Missione Eterizzazione

Ago 5, 2011 by

Missione Eterizzazione

Il mese scorso stavo distribuendo volantini con un paio di amici e amiche, volantini riguardanti la legge contro l’omofobia che viene costantemente affossata in Parlamento. Non avrei mai pensato di incontrare un uomo che mi avrebbe cambiato la vita… e no, non come avrei sperato. Mi sono avvicinato, porgendo il volantino con garbatezza:

«Buongiorno, posso lasciare un volantino?»

«Che cosa riguarda?» mi dice con fare sospettoso, squadrandomi. «Sarà mica una di quelle robe comuniste?»

«No, no, assolutamente! Siamo apartitici! Riguarda la legge per l’aggravante della pena in caso di aggressione omofoba»

«Omocosa?»

«Omofoba, rivolta ai gay, alle lesbiche.»

«Oggesùgiuseppemmaria siete gay voi?»

«Be’, sì.»

«Ma siete malati! È una malattia! Fatevi curare, andate dalle ragazze e smettetela di far ‘ste stronzate!»

 Una malattia? Una patologia? Che io fossi… malato, che fossi nato sbagliato? Questa faccenda mi colpì dritto al cuore.

«Malattia, dici? Come… un tumore, per esempio?» Ero preoccupatissimo.

«Sì, più o meno.»

«Con la differenza che il tumore mi fa morire e l’omosessualità mi fa amare?»

«Ehm sì, amare le… le persone sbagliate. Dio ci ha fatti uomo e donna, devi amare le donne, ragazzo! Le donne!»

Donne… donne…  ci ho ripensato molto, nei momenti successivi. L’uomo se n’era andato, non si era preso il volantino, e mi aveva lasciato questo pallino nella testa. Donne… chi le aveva mai viste? Effettivamente non ho mai provato, e non voglio essere malato. Ho già avuto abbastanza problemi alle ossa. Ma non avrei proprio alcun desiderio di provare con una ragazza, non… non mi dice niente. Dio, sono davvero malato?

Questi pensieri mi tormentavano, ho passato tutta la sera a pensarci. La notte, un sogno…

La mattina seguente sono uscito col mio amico Luca; ho deciso di esporgli questi dubbi, gli ho parlato della malattia, delle donne, di Gesù.

«Sai forse hanno ragione… quell’uomo, Gesù… forse sono sbagliato, forse in tutti questi anni mi sono allontanato sempre più dalla mia vera strada… le donne. Vorrei rimediare cazzo, vorrei provare ad avere una storia con una ragazza ma non mi sono mai mosso in quest’ambiente, non saprei come fare e soprattutto non mi attirano.»

Luca rispose con la sua solita saggezza spicciola: «Io questa tua cosa non l’ho mai capita, onestamente. Passi che ti piace il cazzo, ma che non ti piacciano le ragazze, è davvero impossibile.»

«Ma perché? Cosa ci trovi, cosa ci trovate di così attraente?»

 Volevo proprio capire. Sospirò, mi guardò con l’aria di uno che la vita l’ha capita. «Alex, Alex… le ragazze sono belle, puro e semplice. Sono più belle degli uomini, hanno quel fascino che ti fa restare a bocca aperta.»

«Uhm, bocca aperta, sì ho presente.»

«Coglione.»

«Scusa, deformazione professionale. Va’ avanti.»

«Sono così dolci e misteriose, ti guardano, ti sfidano con i loro occhi ma non si mostrano, nascondono un universo dentro di loro… e sotto… la patata in sé è la chiave di volta, il pezzo grosso del tesoro, il diamante, il Nirvana, il fulcro, è accogliente e calda, ti invita e… stai vomitando?!?»

«Ugh… diciamo che non sono del tutto convinto. Facciamo che proverò semplicemente, magari all’atto pratico funziona.»

«Ok… ma non puoi sperare di trovare una ragazza se prima non ti sistemi un po’. Alle ragazze piacciono i tipi duri!»

«Non sono un tipo duro?»

 

Ha riso. Si è fatto serio. «Coglione.»

«Ok, e come faccio?»

«Sono qui per questo.»

Abbiamo lavorato giorni e giorni, sul portamento, i vestiti, le frasi, gli atteggiamenti. Dopo una settimana, finalmente mi sentivo pronto.

«Possiamo andare!»

Era sera, siamo andati sul lungolago a bere qualcosa. Mi sono seduto, ho preso il mio Bloody Daiqiri Cool Truzz Gin Mary Lemon e ho iniziato a guardarmi intorno. Ragazzi, ragazze, uomini, donne, un cane. Dopo un po’, Luca mi ha guardato esuberante e mi ha detto:

«Guarda quella! Ti lancia delle occhiate! È chiaramente interessata!»

«Coglione.»

 Abbiamo aspettato un altro po’, finché finalmente ho notato una ragazza che mi stava palesemente guardando. Mi sono fatto prendere dal panico… e adesso cosa dovrei fare?, pensavo. Luca era in fibrillazione, ha guardato lei, me, mi ha detto  «vai!», mi ha praticamente spinto verso di lei. Per poco non le finivo addosso, il che sarebbe stato ottimo come primo appuntamento.

Mi guarda.

Mi rivolge la parola. «Ciao!»

Oddio cosa faccio, oddio cosa faccio, cosa devo dirle, mi son dimenticato la tattica, come si parla ad una ragazza oddio oddio cosa le dico… basta mi butto:

«a o p?»

Due ore dopo avevo finalmente scoperto cosa significano strap-on dildo, punto G dell’uomo, cedimento dello sfintere. Due settimane dopo lei era diventata famosa da Barbara D’Urso.

Ok, Missione Eterizzazione: primo tentativo fallito. Ma io non ho abbandonato, ce la dovevo fare. Stavolta però a modo mio, con calma, preparandomi bene e senza Luca che mi spinge contro delle ninfomani.

Ho continuato invano a frequentare vari pub e locali nella speranza di incontrare la mia anima gemella e femminile; finché, una sera, vedo lei.

Si chiama Noemi, ha 18 anni, anche lei ha la passione per la filosofia e abbiamo trascorso interessanti serate a trattare di vari argomenti. Abbiamo passeggiato sul lungolago tenendoci la mano, siamo andati su un monte a guardare le stelle sdraiati, ridendo, scherzando, parlando. Ha un sorriso smagliante, degli occhi che parlano, la voce poi… che io sia finalmente guarito?, mi chiedevo. Volevo scoprirlo. Mi attirava, mi attraeva, era magneticamente irresistibile, e soprattutto era l’unica a farmi questo formidabile effetto.

Ho preso coraggio, e mi sono deciso ad abbracciarla. Non si è ritratta, anzi mi ha stretto forte a sé! La desideravo, volevo baciarla, volevo baciare una ragazza, volevo baciare Noemi! Le ho baciato il collo, lei ha chiuso gli occhi e ha portato indietro la testa, ha sorriso, li ha riaperti e mi ha guardato. E così, è successo. Ci siamo baciati. Presi dalla passione ci siamo avvinghiati, attorcigliati, eravamo un turbinio di arti e baci, finché lei ha iniziato a slacciarmi i pantaloni… lì, sul monte ok, ma d’altro canto non passava anima viva da ore.

Stava funzionando, non c’è che dire! La cosa mi sorprendeva, ma non era il momento di abbandonarsi a pensieri, era ora di agire! Ho iniziato anche io di slacciarle i jeans, ma nel momento in cui ho posato la mano sulla cerniera ho sentito una grossa e dura escrescenza… sono rimasto allibito, lei ha notato il mio sguardo con preoccupazione. Ho controllato meglio e constatato che sì, era proprio quello che pensavo.

«N-no, cosa significa, non è possibile!» ho esclamato.

«Forse avrei dovuto dirtelo prima, ma avevo paura che non ti sarei più piaciuta…»

«Ma… non posso, cazzo, no!» A questa affermazione mi ha lanciato un sonoro schiaffo.

«Altro che mente aperta, sei un razzista come tutti gli altri!»

«No, non è così, è che volevo qualcosa di diverso!»

«Be’ eccomi qui!»

«No no no! Intendevo… Noemi, io sono gay! Volevo provare per una volta con una ragazza…»

«Io sono una ragazza!»

«Sì ma capisci cosa intendo, insomma volevo sapere se avrei mai potuto… andare a letto con una ragazza, a tutti gli effetti.»

«Be’ se con questo intendi che volevi un buco e volevi una ragazza, allora non hai che da cercarla, ma non farti sentire mai più. Se invece sei stato sincero in queste due settimane passate insieme, e non volevi una ragazza ma me, Noemi, hai già scoperto che sì, riesci ad essere attratto da una persona per ciò che è dentro e non per ciò che è fuori. Io ti piaccio, no? E sono una ragazza. Non sarà certo una questione di genitali a renderti ancora dubbioso, no?»

«No più che altro è che siamo arrivati alla fine del post e mi viene difficile riuscire a trarre una morale da tutto questo. Uhm vediamo, ho capito che ciò che importa è che ti piaccia una persona per come è dentro, essere gay non è una malattia perché è solo un modo di amare altre persone, non bisogna cercare solo dei buchi, le transessuali sono ragazze, il tutto in 1379 parole e in modo molto molto sommario, giusto?»

«Esatto.»*

«E se tu mi piaci e sei una ragazza che cazzo significa che sono gay?»

«Coglione.»

* Nel gergo delle squallide chat di incontri gay, si dice “a o p?” quando si vuole sapere se l’interlocutore è attivo o passivo.

* No, non è esatto. In realtà la storiella ha semplicemente tentato di strapparvi qualche risata e non insegna assolutamente nulla. Non è accaduta realmente, l’autore è orgogliosamente gay, non pensa che l’omosessualità sia una malattia, né che un ragazzo omosessuale possa sentirsi attratto da una donna.

* Coglioni.

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11 Comments

  1. wonder lesbo

    ahahahahahahahahahahah alecs ti amoo ahahahahahahahahahaha mi hai fatto morire dal ridere ahah

  2. Alex

    ahaha dai allora è venuto bene… son contento XD

  3. Candle

    Estremamente spassoso. È fantastico come queste cose possano sembrare lontane dalla realtà ed eppure capitare realmente.
    Questo post è uno spasso. 😀

  4. ciao, i miei complimenti per la storia. hai fatto ridere (specie con il finale a sorpresa) usando molto la testa e spiegando un “problema” che ha chi non si accetta. Bravissimo!!!!

  5. ah dimenticavo la firma al commento prima, io sono Lucio Gel 😉
    (se entrate nel mio blog e guardate i personaggi capite perchè ci tengo a precisare)

  6. Alex

    Grazie mille a tutti 🙂

  7. Alex

    lol per Lucio Gel

  8. Preso

    dio p***o alex ma che cazzo avete fumato te e ciuchi per fare questa storia ahahahahahahah

  9. Alex

    ahahah sì davvero ahah lui ha fornito la descrizione ancestrale dell’organo femminile e la foto di Noemi u.u

  10. Mike

    Bella lì Al! c:

  11. Geniale… Un godibilissimo fotoromanzo rosa/arcobaleno edificante, bravo, è scritto benissimo, le ultime righe sono una stangata spassosa!

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