Nulla succede per caso

Dic 24, 2011 by

Nulla succede per caso

Questo post potrebbe essere un’originale recensione del libro Nulla succede per caso di Hopke, oppure più semplicemente è un post in cui dopo tanto tempo ritorno a parlare di quel che mi succede e non di massimi sistemi. Se non fosse che i due aspetti si sono intersecati. Descrivo velocemente il libro:

Accompagnando la tesi con numerose storie reali di sincronicità, – “coincidenze”, per semplificare – l’autore mostra come non siamo solo noi ad essere artefici del nostro destino, ma qualunque cosa può rimescolare le carte da un momento all’altro. E soprattutto ci mostra come il divario tra mondo esteriore, oggettivo e mondo interiore, soggettivo a volte è labile, confuso, a volte sparisce e i due mondi si uniscono, dicendo alla nostra parte conscia “ehi, ehi, sono il tuo inconscio, ci sono anche io, sono in fermento, stai facendo la cosa giusta!“.

Probabilmente tutto questo suonerà poco chiaro, la lettura del libro aiuterà, ma adesso passo alla parte interessante: l’autore conclude dicendoci che spera che quando ci capiteranno delle sincronicità, per il fatto di aver letto il libro, saremo più aperti e pronti ad accoglierle e considerarle. Be’, per me il libro stesso è stato una sincronicità.

Tutto iniziò quando, nella sezione di psicologia della Feltrinelli di Milano (quella in Duomo, non alla stazione centrale) il mio interesse venne rapito da un gigantesco tomo rosso, alto almeno quanto un comodino: era di Jung – al momento tutto ciò che sapevo di lui è che era un pezzo grosso insieme a Freud, e sbagliavo anche la pronuncia visto che dicevo “iang” e non “iung”. A destra, nel medesimo scaffale, notai un altro libro, stavolta di dimensioni normali, intitolato Nulla succede per caso – il libro di cui si parla in questa recensione, sì. Incuriosito lessi la descrizione, in cui si cita Jung. Dissi scherzando: ‘Oh, questa sì che è una coincidenza’, consapevole che nel reparto psicologia un libro il cui autore si rifacesse al secondo boss della materia non era nulla di insolito.

Decisi di aprire il libro e leggere la prima frase che mi sarebbe capitata sotto agli occhi: e questa frase era “[…] e Alex vide in quell’incontro casuale il segno che Beija e lui erano destinati l’uno all’altra.” La coincidenza sta nel fatto che io mi chiamo Alex. Non Alessandro, non Alessio, non Gianfranco: Alex. Una parte di me disse che in fondo era solo una casualità, ma ero davvero colpito dalla coincidenza e avrei voluto comprare il libro: per questioni economiche, non potei. Tornato a casa mi informai e lessi che l’autore si definiva un fervente cattolico, ragion per cui lo inserii nella mia categoria mentale “cialtronerie da dimenticare”, e così feci.

Circa una settimana dopo un’amica per cui nutro una grande ammirazione mi parlò di Jung e del suo modello dei “tipi psicologici”. Jung tornava dopo poco tempo. Imparai come funziona questo modello, che io appartenevo al tipo INTP mentre Carla era una INFJ; notai che tutte le persone per cui avessi provato ammirazione o infatuazione in passato appartenevano al tipo INFJ, che è il più raro in assoluto, e che su molti forum si parlava di questa attrazione tra i due tipi. Ad ogni modo, non volevo farmi influenzare e considerare le persone come dei “tipi” prima che individui.

Passò del tempo, finché un giorno, il 27 giugno 2011, risposi ad una domanda su Yahoo! Answers a cui rispose anche un altro utente, tale Sunshine. Qualche istante dopo, mi scrisse una mail: un anno prima aveva letto questo blog, se aveva accettato la sua omosessualità era grazie ad esso, mi aveva riconosciuto e avrebbe voluto parlarmi. Accettai, e iniziammo a parlare su Facebook giorno e notte legando ad una velocità impressionante. Fece il test di Jung e risultò INFJ, ma non volevo illudermi che quattro lettere dovessero significare per forza che mi sarebbe piaciuto. Gli dissi che volevo prestargli un libro, e così anche lui disse che mi avrebbe prestato un libro che ha rivestito una certa importanza nella sua vita: e questo libro era Nulla succede per caso.

Pensai scherzosamente, ma neanche troppo, che questo libro si sarebbe fatto vivo finché non avessi deciso di leggerlo. Ci fidanzammo il 16 ottobre, è il primo ragazzo di cui mi innamoro e che corrisponde e la storia va a gonfie vele. Iniziai a leggere il libro, e quando tornai alla frase su Alex e Beija pensai che forse c’era qualche significato con il nome: controllai su Google e i risultati continuavano a presentare la parola Flor, che è il titolo di una discutibile serie televisiva che continuava a nominare proprio in quei giorni – non prima, non dopo!

L’altro ieri in libreria ho comprato La svastica sul sole di Philip Dick. La descrizione nominava un libro, I Ching, il cui nome mi era familiare ma non ricordavo cosa fosse – ieri, continuando e terminando Nulla succede per caso, ho ritrovato I Ching: si tratta di una tecnica cinese di divinazione esistente da millenni. La cosa sorprendente è che leggendo il metodo ho ricordato che proprio quest’estate un mio conoscente mi predisse il futuro con questo sistema. Chiesi riguardo la mia vita sentimentale: in quel momento stavo cercando di liberarmi di una storia che non sarebbe mai dovuta nascere in quei termini. Il responso fu che al momento c’era una guerra, ma un condottiero sarebbe giunto inaspettatamente di lì a poco per vincerla. Non prestai attenzione a una divinazione in cui non credo e la dimenticai – fino a ieri, quando il ricordo dell’I Ching mi ha reso nota l’ennesima sincronicità.

Questa è la mia storia, la storia di come un amore mi ha avvicinato ad un libro e di come un libro mi abbia fatto capire, un po’ alla volta, che quello che sto vivendo è l’amore della mia vita. È la storia di come tutto sia collegato, e ogni piccolo tassello fa parte del bellissimo racconto che è l’esistenza.

Dedicata a te, amore mio 🙂

PS: Consultando l’I Ching e chiedendo sulla mia attuale situazione sentimentale, è uscito l’Esagramma 32, La Durata, senza mutamenti. Esso riporta:

Stiamo per dare inizio ad un qualcosa destinato a durare nel tempo. Ricordiamoci però di coltivarlo con cura e di lavorare con impegno ed incessantemente per riuscire a mantenerlo. La durata non è immobilità, è anzi qualcosa che si rinnova costantemente. È propizio intraprendere progetti a lungo termine. L’esagramma indica anche matrimonio felice, un’unione destinata a durare nel tempo. La persona saggia muta con il mutare dei tempi, ma sua scelta è salda.

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9 Comments

  1. brotherhood

    Delicatezza, intelligenza, fortuna: comunque un’avventura che merita di essere raccontata nei termini che usi tu. Nulla per caso, tutto come dono o opportunità. Grazie anche per i due articoli precedenti, acuti e puntuali. Però quando tocchi “quel che ti succede” e ci rifletti su dai il meglio di te. Allora non tutti di quell’ambientino di fervorosi producono cialtronerie? Così, tanto per continuare ad abbattere un altro dei molesti pregiudizi.

  2. Martina

    Credo che “Nulla succede per caso” capiti proprio così “per caso” sincronisticamente. Quando l’ho comprato mi sono ritrovata ad andare in libreria perché avevo voglia di leggere qualcosa senza avere assolutamente idea di cosa volessi e così guardando in giro mi sono ritrovata con “La Profezia di Celestino” (che è stato il libro che per primo mi ha portata a credere nelle sincronicità, quando nemmeno conoscevo Jung).
    L’avevo visto 5 minuti prima in un’altra libreria, niente di strano, e stavo valutando dentro di me la possibilità di rileggerlo visto che il mio l’avevo regalato ad un’amica, quando arrivata appunto nella seconda libreria trovo un’edizione mai vista prima con copertina rigida e sovracoperta, elegante.
    Mi stupisco un po’ della cosa, ma vado avanti e girandomi vedo nell’altro scaffale “La storia infinita”, libro che avevo trovato molti anni prima per un colpo di fortuna e che ho letto per curiosità, visto che il film è uno dei miei preferiti: lo considero un pilastro perché mi rispecchia (sono un INFJ) 🙂 essendo anche una sorta di critica metaforica della nostra società e modo di vivere “quadrato”. Anche questo era in un’edizione molto curata e a quel punto mi sono in effetti stupita, perché entrambi sono due libri che hanno influenzato il mio modo di essere e la mia vita da adolescente in poi… a quel punto arriva “Nulla succede per caso” ed essendo un periodo in cui di sincronicità me ne capitavano molte, l’ho preso istintivamente e per me, una persona che crede molto a queste cose e si fa prendere dal “va dove ti porta il cuore”, è stato utile per razionalizzare quello che mi stava succedendo. Beh dopo tutto questo chilometro per condividere la mia esperienza volevo dirti anche grazie per il post e soprattutto per le dettagliate spiegazioni dei tipi di Jung che ancora non conoscevo praticamente per niente! 🙂

  3. Martina

    PS: la sincronicità più importante è che qui ci sono arrivata grazie a un INTP e leggere nel tuo post “notai che tutte le persone per cui avessi provato ammirazione o infatuazione in passato appartenevano al tipo INFJ, che è il più raro in assoluto, e che su molti forum si parlava di questa attrazione tra i due tipi” mi ha fatta sorridere… chissà! 😉

  4. Alex

    Bella storia, grazie a te per il commento e la condivisione della tua esperienza 🙂

  5. ELISA

    da sempre interessata ai test di personalità… c’è qualcosa nella classificazione di Meyer Briggs che ancora non riesco a capire… così stavo googlando…
    ho fatto due volte il test diverso tempo fa… la prima è venuto fuori un INFP… la seconda un ENTJ… il bello è che leggendo i due profili mi rivedo in entrambi ma non completamente…
    Sono capitata in questo sito per questo motivo, decido di dare un’occhiata in homepage e… “nulla succede per caso”… uno degli “slogan” di un libro che proprio ieri ho iniziato a leggere… e che oggi ho tralasciato…
    Era da un po’ che non mi capitavano queste “sincronicità”!
    Speriamo bene 🙂

  6. ELISA

    Dimenticavo, il libro è “Io sono chi voglio essere” di Paolo Borzacchiello

  7. Light92
    Light92

    E potremmo aggiungerne di altre, di coincidenze, vero, Alex? Non mi era mai capitato di incontrare una persona in circostanze tanto … inusuali e ambigue.

  8. chiara

    così, adesso so che questo tipo di esperienza è stata studiata e ha un nome… ma ci convivo da quand’ero piccola. non me ne sono mai stupita, la considero normale e mi dispiacerebbe parecchio se si interrompesse questo tipo di suggerimento che le cose intorno mi danno, come se si presentassero per rispondere quando non sto formulando una domanda. Mi faccio l’idea che alcune domande non debbano essere dimenticate, o che qualcosa in noi non le dimentichi mai anche se a volte le mettiamo da parte.
    La cosa fondamentale, nel mio caso, è la traduzione da un piano all’altro, da un linguaggio all’altro, dai segni al significato, perchè una stessa cosa può essere detta in molti modi e a ben vedere tutto parla di tutto. Ma non so se la divinazione con I Ching funzioni più che osservare qualunque cosa che all’improvviso ti si pari davanti… istintivamente ti dico: non devi provocare la situazione. con me non funzionerebbe, almeno. Se lo facessi, mi si presenterebbe insieme il dubbio di voler vedere a tutti i costi qualche risultato e questo va contro il concetto che mi sono fatta.
    può ben darsi che sia sbagliato, essì, ma in ogni caso so che non sono capitata qui per caso. Qualche giorno fa stavo parlando della tipizzazione in ambito teatrale, e continuavo a pensarci e a riunire diversi spezzoni (dalla psicosomatica alla maschera, rimasta solo nella Commedia dell’Arte, ai quadri di Heronymus Bosch, ai tipi astrologici ecc) e poi voilà: Jung.
    Avrò da fare per le prossime mille vite:)

  9. Salmone

    La mia domanda è: PUO’ DIO CAMBIARE/ IL COLORE DI UN FIORE,/ LA CRESCITA DI UN FILO D’ERBA,/ IL PROFUMO DELLA RUGIADA ? Non penso sia una domanda difficile, e se non ci riuscite, provate cambiare Dio, con l’Uomo: PUO’ l’ UOMO CAMBIARE/ IL COLORE DI UN FIORE,/ LA CRESCITA DI UN FILO D’ERBA,/ IL PROFUMO DELLA RUGIADA ?
    La seconda domanda è ancora più semplice, almeno credo sopratutto per un Cristiano./ Chi è: CORPO di CRISTO/ Chi è: FIGLIO di DIO./ Chi è: SENZA PECCATO./ Chi è: FIGLIO del UOMO.

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