Un bambino ha bisogno di un padre e di una madre?

Feb 16, 2011 by

Un bambino ha bisogno di un padre e di una madre?

Per quanto sempre più persone sembrino favorevoli alla possibilità degli omosessuali di contrarre matrimonio, quasi tutti rispondono allo stesso modo quando viene sollevata la questione delle adozioni:

Non ho nulla contro i gay, ma un bambino ha bisogno di un padre e di una madre

Questo mantra viene ripetuto all’infinito, anche da persone che si considerano gay-friendly, è considerato un dogma, un dato di fatto che non richiede alcuna giustificazione. E di conseguenza si pensa che sia giusto negare al bambino il diritto di essere adottato da coppie gay. Sì, perché innanzitutto va fatta questa premessa: l’adozione gay non è un diritto della comunità LGBT, ma è il diritto dell’adottato a vivere una vita serena con chiunque sia adatto a dargli amore, una casa e una famiglia.1

Ci sono innumerevoli bambini privi di genitori, che vivono in orfanotrofi dove ci sono soltanto le suore che possono badare a loro. Peraltro non possono fornire ai bambini le attenzioni di cui hanno bisogno, dal momento che sono moltissimi. Quindi prima di tutto l’alternativa all’essere adottati da due padri, o da due madri, non è una famiglia serena e felice, con una mamma e un papà: è un orfanotrofio con tutte figure femminili (questo non lo devierà?) che non possono materialmente curarsi in modo adeguato dei bambini. Le famiglie, etero o omo, che chiedono di poter adottare sono molte di più dei bambini orfani (nelle precedenti versioni dell’articolo era erroneamente scritto il contrario). Ma tutte devono seguire un iter molto lungo e complesso per assicurarsi che siano adatti a crescere il/la bambino/a. Per quale ragione si dovrebbe escludere a priori da questo iter una coppia omosessuale che voglia dimostrare di poter dare l’amore di cui dei figli hanno bisogno?

In molti paesi fortunatamente questo è già stato compreso e i bambini orfani hanno avuto la possibilità di essere cresciuti anche da coppie gay.2 Sono stati condotti molti studi al riguardo, che hanno portato l’American Psychological Association a pubblicare una risoluzione ufficiale in cui si dice che

non esiste alcuna prova scientifica che l’essere dei buoni genitori sia connesso all’orientamento sessuale dei genitori medesimi: genitori dello stesso sesso hanno la stessa probabilità di quelli eterosessuali di fornire ai loro figli un ambiente di crescita sano e favorevole. La ricerca ha dimostrato che la stabilità, lo sviluppo e la salute psicologica dei bambini non ha collegamento con l’orientamento sessuale dei genitori, e che i bambini allevati da coppie gay e lesbiche hanno la stessa probabilità di crescere bene quanto quelli allevati da coppie eterosessuali.3

L’American Psychiatric Association dal canto suo afferma che

le ricerche di questi 30 anni hanno consistentemente dimostrato che i bambini cresciuti da gay o lesbiche hanno lo stesso livello di funzioni emozionali, cognitive, sociali e sessuali dei bambini con genitori eterosessuali. Le ricerche indicano anche che lo sviluppo ottimale per i bambini non si basa sull’orientamento sessuale dei genitori, ma sulla presenza di figure stabili, impegnate e in grado di educare.4

Insomma i figli dei gay non crescono peggio degli altri, non diventano a loro volta gay e anzi possono vivere in un contesto familiare sano ed equilibrato, che non avrebbero di certo avuto rimanendo in un orfanotrofio. Anche in Italia, seppur non riconosciuti legalmente, ci sono circa 100.000 bambini cresciuti da genitori gay.5 Sono le cosiddette “Famiglie Arcobaleno”, di cui il 99,7% dovute a famiglie ricostituite (matrimonio eterosessuale sfociato in un divorzio, uno dei partner è omosessuale e va a convivere con il/i figli e il nuovo partner dello stesso sesso); e lo 0,3% è dovuto a famiglie di prima costituzione (adozione, utero in affitto, inseminazione artificiale, auto-inseminazione).6

Ma lasciamo che siano i fatti a parlare. Segue un elenco degli studi scientifici sul fenomeno dell’omogenitorialità, raggruppati per le domande cui rispondono e con dei commenti:

Un bimbo per crescere ha bisogno di un padre e di una madre?

omo1

Avere dei genitori omosessuali incide sull’identità di genere dei figli (li rende più facilmente transessuali)?

omo2

Le stime affermano che le transessuali mtF (da maschio a femmina) sono da 1 su 7.400 a 1 su 42.000 a seconda delle ricerche; mentre i transessuali ftM (da femmina a maschio) sono da 1 su 30.040 a 1 su 104.000. Data la rarità del fenomeno, uno studio che confronti qualche decina di famiglie, omo ed etero, non può essere statisticamente rilevante.

L’omosessualità dei genitori può influenzare l’orientamento sessuale dei figli (renderli più facilmente gay/lesbiche)?

omo3

Essendo gli omosessuali il 5-10% della popolazione occorre un campione di gran lunga inferiore a quello necessario per valutare la transessualità. Questi dati, per quanto statisticamente rilevanti, sono comunque piuttosto scarsi. È da sottolinearsi comunque come l’eventualità per cui le famiglie omogenitoriali dovessero spingere i figli all’omo e transessualità più frequentemente che quelle eterosessuali, non costituisce di per sé un argomento contro queste famiglie. Chi già accetta l’omosessualità come una variante del comportamento priva di connotazioni negative, non avrà alcun problema ad accettare che i figli di gay siano più frequentemente gay: sarebbe come voler vietare le adozioni ai medici perché i loro figli diventano più facilmente medici. Chi invece già condanna l’omosessualità, vedrà come un problema il fatto che genitori omo possano indurre i figli a comportamenti anormali/innaturali/patologici ecc. Insomma questi studi di per sé non hanno una rilevanza in merito all’accettazione dell’omosessualità e dell’omogenitorialità, che deve avvenire a monte e non per l’influenza o meno sull’orientamento dei figli.

Avere genitori omosessuali incide sul comportamento di genere dei figli (maschi più femminili, femmine più mascoline)?

omo4

È interessante notare come gli studi americani indichino che le famiglie omogenitoriali incidono sul comportamento di genere, mentre i due italiani e quello olandese no. Il caso italiano si può spiegare con il fatto che abbiamo una tradizione molto rigida sui giochi per bambini che le bambine non possono fare (pallone, la guerra, ecc) e i giochi solo per bambine (cucina, bambole, ecc). Forse i genitori omosessuali italiani, con la paura dello stigma sociale e con il conformismo che loro stessi hanno appreso, tendono ad essere a loro volta rigidi sui giochi e i comportamenti leciti per i maschi e per le femmine. In America, invece, ci sarebbe più apertura. Da notare come i “sì”, nonostante siano rossi, siano comunque positivi: i figli di famiglie omogenitoriali possono scegliere più liberamente ciò che gli piace senza che venga vietato, poniamo, ad una donna di diventare medico o ad un uomo di diventare ballerino.

Bambini che crescono con genitori omosessuali sono psicologicamente più vulnerabili?

omo5

Anche qui, il sì non è negativo: quello che dice è che in quelle famiglie eterosessuali in cui la madre trova un’altra partner e crescono insieme il bambino, tenere nascosta la relazione al/la figlio/a spacciandola per un’amicizia, e rivelando tutto solo più in là nel tempo, è causa di profondo disagio nel/la figlio/a. Se invece c’è sincerità fin dall’inizio questo non avviene.

Bambini che crescono con genitori omosessuali sono più esposti allo stigma sociale?

omo6

L’essere presi in giro da qualcuno sarà inevitabile. Ma da qui a dire che si tratta di un peso insostenibile, per cui dovrebbe essere proibito agli omosessuali di crescere dei bambini, di acqua sotto i ponti ne corre. I bambini vengono presi in giro perché sono troppo bassi, troppo alti, grassi, con gli occhiali, troppo stupidi, troppo intelligenti, perché sono stranieri, perché sono terroni, e chi più ne ha più ne metta. Vogliamo davvero impedire agli stranieri di avere figli in Italia, o ai meridionali di averne nel Nord, perché i bambini ne soffrirebbero? La soluzione non sarà piuttosto il cercare di educare al rispetto altrui i propri bambini in primis?

Potrà sembrare strano, ma persino gli omofobi più incalliti si arrendono di fronte all’evidenza non appena vedono che l’amico del loro figlio ha due madri ed è sereno e felice come tutti gli altri. Questo indipendentemente dall’essere in Piemonte, Campania o qualsiasi altra regione. Si riportano due articoli di giornale tra i tanti. 7 8

Lesbiche e gay possono essere buoni genitori?

omo7

Molti figli nascono purtroppo non voluti in coppie eterosessuali; le famiglie omogenitoriali, invece, devono proprio volerlo e lottare strenuamente per poter diventare genitori e crescere dei bambini. Inoltre, a causa dei forti pregiudizi e delle aspettative che si hanno nei loro confronti, tendono a prendere con molta più serietà la genitorialità, ottenendo paradossalmente risultati migliori rispetto alla media delle famiglie eterosessuali.

Uno studio longitudinale (che segue i bambini nel loro crescere nel tempo) (Gartrell, N., 1996; 1999; 2000; 2005; 2006) su 80 famiglie lesbiche di prima costituzione ha evidenziato che:

  • C’è lo stesso indice di disturbi fisici e problemi comportamentali per i bambini nati in famiglie lesbiche rispetto alla popolazione generale; né più, né meno.
  • I bambini descrivono come positiva l’esperienza di avere due madri.
  • L’abuso sessuale intra ed extrafamiliare è nettamente inferiore alla media della popolazione generale americana.
  • Non sono emerse differenze psicologiche tra bambini che avessero conosciuto o meno, frequentato o meno, il padre biologico.
  • Meno gelosia e competitività per le co-madri che avevano potuto adottare il figlio biologico della compagna.

Le critiche che possono essere mosse a queste ricerche sono:

  • Molte si basano su un campione poco numeroso, ristretto e quindi poco rappresentativo: i dati sono quindi poco generalizzabili (Leung, Erich e Kanenberg, 2005; Regnerus, 2012; Goldberg, 2012)
  • In molti degli studi l’origine dei dati su cui vengono effettuate le valutazioni è interna alla famiglia, si tratta di auto-valutazioni e non sono acquisite informazioni da fonti esterne, come gli insegnanti (Farr et. al, 2010)
  • Mancano quasi del tutto studi a lungo termine, longitudinali, per valutare eventuali mutamenti delle condizioni rilevate sul campione di bambini o adolescenti preso in esame (Farr et al., 2010; Lavner, Waterman e Peplau, 2012)
  • Ci sono spesso carenze insite nei progetti di ricerca stessi, sugli indici da prendere in esame per valutare lo stato psicologico e affettivo dei figli, ogni studio valuta alcuni aspetti e non altri (Biblarz e Savci, 2001)
  • Secondo molti studiosi il punto di vista del ricercatore non è sempre imparziale, in quanto finanziato da enti politicamente orientati (Stacey e Biblarz, 2001; Cameron, 1996; Wardle, 2004)

Queste critiche sono tutte sottoponibili ora ad uno studio ora ad un altro, ridimensionandone la portata e mettendone in luce aspetti controversi o non immediatamente generalizzabili. Si spera quindi che nei prossimi anni degli enti autonomi e liberi, con in mente il benessere dei bambini, senza alcun legame con le comunità gay o quelle di bigotti conservatori ricerchino longitudinalmente (seguendo quindi per anni la crescita di questi figli), con un campione ampio e prendendo in considerazione più parametri possibile per valutare il benessere psicologico e sociale, non con autovalutazioni ma con metodi più oggettivi. Fino ad allora, possiamo notare come nonostante le criticità, che vanno accolte senza nasconderle ma neppure esagerarle, queste ricerche spingano decisamente nella direzione per cui le famiglie omogenitoriali possono essere buone famiglie.

I pochissimi studi che indicano invece nell’omogenitorialità una situazione sfavorevole per la crescita dei figli, soffrono di ben più gravi criticità:

Le ricerche a sfavore dell’omogenitorialità

omo8

Oltre agli studi sopra menzionati, ci sono alcuni articoli di forte ispirazione religiosa che girano per la rete e tentano di andare controcorrente in modo pseudoscientifico. Un esempio è quello di Costanza Stagetti, che articola il suo “saggio” (“Adozione ai gay: le ragioni per dire no9) su tre punti: nel primo critica le ricerche e gli studi condotti, mentre negli ultimi due fa una miscellanea di citazioni che nulla c’entrano con la genitorialità, volte a dimostrare come lo

stile di vita omosessuale è incompatibile con una buona educazione dei bambini. Le relazioni omosessuali sono caratteristicamente instabili e sono fondamentalmente incapaci di offrire ai bambini la sicurezza di cui necessitano”.

Questo “saggio” è stato già smentito nel suo complesso da Daniela Danna, ricercatrice e scrittrice.10 La pochezza delle argomentazioni della Stagetti è esemplare, ad esempio cita uno studio, Lesbian mothers and their children: A comparison with solo parent heterosexual mothers and their children11, dicendo che sono state rilevate

differenze di sviluppo statisticamente significative fra bambini allevati da genitori omosessuali in confronto a quelli allevati da genitori eterosessuali. Ad esempio, i bambini educati da omosessuali hanno un maggiore incoraggiamento dai genitori nello scambio dei ruoli di genere e una maggiore inclinazione al travestitismo.

I risultati di questo studio erano che le figlie di madri lesbiche avevano desideri maschili come indossare i pantaloni e diventare dottori o avvocati, oltre a ricercare più di frequente ruoli di leadership. Chiamare tutto questo travestitismo e scambio di ruoli di genere non rende giustizia alla ricerca, che peraltro non aveva trovato differenze di identità di genere tra i due gruppi.

Per ultima cosa, non bisogna dimenticare che ovviamente prima di affidare un bambino ad una coppia (etero, gay o marziana che sia) vengono fatti dei severi controlli per controllare l’affidabilità, la capacità di fornire tutto il necessario e di essere dei buoni genitori. Essere contrari all’adozione da parte di una categoria generale di persone avendo in mente ipotetici singoli individui inadatti al ruolo di genitori che fanno parte di questa categoria è totalmente insensato e fuori luogo.

Si rimanda alla visione di alcuni filmati:

E al seguente documentario trasmesso su Rai 3 e visualizzabile in streaming:

  1. “L’adozione è un istituto giuridico atto a garantire, ad un minore in grave stato di abbandono o di maltrattamento, il diritto a vivere serenamente all’interno di una famiglia diversa da quella biologica.” http://adozione-internazionale.net/
  2. http://it.wikipedia.org/wiki/Adozione_da_parte_di_coppie_dello_stesso_sesso
  3. Risoluzione dell’American Psychological Association (APA): Resolution on Sexual Orientation, Parents, and Children
  4. Risoluzione dell’American Psychiatric Association (APA): Adoption and Co-Parenting of Children by Same-Sex Couples
  5. Monica Ricci Sargentini, Corriere della Sera, Figli dei gay: centomila in Italia
  6. http://www.famigliearcobaleno.org/
  7. Giartosio Tommaso, Corriere della Sera, Tommaso ama Franco e i bimbi hanno due papà “Questa è la nostra storia
  8. Monica Ricci Sargentini, Corriere della Sera, Federico, 8 anni: così spiego perché ho due mamme
  9. Costanza Stagetti, Le adozioni gay: le ragioni per dire no
  10. Daniela Danna, Un link da togliere da wikipedia
  11. Richard Green, Jane Barclay Mandel, Mary E. Hotvedt, James Gray e Laurel Smith: Lesbian mothers and their children: A comparison with solo parent heterosexual mothers and their children, in Archives of Sexual Behavior, Vol. 15, No. 2, 1986, pp. 167-185.
  12. Altri articoli:
  13. Sadie F. Dingfelder, Monitor on Psychology dell’American Psychological Association (APA), vol. 36, n.11, Dicembre 2005, p.66
  14. Genitori omosessuali: intervista a Chiara Lalli, autrice di “Buoni genitori. Storie di mamme e di papà gay A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma
  15. Alessandro Alviani, I figli dei gay sono felici (La Stampa)

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26 Comments

  1. Wise

    Personalmente non sono d’accordo, perche’ bisogna vedere cosa vuole il bambino, se vuole essere veramente addottato da una copia di omosessuali, qui si andrebbe ad intaccare la sua liberta’. Voglio raccontare la mia esperienza, ho conosciuto per caso una ragazzina di 12 anni attraverso amicizie in facebook, parlavamo di fede, religioni e quant’altro, pero continuava a scrivere che la sua famiglia era strana, ad un certo punto ho deciso di andare piu’ a fondo e chiederli in che senso strana? Decise di confidarmi che la sua famiglia e’ omosessuale (lei non e’italiana) insomma ha due padri e li sembra strana la sua famiglia. Perche’ li sembra strana? Se me lo ha confessato vuol dire che e’ turbata da questo. Converrai con me che da uomo e uomo e da donna e donna non si possono avere figli in natura. Quindi trovo che sia giusto che un bambino abbia il diritto di avere genitori eterosessuali.

    • Sonia

      Io ho sempre pensato che la mia famiglia fosse strana e imbarazzante ma questo non mi ha nuociuto, semplicemente a casa mia le cose funzionavano in un altro modo(famiglia etero) e i miei erano dei personaggi, quindi? Con il termine strana probabilmente la piccola voleva solo dire diversa dalle altre, cosa che succede anche per moltissime altre famiglie etero fuori dai canoni, questo rende i genitori cattivi genitori? Penso proprio di no. Lei ha detto solo questo, il resto lo hai aggiunto tu. Se le chiedevi , hai un buon rapporto con i tuoi genitori? Ti senti amata e capita?Probabilmente avresti avuto risposte diverse..

  2. Alex

    Oh, hai conosciuto casualmente una ragazzina di 12 anni su Facebook, non mi dire! “Converrai con me che da uomo e uomo e da donna e donna non si possono avere figli in natura. Quindi trovo che sia giusto che un bambino abbia il diritto di avere genitori eterosessuali.” no, non convengo, la conclusione è totalmente campata per aria proprio a livello logico.

    Ad ogni modo sí, ovvio che il bambino deve essere d’accordo, mi sembra scontato 🙂 e questo vale per tutte le famiglie esistenti, anche quelle etero di alcolisti, per dirne una. Peccato che non si possa fare, sai com’è, in natura ti capita il genitore che ti capita, per stare alla tua logica ^^

  3. Wise

    Sta di fatto che se questa ragazza mi ha detto che la sua famiglia e’ strana (poi confidandomi che ha genitori omosessuali) ci sara’ un motivo? Cosa si sente dentro questa ragazza? Quella ragazza l’ho conosciuta sul serio non e’ una storia campata in aria se e’ questo che pensi Per il resto ti passo questo articolo di un omosessuale che e’ contro i matrimoni omosessuali:

    Richard Waghorne un gay contro le nozze gay

    E’ stato fatto recentemente notare che negli Usa quando la definizione di “matrimonio” è stato sottoposta ad referendum in 32 stati, ha vinto tutte le volte il matrimonio naturale. Questo perché dove ci sono leggi di matrimonio omosessuale, è sempre a causa dell’imposizione di giudici attivisti, non certe del voto popolare. Il dissenso è ampio, dai credenti ai non credenti, dagli eterosessuali e perfino agli omosessuali. Un esemplare di quest’ultima categoria, è certamente Richard Waghorne, ricercatore in filosofia politica e commentatore su diversi quotidiani anglosassoni.

    Più volte ha scritto in opposizione al riconoscimento giuridico di una relazione omosessuale, anche se raramente «ho sentito il bisogno di dire che io stesso sono gay», ha rivelato sull’Irish Daily Mail. Ha confessato di essere «abbastanza preoccupato per come si stanno mettendo le cose», decidendo di esporsi in modo così personale perché cosciente di come «il dibattito sul matrimonio gay può collassare sulle accuse di omofobia. Il messaggio, esplicito o implicito, è spesso quello che l’essere anti-matrimonio gay significa essere in qualche modo anti-gay. Figure pubbliche che si oppongo devo farlo abitualmente ricevendo gli insulti di bigottismo o omofobia». Ha quindi continuato: «la risposta riflessa di molti sostenitori del matrimonio gay è quello di dipingere ogni forma di dissenso come pregiudizio, come se l’unica ragione per difendere il matrimonio come è esistito fino ad oggi fosse stata una certa varietà di bigottismo o uno squilibrio psicologico».

    La denuncia della “caccia alle streghe eterofobica” da parte di Waghorne è precisa e puntuale, ma egli si spinge anche oltre dicendo che «in realtà le persone gay dovrebbero difendere la concezione tradizionale del matrimonio con la stessa forza di tutti gli altri. Dato che il matrimonio tradizionale viene ostacolato in nome del popolo gay, con conseguenze per le generazioni future, è tanto più importante che le persone gay che si oppongono al matrimonio gay comincino a parlare». Da omosessuale ritiene il matrimonio gay una forma di egoismo, poiché esso «non è un bonus sociale per l’innamoramento e l’accordo nel fare una relazione duratura». Certo, se il matrimonio fosse solo un riconoscimento ad una storia d’amore, allora «non ci sarebbe alcun motivo per differenziare quali relazioni debbano essere incluse e quali no». Ma il matrimonio è ben altro, ovvero è l’ambito vitale dentro al quale «i bambini devono essere cresciuti da un uomo e una donna». Lo ha anche spiegato su questo sito il prof. Aldo Vitale, ricordando che «l’analisi etimologica del termine medesimo matrimonio, dal latino “matris munia”, cioè doveri della madre, esso non può che contemplare la relazione tra l’ordine delle diverse generazioni, cioè il rapporto tra genitori e figli, ovvero tra coloro che generano e coloro che sono generati».

    Waghorne ne è assolutamente cosciente: «Non tutti i matrimoni, ovviamente, coinvolgono l’educazione dei figli, ma la realtà è che i matrimoni tendono verso l’educazione dei figli», e ovviamente la relazione omosessuale è sterile. La domanda è dunque spontanea: «perché una relazione omosessuale deve essere trattata come un matrimonio, nonostante questa differenza fondamentale?». Esiste un patrimonio di ricerca, ha continuato, che «dimostra come il matrimonio tra uomo e donna fornisce ai bambini i risultati migliori di vita, i bambini cresciuti in questi matrimoni sono migliori in tutta una serie di misure. Questo non è certamente per denigrare le altre famiglie, ma sottolineare l’importanza del matrimonio come istituzione». Dunque, «se le coppie gay sono considerate ugualmente ammissibili al matrimonio, -anche se esse non sono adeguate verso l’educazione dei figli e non possono, per definizione, dare al bambino una madre e un padre-, allora la comprensione fondamentale di ciò che è il matrimonio in realtà viene scartata».

    «Per dirla personalmente», ha concluso il commentatore omosessuale, «non mi sento minimamente discriminato per il fatto che non posso sposare una persona dello stesso sesso. Capisco e accetto che ci siano buone ragioni per questo». Secondo Waghorne, comunque, il “caso” del matrimonio gay si esaurirà presto perché «gran parte del sostegno al matrimonio gay oggi è istintivo, deriva dal fatto che la gente non vuole essere considerata come anti-gay». Quando l’attenzione mediatica si abbasserà, allora terminerà anche il clima da “caccia alle streghe” creato per impaurire chi ha idee diverse dall’Arcigay.

  4. Alex

    Il discorso del matrimonio c’entra poco con le adozioni, ma vabbe’, lo commento comunque qui  Intanto parte già dicendo che il matrimonio è una imposizione e che gode di ampio dissenso, come se questo fosse un buon argomento: i diritti non sono cose che vengono decise dal consenso della maggioranza, devono essere rispettati anche e soprattutto se la maggioranza non ne tiene conto. Sarebbe come dire che nella Germania hitleriana la gente detestava gli ebrei e che quindi non c’era niente di male a mandarli nei campi di concentramento. Se anche fosse vero che i credenti, i non credenti, gli etero e persino parte dei gay non vuole il matrimonio, beh – chissenefrega? C’è chi vuole sposarsi comunque e deve poterlo fare.

    Questo Waghorne mi lascia perplesso. Ti invito a dirmi quali sono gli ostacoli che il matrimonio gay porterebbe al matrimonio tradizionale, perché io, francamente, non ne vedo.

    Il matrimonio non è finalizzato al fare figli, attualmente in Italia dà tutta una serie di diritti e doveri alla coppia, dalle visite in ospedale alle graduatorie per le case popolari al testamento eccetera, e ci sono anche coppie etero che si sposano senza voler fare figli.
    Il termine “matrimonio” deriverà pure da “matris munia”, ma è anche vero che “salario” deriva dal fatto che i pagamenti una volta si facevano col sale anziché i soldi: e allora dobbiamo continuare a pagarci con il sale? Suvvia, essere schiavi delle parole è ridicolo. Attualmente “matrimonio” significa tutt’altro.

    Inoltre gli studi e le ricerche dimostrano che anche i figli di coppie omosessuali crescono “sani” e che ciò che è importante è l’affetto, la dedizione e non che cosa hanno i genitori nelle mutande.

  5. Wise

    Il problema principale del matrimonio gay è quello di poter addottare bambini, io se già prima ero sciettico sul consentire agli omosessuali di poter addottare bambini, ora dopo aver conversato con questa ragazzina con genitori omosessuali ho capito che sti ragazzi sanno che è una cosa strana e sbagliata, se no non mi avrebbe mai detto che la sua famiglia è strana, poi perchè doveva entrare lei nell’argomento dato che io non sapevo minimamente che i suoi genitori fossero omosessuali. Dei studi di parte non me ne frega più di tanto, ti potrei citare invece un sacco di studi che invece dicono il contrario di quello che i tuoi affermano, ma alla fine ognuno da credito a quello che più gli aggrada, giusto? Attegiamento non poco egoista. Io mi baso su un fatto (mi dispiace che tu mi debba credere sulla parola) e questo mi basta. Sta di fatto che in natura che ti piaccia o no non si possono avere figli da rapporti omosessuali, anzi se tutti lo sarebbero ci saremmo estinti da un pezzo. Ho letto i tuoi articoli per esempio quello del marziano, ma mi sembra un tentativo di giustificarsi e filosofeggiare, guardiamo alle cose concrete. Peciò io sono contrario ai matrimoni gay per il semplice fatto del poter addottare bambini per egoismo e fino ad ora non ho visto un bambino cresciuto da omosessuali felice e contento.

    Wise

  6. Alex

    Fino ad ora hai visto un solo bambino cresciuto da omosessuali .-. E il matrimonio è una cosa diversa dall’adozione, e voglio proprio vederli questi studi che dicono che ci sono problemi 🙂 Linka pure!

  7. F

    Wise, vedi che se dai rapporti omosessuali si potessero avere figli potremmo anche essere tutti omosessuali e non estinguerci.

    Il fatto che hai conosciuto una bambina che pensa che la sua famiglia con genitori omosessuali è strana non significa che tutte le famiglie così siano strane. Inoltre, potrebbe benissimo essere che la bambina che hai conosciuto abbia problemi psicologici, e i genitori siano perfetti. Già apportare un solo caso vale zero, poi lo conosci davvero pochissimo, quindi non conta niente.

    Conosco molti ragazzi con genitori etero che dicono che la loro famiglia è stranissima, o anche che fa schifo. Allora che facciamo, aboliamo tutte le famiglie di tutti i tipi perché ce ne sono alcune strane? Ci sono tante famiglie con problemi, non è detto che quella che hai conosciuto tu abbia problemi derivanti dal fatto che i genitori siano gay.

    Comunque in natura non esistono computer, ma ora stiamo scrivendo al computer, quindi quello che dici che i gay non devono avere figli non ha senso.

    Gli studi di cui parli, se davvero ne conosci, non sono stati accolti dalla comunità scientifica, che di certo non è un’organizzazione per favorire la diffusione dell’omosessualità.

    Rispondi se ti va.

  8. F

    Se la comunità scientifica ha deciso di dare credito agli studi che affermano che gli omosessuali sono genitori come gli eterosessuali, è perché sono studi di qualità scientifica più elevata. Le prove sono migliori, sono stati condotti meglio, ecc. Ci sono sempre prove contrastanti, ma la conoscenza scientifica così progredisce, tramite il metodo sperimentale.

    Infatti se vai all’ospedale e ti curano e ti salvano la vita lo fanno in base a studi scientifici condotti magari 20 anni fa, e se adesso funziona vuole dire che il METODO SPERIMENTALE è quello da seguire. Guardiamo alle cose concrete lo dico io, sei tu che fai discorsi astratti, senza fondamento e senza conclusione(cioè: in natura non è possibile per i gay fare figli, quindi non possono adottarne).

  9. Wise

    F, non e´ la stessa cosa e lo sai bene, i gay non sono addatti ad avere bambini. perche manca la Madre che e’ necessaria per un buon equilibrio nella famiglia un equilibrio naturale che una famiglia gay non puo’ dare al figlio. Vorrei dare una risposta completa ma non ho molto tempo magari la faro piu avanti. Comunque intanto vi lascio i link che mi avete chiesto:

    “http://www.sciencedirect.com/science/article /pii/S0049089X12000610

    studio realizzato dal sociologo dell’Università del Texas Mark Regnerus, il quale basandosi sul più grande campione rappresentativo casuale a livello nazionale, ha voluto far parlare direttamente i “figli” (ormai cresciuti) di genitori omosessuali, dimostrando un significativo aumento di problematiche psico-fisiche rispetto ai figli di coppie eterosessuali.”

    “http://www.utexas.edu/news/2012/08/29/regnerus_scientific_misconduct_inquiry_completed

    e qui un comunicato di una delle migliori universita’ pubbliche negli Stati Uniti, che conferma gli studi.

  10. Maybe

    Wise mi spiace per te ma lo studio che hai proposto era falso. O meglio, non parlava di figli di coppie omosessuali! L’hai letto? Io sì. Notata la parte fallace? Dai, si nota facilmente 😉
    “… a total of 15,058 current and former members of KN’s KnowledgePanel® were screened and asked, among several other questions, “From when you were born until age 18 (or until you left home to be on your own), did either of your parents ever have a romantic relationship with someone of the same sex?” Response choices were “Yes, my mother had a romantic relationship with another woman,” “Yes, my father had a romantic relationship with another man,” or “no.” (Respondents were also able to select both of the first two choices.) If they selected either of the first two, they were asked about whether they had ever lived with that parent while they were in a same-sex romantic relationship.”
    Dai è facile, in pratica ha messo ha confronto coppie eterosessuali sposate (la famiglia da mulino bianco) con coppie eterosessuali divorziate, con vari problemi ed in cui uno dei due genitori aveva poi intrapreso una relazione omosessuale (anche se solo per un mese, anche se solo per una settimana).
    Dai, sono cose che ha fatto notare anche l’Huffington Post 😉 http://www.huffingtonpost.com/debra-umberson/texas-professors-gay-research_b_1628988.html
    Al di là della conferma dell’università da cui proviene Regnerus, penso che non ci voleva un genio per capire che lo studio era viziato alla base… ah e vogliamo per caso analizzare la neutralità del professor Regnerus e quanto ne sappia lui dell’argomento? è sufficiente inserire il suo nome su pub med che ne sa poco o niente…

  11. giulio

    io credo che donne e uomini siano profondamente diversi fra loro, e che un bambino abbia il diritto di conoscere entrambi gli “spiriti” fin dall’infanzia ed in tutti i ruoli, soprattutto quelli famigliari, per poi essere lui, a sua volta, partecipe a pieno della vita relazionare con entrambi i sessi. detto ciò, questo non sempre è possibile. se anche chi è a favore dell’ adozione omosessuale convergesse sul fatto che comunque è meglio un adozione “classica”, allora si potrebbe imbanstire un confronto più fecondo. mi spiego?

  12. Alex

    Ti spieghi, ma non condivido: credo che un confronto più fecondo possa nascere invece se si convenisse che non c’è un “è comunque meglio” perché ogni singola coppia di questa terra è un mondo a sé e va valutata per la capacità che ha di adottare, non per l’orientamento sessuale.
    Se tra una coppia etero e una gay è più adatta quella etero, ben vengano, adotteranno loro. Se in un altro caso è meglio quella gay (ipotizzando questa strana competizione 1 vs 1), allora sarà quella gay ad adottare.

  13. giulio

    giusto, “è comunque meglio” lo intendevo come “è qualcosa di comunque positivo”. però il nodo rimane, ossia: pensiamo che nella vita, la qualità del rapporto uomo-donna (non il rapporto di coppia, ma in generale) sia fondamentale per la felicità dell’individuo? consideriamo quindi che è elemento di qualità il fatto che un bambino possa crescere durante l’infanzia nella relazione con entrambi i sessi (e la relazioni principali dei bimbi sono i genitori. se a queste domande rispondiamo si, attenzione a decidere di togliere ad un bambino molti mezzi per raggiungere ciò.

  14. Alex

    Il rapporto uomo-donna in generale è fondamentale tanto quanto il donna-donna e l’uomo-uomo; come figure sono importanti di entrambi i tipi ma non vengono necessariamente prese a modello solo dai genitori.
    Penso ci si debba attenere ai fatti e non alle speculazioni in questioni così delicate: i fatti dimostrano che i bambini cresciuti da coppie omo crescono né più né meno come quelli cresciuti “tradizionalmente”.
    Se si vuole dire che non è così, si parta dimostrando che gli studi sono falsi o fallaci e non da considerazioni generali di questo tipo.

  15. giulio

    non può che essere viziata da arbitrarietà una ricerca scientifica del genere. mi spiego: il ricercatore dice: prendiamo dei parametri (socialità, capacità critiche, ecc.) e vediamo se c’è una significativa differenza tra figli di etero o di omosessuali. bene, questa differenza non c’è. quindi è giusto adottare a omosessuali. un ricercatore del Vaticano poi, fa una ricerca simile, prendendo però altri parametri che identificano l’uomo felice e giusto, (tipo senso della religiosità, caritas, senso della sacra famiglia) ed i risultati saranno diversi. voglio sottolineare che i due “ricercatori” non prendono parametri diversi in cattiva fede, per “dimostrare di avere ragione”, il punto è che hanno in mente un modello di uomo e di qualità della vita, diverso tra loro. perciò io, sono profondamente contrario rispetto alla tua affermazione “Penso ci si debba attenere ai fatti e non alle speculazioni in questioni così delicate”: i fatti sono poco se non inseriti in un contesto di idee e posizioni morali condivise, sul quale si, dobbiamo confrontarci in maniera logica e chiara,e sincera. per iniziare con la sincerità, io ammetto che pansare bambini cresciuti da coppie omosessuali, mi spaventa, (pur non avendo nulla contro questi ultimi), ma non è certo per questo che non non sia disposto ad accettare un confronto. un ultima puntualizazione tecnica, per l’adozione non ci sono mai stati problemi di mancanza di coppie disponibili,ciò accade purtroppo per l’affido. in sostanza, sono molte le coppie che vogliono adottare e pochi i bambini che possono essere adottati (perchè per molti la strada giusta è quella dell’affido) quindi, la tua frase “Le coppie disposte ad adottare invece sono molto poche, decisamente meno dei bambini che ne hanno bisogno” non è precisa, vale solo per l’affidamento. non è la stessa cosa, risponde a esigenze del bambino diverse, e ci obbliga a riflessioni ancora diverse. io spero che noi tutti siamo pronti ad affrontarle, senza nasconderci dietro, ne i veli della tradizione, ne quelli del calcolo scientifico.

  16. Alex

    Grazie per la precisazione. Sapresti indicarmi un qualsiasi studio, anche fatto dal Vaticano, che prenda in considerazione qualsivoglia parametro e dimostri che i figli di omosessuali crescono peggio? Grazie

  17. giulio

    no, non ne conosco, però di studi del genere basta guardare su google se ne trovano parecchi.

  18. Alex

    Curioso, perché io proprio non ne trovo!

  19. F.

    Giulio, quelli fatti non sono stati accettati dalla comunità scientifica mondiale. La stessa che ha permesso di avere cure efficaci per alcune malattie, per intenderci.
    Se un medico ti dicesse che tu hai bisogno di un intervento chirurgico serio, e io, che non sono un medico, ti dicessi: “non farlo”. Tu a chi dai ascolto? Ecco, se dessimo ragione a te ora sarebbe come se tu dessi ascolto a me.

    I parametri scelti sono una delle cose che rendono valido uno studio. Quando si pubblica uno studio avviene un processo che si chiama peer-review, cioè degli scienziati lo leggono e lo giudicano per accertarne la qualità. Se gli studi a favore delle adozioni sono stati ben accolti è perché sono di qualità secondo il metodo scientifico.
    Io ho letto gli studi che sono a sfavore delle adozioni da parte di genitori omosessuali, sono riportati su CATHOPEDIA, ma ciò non toglie che tutte le associazioni americane, canadesi, australiane ecc. ecc. di psicologi, psichiatri, pediatri ecc. ecc. non li considera come studi di adeguato valore scientifico. Perché? Perché parlavano appunto di genitori single, divorziati ecc. ecc. non confrontavano coppie stabili gay con coppie stabili eterosessuali.

    Come sempre, chi è conto le adozioni fa affermazioni senza prove e non può apportarne perché non ce ne sono.

  20. giulio lovatti

    caro alex,
    nell’aggiornare il tuo articolo, hai mantenuto intatta l’idea che ci siano (in italia o comunque nei paesi dove sono stati fatti gli studi) dei bambini che neccessitano di essere edottati e che non trovano risposta, finendo in “orfanotrofi”.
    già ti scrissi che non è così, che la domanda delle famiglie è assai maggiore della richiesta.
    questa non è una critica in merito all’argomento, ma lo scrivo per evitare disinformazione.
    sul punto invece la penso cosi: non è un problema urgente perchè l’attuale legge non lede i diritti di nessuno (a differenza per es. dei matrimoni gay). le ricerche scientifiche, dicono alcune cose, ma non tutto, è sciocco dire che non ci sono differenze tra un bambino che cresce in una famiglia etero e uno che cresce in una familia omo, proprio perchè ci sono differenze fra le due famiglie. non dico che ci sono prove scientifiche che le differnze siano a favore della coppia etero, ma non penso proprio che le ricerche possano essere esaustive. tu ben hai presente la complessità psiche e la relativa superficialità delle ricerche scientifiche in questi campi.
    per ultimo ti chiedo? da dove nasce questo interesse? forse per amore dei bambini che soffrono? scusa l’ironia, ma non credo.

  21. Alex

    ciao giulio,
    chiedo scusa, avendo aggiornato solo la parte degli studi non ho neppure riguardato quella iniziale. Ho corretto adesso 🙂
    Le attuali disposizioni non permettono il riconoscimento di entrambi i genitori di famiglie omogenitoriali già esistenti sul territorio: le 100.000 famiglie italiane sopracitate hanno un solo genitore riconosciuto ufficialmente, con tutte le conseguenze del caso. Inoltre non sono possibili l’inseminazione artificiale o la maternità surrogata o l’adozione.
    Le famiglie sono diverse, ma gli studi si occupano di cercare differenze statisticamente rilevanti, e mentre alcuni studi non ne rilevano, altri notano che i bambini temono maggiormente di essere presi in giro, e altri ancora individuano risultati migliori per il benessere del bambino. Tutto dipende da cosa lo studio decide di prendere in considerazione, ragion per cui ho auspicato, appunto, studi con campione più numeroso e che valutino più oggettivamente più parametri possibili, nel corso della crescita di questi figli.
    L’interesse sorge dal mio essere contrario a forme di ingiustizia e diseguaglianza e disparità di diritti laddove non ve n’è necessità e le ragioni sono dovute a tradizioni e pregiudizi sociali, al fatto che ci sono famiglie che hanno già i figli e dovrebbero essere riconosciute, e aspiranti genitori che sono esclusi aprioristicamente dalla possibilità di adottare. E sì, anche per amore dei bambini che soffrono, visto che pur essendo meno delle famiglie disposte, più “candidati” da valutare ci sono e più è facile trovare e selezionare i candidati più adatti, dando possibilità a questi bambini di essere cresciuti meglio.
    (Per la cronaca non ho intenzione di avere figli neanche in futuro; potrei cambiare idea, ovviamente, chi lo sa, ma non penso).

  22. Francii

    Alex sei veramente grandioso! Complimenti!

  23. Ale

    Molto ben argomentato. E tutto questo in relazione al mondo esterno ovviamente, e secondo me non fa una piega. Posso chiederti invece cosa pensi in merito all’integrazione degli elementi femminili/maschili all’interno del bambino in quanto individuo, a livello inconscio, psicologico ed emotivo? Perché mi chiedo che tipo di rapporto potrebbe sviluppare il bambino nei confronti delle persone di sesso femminile, in questo caso, essendo per ovvi motivi meno in contatto con loro in una famiglia composta da una coppia di soli uomini (e considero anche il caso inverso nella coppia lesbica).

    Io sono etero ma non ho nulla in contrario alle coppie e ai matrimoni gay, la questione dei figli è forse un pò più intricata secondo me, e non perché i gay non possano essere dei bravi genitori, tutt’altro… molto spesso sono proprio le coppie etero a rivelarsi dei pessimi genitori proprio perché troppo radicati all’interno dei loro ‘ruoli’. Infatti possono trasmettere delle idee molto rigide ai loro figli quando le nature umane sono nella realtà dei fatti estremamente diversificate, sia nelle donne che negli uomini, mentre loro tendono a conformare quelle caratteristiche a modelli standardizzati e stereotipati, spesso più nocivi che altro, tenendo in poco conto le differenze individuali (il razzismo molto spesso nasce da questa poca apertura o non accettazione nei confronti di ciò che è diverso). Parlo invece di un livello più interiore, emotivo, psicologico ma anche inconscio se vogliamo, nella crescita di un bambino, uno in cui si impara a distinguere e ad integrare tra di loro le differenze che caratterizzano i generi maschile e femminile. Perché si suppone che queste differenze esistano e che sia importante che vengano elaborate ed integrate al meglio all’interno del Sè, ai fini di un sano equilibrio psico-emotivo dell’individuo.
    Tu cosa ne pensi?

    Colgo l’occasione per farti i miei complimenti per il blog e per i tuoi vasti interessi (encomiabile tra l’altro considerando la tua giovane età). Molto interessante anche la sezione dei sistemi psicologici, ho letto diversi siti in inglese ma ho trovato pochissime info in italiano, sei tra i pochissimi a trattare l’argomento in Italia (ti potrebbe interessare anche il sistema più semplice e pratico di David Keirsey – sul Wiki italiano è praticamente inesistente). Grazie per la divulgazione!

  24. Alessandro

    Condivido sia l’articolo di Alex e sia il quesito posto dal mio omonimo sull’equilibrio psichico del bambino.
    A leggere gli interventi di coloro che sono contro le adozioni omosex, mi sale una domanda: se una famiglia “deve” essere formata da un padre e una madre, allora cosa bisogna dire delle famiglie dei divorziati? Bisogna togliere i figli alle madri single o ai padri separati perchè non formano una famiglia con padre/madre (e non mi si venga a dire che l’affidamento congiunto è una soluzione, perchè spesso proprio in questi frangenti accadono le situazioni più squallide e negative per un bambino (porto anche la mia esperienza personale)).
    Complimenti per il blog.

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