Sei sempre stato di questa idea?

Feb 24, 2011 by

Sei sempre stato di questa idea?

Dlin Dlon, citofono. Chi sarà mai alle 5 del pomeriggio? Chi mai potrebbe disturbarmi mentre mi dedico al disegnare pokémon della prima generazione intenti a fare il bagno con le paperelle? Che sia mia sorella a rispondere.

«Tamara, chi è?»

«I Testimoni di Geova»

Ah, già. Vengono puntuali ogni mese, come degli orologi svizzeri, nonostante sia da tempo oramai che non sono più interessato allo studio con loro, a discutere, controbattere in questo gioco prima divertente ora ripetitivo e noioso. Eppure loro ci sono, testimoni di questa imminente Apocalisse che non giunge mai. La fine del mondo! Catastrofi, terremoti! Il male che dilaga! Siamo agli ultimi giorni! Ormai manca poco! Eppure andate avanti così da più di due secoli e questa fine non arriva. Voi, invece, ogni mese siete qui. Curioso.

«Forza forza forza la casa è disordinatissima, dobbiamo sistemare!» grida mia sorella, annaspando qua e là, spostando cuscini, spolverando il tavolo affannosamente e rischiando di sbattermi incontro, io ancora inebetito dalla notizia. Oh sì, bisogna assolutamente pulire e fare ordine in questi dodici secondi che ci rimangono prima che salgano le scale. Dobbiamo essere impeccabili noi e la nostra casa, pronti a sottoporci all’inflessibile giudizio del Dio, il Dio che per lungo tempo non si è mostrato è arrivato all’improvviso. Perché proprio oggi? Perché non l’abbiamo previsto, non ci siamo preparati? Saremo gettati nelle fiamme dell’inferno, siamo impresentabili! Riguardo a quell’ora e quel giorno, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e il figlio, ma solo il Padre. E sono arrivati, sono arrivati! Il gran giorno!

Mentre elucubro e fingo di mettere a posto un bicchiere, i passi si fanno sempre più vicini, apro la porta e scorgo Sergio, uomo di mezz’età, quello che del duo che viene a trovarci è il “Testimone fisso” (termine mio, sia chiaro); l’altro invece cambia ogni volta. Strano che l’altro sia così indietro, non lo vedo. Chi sarà? L’avrò già conosciuto? A volte arrivano dei doppioni. Alcuni si ricordano di me, fanno qualche battuta. Ah, tu sei quello che non crede in Geova Dio. Tranquillo che anche se non ci credi, lui c’è! Altri invece non ricordano di essere passati, ma io sì, e anche Sergio. Dunque, chi ci sarà? Un’anziana signora bacchettona? Un giovane impiegato con la passione per il flamenco? Un signore rubicondo e dall’aria austera? Perché ancora non vedo nessuno? Oh, ecco, sta arrivando, ma… è così basso? Cosa? Ma è un ragazzino di 13, 14 anni! Vestito elegantemente, sobrio, occhioni grandi ma decisamente tristi, abbacchiati. Non è per niente contento di essere qui, l’avranno portato a forza.

«Ciao Alex», dice Sergio, stringendomi la mano. «Questo è Francesco». Oh, quindi ha un nome. Credevo fosse sufficiente un numero di matricola, la valigetta, qualche rivista e via. «Piacere». Gli stringo la mano timidamente. Lui è più impacciato di me. «Entrate».

Il clima si raggela in pochi secondi. «Siamo venuti a portarti le riviste di questo mese», dice Sergio. Estrae dalla valigia la Torre di Guardia e lo Svegliatevi! e comincia a parlare a mia sorella di un articolo sui desideri dei figli e se sia giusto che i genitori li soddisfino. «Bla, bla, bla». Do un’occhiata veloce all’altra rivista, parla di come si possano conciliare la scienza e la Bibbia. Perché mi sembra che trattino sempre delle stesse identiche cose?

Il becco del tucano, frutto del caso o di un progetto? Le squame del serpente, frutto del caso o di un progetto? I peli del culo di tua nonna, frutto del caso o di un progetto? La Terra può essere nata per caso? Perché Dio permette le sofferenze? Come posso resistere alla droga, agli omicidi gli stupri le violenze le guerre il mondo fa schifo schifo schifo ma tu riponi fede in Dio che sistemerà tutto, noi non facciamo parte di questo mondo e forza prega Geova e potrai avere la vita eterna dove gli animali sono buoni e bravi e belli e potrai giocare con aspidi leoni e liopleurodonti, «Ma scusi, come faccio ad essere felice in eterno se le persone a cui tengo sono morte e Dio non le ha giudicate meritevoli?» «L’hanno voluto loro» Ma io non ho chiesto questo, ho chiesto come posso essere felice se so che le persone che mi rendono felice sono morte.

Mentre penso tra me e me continuo a sentire i loro discorsi. «Bla, bla, questo articolo è adatto a te che sei giovane, meno ad Alex che è già più grandicello… e poi c’è questo su come far funzionare il matrimonio, ma siete troppo piccoli tutti e due. Be’ date un’occhiata comunque, il matrimonio è un istituzione fondata da Dio, che ha creato Adamo e poi gli ha fatto Eva… e non un altro Adamo.»

Ecco, ci risiamo! L’ennesima frecciatina a sfondo omosessuale, che si aggiunge a mesi e mesi di battute come «Ce l’hai la ragazza? O vai con gli uomini? Figuriamoci, non sei il tipo». Non lo dice perché pensa che io sia gay, no, non sospetta minimamente che un adolescente possa essere gay, figuriamoci con una voce roca come la mia, no i gay sono altro, continuiamo a offenderli velatamente, sottobanco con autentiche falsità. Dio non ha creato proprio niente, studia un po’ di evoluzione, Cristo. E il matrimonio è un costrutto sociale in continua evoluzione, non certo un assoluto regalatoci dal divino.

Me ne sto zitto, lo lascio continuare.

«… sai perché veniamo a testimoniare la nostra fede, Alex?». Attendo la risposta. «Perché noi siamo felici, e vogliamo che anche gli altri possano essere felici.» Felici, voi? Con un tasso di depressione e di suicidio tre volte più alto che nel resto della popolazione? Felice, Francesco? Che non ha aperto bocca, ha un’aria malinconica, abbattuta e annoiata, è stato portato qui a forza, fin da piccolo l’avete riempito di stronzate, l’avete costretto alle adunanze (le “messe” dei Testimoni) fin da piccolo, la sera prima di dormire gli leggevate la Bibbia, gli avete insegnato ad alzare la mano all’adunanza quando si legge la Torre di Guardia e si deve rispondere alle domande, ripetendo a pappagallo ciò che c’è scritto nella rivista per vedere i genitori compiaciuti, sorridere e pensare mio figlio è uno studioso diligente e diventerà un ottimo proclamatore! Mentre lui imparerà quelle dieci idee in croce e non saprà andare oltre in moltissimi campi, come quando si studia l’evoluzione o si parla di sesso prima del matrimonio o anche solo del poter avere la barba. No no no, la Torre di Guardia dice così e così è.

Come pensate di rendere felici le persone? Andando di casa in casa a dire che il mondo è in mano al Diavolo, in qualunque cosa facciano dal fumare all’avere rapporti prematrimoniali al “credere” a “teorie” come l’evoluzione c’è lo zampino del Diavolo e ci sono guerre miserie depravazioni non c’è più religione terremoti catastrofi non si può uscire di casa che ti ammazzano e come cazzo potete pensare di rendere felici le persone o di essere felici voi stessi?

Qual è la vostra soluzione a tutto questo casino? Riponete speranza in Dio, che sistemi tutto lui, chiudete gli occhi davanti a qualsiasi altra possibilità e passate la vita a girare per le case dicendo che il mondo è una merda e bisogna credere che presto Dio porrà fine a questo sistema di cose. Perché non vivete adesso? Perché buttate la vita in attesa di qualcosa che non c’è? Se pensate che sia davvero così negativo, perché non fate qualcosa per cambiarlo anziché lasciare la responsabilità a Dio? Perché non provate a fare volontariato anziché dire autoreferenzialmente a chiunque che fa tutto schifo?

Queste cose, però, non le ho dette. Ho abbozzato un «mh…» non troppo convinto, freddo, distaccato. Il ragazzino continua a osservare senza proferir parola, mia sorella ascolta e non pare particolarmente interessata, Sergio fa qualche battutina per cercare di ravvivare l’ambiente ma invano. Ci ha pensato mia madre, scendendo dal piano di sopra, salutando e parlando un po’ del più e del meno.

Poi, come al solito, il discorso cade sul creazionismo e l’evoluzionismo. Ma perché diavolo ci insistete se neanche volete ammettere ciò che è la teoria dell’evoluzione e invece ne usate una storpiata? Vi ho spiegato in mille salse che la selezione naturale è ben lungi dall’essere casuale, ma che premia gli individui più adatti all’ambiente. Ma la Torre di Guardia continua a parlare di “caso” evoluzionistico contrapposto al “Progetto” creazionista, e ovviamente non potete avere idee discordanti. Al che mi dicono che è solo una teoria, e gli chiedo se sanno cosa significhi teoria in ambito scientifico, sì, glielo chiedo di nuovo, come ogni volta che vengono a trovarci.

«Teorie… sono le idee, le ipotesi degli scienziati che non sono dimostrate!» risponde Sergio con un po’ di esitazione. «Una teoria è un modello tenta di spiegare un fenomeno, è conforme a tutti i dati disponibili e non è smentito da nessuno, e consente di fare previsioni. Se ci sarà un giorno un modello più adatto a spiegare l’evoluzione, si cambierà teoria, ma il fatto dell’evoluzione è già assodato. La teoria riguarda solo il come avviene.»

«Parli così con la testa, ma in queste cose bisogna pensare con il cuore.»

«Il cuore serve solo a pompar sangue.»

«E i sentimenti, dove li metti? Vuoi forse dire che i sentimenti vengono dalla testa? Ci sono cose che la scienza non potrà mai spiegare, e lo scienziato bravo lo ammette e dice che Dio c’è, altri possono continuare con le loro teorie che non portano da nessuna parte e non danno nessuna speranza. I sentimenti non si possono spiegare, non vengono dalla testa, ma dal cuore.»

«Il cuore serve solo a pompare sangue, è ovvio che i sentimenti vengano dalla testa.»

«Quindi stai dicendo che ami con la testa? Che…»

«Non ho detto che i sentimenti sono volontari, ho detto semplicemente che il cuore serve solo a pompare sangue e ciò che sentiamo viene dal nostro inconscio.»

«Ma quale inconscio e inconscio! I sentimenti vengono dal cuore! Quando vedi una bella ragazza non ti batte il cuore?»

«No.» Non mi sente, ha dato la risposta “sì” per scontata. Mamma comincia a guardarmi torva. Tamara anche. Lui prosegue.

«Ecco, se dici che i sentimenti vengono dalla testa hai il cuore indurito. Devi ammorbidirlo, il bisogno di spiritualità nell’uomo è innato, viene dal cuore!»

«Ma il cuore pompa sangue e basta!»

«Hai il cuore indurito! Ce l’hai la ragazza?»

«Ho il ragazzo.»

Bam.

Gliel’ho detto. Dopo anni, dopo vari interventi in cui avrei potuto cogliere l’occasione e sono stato zitto, tutte quelle volte che eravamo solo io e loro, tutte quelle volte che imbarazzato ho deciso di non parlarne; ora, lì, era il momento. Con mamma, mia sorella, lui, un ragazzino addestrato fin da piccolo a credere che l’omosessualità sia una pratica immorale. Avverto i pesanti sguardi familiari su di me. Sergio è basito. Francesco? Come ha reagito Francesco? Avrà capito? Non so, non posso guardare: devo mantenere il contatto visivo con Sergio, devo mostrarmi forte nonostante l’imbarazzo, il rossore, il sentirmi un formicolio che sale dallo stomaco fino alle guance, un senso di disagio prima solo accennato e che esplode violentemente in tre parole, ho-il-ragazzo, sì, io giovane adolescente studioso calmo tranquillo e diligente sono un omosessuale, un frocio succhiacazzi, una macchietta con una doppia faccia, una doppia vita, mi mostro così pacato ma vado in discoteca a impasticcarmi di eroina e portarmi a letto due, tre, che dico dieci ragazzi in una sera, sono un deviato immorale e come mi sto permettendo di dire queste cose apertamente, sfacciatamente, senza vergogna? Così, spudoratamente, davanti al ragazzino? Cosa gli dirai, Sergio, cosa gli dirai appena ve ne andrete via?

Guardalo e impara come non si fa, sono pratiche deviate e immorali, non portano alla felicità, stai attento a queste persone che ti traviano, attento mi raccomando, senti ma tu ce l’hai la ragazzina?

E magari Francesco ce l’ha anche la ragazzina, forse pure Marco e Giacomo, ma Riccardo? Quante vite avete intenzione di rovinare, annullare, annientare? A quanti giovani gay e lesbiche ancora volete dire che si tratta di devianze, che non devono comportarsi così, continuare a tartassarli con falsità di ogni tipo? Perché io li conosco, sì, conosco ragazzi gay figli di Testimoni di Geova e non potete immaginare le sofferenze, i traumi. Ragazzi ventenni che si ritrovano a subire il terzo grado, la requisizione del cellulare e l’impossibilità di uscire di casa, il controllo a tappeto di tutte le amicizie, il sentirsi dire “sei un mostro, sei il disonore della famiglia, fai schifo, non pensavamo che tu fossi così, devi smettere subito”, il non fermarsi neanche davanti alle suppliche, al pianto, ai tentativi di suicidio.

E nonostante tutto avere compiuto un lavaggio del cervello così forte, così totale che i figli neanche riescono a vedere il marcio che c’è in tutto questo; anzi mi dicono che sbaglio, che loro sono effettivamente deviati, i genitori vogliono solo il loro bene e si sentono inadeguati di fronte a Geova, e piangono piangono e pregano disperati, e non c’è soluzione, il sistema di pensiero e la sessualità fanno parte di loro e nessuno dei due può venir meno, condannandoli a depressione, attacchi di panico, incomprensione.

«Il ragazzo?» risponde Sergio.

«Il ragazzo.»

Mi si avvicina. Cosa sta facendo? Mi stringe la mano… che senso ha, perché? Sorride imbarazzato.

«Complimenti, sei libero di essere così e lo dici apertamente… anche se Dio disapprova: come ho detto prima ha creato Adamo ed Eva e non Adamo e Adamo. Sei da sempre di questa idea?»

Idea? Idea?!? Fino a poco fa dicevi che i sentimenti venissero dal cuore, organo preposto esclusivamente al pompaggio del sangue immesso nella circolazione sanguigna, e che può alterare il battito in base ai sentimenti, sentimenti che sono dovuti a complesse interazioni tra noi e l’ambiente e mediati dall’intelletto, dal subconscio… tu neghi tutto questo, e ora dici che il mio amare un uomo è un’idea? Rinneghi ciò in cui credi pressato dall’altra credenza, che ti rende impossibile pensare che l’amore per lo stesso sesso sia un sentimento insito nell’essere umano e non una deviazione portata da qualche trauma, qualche genitore assente od oppressivo, qualche Satana col forcone pisellone?

«Sì.»

«Be’, se sei… innamorato, di un uomo, vedi di ammorbidire il cuore e aprirti a Dio, che ti dà una speranza di vita dopo la morte. Altrimenti, la vita che senso ha? Campi cent’anni, e poi? E ti sembra vita, questa? Con tutte queste ingiustizie?»

Insomma la discussione continua su questo tono finché se ne vanno. Mamma e Tamara mi guardano in attesa di spiegazioni. Io fingo di non capire e aspetto loro.

«Ti sembra proprio il caso di dirlo così? Ce n’era bisogno? Davanti al ragazzino.»

«Me l’ha chiesto lui, non potevo mentire.»

«Ma c’è gente che può farti del male per questo, lo dico per te. »

«Ma loro non mi farebbero mai del male. »

«Sì ma che motivo c’era di dirlo così? Lo diresti a tutti così? Se andassi all’Eredità in televisione lo diresti così? “No c’ho il ragazzo”? La gente ti guarda male per questo. »

«Perché pensi che guardino male? Se non perché sono convinti che i gay non esistano, che siano delle donne mancate, solo in età adulta, succubi della depravazione, deviate, malate! E manco ci credono quando un gay adolescente si dichiara, soprattutto se non è effeminato, anche tu mi avevi detto “Non puoi esserne sicuro”, come se fosse un semplice tarlo che mi passava per la testa, un’idea come ha detto lui, un qualcosa di lieve e passeggero come il raffreddore. »

«Ok, ma comunque ti guardano male, possono farti del male… tempo fa neanche si poteva dire una cosa simile, ora ci si sta aprendo… un po’ come con i meridionali, una volta qui ti prendevano a parole, ora quando dico che sono siciliana va quasi sempre tutto bene ma qualcuno che storce il naso c’è… devi capire a chi lo puoi dire e a chi no.»

«Ma infatti io sto attento! E poi è proprio per questo cambiamento che lo dico. Come pensi che avvenga? Da solo, per magia? O perché sempre più persone hanno avuto il coraggio di mostrarsi apertamente per ciò che sono, far vedere che esistono, che sono così fin da giovani, che vanno a scuola, al lavoro, sono come tutti gli altri? »

«Con i meridionali hanno smesso perché sono arrivati gli stranieri. Infatti saranno gli alieni a salvarci, per modo di dire. Quando arriveranno solidarizzeremo anche con gli stranieri e discrimineremo gli extraterrestri, l’uomo da sempre deve trovare un diverso con cui prendersela, non ci puoi fare niente, devi stare attento. »

E interviene mia sorella. «Ma poi come pensi di cambiare le cose, così? Questo non è un lottare per i diritti, ti sei voluto mostrare e basta. »

«Ma se mi ha chiesto se avevo la ragazza! Cosa dovevo dire, “sì ho la ragazza”? “No sono uno sfigato che non trova la ragazza, e i gay a 18 anni non esistono e se esistono meglio che stiano zitti”? Scusa mamma ma se qualcuno razzista qua ti chiede “dove sei nata?” tu rispondi “qui a Brescia” per non far vedere che sei siciliana? E se fossi nera andresti in giro con il burro spalmato in faccia per sembrare bianca? Perché se uno ha la ragazza e lo dice è normale e se io dico che ho il ragazzo sarebbe un mostrarmi? Ho solo risposto ad una domanda, ho detto le cose come stanno, non ho iniziato io l’argomento, mi sono posto discretamente, non sono stato minimamente provocatorio!»

«Avresti potuto dire semplicemente che non ce l’avevi, tecnicamente non avresti mentito, non c’era motivo.»

Sì, vabbe’…

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15 Comments

  1. Sirendor A.K.

    Sempre geniale, sempre al cuore del problema, coerente e vero. Forse essere “vero” è la cosa più difficile, per questo secondo me è la più importante. Essere VERO.
    E queste persone non lo sono, forse non sono nemmeno persone: schiavi delle idee che gli hanno da sempre somministrato, come un corpo potrebbe essere schiavo della cocaina. Sono schiavi delle loro idee egoiste e dal fenotipo esteso, come un coleottero è schiavo dei sui geni.

    Bam!

  2. Aldebaran

    chissà che la tua schiettezza e intelligenza abbiano abbiano fatto pensare, se non Sergio, almeno Francesco. Dopotutto, lui ha tutta una vita davanti; è un ragazzino, e ha il diritto di vivere in un mondo senza pregiudizi.

  3. Alex

    Bam! Ahah ci leggiamo sempre nel pensiero 😀

    Grazie per il tuo sorbirti queste mie noiosità 😉

  4. Amo il tuo modo di scrivere certe cose xD

  5. Alex

    Uuh grazie! Ad esempio? u_u

  6. E se fossi nera andresti in giro con il burro spalmato in faccia per sembrare bianca? xD

  7. Duvall

    mmm beh lo stile è molto conciso, tiene molto sull’attenti
    ovviamente ci sono parti auliche e parti volgarmente basse ma a me i contrasti son sempre piaciuti ed è anche il modo in cui compongo testi o poesie =)
    sembra l’esposizione di teorie serissime e interessantissime in salsa cabaret..

    e poi per la risposta al testimone di geova stima assoluta lol ahahah

  8. Francesco

    Oddio…Mi sento parte di tale esperienza…Basta dirti che mi chiamo Francesco, sono calabrese, sono gay e fino ad un paio d’anni fa “ero” Testimone di Geova -ovviamente anche i miei genitori-. Continuo a ridere, nonostante gli sguardi allibiti di mio padre che mi vede sghignazzare di fronte al pc, perchè mi sento come se la tua esperienza fosse capitata a me…Ormai dopo anni di lavaggi di cervello, adunanze, assemblee di circoscrizione, commemorazioni eccetera eccetera eccetera e chi più ne abbia, più ne metta, ho capito che è inutile anche star lì a perder tempo con dei fanatici che non fanno altro che vivere nella loro chiusa mentalità. C’ho rinunciato anche con mia zia che ogni volta che vado a trovarla mi dice “Prega, abbi fede in lui, ti darà una mano, qualunque problema tu abbia……………”. Hai fatto bene a rispondergli a tono, la cosa migliore che tu potessi fare…Quanto ci scommetti che non torneranno più? -con me hanno fatto così-.

  9. Alex

    Ciao Francesco! Ahah che coincidenze 😀 Tra l’altro quel ragazzino ha origini calabresi, lo disse Sergio… io rimango disarmato ogni volta di più, ne avrei di cose da dire ma risulterei pedante.

    Ad esempio non so come ma i miei sono in possesso del libro “Ragioniamo facendo uso delle Sacre Scritture”, immagino tu lo conosca: potrebbero benissimo chiamarlo “Come ti insegniamo anche il modo di salutare la gente perché da solo non sei capace”. Oppure il fatto che contestando a 3 Testimoni di Geova diversi un passo della Bibbia (Numeri 15:32-36) tutti e tre mi abbiano inventato sul momento lo stesso esempio, su mio padre che mi dice di andare piano in motorino e io che faccio un incidente.

    O ancora, parlando dell’evoluzione: se questa è impossibile significa che tutti i nostri geni esistevano già al momento della creazione. Eppure abbiamo anche centinaia di alleli diversi per ogni gene, ma Adamo ed Eva insieme potevano averne solo 4. Mi hanno risposto che essendo loro perfetti potevano avere un superDNA con centinaia di alleli diversi degli stessi geni. Mah.

  10. Victor

    Bella Alex, mi fai sempre schiantare! 🙂

  11. Detrox

    Complimenti ……sei sbattuto forte!!!

  12. JC.WT

    Ciao Alex!
    Io sono cresciuto in una famiglia di TdG. Tu hai detto che conosci altri giovani gay TdG come me. Mi piacerebbe se me li potessi far conoscere. E’ da un anno che ho cominciato a divenatare “attivista” per giovani in questa situazione e finora sto fornendo supporto ad una decina di giovani italiani e stranieri.

    Dato che sei il fondatore del blog, dovresti visualizzare la mia email, giusto? Ti sarei grato se mi contattassi 😉
    A presto!

    PS: Sei per caso “Trotty93” del Forum Progetto Gay? Perché è tramite lui che ho trovato questo sito.

  13. Alex

    Ciao, ti ho mandato una mail 🙂 Sí, sono Trotty93

  14. Francii

    Complimenti per l’articolo! E per tutto il blog 🙂
    Sei davvero in gamba!

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