Era meglio quando vi nascondevate!

Mag 22, 2011 by

Era meglio quando vi nascondevate!

21 maggio 2011: nel pieno della tempesta istituzionale riguardante la legge contro l’omofobia, il GLK – Gay and Lesbian Kingdom, gruppo giovani di Brescia – si mobilita con un Flash mob (gruppo di persone che svolge un’azione insolita, rapida ed inaspettata in mezzo alla folla) per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Alle 15.00 in Corso Zanardelli, poi in Corso Palestro, Corso Garibaldi, Corso Mameli e davanti al Duomo alcuni di noi hanno ballato “Redefinition” – canzone dance trashissima – mentre gli altri distribuivano volantini alle persone che passavano e si fermavano incuriosite. Avevamo magliette con scritte come “It’s ok to be gay”, “Lesbian”, “Gay” e “♂♀ = ♥ ♀♀ = ♥ ♂♂ = ♥” e bandiere arcobaleno dell’Arcigay.

È un modo per ghettizzarsi e ritenersi diversi? La pensiamo in un altro modo: è la società ad averci dato le etichette di gay e lesbiche che, in quanto tali, non hanno gli stessi diritti di quelli “normali”, quelli “naturali”, quelli “buoni”. E non si ferma qui: vorrebbe pure che ci vergognassimo di queste etichette e ci nascondessimo, conformandoci al modello eterosessuale quando eterosessuali non siamo e sopprimendo la nostra personalità. Noi diciamo di no! Affermiamo che sì, quelle parole ci appartengono, siamo gay e lesbiche, siamo diversi come chi ama il mare è diverso da chi ama la montagna; non ce ne vergogniamo, ma rivendichiamo con orgoglio la nostra appartenenza (dove l’orgoglio risiede nel non accettare l’offesa e l’invito alla non-esistenza, al nascondersi – non certo nel pensare che gay sia meglio che etero -). La visibilità ha portato e porta tuttora, purtroppo, ad episodi di omofobia, per cui chi è intollerante fino al midollo aggredisce anche fisicamente gli omosessuali. In tutti i paesi del mondo civile ed occidentale vi è un aggravante della pena per aggressioni con motivazioni di odio (etnico, religioso, di orientamento sessuale, …); in Italia questa proposta di legge continua ad essere bocciata.

Torniamo al Flash Mob: inizialmente si è aggregato a noi anche un giovane errabondo etero che ha tentato di abbordare due ragazze del gruppo; non si scollava più, ha preso una bandiera arcobaleno iniziando a gridare «viva le lesbiche!», fermava le ragazze per strada dicendo «vieni che ti insegniamo come si diventa lesbica!» e ha messo la bandiera davanti ai carabinieri fermandoli e dicendo «venite a lottare per i nostri diritti!»; dopo ripetute sollecitazioni non accennava a calmarsi, e le due ragazze hanno deciso di rinunciare al flash mob portandoselo via.

Tra le scene peculiari ricordiamo in negativo una signora inorridita che ha gridato «Che schifo froci morite!»; una ragazza straniera che ha rifiutato un volantino abbassando la testa e dicendo «Oddio no no, i gay no che schifo, per l’amor del cielo», un’anziana signora che ha sbottato irritata: «Perlomeno una volta vi nascondevate» e un uomo che ci ha intimato ad andare a «lavorare in fabbrica». Peccato che fosse sabato pomeriggio e anche lui stesse gironzolando per la piazza.

Due anziani signori vedendo il balletto si sono chiesti se fosse una compagnia di teatro, e hanno detto: «Ah stanno facendo i gay! Ma sono bravi eh!» e un gruppetto di ragazzi incuriositi sui 16 anni si sono chiesti: «Ma quelli che ballano sono tutti gay?»

In positivo invece ricordiamo una coppia di anziani, marito e moglie che ci hanno fatto i complimenti per le iniziative che finalmente arrivano dai giovani, e hanno espresso amarezza per la bocciatura della legge contro l’omofobia; e soprattutto i Cristiani Battisti del Mississipi, venuti in Italia a cantare e predicare. Dopo esserci ascoltati a vicenda, abbiamo discusso in inglese per chiarire le nostre posizioni. Una ragazza sosteneva che fosse una pratica contro natura disapprovata da Dio. Abbiamo sostenuto che se un Dio esiste è questione di fede, e ognuno  è libero di credere in ciò che vuole. Inoltre se esiste sarà lui a giudicarci nell’aldilà, mentre nella vita terrena abbiamo il libero arbitrio e non dovrebbe esserci tolto da persone convinte di poter interpretare i pensieri di Dio e applicarli al posto suo, di qualsiasi religione siano.

L’iniziativa nel complesso è stata molto partecipata, eravamo in circa una cinquantina di adolescenti gay e lesbiche e si spera che sia la prima di una lunga serie volta alla visibilità sociale: ad esempio si potrebbe pensare ad uno spettacolo “teatrale” con un messaggio di fondo, o alla lettura di articoli della Costituzione, o al volantinaggio chiedendo alle persone opinioni in merito e discutendone…

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7 Comments

  1. Armando

    Oh, ben fatto, peccato che nella mia città di ste cose non se ne sono mai viste, e di questo passo mai si vedranno XD
    Altro che “Che schifo froci” ci sarebbero atti di violenza omofobica <.<

  2. Alex

    Eravamo 50, difficile che qualcuno ci aggredisse… li avremmo presi a borsate e lanciato dietro i tacchi a spillo!

  3. Armando

    Hahaahhaha, quì saremmo qualcosa tipo 4/5 anche se io faccio karate da 5 anni…un altro kung fu da almeno 8, mica ci possiamo combattere una città dove ci sono più chiese che persone HAHAH

  4. Marcor

    @Armando: da che regione sei? Alex ha dimenticato di dirti che anche loro sono partiti in 4/5 😀

  5. Valeria

    Complimenti davvero, avete fatto più che bene(:

  6. Alex P

    Ed eccovi, finalmente, il video! http://www.youtube.com/watch?v=mOrU9uWeUzY

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