Democrazia e liberalismo

Nov 6, 2011 by

Democrazia e liberalismo

Il seguente post è ciò che ho scritto per mail ad un amico che, tra le altre cose, mi ha chiesto:

Ho un altra domanda,sulla democrazia e i totalitarismi, come può una democrazia difendersi da un dittatore che si fa eleggere democraticamente?

ed è dovuto a ciò che ho imparato durante le lezioni di filosofia e storia.

Ed eccoci alla domanda a mio avviso più interessante; ti ringrazio per avermela posta, quasi ci speravo! Domanda di grande attualità, un po’ in Italia per ciò che succede, un po’ per una confusione che aleggia nella società, un po’ per qualcosa che tu stesso mi hai scritto nelle scorse domande. Ho parlato di liberalismo e nel tuo intervento successivo hai trattato il neo-liberismo e ho avuto l’impressione – magari sbagliata – che avessi supposto che in quanto liberale io sostenessi anche il liberismo.

C’è una confusione abbastanza forte tra i due concetti; ma la confusione più forte in Italia è tra democrazia e liberalismo.

Si sente spesso dire scherzosamente dalle persone che non vogliono essere messe a tacere in un contesto di gruppo “voglio parlare, siamo in un Paese democratico!”, e via dicendo. Ecco, in questo caso stanno facendo confusione. La confusione è dovuta al fatto che noi oggi siamo abituati a vedere nel mondo occidentale esclusivamente casi di democrazie che sono anche liberali (almeno sulla carta). Di fatto esistono democrazie non liberali e liberalismi non democratici.

La democrazia risponde semplicemente alla domanda “chi ha il potere?”, mentre il liberalismo è “come viene gestito il potere?”. La risposta della democrazia è “Il potere spetta a persone che godono del consenso della maggioranza della popolazione”. La risposta del liberalismo è “Il potere deve avere dei limiti, e questi limiti sono la possibilità di ogni individuo di esprimersi, associarsi, muoversi, godere dei diritti fondamentali”.

Rousseau è stato il teorico della democrazia, e di una democrazia con semi di assolutismo. Se ne sono visti i risultati: dopo la Rivoluzione Francese e la presa di potere dei Giacobini, questi, forti del consenso della maggioranza, hanno tagliato la testa a nobili e preti. Hitler è salito al potere votato dalla maggioranza, per poi sovvertire le istituzioni: ma anche dopo ha avuto l’appoggio delle masse popolari. Idem Mussolini.

John Stuart Mill e Alexis de Tocqueville più di tutti gli altri ci misero in guardia dal pericolo della dittatura della maggioranza, ciò che tu mi stai chiedendo. Lascio alcune citazioni:

«Ma le persone più riflessive compresero che, quando la società stessa è il tiranno – la società nel suo complesso, sui singoli individui che la compongono –, il suo esercizio della tirannia non si limita agli atti che può compiere per mano dei suoi funzionari politici. La società può eseguire, ed esegue, i propri ordini: e se gli ordini che emana sono sbagliati, o comunque riguardano campi in cui non dovrebbe interferire, esercita una tirannide sociale più potente di molti tipi di oppressione politica, poiché, anche se generalmente non viene fatta rispettare con pene altrettanto severe, lascia meno vie di scampo, penetrando più profondamente nella vita quotidiana e rendendo schiava l’anima stessa. Quindi la protezione dalla tirannide del magistrato non è sufficiente: è necessario anche proteggersi dalla tirannia dell’opinione e del sentimento predominanti, dalla tendenza della società a imporre come norme di condotta e con mezzi diversi dalle pene legali, le proprie idee e usanze a chi dissente, a ostacolare lo sviluppo – e a prevenire, se possibile, la formazione – di qualsiasi individualità discordante, e a costringere tutti i caratteri a conformarsi al suo modello. Vi è un limite alla legittima interferenza dell’opinione collettiva sull’indipendenza individuale: e trovarlo, e difenderlo contro ogni abuso, è altrettanto indispensabile alla buona conduzione delle cose umane quanto la protezione dal dispotismo politico.»
~ John Stuart Mill ~

«Vedo chiaramente nell’eguaglianza due tendenze: una che porta la mente umana verso nuove conquiste e l’altra che la ridurrebbe volentieri a non pensare più. Se in luogo di tutte le varie potenze che impedirono o ritardarono lo slancio della ragione umana, i popoli democratici sostituissero il potere assoluto della maggioranza, il male non avrebbe fatto che cambiare carattere.
Gli uomini non avrebbero solo scoperto, cosa invece difficile, un nuovo aspetto della servitù… Per me, quando sento la mano del potere appesantirsi sulla mia fronte, poco m’importa di sapere chi mi opprime, e non sono maggiormente disposto a infilare la testa sotto il giogo solo perché un milione di braccia me lo porge.»
~ Alexis de Tocqueville ~

La “medicina” che chiedi affinché la democrazia non sia in pericolo di dittatura è il liberalismo, un liberalismo sano, vero. Quindi nella separazione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario) di modo che non vi possa essere un organo che possa fare il bello e il cattivo tempo. Un episodio carino risalente a qualche mese fa riguarda Berlusconi che cita Tocqueville in modo grottesco. Premessa: Tocqueville fu un magistrato e scrisse che una magistratura indipendente è importantissima affinché la democrazia sia più sicura, e il potere della maggioranza non opprima le minoranze o sconfini oltre la costituzione o i principi liberali.

Ebbene, Berlusconi disse che i magistrati non hanno il diritto di giudicarlo in quanto legittimato a governare dalla maggioranza della popolazione che l’ha eletto (rappresenta esattamente ciò da cui Tocqueville metteva in guardia) e lo citò dicendo che Tocqueville sostenesse che la dittatura peggiore fosse quella dei magistrati.

Questa “medicina” consiste anche ovviamente nella Costituzione ecc ecc insomma tutte cose che abbiamo già nel nostro Stato. Eppure, se siamo liberali nelle tematiche più importanti (nessuno mi censurerà o ucciderà per ciò che ti sto scrivendo), non lo siamo in molte altre. L’esempio che ci tocca più da vicino è quello dei matrimoni omosessuali: la maggioranza non li vuole, ergo la minoranza si attacca. Posizione in linea con i principi democratici; decisamente contraria allo spirito liberale.

Credo che vi siano due forze in particolare che ostacolano il liberalismo e quindi una democrazia più sicura da “dittature”, in Italia. Peraltro sono convinto che se non si può dire che attualmente vige una dittatura nel suo complesso (per carità!) se ne ravvisano molti aspetti considerando singoli ambiti (come l’esempio citato prima). Torniamo alle due forze: credo che una sia la Chiesa cattolica, che con la sua ingerenza nella vita pubblica e la continua propaganda a messa, catechismo eccetera instilla continuamente idee antiliberali: per cui la morale cattolica deve essere subdolamente imposta anche a chi non crede, cosa che di fatto È dittatoriale e che di fatto accade, oggi, nel 2011, in Italia.

L’altra è il monopolio delle principali televisioni: l’idea folle per cui la Rai debba essere spartita tra i partiti di maggioranza e opposizione e insomma il fatto che Berlusconi le controlli un po’ tutte. Se la democrazia si regge sul liberalismo è fondamentale che vi sia un pluralismo di idee e informazioni, il rispetto e la tolleranza (questo a livello sociale, mentre a livello di istituzioni gli accorgimenti di cui alcuni detti prima). Se manca c’è il rischio di accettare idee come che se il Presidente è eletto dalla maggioranza allora non deve essere giudicato e via discorrendo.

Dopo queste considerazioni ci si potrebbe chiedere perché una democrazia liberale è comunque preferibile ad una oligarchia liberale.

Intanto preciso il motivo della domanda, dal momento che viste le tue posizioni politiche suppongo che per te la risposta è ovvia, perché è “giusto” a prescindere che tutti abbiano eguale diritto di voto. Anche io la vedevo in questo modo e mi accontentavo della risposta, ma ho iniziato a mettere in dubbio questo atteggiamento quando mi sono reso conto che si incorre in parecchi errori (è un atteggiamento uguale a chi dice che essere gay è “sbagliato” a prescindere perché è innaturale ecc).

Nelle mie riflessioni ero anche quasi arrivato a pensare che fosse sbagliato concedere a tutti il diritto di voto. Avevo coniato una sorta di aforisma che riassume un po’ quel che credevo al riguardo: “Bisognerebbe lasciare la gente libera di scegliere tra il voto elettorale e il voto del Grande Fratello”. Pensavo che alcune categorie di persone, quelle poco informate o stupide secondo il mio giudizio, non dovessero poter votare, così che i governi ne avrebbero giovato, sarebbero stati migliori.

Questa idea così blanda si è rinforzata con esempi storici che esulano dal governo Berlusconi: come quando Napoleone III fu eletto Presidente, e indisse delle votazioni affinché diventasse Imperatore, e le masse contadine lo votarono con i risultati pessimi che conosciamo.

Poi ho capito che in realtà in uno Stato pur essendo importante il governo è molto più importante la gente che vi abita. Non è sufficiente che vi sia un buon governo e un buon 0.5% di elettori intelligenti per vivere in un buono Stato (ricordiamo che va allo scatafascio anche e soprattutto per la nullafacenza, la negligenza, la corruzione di gente che continua ad esistere anche in una oligarchia liberale, a meno di non sopprimerle, e allora di liberale non c’è nulla).

Così oltre agli argomenti “morali” (è giusto che tutti abbiano diritto di voto; chi sono io per giudicare chi non è adatto?) si sono aggiunti degli argomenti pratici, e politici. Quali sono gli effetti di una democrazia rispetto ad una oligarchia? La risposta l’ho capita sempre studiando la storia:

1. Quando le masse hanno avuto il diritto di voto, una fatto fondamentale è cambiato. I partiti, che prima si rivolgevano alla borghesia colta, hanno dovuto diffondersi capillarmente nelle città e nei paesi; hanno dovuto iniziare ad informare, tramite giornali e altri media, per ottenere il consenso. La democrazia è un enorme motore per l’informazione (prima non c’era motivo di andare a dire ai contadini cosa succedeva, era solo uno spreco di risorse).

2. Si è interessati al benessere di qualcosa quanto più è importante per noi e noi possiamo influire su di essa. Cosa mai poteva importare dell’andamento dello Stato a qualcuno che non poteva neppure votare? (non tutti chiaramente, è una tendenza statistica). Il fatto di essere importanti, di potere influire con il voto, con l’informazione, nel consiglio comunale di paese ecc è un aiuto ai cittadini per renderli più responsabili, accorti, interessati, per essere dei buoni cittadini.

Vorrei aggiungere un ultimo fatto particolare emerso dagli studi: nonostante l’Inghilterra sia stata la prima a concedere il diritto di voto (ai più ricchi) è stata tra le ultime a concedere il suffragio universale. Una volta avrei detto che sbagliavano perché è oggettivamente giusto dare il voto a tutti eccetera; a pensarci però è stata una mossa azzeccata: mentre con la Francia si sono visti i risultati, l’Inghilterra si è presa il tempo necessario per informare, educare, far crescere, preparare i cittadini. È come un genitore con il figlio: è giusto che questo sia responsabile e autonomo, ma deve aspettare la maggiore età: nel frattempo sarà educato e cresciuto.

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6 Comments

  1. Smandrake

    Ciao Alex, questo argomento è estremamente attuale, considerato anche quello che sta succedendo negli ultimi giorni. Vorrei però capire se ho capito (lol) la risposta che vuoi dare alla domanda, che secondo me potrebbe essere: è necessario un buon compromesso tra democrazia e liberalismo, ma per ottenere ciò è necessario che ognuno sia consenziente di come funziona la politica e di come poter riscattare ciò che ritiene giusto per la propria libertà e per la libertà altrui.
    Però, tenendo conto dell’ultimo esempio dell’Inghilterra, se c’è già a capo l’organismo sbagliato, che non vuol far sì che il popolo ottenga gli strumenti per essere libero (quindi la cultura in sè, non tanto l'”educazione” a qualcosa che fa comodo al governo stesso, in primis i mass media), è difficile uscire dalla situazione se non con una crisi.
    Forse quello che sta succedendo tuttora, no?

  2. Smandrake

    No, non era quella la risposta, quella è una conclusione che ho preso io, accidenti. Scusa ._.

  3. Alex

    🙂 due appunti: democrazia e liberalismo non devono trovare un “compromesso”, la loro unione li rinforza a vicenda e sono pienamente espressi a maggior ragione perché sono insieme;

    e cosa intendi con l’Inghilterra? (stando a Budapest in gita 5 giorni mi sono perso un po’ di cose mi sa)

  4. Smandrake

    Niente, era riferito a quando hai detto “l’Inghilterra si è presa il tempo necessario per informare, educare, far crescere, preparare i cittadini” 🙂

  5. Mario Mallamaci

    Questo è un commento di un post di Alex sul suo blog relativo al fuori onda di Favia.
    Favia pone una questione fondamentale sulla presunta mancanza di democrazia nel m5.
    Favia e la questione della democrazia interna Posted by Alex on set 16, 2012 in Saggi
    “Perché invece anche nel Movimento ci deve essere gente cafona, ignorante e con mentalità fascista? Perché il Movimento pullula di riferimenti alla “democrazia” e mai ve ne sono al “liberalismo”? Non è un caso che John Stuart Mill e Alexis de Tocqueville misero in guardia da chi parla di “democrazia” ma la intende come potere della maggioranza, senza che questa abbia paletti. Favia è la minoranza, ha deciso di dire la sua, ha sollevato un problema grave e vuole andare avanti.”
    Condivido pienamente quanto dici sulla democrazia addirittura Carl Marx nella prefazione al °Capitale° si spinge a dire “omissis. Per quanto riguarda le critiche ben vengano per quanto riguarda il cosi detto senso comune ha cui non ho dato mai nessuna importanza valgono le parole del grande fiorentino ° non ti curar di loro ma guarda e passa °.
    Non ti dico le polemiche velenose da parte di filosofi, economisti, professori universitari,ect, successivi alla pubblicazione del Capitale.
    Stessa sorte alla pubblicazioni delle teorie evoluzionistiche delle specie di Darwin, addirittura in alcune università Cattoliche si proibisce l’insegnamento delle teorie evoluzioniste contrapposte alle teorie creazioniste. Il dileggio e le contrapposizioni a cui va incontro Darwin sono qualcosa di inenarrabile.
    Un esempio storico è la citazione di Galilei Galileo che con la sua teoria copernicana mette in dubbio il caposaldo della centralità della centralità della Terra. Allora accettato acriticamente da tutto il consesso ° scientifico ° e non che all’epoca costituivano la maggioranza,
    Il dileggio e lo sfotto vengono resi bene da una commedia di Bertold Breck.
    Se salvo la vita lo deve soltanto ad una pubblica abiura ritardando notevolmente il progresso scientifico.
    “Stando allo stesso Favia, in realtà il M5S ha un livello di democrazia interna di gran lunga superiore a quello di qualunque altro partito italiano. A livello locale, molte realtà hanno implementato il sopracitato liquid feedback per discutere, votare e gestire la situazione interna del Movimento in modo trasparente e permettendo ad ogni cittadino di dire la sua. Il problema è che Grillo e Casaleggio promettono che un simile software verrà utilizzato anche a livello nazionale da ben 3 anni, ma questa promessa non è ancora stata mantenuta.”
    Da un altro post Democrazia e liberalismo
    Posted by Alex on nov 6, 2011 in Saggi | dello stesso autore viene individuata una caratteristica di Grillo e Casaleggio che mette in evidenza la personalità dei due
    “Abbracciano i propri obiettivi con grande serietà e sforzo, e sono estremamente leali al progetto – meno alle persone che ne fanno parte. Non hanno difficoltà se le persone vanno e vengono, perché l’importante è il progetto.”
    Questa esasperazione del progetto rispetto alle persone fa paura.

    Le persone in questa luce divengono secondari e funzionali al progetto stesso.
    Il ragionamento che fai sul liberalismo come divisione del potere mi sembra attualmente il max.
    “Quindi nella separazione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario) di modo che non vi possa essere un organo che possa fare il bello e il cattivo tempo.”
    Le cose denunciate da Grillo rispetto al silenzio dei media è qualcosa di straordinario, mette l’accento su alcune notizie che altrimenti sarebbero ignorate dai media stessi.

    In questo svolge una funzione fondamentale grazie alla sua popolarità la notizia che per se sarebbe insignificante(ipotesi) diventa di serie A .

    Come dice il grande Fornero la notizia non costituisce uno scoop in se ma quando diventa importante. Quando i media la riprendono

    L’informazione si sa nei paesi democratici è il cane da guardia della democrazia. Per cui quando
    In Italia i partiti controllano la RAI e i giornali vivono di finanziamenti pubblici(ossia dei partiti presenti in parlamento) con i loro consigli di amministrazione composte da gruppi bancari e da lobby l’informazione è censurata e non svolge pienamente il compito che ne giustifica l’esistenza.

    I giornali alcune volte per non essere tacciati di censura danno ( per mettere a posto le coscienze) le notizie che potrebbero interessare al pubblico dei lettori invece che nella prima pagina lsenza risalto dopo lo sport.

    In questo modo non si può tacciare di censura i media e teoricamente restiamo un paese democratico.

    Come diceva Eianudi un cittadino informato sceglie.

    L’informazione quindi non può esser per sua natura neutrale risponde sempre ad un interesse di parte.

    Come garantire più punti di vista, quando non ci sono sfacciatamente conflitti d’interessi, questo è il problema?
    La libertà d’informazione quindi non è una lotta secondaria ma una battaglia fondamentale per la democrazia.
    Altra forza che individui contraria all’affermarsi del liberismo lo individui giustamente nella chiesa cattolica.
    “Torniamo alle due forze: credo che una sia la Chiesa cattolica, che con la sua ingerenza nella vita pubblica e la continua propaganda a messa, catechismo eccetera instilla continuamente idee antiliberali: per cui la morale cattolica deve essere subdolamente imposta anche a chi non crede, cosa che di fatto È dittatoriale e che di fatto accade, oggi, nel 2011, in Italia. “
    A iniziare da Cavour, ”libero stato in libera chiesa” con la breccia di porta Pia e finire con Mussolini con il concordato, hanno individuato nella chiesa Cattolica il principale ostacolo ai loro scopi.
    Per avere uno stato veramente laico e liberale bisogna modificare il concordato.
    Vedi l’opposizione alla ricerca sulle staminali, al testamento biologico, ai matrimoni gay, ect.
    Sono gli argomenti in cui la chiesa condiziona di più lo stato Italiano.
    Quella che segue è l’email che ho mandato per solidarietà a Favia e alla Salsi
    Per Giovanni Favia e Federica Salsi
    Sono un militante del m5s Mario Mallamaci (mariomallamaci@gmail.com) di Soverato in provincia di Catanzaro è volevo esprimervi la più profonda solidarietà.
    Non posso partecipare ai metup di Catanzaro in quanto un ictus mi fatto perdere la patente(fino a quando c’era un altro iscritto al metup non mi sono perso una riunione, col suo trasferimento all’estero mi è stato impossibile partecipare agli incontri perché li organizzano ad orari in cui non ci sono più gli autobus. Ho pregato più volte l’organizer con diverse email di tenerli a casa mia o di organizzarli in orari diversi (per es. la mattina) segnalando questa mia impossibilità a partecipare causa l’assenza dei mezzi pubblici)
    L’altro giorno (12/12/2012) ero a casa di un amico che mi aveva invitato a pranzo dalla televisione accesa e comparso Beppe Grillo che ha lanciato la scomunica a chi la pensa diversamente da lui.
    Da una mia battuta che mi ricordava un dittatore è partita una discussione ed alcune domande che cerco di sintetizzare
    1. Le masse hanno sempre bisogno di un leader? La democrazia di base è una pia illusione?
    2. Il fatto di conoscere i risultati delle parlamentarie e la destinazione dei soldi a cui ogni eletto rinuncia, abbiamo fiducia in Beppe, ma mi sembra il minimo per un movimento che si richiama alla max trasparenza?
    3. Leggendo i vari commenti alle parlamentarie due mi sono sembrati interessanti uno che vedeva il rischio di elezione di persone poco capaci(basta con i dilettanti allo sbaraglio) e il rischio di nepotismo. Per entrambi ho delle soluzioni che vorrei confrontare con voi. Riservare un 10%, sempre gestito dal movimento, dei portavoce da scegliere tra alte professionalità (magistrati, giornalisti,professori universitari, ect.) vicino al movimento, la incandidabilità di persone parenti o affini di persone già eletti nel m5s?
    4. Diceva questo mio amico se non ti stanno più bene certe regole fonda un altro movimento. Ha parte il fatto che sono d’accordo con il 99% delle proposte non vorrei disperdere la fiducia di un fattivo cambiamento di questa politica che fa schifo,corrotta e compromessa?
    5. Da quando ho tentato di votare(perché non si è dato la possibilità a chi era iscritto al movimento ed era certificato da una certa data ad esprimere un commento tipo il mio caso inventandosi la procedura di una carta d’identità on line è per chi come me non aveva lo scanner non poteva esprimere la propria opinione?)non prendo più il blog di Beppe Grillo.
    6. Ho chiesto ad un collega che ne sa più di me di informatica, anche lui come me non prende più il blog di Beppe .Siccome siamo iscritti al blog da un sacco di tempo non vorrei che fossimo stati cancellati perché non sempre in sintonia col capo?
    Mario

  6. Mario Mallamaci

    Lapsus da leggersi Freccero invece di Fornero.Non sono riuscito a correggere il commento.
    Mario

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