ad altri appaiono superflue. Se la dominante è troppo unilaterale il pensiero diventa fine a se stesso e la coscienza si soggettivizza al punto che gli appare come importante solo ciò che è congeniale alla sua persona.

Non forzerà mai qualcuno a condividere le proprie idee, ma confuterà con acredine e in prima persona qualsiasi critica.

È molto coinvolto nella risoluzione di problemi, continua ad analizzare e categorizzare; spesso prende le cose da parte per capire come funzionano “in sé”; l’analisi consiste nel trovare contraddizioni e risolvere problemi nel modo piú elegante e con il minor sforzo possibile.

È curioso e ama spiegare problemi, politici o tecnologici o economici o altro: si diverte a descrivere tutti i fattori. Crea teorie per amore della teoria.

Cartesio, Kant e Einstein sono esempi di personaggi con il pensiero introverso dominante, mentre Popper ce l’ha ausiliario: interrogarsi sulla validità e i fondamenti della conoscenza è quasi irresistibile.

Molti INTP tendono al determinismo e al riduzionismo (considerando ogni evento in termini di cause ed effetti a livello atomico), all’ateismo fondato su una ben precisa critica ai fondamenti logici della fede.

Sia io che altri conoscenti INTP e ISTP abbiamo avuto fasi della vita in cui abbiamo sentito la necessità di smontare razionalmente ciò che ritenevamo inconsistente per far capire agli altri “la verità”.

I seguenti aforismi sono quelli che ho da anni scritti nelle citazioni preferite su Facebook: dopo aver scoperto di avere il Pensiero introverso dominante mi sono reso conto del motivo.

«Il problema della democrazia è che il voto degli stupidi vale quanto quello degli altri.»

«L’intelligenza è forse l’unica ricchezza ad essere stata distribuita equamente, infatti nessuno si lamenta di averne meno degli altri»

~ Anonimo ~

«Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma sull’universo ho ancora qualche dubbio.»

 ~ Albert Einstein ~

«Meglio tacere e far credere di essere stupidi piuttosto che aprir bocca e togliere ogni dubbio.»

 ~ Oscar Wilde ~

«Se un milione di persone crede ad una cosa stupida, la cosa non smette di essere stupida.»

 ~ Anatole France ~

«Ogni volta che la gente è d’accordo con me, provo la sensazione di avere torto.»

 ~ Oscar Wilde ~

«Se dici qualcosa che non offende nessuno, non hai detto niente.»

 ~ Oscar Wilde ~

«Chi riesce a dire con venti parole ciò che può essere detto in dieci, è capace pure di tutte le altre cattiverie.»

 ~ Giosuè Carducci ~

«Le grandi masse sono più propense a cadere vittime di una grande bugia piuttosto che di una piccola.»

 ~ Adolf Hitler ~

«La religione é un narcotico con cui l’uomo controlla la sua angoscia, ma ottunde la sua mente»

 ~ Sigmund Freud ~

La funzione che viene repressa è il Sentimento estroverso, che porta ad un distacco dai sentimenti e un’insofferenza per le convenzioni sociali.

Pensiero estroverso (Te)

Il Pensiero estroverso fa sí che la vita esternamente espressa dall’individuo sia orientata a trarre conclusioni intellettive relative ai dati oggettivi. Dà una visione del mondo molto forte a cui la persona commisura il bene e il male, il bello e il brutto. L’ambiente deve conformarsi a questa formula, altrimenti è irrazionale, immorale, incosciente.

Lo guida un superiore criterio di giustizia e verità: ciò che contrasta con questa visione è imperfetto, destinato al fallimento, senza prospettive, da eliminare, patologico. Ha una grande propensione ad essere un riformatore o un moralizzatore. Se è di vedute ristrette diventa un sofista cavilloso, un criticone sicuro del fatto suo.

Sa come migliorare l’efficienza, come trovare i passi necessari a raggiungere un obiettivo. La competenza, la logica e il senso dell’ordine lo soddisfano. È schietto e onesto su ciò che lo soddisfa, ragion per cui è spesso privo di tatto.

Ama prendere decisioni, assumersi responsabilità e posizioni di leadership. È sistematico e organizzato. Riporta la gente ai fatti e alla realtà. L’aforisma hegeliano «ciò che è reale e razionale, ciò che è razionale è reale» esprime molto bene il sentire di chi ha il pensiero estroverso, e l’interesse per le conseguenze tangibili delle idee.

Alcuni sono talmente convinti del valore della loro missione che possono ricorrere alla menzogna o altri mezzi in nome del fine. Possono arrivare a trascurare la propria salute o la propria posizione sociale in nome dell’ideale.

Se è troppo unilaterale, inibirà le forme di vita legate al sentimento, come le attività estetiche, l’arte, la cura dell’amicizia o le esperienze religiose. Proprio a causa di un atteggiamento fortemente impersonale nella coscienza, i sentimenti dell’inconscio sono estremamente personali e lo portano a covare dei pregiudizi: le critiche alla propria visione del mondo sono interpretate come un malvolere verso la propria persona; criticherà negativamente le qualità altrui e priverà preventivamente di forza le loro argomentazioni, per tutelare la propria sensibilità. Il linguaggio sarà aspro, aggressivo e pieno di insinuazioni.

Tutto ciò che è sconosciuto e non entra facilmente nella propria visione del mondo è giudicato con un velo di odio inconscio. Il pensiero subisce a causa della sensibilità inconscia una modificazione che lo rende rigido e dogmatico: la persona trasferisce sulla verità l’affermazione di sé, e i critici vengono demoliti con le argomentazioni piú incredibili, anche invettive personali.

Questa rigidità nasconde inconsciamente il dubbio di ciò in cui si crede, che viene compensato con un fanatismo apparente. Ad una coscienza razionale corrisponde un inconscio estremamente irrazionale.

Aristotele, Freud, Napoleone lo hanno come dominante, Hegel come ausiliario.

Un conoscente ENTJ ha scritto una tesina d’esame su Il controllo delle menti tramite la propaganda politica.

Sono inclini a svalutare l’idealismo, le utopie che poco hanno a che fare con la realtà. «Il fine giustifica i mezzi» è un motto in stile Te.

Te e Fi si sopprimono vicendevolmente: i valori individuali devono essere ignorati se si deve obbedire al protocollo standard e all’organizzazione pratica.

Sotto-gruppi

Sottogruppi percettivi

Se avete come dominante una funzione percettiva introversa (ISxJ, INxJ) siete nel gruppo degli Strateghi:

Queste persone hanno una visione del mondo molto forte, una percezione personale e soggettiva su come il mondo funziona e come dovrebbe funzionare. È come avere un agenda interiore che serve per le informazioni interne. La funzione Si fornisce una visione del mondo basata sulla storia e la memoria di come le cose sono state nel passato della persona, e il suo scopo è di rendere il presente consono a questa immagine passata. La funzione Ni fornisce una visione del mondo basata sugli schemi e le leggi di come le cose avverranno in futuro, e il suo scopo è di far sí che il presente si conformi a questo modello futuro. Quando avviene un evento nel tempo presente, queste persone devono controllare nella loro visione del mondo per capire cosa stia succedendo e come procederà. Queste persone si concentrano sulla pianificazione nel loro io interiore, per raggiungere la perfezione.

Se avete come dominante una funzione percettiva estroversa (ESxP, ENxP) siete nel gruppo degli Esploratori:

Queste persone si adattano facilmente e usano la funzione dominante per prendere le informazioni cosí come arrivano. Cavalcano l’onda dei dati che arrivano, anziché cercare di dirigerli. La funzione Se utilizza informazioni oggettive date dai cinque sensi Ne prende informazioni basate su collegamenti, schemi, possibilità, tendenze che compaiono in tempo reale. Quando succede qualcosa nel presente, Ne vede quali potrebbero esserne gli sviluppi. La funzione secondaria determina come queste informazioni vengono poi processate e utilizzate.

Sottogruppi giudicanti

Se avete come dominante una funzione giudicante introversa (IxxP), appartenete al gruppo degli Individualisti:

Queste persone hanno come una bussola interna, le nuove informazioni sono processate con valori o logica personali. La bussola reagisce alle informazioni con un processo di “risonanza”. Ragionano facendo attenzione se la psiche gli dice che sono d’accordo o meno con una certa informazione. Reagiscono e si interfacciano alle informazioni in tempo reale. Ti andrà in risonanza allineando le informazioni alla sua forte logica, e le rigetterà se non superano il vaglio. Fi andrà in risonanza allineando le informazioni ai suoi valori personali, e le rifiuterà se non concordano. Sia Ti che Fi hanno una reazione schifata e disgustata quando entrano in contatto con informazioni con cui sono in disaccordo, e diranno esattamente perché non concordano e in che punti. Queste persone sono molto riflessive e traggono la maggior parte della loro energia modellando la loro logica o i loro valori interni. Si sentono in sintonia con gli altri individualisti che hanno una “bussola” sintonizzata come la loro.

Se avete come dominante una funzione giudicante estroversa (ExxJ), appartenete al gruppo dei Promotori:

Queste persone sanno come inserirsi in strutture e organismi oggettivi ed esterni. Si focalizzano sulle dinamiche. Fe si focalizza sulle dinamiche sociali, su come ciascuno si sente, su come far sentire gli altri in un altro modo. Te si focalizza sulle dinamiche pratiche, su come funziona un sistema e come si può dirigere la gente a operarvi. Queste persone sanno articolare molto bene i loro pensieri e i loro sentimenti, strutturandoli in un linguaggio comune. Gli IxxP invece sono i peggiori nel cercare di esprimersi a parole. Articolare pensieri e sentimenti è il modo per chiarirli a sé stessi: iniziando dando le loro prospettive agli altri, e poi quando ricevono un feedback controllano dentro di sé per capire come mai hanno ricevuto la reazione che hanno ricevuto. Solo quando hanno capito esprimono un altro pensiero o sentimento.

Immagine in calce by Labirinto Ermetico

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Commenti

commenti

21 Comments

  1. pier maria carletti

    Ho letto gli articoli di psicologia e mi sono stati utili: ho visto che hai integrato qui e lì descrizioni che persone con una certa funzione dominante fanno di sé, e magari averne una di più ti torna utile. (ma è anche narcisismo)
    Per quanto riguarda il tipo, voglio vedere se indovini. Poi ti rispondo dicendoti qual è. Prometto di essere sincero.

    ‘Il mondo non è razionale, ma è razionalizzabile, e così le persone: si possono creare schemi sempre più perfetti – da aggiornare e aggiustare in base alle proprie esperienze – che approssimano via via in maniera più precisa la realtà e i comportamenti, fino a quando l’approssimazione è tanto precisa da non essere distinguibile dal mondo e dalle persone.
    Le esperienze che contano non sono quelle sensoriali, ma le impressioni ‘extrasensoriali’ che si ricavano: se una persona mi dà l’idea di essere onesta, faticherò a crederla un furfante persino se portata in manette in un carcere di massima sicurezza. (no, forse in tal caso no, ma ci capiamo.)
    Per me conta solo la prima impressione, e posso contare sulle dita di una mano con meno dita del normale quante volte è accaduto che mi sia sbagliato.
    La scienza è una forma d’arte, e l’arte – quando è tale – è il grido, o il canto, dell’anima legata al corpo, che cerca di slegarsi per arrivare al cielo.
    Odio la carne e il corpo, mi dà fastidio dovermi nutrire e aver bisogno di dormire, mi danno fastidio le pulsioni sessuali. Odio dover rendere conto agli altri dei miei interessi e di quello che faccio, odio dover essere giudicato, sono estremamente selettivo nelle mie amicizie, le relazioni sociali mi logorano, anche se non sempre mi dispiacciono.
    Apprezzo i movimenti vegani e vegetariani, ma non colgo nessuna contraddizione nel non seguirli: non ho la forza di volontà che servirebbe, e troverei il mio sforzo inutile, in quanto sforzo di un singolo. Sarò contento di sostenerli silenziosamente quando, un domani, arriveranno al potere – come è successo per chi voleva vietare le sigarette.
    A proposito, non ho mai avuto voglia di fumare, né di provare droghe. Odio gli esibizionismi. Non tollero le manifestazioni: mi considero uno spirito elitario, e inoltre trovo chi vi partecipa poco a conoscenza dei fatti. Per questo non mi mischio a loro. (non è vero, non lo farei comunque. troppa gente.) E poi a diffondere le mie idee al pubblico mi sembra di gettarle in massima parte a dei cretini: le idee si trasmettono in circoli quanto più stretti possibile.
    Non faccio sport. Sono facilmente sconvolto anche da gesti minimi da parte di altre persone, ma mi dicono che nulla trapela. Mi sento spesso incompreso, o ferito, così mi chiudo nello studio di mondi perfetti, e tengo la mente impegnata. Non posso dire di star meglio: non ci penso. Se penso a come sto, torno a star male.’

    Continuerei a scrivere, ma ho paura di ripetermi. Spero ti possa tornare utile

  2. Alex

    Se non hai mentito o omesso o esagerato etc, mi sembreresti un INTJ, con Intuizione introversa dominante e Pensiero estroverso ausiliario.

  3. pier maria carletti

    Perché, ci sono altri tipi di INTJ? Comunque, sì, giusto. A buon rendere

  4. Alex

    No, no xD non vedi la virgola? È che stando sul post delle funzioni ho voluto puntualizzare, nel caso in cui tu avessi letto solamente queste ma non sapessi i tipi psicologici associati (eventualità rara, ma non mi costava nulla aggiungere un dettaglio). Anche se in effetti ci sono gli INTJ con il loop che hanno Intuizione introversa dominante e Sentimento introverso ausiliario…

  5. A

    minchia che descrizioni accurate! cioè non tanto perché assolutamente vere, ma in quanto a impegno si vede che ce ne hai messo, ed è ben lungi di un lavoro fatto a cazzo!
    complimentoni! 😀

  6. loon@mic

    Ciao Alex! Trovo interessantissime e ben approfondite le descrizioni dei tipi psicologici. Mi sono messo anche io alla prova, e ho ricevuto un risultato… Ho voluto trovare altre informazioni sul mio tipo in giro per il web, anche per essere sicuro che fosse quello corretto. Risultato? Ho avuto un tipo diverso ogni volta che ho ripetuto i diversi test. 3 tipi abbastanza “vicini” tra loro (cambia soltanto una variabile) ma comunque diversi.
    Come ha già fatto l’utente sopra, vorrei descrivere anche io la mia breve personalità e vedere cosa ne ricavi!

    Innanzitutto: sono abbastanza riservato, taciturno il più delle volte con estranei, pacifico (almeno fino a quando non vengo messo troppo alla prova!) con chi è pacifico. Onesto e leale con chi lo è altrettanto. In effetti, pensandoci, anche con chi non lo è del tutto.
    Anche se mi ritengo piuttosto introverso, amo la compagnia di buoni amici; a volte, anche se credo che possa essere “d’impiccio ai miei piani” (non trovo frase migliore per esprimere il concetto!), ne riconosco l’altissimo valore “terapeutico”. Inoltre, con il passare del tempo, e il rafforzarsi delle amicizie, tendo ad assumere sempre più una posizione di “leadership”, in maniera del tutto spontanea. Ad esempio quando c’è da organizzare qualcosa, solitamente sono io ad occuparmi di tutto. Questo mi gratifica, anche se spesso vorrei un pochino più di collaborazione anche da parte degli altri.
    Tra persone che non conosco bene, o anche semplici conoscenti, invece, è tutto l’opposto: mi faccio completamente da parte.
    Spesso sono stato il tramite tra più gruppi di amici, anche di diversissima “specie”. Questo perché sono molto versatile nel modo di comportarmi, posso switcharlo quando voglio. Non credo ci siano persone migliori o peggiori. Ci sono persone diverse, ed io posso imparare da ciascuna di esse.
    Sono abbastanza curioso, mi piacciono le novità e sperimentare cose diverse di volta in volta (ad esempio cibo, look, strade). Amo viaggiare e scoprire il mondo. Devo stare sempre in movimento. Non sopporterei proprio l’idea di un lavoro d’ufficio, statico. Preferisco un lavoro che mi offra sempre situazioni diverse, anche se un po’ stressante. Da questo, appare evidente che gli anni della scuola sono stati una vera tortura per me: ero costretto a stare seduto nello stesso posto 8 ore al giorno, seguire cose che non mi interessavano più di tanto, soprattutto quando spiegate da professori poco adatti al loro lavoro; stupidamente rigidi, schematici, chiusi nella loro presunzione di poter realmente insegnare qualcosa! E’ molto frustrante avere a che fare con persone intellettivamente o emotivamente ottuse, specie quando ricoprono posizioni più alte delle tue. Sarei d’accordissimo ad istituire un test d’intelligenza per i politici, così come per gli elettori. Sembra una frase conservatrice e reazionaria; forse lo è, ma non ritengo che tutti abbiano lo stesso “livello evolutivo”. Non è giusto che i molti “arretrati” debbano frenare i pochi “evoluti”. Non credo assolutamente nella democrazia, intesa come logica della “maggioranza che decide”. Prima ho detto che non esistono persone migliori o peggiori. E’vero, esistono soltanto persone ancora limitate dai propri schemi. Le esperienze della vita portano a crescere e ad evolvere. C’è speranza per tutti. Non sono assolutamente d’accordo con l’intento “punitivo” del carcere, soltanto con quello “riabilitativo”. Spesso, quando dico agli altri di essere contro la pena di morte mi chiedono: < Io rispondo: <> Non mi piace la vendetta “fredda”. Se devo sbagliare lo faccio subito, quando ho la testa ancora “calda”. A freddo, riesco sempre a vedere le cose di nuovo in maniera “limpida” e da ogni prospettiva. La mia più grande dote è la COMPRENSIVITA’, delle persone che mi stanno attorno, e delle situazioni in genere. Ogni volta che capita di rapportarmi a una persona, cerco sempre di mettermi nei suoi panni e ragionare con la sua testa. Anche se poi, all’atto pratico, posso sembrare addirittura rigido e freddo. So vedere benissimo le cose da molti punti di vista, questo mi rende una persona veramente aperta. In segreto, covo intimamente il desiderio che l’amore e l’armonia tra gli esseri, si concretizzi nel più utopico degli scenari. Ognuno ha il diritto di sbagliare! La perfezione non è un mondo senza errori, ma un mondo in cui si dà a tutti quanti la possibilità di sbagliare, riflettere, essere perdonati. Il mio partner ideale è dolce e comprensivo, ma anche molto intelligente e aperto. Non sopporto le persone che se la prendono quando le critico per qualche motivo (il più delle volte, effettivo…). Lo scopo mio non è di colpevolizzare! E’ quello di far capire gli errori o le cose che non mi stanno bene. Purtroppo noto che le persone più permalose, sono quelle che giudicano di più il prossimo e lo colpevolizzano (si aspettano quindi lo stesso da me!). Non mi importa che le persone mi critichino, purché lo facciano in maniera obiettiva e senza aggredire. Apprezzo tantissimo la sincerità, soprattutto tra persone che si conoscono da tempo. Mi ritengo una persona piuttosto logica. A scuola la mia materia preferita (a parte l’ora in cui si andava in palestra xD), era la filosofia, senz’ombra di dubbio. Notavo con stupore che gli altri faticavano a capirla fino in fondo, mentre per me, molte delle astrazioni e delle teorie proprie della filosofia, mi erano già passate in testa almeno una volta nella vita. Semplicemente mi ci ritrovavo. Non mi piaceva ricordare le cose a memoria, ma capirle. Anche perché non credo di avere mai avuto una grandissima memoria a breve termine, a differenza dei miei compagni di classe. La materia che mi piaceva di meno era la fisica… troppo contorta per i miei gusti, anche se devo dire che ultimamente mi sono avvicinato un poco alla meccanica quantistica. Mi piacciono le POSSIBILITA’ che offrono le cose. Non mi è mai piaciuto studiare, anche se tutti hanno sempre creduto il contrario! Ero molto più bravo agli scritti che agli orali, sempre in controtendenza. Quando scrivevo avevo la possibilità di riflettere molto bene sulle cose. Soprattutto, la possibilità di capire quali erano le intenzioni dietro alle domande poste. Nei test a risposta multipla, poi, riesco a rispondere bene anche se conosco poco l’argomento. Mi metto nei panni di chi lo ha formulato! Ero bravo nei temi di italiano, ma sempre l’ultimo a consegnare… ed il più delle volte, consegnavo soltanto la brutta. Sono molto lento a riflettere, ma anche preciso. Non riesco assolutamente ad improvvisare. Ho serie difficoltà a concentrarmi e a focalizzare bene sulle cose, soprattutto se non mi stimolano. Il cervello mi porta sempre dove vuole lui. Non sopporto il caos, eppure non riesco a farne a meno!
    Amo l’arte, in quanto è espressione autentica dell’essere. Non capisco bene la pittura, ma se proprio devo scegliere un filone artistico, dico l’espressionismo. Al contrario, mi rispecchio nella poesia, soprattutto quando è simbolo. Mi piacciono le metafore e le allegorie che essa nasconde. Amo la musica. Io stesso cerco di “fare musica”, per quanto mi è possibile: è il mio canale di comunicazione preferito. Un genere su tutti: l’hip-hop. Non mi limito ad ascoltarlo o a farlo solamente; devo studiarlo, analizzarlo. Più gli incastri metrici sono contorti e criptici, più mi esalta.
    Droghe? Come già detto sono una persona curiosa e affamata di conoscenza, se a questo si aggiunge il fatto che sono appassionato di neuroscienze… Eppure non sono assolutamente adatto a questo tipo di esperienze. Ho un senso del controllo molto forte e non riesco a lasciarmi andare. Oltretutto, la mia tendenza a pensare nel dettaglio ogni cosa, può rivelarsi altamente deleteria. I pensieri si trasformano in vere e proprie ossessioni. So benissimo che ogni cosa, anche la più scontata, può rivelarsi tutt’altro. Le possibilità sono infinite. Alla frase di San Tommaso: <> aggiungerei che non credo neanche a quel che vedo. Devo sempre metterlo in discussione, analizzarlo. Non riesco proprio ad approssimare la verità.
    Agnostico fino all’estremo, non perché la questione non mi interessi, ma perché non riesco proprio ad azzardare alcuna conclusione, disponendo di così tante ipotesi tra cui scegliere!
    Anche a causa di questa mia eccessiva riflessività, sono spesso impacciato nei rapporti e indeciso sul da farsi.
    Spesso la gente mi chiede come mai passo il mio tempo a pormi interrogativi su cose così astratte… Io non riesco a capire come possa riuscire la maggior parte della gente a non porseli. Per me niente è scontato.
    Apprezzo l’utilità della scienza, e la sua – approssimando – validità. Il problema risiede nel fatto che non riesce ad andare oltre (ma questo proprio per sua struttura) l’esperienza tangibile. Si fida troppo dei sensi. E i sensi non possono che portare ad una visione molto parziale. Diceva Einstein: <> Credo che l’esistenza stessa sia il più grande miracolo.

    Come vedi, caro Alex, penso che ci siano molti elementi della mia persona abbastanza in contraddizione tra loro.
    Non so se vedrai mai questa mia autodescrizione, o se avrai voglia di leggerla; se lo farai spero che possa divertirti anche tu a cimentarti nell’impresa!
    Bene, e ora che mi conosci più di mia mamma, prova a dirmi chi sono! XD

  7. loon@mic

    Oops! Solo ora mi accorgo che questa descrizione è davvero un pochino lunga! X_X

  8. Alex

    Ciao loon@mic, ti avviso intanto che per un problema del sito le frasi tra virgolette di un certo tipo svaniscono, e per l’appunto sono spariti i passaggi sulla pena di morte e la frase di Tommaso (ma quella la conosco, non importa).

    Ho letto la descrizione ed hai effettivamente alcune caratteristiche apparentemente contraddittorie, o meglio contraddittorie a voler accettare in toto la teoria MBTI (cosa che, più passa il tempo, meno credo vada fatto).

    Ad ogni modo, credo tu graviti attorno ai tipi INFJ e INFP. FORSE INTP, ma ne dubito. Magari ENFP? Nah.

    Posso suggerirti, se effettivamente sono i tipi tra cui sei in dubbio, questo test che riesce a discriminare bene tra INFJ e INFP: http://www.celebritytypes.com/test/infj-or-infp.php Nella sezione “more tests” ne trovi alcuni altri sempre per discernere tra due tipi simili.

    PS: sto provando ad ascoltare la tua musica, complimenti! Le sonorità di “I fall down” e soprattutto “Lose yourself” ignorando la parte cantata mi ricordano molto quelle della colonna sonora di un videogioco, 9 hours 9 persons 9 doors (di cui scrivo pure nel blog e che, mi permetto di scommetterci vista la tua descrizione, ti piacerebbe molto).

  9. Ayly

    Salve. Io conosco da poco i tipi psicologici. Mi rispecchia tantissimo la descrizione di INFP, ma su un altro sito sono stata typata come ISFJ. Solo che questo tipo lo sento troppo organizzato, mentre io mi organizzo solo per le cose che mi interessano, a detta dell’analista Fe. Poi sono molto nostalgica (Si), non mi interessa molto il giudizio degli altri, e qui non so che funzione sia. Potresti aiutarmi?

  10. a

    C’è una cosa che non ho mai ben capito: perché limitarsi a quattro funzioni, se al contempo se ne descrivono il doppio? perché devono essere in quell’ordine (loop a parte), e perché non possono esserci neanche di intruse? perché un intuitivo deve essere per una sola delle due e non per entrambe?
    Ma se dovessi parlare personalmente da INFP, mi dovrei chiedere perché in me è praticamente inesistente il Te, ma decisamente sviluppato il Ti (e cercando su internet in forum inglesi, vedo che ovviamente non sono l’unico; stessa cosa per le mie perplessità circa le “intrusioni”, soprattutto dell’intuizione).

    • Penso che tutti noi (prendendo come esempio Ti e Te)abbiamo sia il pensiero introverso che quello estroverso, poi con il tempo, in base alle esperienze, agli insegnamenti che ci sono stati trasmessi (soprattutto a livello di inconscio)e alla formazione del nostro carattere, in dipendenza di fattori esterni abbia prediletto uno dei due, perche sei entrato in un certo tipo di logica/mentalità che ti ha portato a escludere la èarte opposta di essa!

  11. Jessica

    non essere capaci di ragionare con la propria testa, bensì con quella degli altri, non avere senso critico perché appunto ci si ragiona con la testa degli altri, non capire da soli ad esempio se si sta facendo un problema inutile a meno che non siano gli altri a fartelo capire, sarebbe Ti terziario o represso oppure Fe terziario o represso?

    • Fra
      Fra

      @Jessica, ciò che descrivi non riguarda la gerarchia delle funzioni, ma le strutture cognitive individuali. Se una persona non è in grado di ragionare con la propria testa, ciò non riguarda minimamente l’ordine né la qualità delle funzioni. Questo perché, come ti ho già detto in un altro commento, “il fatto di avere una funzione non implica che la persona esprima sempre e necessariamente un comportamento […] dipende anche da fattori socioambientali (ti ricordo, infatti, che l’MBTI non è uno strumento che definisce in toto la personalità).”

      • Jessica

        però non saper ragionare con la propria testa (esempio) può essere un problema e le funzioni terziarie e represse non portano appunto dei problemi?

        • Fra
          Fra

          Credo tu stia cercando di trovare legami di causa-effetto dove non esistono. Non è che se uno ha Ti terziaria o repressa è sempre “incapace di ragionare”, mentre se ha la Ti dominante è sempre un libero pensatore. L’inabilità al pensiero critico riguarda le strutture cognitive individuali, legate tanto a fattori genetici quanto socioambientali, e NON alla propria Tipizzazione, che costituisce un’astrazione della personalità. Troviamo liberi e profondi pensatori tanto tra gli ISTP quanto tra gli ESFJ, e imbecilli tra gli INTP e gli ENFJ.
          Il fatto che le funzioni terziarie/represse causino dei non meglio specificati “problemi” non ha nulla a che vedere con le abilità cognitive individuali, semmai dei conflitti legati alla propria personalità.
          L’MBTI non si spinge così in là nel cercare di spiegare l’essere umano anche perché, se ci provasse, sarebbe del tutto inutile, perché significherebbe tentare la titanica impresa di etichettare in 16 sigle tutti gli esseri umani con precisione millimetrica, nella quale basterebbe adeguare la molteplicità dei vissuti e delle singolarità in semplici “rapporti tra funzioni”.
          Lo ripeto, “ciò che descrivi non riguarda la gerarchia delle funzioni, ma le strutture cognitive individuali. Se una persona non è in grado di ragionare con la propria testa, ciò non riguarda minimamente l’ordine né la qualità delle funzioni”.

  12. Jessica

    ah quindi le funzioni terziare e represse hanno a che vedere solo con i conflitti legati alla propria personalità, finalmente ho capito grazie!

    P.S tu che tipo MBTI hai?

  13. Jessica

    comunque con il non saper ragionare con la propria testa non intendevo dire che uno non sia in grado di farlo perché è ”scemo”, con il non saper ragionare con la propria testa intendevo dire che uno non ha fiducia in sè, non riesce ad avere una propria personalità perché pensa che solo gli altri possano avere ragione ed è quindi dipendente dall’opinione altrui

    • Jessica

      anche perché come hai detto tu, uno può anche essere Ti dominante ma è comunque un imbecille

  14. Lisa

    Ma quando Ne e Ni sono tutte e due alte quasi alla pari…sono entrambe dominanti? A parte riconoscermi in più profili… E’ possibile essere ENTP anche se la funzione repressa è Si, ma Si è alta pure quella?

    Comunque complimenti avete fatto un bel lavoro!!:)

  15. Someone

    Avevo iniziato a leggere i tipi delle personalità per un mio problema di autostima.
    L’ ho fatto perchè non ero più capace di valutare le mie capacità.
    Mi sono visto come una persona a cui piaceva la logica perchè ritenevo che se si riuscisse a trovare una spiegazione ai fenomeni poi si riuscirebbe anche a poter fare le cose anche se non le si fossero mai fatte prima, semplicemente perchè ne si conosce il principio alla base.
    Il mio problema è che poi gli altri sembravano smentire questo e poi tempo fa mi sarei arrabbiato se fossi riuscito in una cosa facendo a caso.
    Il bello è che se faccio a caso a qualche idiota piace pure e questo mi dà fastidio.
    Sì perchè se mi comporto analizzando e ragionando c’ è chi sembra quasi odiarmi.
    Ho cominciato ad avere idee ossessive e seppur rendendomi conto di ciò non riesco a controllarle.Questo reazioni portano a farmi odiare dagli altri.
    È più che gli altri fanno così più mi ossessiono.
    Ma chi sono io?Perchè l’ indignazione degli altri mi dà tanto fastidio?Perchè gli altri si indignano?

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