I gay sono contro natura?

Feb 16, 2011 by

I gay sono contro natura?

Questa affermazione può sfociare in diverse conclusioni più o meno forti, dal “dunque non li condivido” al “dunque non possono essere riconosciuti dalla legislazione” (al “facciamo una bella pulizia etnica”, ma questa è un’altra storia). Il punto è che chi parla di “contro natura” pare non essersi soffermato neppure 5 secondi sulle implicazioni logiche che ha l’idea, ovvero:

  • 1° presupposto: che sia possibile stabilire che cosa è “natura” e che cosa è “contro natura”
  • 2° presupposto: che ciò che è naturale è moralmente “giusto” e ciò che è contro natura è moralmente “sbagliato”
  • 3° presupposto: che l’omosessualità sia effettivamente “contro natura”, che a sua volta si basa su due assunti (lo scopo delle specie è la procreazione, il modello uomo-donna è l’unico ed eterno)

Primo e secondo presupposto: che cosa è naturale? che cosa è contro natura? cosa ci dice questo sulla morale?

Come si fa a stabilire e a distinguere cosa è naturale da cosa è contro la natura? Pensiamo che i nostri costumi siano gli unici possibili, giusti ed eterni, scritti nel codice della natura? Com’è la natura umana? Paurosa, egoista, pigra, oppure buona, razionale, spirituale? Non c’è un solo costume di qualsiasi civiltà in un dato tempo e luogo che non sia stato messo in discussione da un’altra civiltà. Il cannibalismo è praticato da alcune popolazioni aborigene. La poligamia è praticata dalla maggior parte delle società attualmente esistenti sulla Terra.

Cosa state utilizzando in questo momento per leggere quanto è scritto sul blog? Un computer? Oh, interessante. Pensate che Madre Natura avesse previsto, a suo tempo, l’uso ignobile che avremmo fatto dei suoi materiali per concederci ciò che in natura non è permesso? Magari in questo momento siete anche ammalati, qualche naturalissimo virus o batterio si è innocentemente insediato nel vostro organismo e tentate di debellarlo con una sporca invenzione umana, la medicina? E forse siete persino vestiti, anziché rimaner nudi come mamma vi ha fatto! E per caso suonate il pianoforte… la Natura non aveva stabilito che le dita venissero usate per questi scopi. Non ha neanche stabilito che la musica possa esistere. Siete andati a trovare il vostro bisnonno al cimitero? Pensate che sia naturale seppellire i morti e pregare per loro? Si potrebbe proseguire all’infinito, il succo è abbastanza ovvio: da che mondo è mondo, l’uomo con la sua inventiva ha ampiamente superato la Natura, tenendo ciò che ha di buono, opponendosi a ciò che ha di negativo e sviluppando tutta una serie di invenzioni, costrutti sociali e situazioni che non sono intrinseche nella nostra biologia. C’è qualcosa di sbagliato, in questo? Dunque la presunta non conformità alla natura di qualcosa non è un criterio per stabilire della bontà o meno di questa cosa.

La parola presunta è stata aggiunta poiché si può dire tranquillamente che è nella nostra natura andare oltre la “natura”: nessuno sa o può dire che cosa sia la natura. Pensare che la natura abbia un ordine, magari uno scopo non implica che si conosca questo ordine e questo scopo: se così fosse, non possiamo dire che qualcosa fa parte della natura e qualcos’altro invece ne è una deviazione; perché non ne fa parte tutto? Perché usiamo dei criteri umani per stabilire il confine tra cosa vi rientra e cosa invece no?

Questa è la fallacia naturalistica, che già il filosofo Hume aveva demolito nel 18° secolo. Come funziona? Si osserva un fatto particolare ripetersi in una serie di enti individuali molte volte. Ad esempio, che il maschio cerca la femmina e la femmina cerca il maschio. A questo punto si fa un passaggio dal particolare all’universale (ed è un errore logico) e quindi si dice che tutti i maschi cercano le femmine e tutte le femmine cercano i maschi.

Al momento di passare di nuovo dall’universale al particolare (passaggio che in sé sarebbe giusto, se le premesse non fossero false), i fatti contraddicono la proposizione: esistono infatti gay e lesbiche. Allora cosa si fa? Si introduce un secondo, colossale errore: quel “cercano“, che era una descrizione, diventa misteriosamente un “devono cercare“, che è una prescrizione. Come si giustifica questo passaggio, logicamente? Non si può.

Tant’è che questo giochetto per funzionare deve ignorare in partenza tutti i fatti che non concordano con ciò che già vogliamo dimostrare, e variando soggetti e predicati si può arrivare a qualsiasi conclusione. Sui maschi e le femmine che si attraggono generalmente il soggetto sono tutti gli animali. Se volessimo ripetere il procedimento variando il predicato, potremmo osservare che la quasi totalità degli animali – tutti tranne l’uomo, in effetti – non credono in Dio, o non parlano.

A questo punto passiamo all’universale dicendo che “tutti gli animali non credono in Dio, o non parlano“, e farlo diventare una prescrizione: “Tutti gli animali non devono credere in Dio, o non devono parlare“. Perché questo argomento non è accettato ma quello contro l’omosessualità sì? La base è la stessa: si pretende di poter vedere nella natura degli obblighi, e non solo di poter cercare di descriverla.

Nel farlo si stabiliscono arbitrariamente un soggetto e un predicato, ignorando i fatti contrari (l’omosessualità negli animali e nell’uomo), e si trasformano da una descrizione ad una prescrizione. Una prescrizione che vale anche per chi con quei soggetti non aveva nulla a che fare! Tizio e Caio sono eterosessuali, quindi l’uomo è eterosessuale, quindi l’uomo deve essere eterosessuale per natura, quindi Sempronio, che è omosessuale, è contro natura. O ancora: i genitali maschili e femminili sono utilizzati da Tizio e Caia per la riproduzione, quindi servono per la riproduzione, quindi devono servire per la riproduzione, quindi chi li utilizza diversamente è contronatura.

Questo concetto è spiegato in modo semplice dal seguente racconto:

Terzo presupposto falso: che l’omosessualità sia effettivamente “contro natura”

Come definizione di “contro natura” per questa spiegazione si stabilisce arbitrariamente essere “ciò che nella natura umana non ha uno scopo utile alla specie, non è quindi una caratteristica vantaggiosa o neutra ma negativa; una deviazione che la selezione naturale sfavorisce, un errore, genetico o psicologico o ormonale o ambientale“.

Bisogna combattere i luoghi comuni falsi che dicono che:

  • La procreazione è il solo mezzo utile alle specie animali
  • La sessualità è unica e immutabile

Per quanto concerne la prima affermazione, basti pensare alle società degli insetti: prendendo in esame le api, la stragrande maggioranza dell’alveare è composto dalle api operaie. Queste sono sterili, non si riproducono, eppure non sono sbagliate, deviate, malate, contro natura. Hanno una utilità nell’economia dell’alveare, occupandosi dell’ape regina e del funzionamento dell’alveare stesso. E questo è un esempio che non riguarda l’omosessualità, ma si può fare anche sugli animali gay. Ebbene sì, moltissimi animali presentano comportamenti omosessuali e non sono sbagliati, deviati, malati, contro natura: hanno una loro utilità, che varia a seconda della specie.

I Cigni neri formano coppie gay stabili e trovano uova “orfane” diventandone genitori. Le femmine di Albatro di Laysan fanno lo stesso dei Cigni Neri, coppie lesbiche stabili che crescono orfani. I Bonobo usano la sessualità per risolvere conflitti e tensioni sia con maschi che con femmine.
I delfini formano coppie gay in età giovane come “preparazione” alla sessualità in età adulta. Talvolta il comportamento rimane a vita. I delfini dal naso a bottiglia hanno interazioni sessuali omo per facilitare le coalizioni. Nelle famiglie umane in cui i maschi sono predisposti all’omosessualità, le femmine sono più fertili. Inoltre dove la legislazione lo permette, le coppie gay adottano gli orfani permettendo loro di avere una famiglia.

Ecco che anche nell’uomo l’omosessualità ha i suoi scopi: alcuni biologici (la maggiore fertilità femminile), altri culturali, che sta a noi decidere, come l’adozione di bambini orfani. Per approfondire il tema rimando all’altro mio articolo sopracitato, oppure ai seguenti video:

È logico che se un comportamento è vantaggioso per la specie, questo sia favorito dalla selezione naturale e quindi entri nel pool genetico di quella specie. Come si è visto, l’omosessualità in certe percentuali e con certi scopi che variano di specie in specie è vantaggiosa, ed è quindi logico aspettarsi che sia codificata nei geni. Tramite esperimenti si è scoperto che la regolazione dell’omosessualità negli animali è stabilita dai geni: l’orientamento sessuale nel moscerino della frutta può variare con l’azione di una proteina (e le proteine sono codificate da geni), e le femmine di topo, se disattivato il gene regolatore FuCM, diventano lesbiche.

Anche nell’uomo l’omosessualità ha degli scopi ben precisi: si è scoperto che

  • Statisticamente i gay hanno un numero di parenti gay dal ramo materno più alto che nel resto della popolazione;
  • Hanno anche un numero di parenti, sempre da parte di madre, più alto;
  • Nei gemelli omozigoti se uno è gay l’altro lo è nel 52% dei casi;
  • Negli eterozigoti la percentuale scende al 22%;
  • Nei semplici fratelli al 9%;
  • Nella popolazione comune al 4-5%.

Il miglior modello attuale per spiegare tutti questi fatti è quello della Selezione Sessuale Antagonista. La SSA si ha quando uno o più geni predispongono ad un comportamento “vantaggioso” se presente in un sesso, e “svantaggioso” se presente nell’altro sesso. Avendo una stabilità o un vantaggio a livello di specie, questi geni permangono nel pool genetico della specie. Nello specifico dell’omosessualità, dato che i parenti di un omosessuale sono tanto più gay quanto più sono stretti (e quindi quanto più condividono geni con lui), e dato che il numero di parenti stesso nella famiglia materna è più alto, si ipotizza che ci siano dei geni che predispongono all’omosessualità nel sesso maschile e ad una maggiore fertilità nel sesso femminile.

Pensare che non sia così, che la sessualità umana non possa essere influenzata dai geni ma dalla società e la cultura cozza con quelle che sono le nostre attuali conoscenze. Ovviamente si parla dell’orientamento sessuale in sé, dell’attrazione verso lo stesso sesso, il sesso opposto, entrambi o nessuno; non di come è vissuta la sessualità, la relazione tra individui nella società (che, come vedremo, è invece un costrutto sociale e culturale). Perché è contro ciò che sappiamo? Perché:

  • La specie Homo sapiens condivide la storia evolutiva con tutti gli altri esseri viventi del pianeta Terra. Abbiamo visto tramite esperimenti che in loro l’omosessualità è determinata/predisposta da geni. C’è una continuità tra gli altri animali e l’uomo (che è sempre un animale). Come sarebbe possibile che all’improvviso tutto ciò che nel codice genetico riguarda la sessualità sparisca nella specie umana per lasciare spazio alla pura psiche? L’attrazione sessuale comporta un complesso di reazioni fisico-chimiche nell’organismo, un’interazione tra vari organi del corpo, ormoni; come può tutto questo derivare da un cattivo rapporto con i genitori e non già da una predisposizione genetica?
  • I primi organismi si riproducono tramite mitosi, semplicemente clonando se stessi; successivamente è nata la riproduzione sessuata. Ora, perché due organismi copulassero era necessario che vi fosse una sorta di attrazione. Maschi e femmine non esistevano ancora, i sessi si sono differenziati nel tempo. Quindi, qualsiasi gene che provocasse l’attrazione per gli altri e quindi facesse riprodurre era sarebbe stato certamente favorito dalla selezione naturale, in quanto appunto permetteva la generazione di figli. Col tempo si sono differenziati i maschi e le femmine, e quindi si può supporre che ci sia stato un periodo di bisessualità. Nel frattempo qualsiasi gene che cominciasse a coordinare, e a dire ai maschi di essere attratti dalle femmine e viceversa era favorito, in quanto eliminava sprechi inutili (tempo perso nei rapporti omosessuali). Prova di questa tesi ne è il fatto che il gene FucM delle topoline è di regolazione, e se disattivato queste improvvisamente hanno comportamenti lesbici. Successivamente ancora i comportamenti omosessuali in determinati modi e con determinati scopi sono stati favoriti nelle specie, perché portavano un vantaggio. Il tutto sempre tramite predisposizione genetica. Si ribadisce che non si vuole sostenere che i geni determinino il comportamento omosessuale nell’uomo né la costruzione dell’identità sessuale dell’individuo: i geni predispongono, e l’identità sessuale, il modo in cui è vissuta la propria affettività e sessualità nella società dipende da una moltitudine di fattori sociali.

http://www.youtube.com/watch?v=NFBWp5figFE

Il secondo punto vuole che la sessualità sia unica e immutabile. Nella sua formulazione religiosa è qualcosa del tipo “Dio ha creato l’uomo e la donna, ergo questi devono stare insieme“; la sua formulazione laica dice che la prosecuzione della specie è garantita solo dal rapporto eterosessuale. Abbiamo appena visto come l’omosessualità abbia un suo scopo proprio in un contesto evolutivo e quindi sia complementare, un supporto all’eterosessualità. L’idea religiosa è una questione di fede e non può essere né dimostrata né smentita, quindi non ce ne occuperemo se non facendo notare due piccoli particolari:

  • Così come Dio crea l’uomo e la donna, biblicamente Dio dà all’uomo il libero arbitrio e lascia che sia responsabile delle sue azioni. Se si fosse coerenti con la propria fede, si dovrebbe garantire agli omosessuali la libertà di vivere la loro vita come meglio credono, e di lasciare che sia eventualmente Dio a giudicarli post mortem.

  • È curioso che alcuni preti, persone che hanno volontariamente rinunciato alla sessualità nella loro vita, pretendano di poter insegnare la sessualità ad altre persone, di dir loro cosa possono e non possono fare, cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Tornando a “la sessualità è unica e immutabile“, si può osservare come sia falso sia a livello umano che a livello interspecie

  • A livello umano, si nota facilmente che la coppia uomo+donna legata indissolubilmente dal matrimonio per avere figli altro non è che un costrutto sociale.Su 862 società umane censite, solo 167 sono monogamiche, il resto poligamiche. Prima della nascita delle società patriarcali, quando ancora non si sapeva che è il rapporto sessuale a far concepire i bambini, erano le donne a crescerli, ed esisteva solo la figura materna: niente papà. Nell’antica Grecia le donne avevano scopo riproduttivo e gli uomini si intrattenevano tra loro o “istruendo” un allievo. Ci sono famiglie allargate, genitori single, famiglie in cui sono i nonni o gli zii ad occuparsi dei bambini; fino a pochi anni fa in Italia vigeva la legge del delitto d’onore, e se un uomo uccideva la moglie adultera riceveva una riduzione della pena: questo a mostrare come i ruoli non siano fissi ma cambino e anche velocemente nel tempo. Oltre a tutte queste famiglie esistono anche quelle gay e lesbiche, con o senza figli, adottati o ottenuti tramite procreazione assistita o utero in affitto.
  • Pensando all’evoluzione della specie, la sessualità è in continuo mutamento, a partire dai batteri che si riproducono per mitosi, autoclonandosi, ai pesci ermafroditi che diventano maschi o femmine a seconda dell’occasione, ai già citati animali omosessuali con vari scopi, all’uomo che partendo da una sessualità, etero o omo, nel corso della storia con le varie culture ha elaborato vari sistemi per viverla.

Rimando ad un racconto che tratta ironicamente della discriminazione verso altre forme di sessualità, in un’ipotetica società di batteri.

Ecco quindi che l’omosessualità non è contro-natura, ma fa parte della natura e della cultura, dell’uomo e di ogni altra specie animale.

Per finire, una piccola chicca di Nietzsche:

Volete vivere secondo natura? O nobili stoici, che inganno verbale! Immaginatevi un essere come la natura, dissipatrice senza misura, indifferente senza misura, senza intenzioni e senza riguardi, senza pietà e giustizia, fertile e deserta e incerta al contempo, immaginatevi l’indifferenza stessa fatta potere: come potreste vivere secondo tale indifferenza? Vivere non è appunto un voler-esser-altro da quel che è questa natura? Vivere non è forse preferire, valutare, essere ingiusti, essere limitati, voler essere diversi? E posto che il vostro imperativo “vivere secondo natura” in fondo significhi “vivere secondo la vita”, come potreste non farlo? A che scopo trasformare in principio ciò che voi stessi siete e dovete essere?

In verità le cose stanno molto diversamente: mentre voi fate credere rapiti di leggere il canone della vostra legge nella natura, volete qualcosa di opposto, voi curiosi commedianti e ingannatori di voi stessi! Il vostro orgoglio vuole prescrivere e incarnare nella natura, persino nella natura, la vostra morale, il vostro ideale, pretendete che essa sia natura “conforme alla Stoa” e vorreste far esistere ogni esistenza secondo la vostra propria immagine, come mostruosa, eterna glorificazione e generalizzazione dello stoicismo!

Con tutto il vostro amore per la libertà vi costringete così a lungo, così ostinatamente, così rigidamente come sotto ipnosi a vedere scorrettamente e cioè stoicamente la natura, tanto che non riuscite neppure più a vederla diversamente; e una qualche abissale presunzione alla fine vi dà pure la folle speranza che, siccome voi siete capaci di tiranneggiarvi (stoicismo è tirannide sopra se stessi), anche la natura si lasci tiranneggiare: non è infatti lo stoico un pezzo di natura?

Ma questa è una vecchia storia: ciò che è accaduto allora agli stoici, accade di nuovo oggi non appena una filosofia inizia a credere in se stessa. Essa crea sempre il mondo a sua immagine, non può fare diversamente; filosofia è questo stesso istinto tirannico, la volontà spirituale di potere, di creazione del mondo, di “causa prima”.

Nietzsche, Al di là del bene e del male, cap.9

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4 Comments

  1. leoskini

    Va beh, dato che sono le 4 di notte e le mie inibizioni sociali riguardanti il commentare sul primo sito che trovo sono quasi inesistenti…

    Mi permetterei di dire una cosa. Ovvero che, giunti al punto della storia umana in cui siamo, è tempo sprecato cercare di difendere l’essere naturale o meno di qualcosa.

    Negli ultimi 5.000 anni (ma con risultati discreti anche nei precedenti 500.000) abbiamo radicalmente modificato gli equilibri del pianeta, costruendo città, erigendo fabbriche, tirando su strade…

    Tutto questo è naturale? Ha senso obiettare alla coltivazione della terra perchè essa, non potendo essere praticata dagli animali, è contro natura? O il portare vestiti, o l’usare utensili?

    Se per natura si intende quello che l’uomo può fare e gli (altri) animali no, allora non ha senso parlarne, il semplice essere esseri umani ce ne pone al di fuori.
    Se la natura invece è l’insieme di regole che regolano questo universo, giocoforza non usciremo mai dal suo dominio.

    Quindi… Niente. Solo, trovo contraddittorio giustificare un comportamento umano solo perché avviene anche in natura.

  2. Alex

    Vero, che è la ragione per cui scorrendo gli articoli della categoria “omosessualità” questo non dovrebbe comparire più, e dovrebbe comparire invece questo più recente: http://www.lastessamedaglia.it/2013/09/contro-natura/

  3. Alex

    http://www.lastessamedaglia.it/2013/09/contro-natura/ quell’articolo è vecchio e non compare neanche più in home, questo potrà rispondere alle tesi neotomiste da Lei proposte

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