Il mondo dei ragazzi (gay) normali – Seconda Parte

Lug 12, 2011 by

Il mondo dei ragazzi (gay) normali – Seconda Parte

La lettera che ho scritto a Paterlini e che descrive il mio percorso di accettazione dell’omosessualità si ferma a dicembre 2010, quando è nato il GLK come gruppo informale su Facebook, proprio all’inizio di tutta un’esplosione di eventi che mai avrei immaginato sarebbero successi nella mia vita e in quella dei miei amici. Ho deciso quindi di scrivere un seguito immaginario alla lettera, che magari Paterlini leggerà anche, ma questa volta i destinatari siete tutti voi. Voi etero, curiosi di sapere come funziona l’adolescenza di un ragazzo gay. Voi giovani gay e lesbiche che lottate per ritagliarvi uno spazio nella società, in famiglia e con gli amici e pensate di avere il vuoto intorno.

A dicembre il GLK contava 50 membri. Siamo cresciuti giorno dopo giorno, fino ad arrivare in qualche mese alla cifra di 240 persone (notevole, soprattutto considerando che un buon centinaio si sono eliminati per timore di essere visibili o altre ragioni). Il gruppo però era lì e lì rimaneva, su Facebook. Sentivamo il bisogno di qualcosa di più.

Una sera, a Brescia veniva presentato il libro Maledetti froci e maledette lesbiche, di Maura Chiulli. Purtroppo a causa di un impegno non ho potuto esserci, ma sono andate ad ascoltare Chiara e Greta, le due fondatrici storiche del GLK insieme a me. Quella sera hanno parlato con delle ragazze di Arcigay, raccontando ciò che abbiamo fatto durante l’autogestione a scuola e del gruppo su Facebook. Queste, entusiaste per la nostra iniziativa, ci hanno proposto di usare la sede di Arcigay il giovedì per incontrarci.

Il GLK inizia così una lunga serie di incontri in cui discutiamo di coming out, matrimoni, la storia del movimento gay, guardiamo film e documentari. Il tutto avviene sotto la supervisione di Luca Trentini, segretario nazionale di Arcigay, e Grazia, uno splendore di donna che fa anche la maestra alla scuola dell’infanzia. Agli incontri siamo ogni volta circa trenta, quaranta ragazzi e ragazze, di cui alcuni sempre diversi e nuovi.

Molti arrivavano timidissimi, si sedevano con le braccia incrociate e tutto il giorno non aprivano bocca, finché col tempo hanno fatto amicizia e adesso sono aperti e sereni. Molti si vergognavano a scambiare affettuosità con coetanei e coetanee dello stesso sesso. Molti percepivano qualcosa di strano nel dire “Gabriella ha la ragazza”, “Stefano ed Enrico si sono fidanzati”. Il passare del tempo insieme, scambiandosi queste esperienze e parlandone è riuscito a sbloccarci un po’ tutti. Adesso ne parliamo con naturalezza, moltissimi sono riusciti a fare il coming out e a migliorare la loro vista, e adesso hanno un gruppo folto di amici con cui possono essere se stessi.

Un sacco di noi (e anche io, finalmente) hanno cancellato la loro iscrizione da qualsiasi sito gay, che prima era l’unico modo per conoscere qualcuno e adesso è completamente superfluo.

Col tempo abbiamo deciso di fare il passaggio ufficiale: siamo diventati il Gruppo Giovani di Brescia, con Arcigay. Il nome è diventato “Una Zebra a Pois” (non nascondo il mio disappunto per ciò, ma tanto è solo un nome) e ci siamo dotati di un forum. Il Gruppo ha organizzato un Flashmob, di cui ho parlato in un altro post ed è stato al Gay Pride di Milano con un carro. Il tema era “Italia Cenerentola d’Europa“. C’è un video su Youtube in cui compariamo (io sono a 4:20!)

Intanto mi sono reso conto, oltre all’enorme utilità del Gruppo per noi ad accettarci ed essere più sereni, di quanto l’essere dichiarati e disposti a parlare possa cambiare le idee delle persone. In questi mesi con i miei due migliori amici, maschi ed eterosessuali, mi sono aperto come mai prima. Abbiamo condiviso un sacco di esperienze. Abbiamo parlato di ragazze (loro) e di ragazzi (io), di amore, di relazioni, di sesso. Abbiamo visto quanto le dinamiche siano bene o male le stesse per tutti, i desideri, le cose che funzionano e quelle che non funzionano. Sono arrivati a dirmi, col cuore in mano, “se un giorno avrò un figlio gay o una figlia lesbica andrà benissimo“.

Questa cosa funziona. Abbiamo uno strumento potentissimo in mano, la possibilità di dichiararci e parlare con chi ci sta intorno. Ho ricevuto poi varie proposte per lavorare alla nostra causa in modi più diretti e “pubblici”, diciamo. Stefano Bolognini ci ha intervistato e ha pubblicato un articolo, Militanza in erba, su Pride di giugno. Pare che un altro gruppo a Milano, Tabù, stia lavorando un po’ come noi.

Giovanni dall’Orto mi ha chiesto di collaborare con lui alla quinta edizione di Figli diversi, una sorta di compendio per insegnanti o genitori su cosa è e cosa non è l’omosessualità.

Paterlini inserirà la mia letterà in Ragazzi che amano ragazzi in occasione dei 20 anni del libro. Inoltre sarò con lui quando girerà l’Italia per presentarlo nelle librerie, a testimoniare cosa significa vivere l’omosessualità per un ragazzo di oggi.

Andrea Pini presenterà il suo Quando eravamo froci alla Feltrinelli a Brescia a settembre; io e un altro lo leggeremo e poi gli faremo delle domande per intavolare una discussione.

Infine, ieri abbiamo iniziato un corso di formazione tenuto da Grazia e Tommaso (responsabili del Gruppo Scuola a Brescia) per presentare dei progetti nelle scuole medie e superiori, con lo scopo di prevenire il bullismo omofobico.

Grazia lavora a questo progetto anche nella scuola dell’infanzia dove fa la maestra, in vari modi: insieme alle storie di Biancaneve e Cenerentola ci sono storie di principesse che vogliono diventare cavalieri, o di ragazzi che vogliono essere principesse, o di ragazze che vogliono giocare a pallone. Insieme alle storie di famiglie “comuni” durante la festa del papà legge anche storie con due padri. Ha annullato la distinzione tra “giochi da maschi” e “giochi da femmine”, e ognuno può usare quello che vuole. E quando dà il buongiorno dice “Buongiorno bambini e bambine” (è anche reduce dal movimento femminista, e la adoro per questo).

Ecco, in enorme sintesi, come ci siamo mossi da questo punto di vista per lavorare sulla società. Tutte le ultime iniziative, recentissime, devono ovviamente ancora accadere e non vedo l’ora che venga quel momento; questa volta sono certo che la mia vita cambierà ancor di più e proprio per questo non ho la minima idea di cosa mi riserbi il futuro. Sta di fatto che sono convinto di avere trovato la mia via, l’attivismo, cui cercherò di dare anche altre forme.

Spero che questo pezzo possa essere utile ai ragazzi e le ragazze che stanno ancora accettandosi per sapere che una speranza c’è, che non devono rimanere per forza ancorati ad una logica delle chat e che possono conoscere altre persone come loro in contesti tranquilli, aiutandosi a vicenda a crescere e a cambiare completamente il modo di vivere, normalizzando una condizione, quella dell’omosessualità, che all’inizio viene vista come svantaggiosa e che non consentirà sicuramente una vita “normale”. Invece si può, si può fare e anche bene, e dà una soddisfazione inimmaginabile finché non ci si è dentro!

Invito qualunque ragazza o ragazzo di Brescia a contattare il gruppo Una Zebra a Pois tramite Facebook, o se non siete dichiarati a mandare una mail a glkbresciagmail.com.

E invito altresì qualunque ragazza o ragazzo non di Brescia a cercare su Google se esiste un Gruppo Giovani nella sua provincia; se esiste non esitate a contattarlo! Se non esiste, be’… potreste provare a fondarlo voi, partendo informalmente con un gruppo segreto su Facebook come fu il GLK per noi.

Buona fortuna, ci si sente al prossimo aggiornamento!

Alex

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5 Comments

  1. Duvall

    Tutta la stima e l’ammirazione, complimenti =) continua così!

  2. Giulia

    Complimenti Alex, per quello che fai, per come sei riuscito a farlo e per tutti i progetti importanti ancora in via di sviluppo!

  3. MessoBavos

    Sei un mito! Mi chiamo Elisa,ho 13 anni e ho dei dubbi,se hai tempo e voglia contattami,spero che tu mi possa aiutare
    messobavos97@yahoo.com
    P.s.Adoro questo sito,è fantastico! 😀

  4. Alex

    Ciao! Ho provato a mandarti una mail ma ha fallito a spedirla!

  5. Reods

    Alex sei un mito! un grande, non ho parole! mi sono messo a piangere leggendo. Auguri per tutto!

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