Gay and Lesbian Kingdom – Brescia

Mar 22, 2011 by

Gay and Lesbian Kingdom – Brescia

Sei gay, lesbica, bisessuale o transessuale? Hai tra i 14 e i 25 anni? I tuoi amici o la tua famiglia non riesce a capirti? Vorresti parlare con qualcuno come te, che ti possa capire? Vorresti uscire nel weekend con altri coetanei? Vorresti essere solamente aggiunto ad un gruppo segreto al 100% su Facebook in cui si sono altr* ragazz* come te? Se la risposta ad alcune di queste domande è sì e abiti nella provincia di Brescia, il GLK fa proprio per te! Scrivi una mail a glkbresciagmail.com e verrai aggiunto su Facebook e successivamente al gruppo nella più totale segretezza!

Il gruppo si incontra ogni giovedì dalle 15.30 alle 18.30 al circolo Arcigay di Brescia, in Vicolo Paitone 42. Inoltre è su Facebook, completamente segreto e assolutamente non visibile ai vostri amici che non siano a loro volta iscritti. Conta, alle 16.00 del 22 marzo 2011, ben 128 membri, ed è in continuo aumento di giorno in giorno. Il prossimo puoi essere tu!

Vivere in una società occidentale, del terzo millennio, che consideriamo avanzata e progredita ci garantisce il rispetto dei diritti inalienabili della persona. Le libertà di movimento, di pensiero e di associazione sono state un lontano miraggio per lungo tempo nella storia della nostra civiltà, e lo sono ancora oggi per la maggior parte della popolazione mondiale.

Muovere guerra agli Stati che non rispettano i cittadini, imporre il nostro progresso, “esportare la democrazia” è difficoltoso e controproducente. Per questo sorgono associazioni di volontariato che si propongono di aiutare le persone come possono (riguardo varie tematiche, come i bambini soldato, le condizioni di fame, di igiene o di istruzione).

Le problematiche, il non rispetto dei diritti, però, non sono esclusivo appannaggio del terzo mondo o dei regimi dittatoriali: sono presenti anche nella nostra “progredita” civiltà occidentale, più o meno a seconda dello Stato e con varie modalità, nascoste o difese in nome di una morale da anteporre ad individui concreti. In Italia particolarmente pressante è la gravissima discriminazione, istituzionale e sociale, cui sono sottoposti continuamente gay e lesbiche.

Un esercito stimato in 3 milioni di persone in Italia (il 5% della popolazione) totalmente invisibile, privo di tutela o del diritto a formare una famiglia. Gli omosessuali sono così nascosti che non se ne parla mai con serietà: sono invece nominati spesso come macchiette stereotipate, senza contatto con la realtà e senza spunto di riflessione sul sociale, per il divertimento di persone che con tutta probabilità non sospettano di conoscere decine e decine di gay e lesbiche non dichiarati.

La disinformazione è tale che i genitori quasi mai sono coscienti del fatto che il loro figlio potrebbe essere omosessuale; quando lo scoprono in molti, troppi casi vi sono punizioni, reclusioni, violenza psicologica e/o fisica, sedute dallo psicologo, fino all’eventualità estrema (ma presente) in cui al figlio viene proibito il ritorno a casa (nonostante minorenne).

Il ruolo delle istituzioni in tutto questo, qual è? Non c’è. In molti altri Paesi, come in Spagna o in America, ogni aula scolastica presenta, sulla bacheca, un numero verde a cui rivolgersi se si è vittima di bullismo o discriminazione omofoba. In Italia si finge di non vedere.

Per questo è sorto a Brescia il Gay and Lesbian Kingdom,  una associazione di giovani omosessuali con l’intento di aiutare i ragazzi e le ragazze discriminate in famiglia o nella società. Il primo passo che ha condotto a questo tipo di intervento è stato proprio a scuola, al liceo “Leonardo”. Durante il periodo di autogestione, tra i vari gruppi di discussione, si è trattato di omosessualità e discriminazione. L’elevato numero di partecipanti, ottanta, ci ha spinto a proseguire su questa linea e a fare molto di più.

Avendo conosciuto altri ragazzi gay e lesbiche della scuola, inoltre, c’era una base più solida da cui partire. Grazie al passaparola il gruppo ha raggiunto il centinaio di ragazzi e ragazze tra i sedici e i diciannove anni (salvo rare eccezioni sui quattordici e sui venti-venticinque), tutti della provincia di Brescia.

Dal momento che lo Stato non interviene in alcun modo per una tutela, un aiuto, una semplice quanto fondamentale educazione all’affettività, il gruppo lo fa da sé: tramite il confronto; l’ascolto reciproco; il poter stare con coetanei che capiscano e possano essere capiti senza giudicare; la visione di film a tematica omosessuale; delle serate con giochi da tavolo per fare amicizia; tramite tutto ciò si tenta di fornire un clima sereno e tranquillo che per questi ragazzi è assente nella vita quotidiana.

Molti, quasi tutti vivono con una maschera, si nascondono e ciò procura disagi; altri subiscono offese o addirittura vessazioni. Di recente un giovane ragazzo di Orzinuovi si è impiccato; l’unico giornale ad averne parlato è di Cremona, e non è riferito il motivo del gesto: il ragazzo era continuamente offeso in quanto gay.

Per quanto ancora deve andare avanti in questo modo? Per quanto ancora la gran parte degli omosessuali dovrà continuare a vivere nell’ombra, subendo la condanna sociale? Per quanti ancora i genitori, impreparati di fronte all’omosessualità del figlio, giungeranno ad annientare il rapporto e la psiche del figlio stesso?

Tutto questo avviene quotidianamente coinvolgendo milioni di persone, giovani e non. C’è il totale silenzio, sembra un mondo inesistente, ma è numeroso. Ecco le origini, le motivazioni di un gruppo che vuole portare alla luce queste vite, affinché tutti conoscano le sofferenze che provoca un tale sistema criminale, affinché i giovani non si trovino impauriti a fronteggiare la scoperta della propria identità con la convinzione di essere gli unici al mondo, malati, deviati o perversi, ma sappiano che c’è qualcuno come loro.

Se anche attualmente la situazione è negativa, la società muta rapidamente, si sta aprendo: c’è una fondata speranza per il futuro.

Purché si agisca.

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1 Comment

  1. Duvall

    Bello, siete avanti voi…e siete gente con le palle, lasciatelo dire 😉 ovviamente da me non c’è nulla di tutto ciò…ahimè, arriverà, ma il coraggio non c’è =(

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