Essere gay è una scelta? È una malattia? Si può guarire?

Feb 16, 2011 by

Essere gay è una scelta? È una malattia? Si può guarire?

L’omosessualità è una scelta? Se tutti fossero gay ci estingueremmo.

È un luogo comune diffuso che l’omosessualità sia semplicemente una questione di scelta. Le persone che lo credono pensano che non esistano inclinazioni sessuali, ma solo comportamenti sessuali. Non ci sarebbe alcuna differenza tra un ragazzo etero e uno gay, se non che quello “gay” ha deliberatamente deciso di andare con ragazzi per moda, ribellione o quant’altro.

Questa visione è chiaramente assurda, ed è sufficiente soffermarsi un attimo a pensare per capire che le persone sono attratte da qualcuno, e non decidono chi sia questo qualcuno. “Al cuor non si comanda“.

Si può obiettare allora che sì, esistono individui con inclinazioni eterosessuali ed altri omosessuali, ma questi ultimi scelgono di dare ascolto a queste tendenze anziché opporvisi. Questo lascia passare sottobanco che ci sia qualcosa di sbagliato nell’essere gay e che si dovrebbe evitare, anche a costo di andare contro la propria natura. Inoltre dire “tu scegli di essere gay perché segui il tuo orientamento anziché osservare la castità” sarebbe come dire ad un uomo di colore “tu scegli di essere nero perché non vai ad operarti per diventare bianco“.

In conclusione, l’omosessualità è un orientamento che, come l’eterosessualità, porta all’attrazione sentimentale ed erotica verso delle persone; l’unica differenza è che queste persone appartengono allo stesso sesso del soggetto, e non a quello opposto.

Per chi dice che se tutti fossimo gay ci estingueremmo: se tutti fossimo maschi anche. È sbagliato essere maschi, quindi? E se tutti facessero i muratori, chi farebbe il panettiere? Al momento la Terra ha un problema di sovrappopolazione, quindi questo è l’ultimo dei nostri pensieri. Ad ogni modo l’omosessualità riguarda il 10% della popolazione, quindi non c’è rischio in ogni caso. Se poi un giorno si presenterà il problema, be’, non siamo sterili, anzi.

L’omosessualità è una malattia? Si può guarire dall’omosessualità?

L’omosessualità viene spesso vista come una malattia, come un qualcosa di anormale, principalmente perché chi lo è è una minoranza, e si pensa che su una cosa così importante come la sessualità la minoranza sia per forza una deviazione. Ma cos’è la normalità, che valore ha? È normale essere mancini? Fino a poco tempo fa no, infatti venivano costretti anche con metodi violenti ad abbandonare la mano del Diavolo. È normale pensare che il Sole giri intorno alla Terra? Fino a 5 secoli fa sì, e forse un po’ anche oggi. Ma è giusto così?

E cos’è una malattia? L’omosessualità non è contagiosa, non diminuisce la durata della vita, non altera le caratteristiche fisiologiche e psicologiche degli individui omosessuali. Non ha alcun titolo per rientrare in qualsiasi tipo di malattia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha eliminato l’omosessualità dall’elenco delle patologie col DSM III del 1974, e la definisce invece come una normale variante del comportamento umano.

Posizione della psicologia e della medicina riguardo l’omosessualità:

Orientamento sessuale, omosessualità e bisessualità – APA

Alcune minoranze di forte ispirazione religiosa o coloro che si rifanno alle teorie del Dottor Joseph Nicolosi sostengono che l’omosessualità nasca da situazioni familiari non adeguate (madre dominante, padre assente) o traumi e che si possa guarire; vediamo un esempio di ciò che sostengono:

La tendenza omosessuale consiste nella mascolinità (o nella femminilità) inconsciamente desiderata ma che non si è riusciti ad acquisire, e dalla quale perciò si è attuato un distacco difensivo. E’ la carenza di identità che spinge alla ricerca di relazioni con soggetti dello stesso sesso. I comportamenti omosessuali sono il tentativo (sempre inconcludente, perché questa ricerca non riesce mai a soddisfare) di vedersi e di essere visti come uomini (o donne) per ricevere conferme in questo senso. Si vive una situazione di distacco emotivo dalla propria virilità o femminilità, e non si riesce a vedere altro modo, per entrare in contatto con essa, se non attraverso il rapporto fisico con individui del loro stesso sesso.

La tendenza omosessuale è frutto di un deficit EMOTIVO. Con l’attrazione omosessuale si cerca in realtà di compensare FISICAMENTE la mascolinità negata da un padre distante EMOTIVAMENTE e castrata da una madre possessiva e dominante (per gli uomini) o la femminilità negata da una madre fredda, distante, insicura, debole, ed un padre dominante con cui invece si sviluppa identificazione (per le lesbiche). Il problema è che ogni atto omosessuale è solo FISICO e quindi non potrà mai compensare il vuoto di mascolinità o femminilità PSICOLOGICO causato dai genitori. Perciò, non solo l’omosessualità praticata non funziona, ma peggio che mai rinforza la convinzione di mancanza di mascolinità o femminilità, facendo diventare il problema più grande, doloroso e radicato.

L’attrazione fisica omosessuale è la conseguenza di un’immaturità affettiva e consiste nell’EROTIZZAZIONE del bisogno emotivo e profondo di intimità con una persona di riferimento del proprio sesso che non è stato soddisfatto durante l’infanzia dal proprio genitore o da un’altra persona di riferimento con cui è mancata l’identificazione. Secondo la psicanalisi questo bisogno affettivo può essere colmato anche durante la vita adulta e ciò porta poi allo spegnersi dell’erotizzazione omosessuale. una volta accettato ed elaborato questo, in favore anche dell’instaurarsi di amicizie sincere e profonde con persone dello stesso sesso, le pulsioni omosessuali si riducono gradualmente fino a scomparire e poi compaiono quelle eterosessuali!…

Andiamo per punti:

1. Mascolinità o femminilità mancante e inconsciamente desiderata che spinge alle relazioni con lo stesso sesso:

* Quindi un maschio etero desidera le donne per la femminilità inconsciamente desiderata?

* Quindi ti piacciono le mele perché hai avuto un trauma con le pere?

* Chiunque può dire cose simili, ci si può anche inventare che “i gay sono tali perché le fabbriche di plastica, la carne, i profumi per donne, un ambiente di sole donne, un ambiente di soli uomini, un abuso” li devia (ognuna di queste ipotesi è stata realmente avanzata), e se ha fortuna l’ipotesi può diffondersi nell’opinione pubblica. L’idea del genitore dominante e del genitore assente è piaciuta, e si è diffusa. Sta di fatto che non si tratta di una teoria psicologica ma dell’ipotesi di un visionario fondamentalista religioso e probabilmente gay represso, che non si basa su fatti ma su deliri e che gli Ordini degli Psicologi condannano fermamente simili fandonie.

* L’idea del genitore assente e quello dominante attecchisce in modo particolare nei gay maschi, perché? Perché in Italia è più facile che il padre lavori da mattina a sera e sia stressato dal lavoro, mentre la mamma bada ai figli. Perché i maschi tendono ad essere meno affettuosi e più rigidi delle femmine. Ecco perché un sacco di ragazzi e ragazze, etero e omosessuali, sentono di avere avuto una madre dominante e anche troppo oppressiva e un padre distante. È una cosa che vale per tutti (dove “tutti” è una buona parte della popolazione, non “tutti”), non solo per i gay.

2. L’atto omosessuale è solo fisico e non può compensare il dolore psicologico.

* Intanto è divertente questa scienza spicciola per cui hanno deciso che il fisico non compensa lo psicologico, come se le persone avessero questi due lati completamente separati l’uno dall’altro. Chi ha detto ‘sta cosa e su che basi? Non si sa.

* Poi c’è l’enorme falsità del fatto che l’omosessualità sia una questione fisica. Chiunque abbia un minimo di onestà con se stesso sa benissimo cos’è l’omosessualità: è innamorarsi del/la migliore amico/a alle scuole superiori, è baci, coccole, tenersi mano nella mano, stringersi forte e abbracciarsi, è il cuore che batte quando vedi il/la ragazzo/a che ami… il fisico è solo una parte; e non va a colmare nessun vuoto psicologico: anche chi ha questo vuoto ce l’ha per altri motivi (e può essere sia etero che omo) e non gli cambia l’attrazione sessuale per quello.

* Questa è una sorta di profezia auto-avverante. Sono parole che hanno effetto su chi non riesce ad accettarsi. Chi non si accetta tendenzialmente non si dichiara come gay agli altri, ma si reprime. Chi si reprime ha comunque desideri affettivi, amorosi ed erotici come tutti gli altri. Chi si reprime non può esprimere in modo soddisfacente i desideri affettivi ed amorosi (richiede visibilità, mancanza di stress, voglia di costruire qualcosa alla luce del sole, coraggio, stima di sé); mentre può esprimere i suoi desideri erotici, con il sesso occasionale. Quindi la “comunità” gay si può ricondurre, in modo molto  semplicistico sia chiaro, in due categorie: chi si reprime e vive di solo sesso, chi si accetta e vive la totalità della sfera relazionale. È chiaro quindi che i primi leggendo quelle parole penseranno, da quello che hanno visto, che sì, l’atto gay è solo fisico e quindi si ritroveranno ancora più nella descrizione e penseranno che i loro disagi emotivi (conseguenza del loro orientamento non accettato) ne siano invece la causa.

Le terapie riparative che tentano di convertire gli omosessuali in etero (tra l’altro parlando erroneamente di “ritorno alla condizione naturale” più che di cambiamento) danneggiano e confondono i pazienti, come riporta un interessante articolo dell’Independent.

The Ex-gay files – The Independent

Anche un articolo di Repubblica (cartaceo) riporta che i pazienti che si sono sottoposti alle terapie riparative riportano più frequentemente casi di depressione, ansia, dissociazione, abuso di sostanze, comportamenti compulsivi e autolesivi (fino a tentativi di suicidio).

L’omosessualità in cerca d’aiuto – La Repubblica

Nicolosi è inoltre in aperta contrapposizione col codice deontologico dell’Ordine Nazionale degli Psicologi Italiani, che afferma che

lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona.

Le Associazioni di Psicologi e Psichiatri rifiutano nettamente la possibilità di “curare” qualcosa che non è una malattia ma una caratteristica della persona:

Risoluzione sulle Terapie Riparative – APA

Se l’omosessualità ha cause di origini psicologiche, si presuppone che non sia una cosa naturale e caratteristica della persona, ma una “deviazione” che interviene in seguito, che avrebbe potuto non esserci. Se si tratta di una deviazione interviene molto presto, perché è durante lo sviluppo sessuale che un ragazzo si accorge del proprio orientamento, immutabile nel tempo. In seguito ovviamente segue una fase più o meno lunga di accettazione, ma anche gli uomini sposati che lasciano la moglie per un altro uomo non sono “diventati” gay per qualche problema mentale o affini, all’improvviso: hanno semplicemente trovato il coraggio, l’occasione, la forza per seguire ciò che sentono di essere.

Perché se alla base dell’omosessualità vi è qualcosa di psicologico non capita che alcune persone diventino gay in età adulta? E non si tratta di scoprirlo, ma proprio di rendersi conto ad un tratto che l’attrazione per il sesso opposto è stata sostituita da quella per il proprio. Sembra invece che ci possa essere una base naturale e innata per il comportamento omosessuale.

I gay si sentono donne? Le lesbiche si sentono uomini?

La risposta è semplicemente no. La condizione di chi non si sente appartenere al proprio sesso biologico è detta di transessualità. I trans (da femmina a maschio) e le trans (da maschio a femmina), poiché ci si rivolge a loro con il sesso di “arrivo”, possono essere etero, omo, bi o asessuali come qualunque altro individuo. Non vivono tutti e tutte di prostituzione, la maggior parte ovviamente lavora o cerca un lavoro come la gente comune. Non avendo una grande conoscenza dell’argomento, però, mi riservo di non parlarne.

I gay per avere consapevolezza di “amare il proprio sesso” devono essere altrettanto consapevoli e certi di essere maschi. Così le donne lesbiche. Perché dunque alcuni assumono comportamenti femminili, e alcune lesbiche hanno comportamenti maschili?

La risposta non c’è, ci sono ipotesi. Quel che è certo è che non si tratta di un comportamento voluto (tranne nei casi in cui si fa per scherzare, ovviamente). E quel che è altrettanto certo è che non vi è nulla di sbagliato in questo. Perché il comportarsi in modo aggraziato dovrebbe essere prerogativa del sesso femminile? E perché essere rudi e forti dovrebbe essere riservato ai maschi? Ci sono società antiche o ancora esistenti in cui è la donna il “sesso forte”, o in cui entrambi i sessi sono “forti”, o ancora nessuno.

Il fatto che i maschi abbiano i capelli corti e le femmine lunghi, che il rosa sia da femmina e il blu da maschio, che la moda sia da femmina e il calcio da maschio, eccetera eccetera, sono convenzioni sociali e culturali che di biologico hanno poco e nulla. Un gay “effeminato” dovrebbe quindi essere considerato con comportamenti più dolci, ma non per questo più vicino al mondo femminile. Una lesbica “mascolina” non dovrebbe essere “mascolina”, bensì rude, o forte, ma perché questo dovrebbe avvicinarla all’essere un maschio?

Inoltre, per quanto sia innegabile una certa correlazione statistica tra l’essere gay ed essere effeminato, o l’essere lesbica e mascolina (uso questi termini per semplicità), esistono anche moltissimi gay non effeminati (la maggior parte) e moltissime lesbiche non mascoline (la maggior parte). Così come esistono ragazzi etero effeminati (pur se pochi) o ragazze etero mascoline (pur se poche).

Guarda in Abbattere il pregiudizio, l’ultima sezione, Testimonianze di persone omosessuali, e vedrai molti gay e lesbiche che senza dichiararsi tali non sarebbero mai stati riconoscibili e che ci mettono la faccia.

Come fai ad essere sicuro di essere gay? Essere gay è dovuto alla paura dell’altro sesso? È solo una fase, passerà.

Tantissimi, quando un loro amico o loro amica si dichiara omosessuale, sostengono che non possa essere sicuro di esserlo finché non prova con una persona dell’altro sesso. A queste persone chiedo semplicemente come fanno loro ad essere sicure che gli piacciano le donne se sono uomini, o gli uomini se sono donne. Non è che magari avreste bisogno prima di provare con persone dello stesso sesso?

Perché dovrebbe essere impossibile essere sicuri di quel che ci piace? Sapete se vi piace il gelato, la pizza o il colore blu. Sapete se vi piacciono le donne o gli uomini. Be’, lo stesso vale per chi è gay o lesbica.

Allo stesso modo si può ribaltare la frase “Sei lesbica perché hai paura degli uomini”, e viceversa. E tu, ragazzo, sei etero perché hai paura degli uomini pure tu? Ti piacciono le mele perché hai paura delle pere? E perché se hai paura delle donne devono piacerti gli uomini e non le capre o i soprammobili? In base a quale balzana regola ti piace A solo se non ti piace B, stabilendo arbitrariamente A e B?

E infine, per quanti (quasi tutti i genitori) pensano che l’omosessualità del figlio sia solamente una fase passeggera che prima o poi andrà via, come un raffreddore: no, no e ancora no. La sessualità è quella, non diventerà eterosessuale improvvisamente. E se questo potesse succedere, iniziate a preoccuparvi. Magari domattina vi sveglierete e vi piaceranno gli uomini, o le capre.

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24 Comments

  1. black_phantom

    state confermando indirettamente le teorie del dottor nicolosi… il problema fondamentale è che oggi si vuol eliminare OGNI appiglio per per qualcosa da credere fortemente e la fede, non necessariamente cristiana o religiosa. oggi andiamo avanti con ca**oni negri e t***e giganti, c**i rotondissimi solo perchè NON viviamo la nostra vita, con le carte che abbiamo. è come se stiamo davanti ad un videogioco, credendo di essere il personaggio là dentro. possiamo migliorare le carte che abbiamo! non esistono limiti! intanto, oggi per essere all’altezza bisogna sbolognare con attributi iper-naturali; tant’evvero che chi è “fortunato” neanche usa saggiamente i suoi doni, da quel che si vede.
    aggiungo all’articolo tanto sput*****o che da piccoli è fondamentale fare il “gioco del dottore” fra maschi e femmine, maschi e maschi, femmine e femmine: così si capisce inconsciamente di non essere gli unici ad avere questo o questa.

    l’omosessualità non è una malattia, ma un’incompletezza dello sviluppo di un individuo. stranamente non si ha una panoramica completa sulle cosiddette terapie riabilitative. e neanche sul ventaglio degli individui omosessuali. in ogni caso, si parla di equilibri, precari e non. come se il mondo fosse solo nero, o bianco.

  2. Alex

    E perché le staremmo confermando indirettamente? E in base a cosa affermi che sarebbe un’incompletezza dello sviluppo? Detto francamente il tuo commento, chiunque tu sia, pare incomprensibile.

  3. Asia Morra 12 anni

    avete rotto…siamo nel 2012 essere gay è normale…amo i gay…sono se stessi <3 I WAS BORN THIS WAY BABY <3

  4. ric

    Io penso che l’omosessualità sia una sorta di deviazione mentale che è tale appunto perchè è una minoranza nella specie umana ma non solo; tuttavia non penso sia una malattia e ribadisco che può essere trattata come un anomalia nell’istinto animale che seppur meno delle altre specie caratterizza l’essere umano.

  5. Ho scoperto il tuo sito per caso leggendo questo articolo e volevo complimentarmi per la chiarezza e completezza, soprattutto per avere ricordato il fatto che l’omosessualità non è una scelta, che l’orientamento sessuale è diverso dall’identità di genere e per aver accennato che esiste pure l’asessualità. Continua così!

  6. cicciooo

    ric sei una persona idiotaaaaaaaaaa! già ke dici deviazione stai parlando cmq di una patologia!!! è la stessa cosa, studiaaaaaaaa

  7. jjay

    Io non sono d’accordo con ciò che hai scritto anche perché tante quante argomentazioni ci sono a favore della tua tesi ce ne sono a favore della tesi opposta!
    L’omosessualità non è una cosa naturale, e questo è dimostrato dalla natura stessa! (Non voglio dilungarmi troppo e concludo), l’importante è rispettare le persone così come sono anche se si ritiene sbagliato ciò che fanno!

  8. Glacier

    X i 2 commenti lasciati sopra, ma che cazz.., il primo è una precisazione inutile il secondo nn ha prove a sostegno, visto che entrambe le tesi possono risultare tanto comprovate quanto no, direi che nn si tratta di richiamo della natura o altro ma bensì di relatività, ogni cosa sotto punti di vista differenti(interiorizzati da ogni persona) può risultare giusta o sbagliata bella o brutta, ma dire che l’essere omo o bi nn è naturale…..guardati intorno xchè in natura di esempi ce ne sono finché vuoi, delfini scimmie,fenicotteri,pinguini ecc.Se poi vuoi vincolarti alla questione culturale( cioè l’aspetto religioso ed etico impartito) bhe questo è un tuo punto di vista che non condivido perché allora nn dovrebbe essere naturale nemmeno usare gli elettrodomestici, guidare un auto fare sesso con il preservativo e molto altro.Non siamo noi a decidere cosa è naturale e cosa no, ed è inutile che la società voglia fare del mondo il posto che meglio gli si conforma, perché cazzo il mondo è così e di certo nn smetterà di produrre omo etero cani e porci a nostro piacimento forse dobbiamo rivalutare la nostra posizione nella terra nn più da padroni ma da ospiti…

  9. giz

    Il sito dell’associazione americana di psicologia dice fin dalle prime righe che “The discipline of psychology is concerned with the well-being of people and groups and therefore with threats to that well-being.”
    Questo è il punto, la psicologia ha cessato di focalizzarsi su cosa debba essere una persona per centrarsi sul benessere: non a caso in passato il dsmIV considerava malattia l’omosessualità egodistonica, ossia non accettata dal soggetto. Il problema è che il concetto di ‘salute’ è valutativo e quindi intrinsecamente non scientifico. L’unico criterio ormai rimasto per valutare ‘malato’ un individuo è quello della pericolosità sociale, da qui la pedofilia come malattia. A lato di tutto ciò, continuo a chiedermi come mai l’omosessualità sia in fase di ‘sdoganamento’ mentre permane lo stigma sull’incesto tra maggiorenni o sulla poligamia, che in base agli stessi argomenti dovrebbero essere considerati leciti e normali.

  10. Alex

    Non vedo perché la pericolosità sociale dovrebbe essere esente dal problema dall’essere un criterio valutativo :O
    Comunque l’omosessualità è in fase di sdoganamento e incesto e poligamia no perché lo sdoganamento nella popolazione non avviene in base a ragionamenti speculativi che eliminino tutto ciò che è “valutativo”, ma sono intrisi di considerazioni valutative, giuste o sbagliate che siano. La poligamia pare non essere conciliabile con il reale amore, rispetto dell’altro e costruzione di un percorso condiviso che è possibile dedicandosi in due e non frammentandosi in più persone; e per l’incesto forse influisce il noto rischio di aver figli gravemente malati o qualche altro tabù più forte e connaturato nell’istinto umano.

  11. giz

    Quel che ho detto è che il criterio per valutare cosa sia o no malattia è intrinsecamente valutativo (secondo alcuni no, vedi la bella voce della stanford encyclopedia of philosophy “Concepts of Disease and Health”):prediligere il benessere e l’integrazione sociale è una decisione, un’altra potrebbe essere quella di considerare ‘malattia’ tutto ciò che allontana dalle caratteristiche ‘fondamentali’ del vivente: mangiare, riprodursi etc…e in questo caso l’omosessualità sarebbe una malattia, essendo un orientamento che porta a non riprodursi. Ovviamente le stesse caratteristiche che individuano i viventi sono criteri di classificazione, e ogni tassonomia può essere utile o inutile, ma non ‘vera’. Quanto a incesto e poligamia, gli argomenti sulla possibilità del ‘vero amore’ hanno poco rilievo, essendo il matrimonio un contratto che prescinde da ogni accertamento di ‘vero amore’ (inoltre molti non credono neanche che l’amore gay sia vero amore…), e la nascita di figli con problemi non è mai posta come condizione per il matrimonio (ad esempio può sposarsi chi ha patoligie genetiche che aumentano tali probabilità), né vedo come il procreare -quantunque più rischioso- possa essere considerato più ‘patologico’ della assoluta incapacità di procreare di una coppia gay. Per quanto mi riguarda credo che la cosa migliore sia lasciare aperta ogni possibilità ai maggiorenni consenzienti, evitando però in ogni caso -anche per gli eterosessuali- carichi per lo stato come la pensione di reversibilità, che probabilmente esistono solo perché in passato il legislatore dava per scontato che la donna non avrebbe lavorato dovendo accudire i figli.

  12. jolly666

    Probabilmente questo articolo è stato scritto da un gay o aspira forse a diventarlo…cito cosa ha scritto…anzi lo vedo più come un bisex che cerca di non prendere una posizione facendo da pacere. .

    Perché chi dice se fossimo tutti gay ci estingueremmo:se tutti fossimo maschi anche..

    Ha scritto giusto se fossimo tutti maschi sarebbe un PROBLEMA come lo sarebbe se fossimo tutti gay. .ecco infatti da cosa stabiliamo cosa sia giusto in natura e cosa sbagliato, proprio da questo diamo per scontato che l’uomo dovrebbe essere attratto dalla donna e la donna dall’uomo altrimenti ci sarebbe un PROBLEMA..quindi dire ad un uomo che è attratto da un uomo che ha un problema non è affatto sbagliato..altrimenti sarebbe come dire che se fossimo tutti uomini sarebbe giusto. .no sarebbe sbagliato in NATURA..

    Altra cosa che scrive..
    I gay si sentono donne, le lesive si sentono uomini..

    Noi noi diciamo che essendo attratti dallo stesso sesso ci si tenterà ad adattare comportamenti di conquista simili al genere contrastante..l’uomo gay adotta atteggiamenti e modi di fare simili a quelli femminili e la lesiva adotta modi di fare e stili maschili..una donna che piacciono le donne per farsi notare dalla donna non può comportarsi come una donna ma come un uomo o adattare atteggiamenti simili e viceversa per il gay ed è giusto così. .ma dire se sia vero che i gay sono affermi nati e le lesive mascolinità è vero..anche qui non c’è niente di sbagliato..

    L’unica cosa veramente sbagliata e far pensare come concetto comune che non esista diversità..anche noi su alcune cose si su altre no…il giallo non è blu e il rosso non è verde..anchenziltrimenti non esisterebbe niente..ora non è che possiamo decidere di dire che il giallo è uguale al blu mette il rosso resta diverso dal verde..questa è la cosa sbagliata. .esiste la diversità e va ammesso che ci sia, però va rispettatta

  13. Alex

    Cercare di capire cosa sono in base a cosa ho affermato significa pensare che si difende e sostiene solo ciò che si è. Che se si difendono i diritti dei neri allora si è neri, che se si difendono i diritti delle donne allora si è donne, etc. Una visione molto povera, triste, squallida dell’umanità, che non lascia spazio ad un possibile progresso comune perché ciascuno sarebbe interessato solo al proprio orticello.

    Il discorso sul fatto che stabiliamo cosa è giusto e cosa sbagliato in natura in base al fatto che saremmo morti se tutti fossimo una cosa è incoerente in sé stesso, ma di una tale confusione che non saprei neanche da dove iniziare, non ha proprio senso.

    Riguardo il fatto che i gay siano effeminati e le lesbiche mascoline, chi ha scritto il commento non è in grado di vedere la diversità (e fa la morale agli altri dicendo che va ammesso che ci sia). Esistono gay effeminati ed esistono gay maschili. Esistono lesbiche mascoline ed esistono lesbiche femminili. Immagino che l’autore non ne sia al conoscente e ogni volta che vede in giro un ragazzo effeminato dice “ah, ecco un gay”, e finisce lì. Però ne vede ogni giorno tanti che invece sono maschili e non sa che sono gay, e quindi non ci pensa. Sarebbe come pensare che i poliziotti sono “quelli in divisa”, senza tenere in conto che ci sono anche quelli in borghese.

    Giusto un paio di esempi possono essere l’attore di Gandalf, gay, e l’attrice Jodie Foster, lesbica.

  14. Ezekiel

    Ok è tutto normale…siamo noi etero che sbagliamo. La colpa è della chiesa o di chi ha cresciuti.
    Ora che lo sappiamo facciamo la pace…
    Tanto il mondo è sovra popolato e i Gay fanno un favore al giusto equilibrio.

    Cmq sono sicuro che sono discussioni talmente antiche e noi non abbiamo risposta, è cosi..punto

  15. Alex

    Questo commento non è intellegibile

  16. Jimmy Caxola

    Piu’ che una malattia e’ un comportamento immorale di un maiale depravato parliamoci chiaro se lo sbattono nel sederino e vorrebbero farci credere che sono persone normali?ma andiamo maiali pervertiti poi fate come vi pare nessuno deve ostacolare la vostra malattia mentale ma volersi far passare per persone sane e normali e’ un po’ troppo!Andate a lavorare invece di prenderlo allo sedere.

  17. Jimmy Caxola

    E’ comunque una situazione patologica risolvibile con trattamento tso.e medicine ormonali.

  18. willow

    Non capisco le ragioni che spingono delle persone a scrivere parole su parole, sprecando tempo che potrebbe essere usato in maniera molto piú produttiva, per criticare e giudicare negativamente qualcosa che non ha (e non avrà mai) ripercussioni negative sulla loro vita e finendo, al contrario, col danneggiare tutte quelle persone a cui è volto l’insulto.

  19. Fra
    Fra

    @Jimmy Caxola: mi rendo conto che la tua è una situazione difficile, quindi cercherò di avere tatto: come convivi ogni giorno con la tua grave condizione di ignoranza?

  20. Gadis

    @Jimmy Caxola: Sono sconvolto dalle tue dichiarazioni. Secondo me sei solo un gay represso. Dovresti andare tu da uno psicologo (ma da uno veramente bravo) e non un persona normalissima che vive sinceramente la sua NATURA. Essere gay NON è una malattia! Fattene una ragione! Bye!

  21. Nino Cavaleri

    Il genere umano è diviso in maschi e femmine come ogni genere animale ai fini della riproduzione, qualcuno è riuscito male con tendenze diverse dalla generalità, non è colpa sua ne di alcuno, se non da fastidio agli altri, sorridiamo anche a lui.

  22. Fen'Harel

    Cercherò di avere tatto, ma non è assicurato che ce l’avrò: secondo me, coloro che elargiscono commenti negativi su quest’articolo hanno nulla di meglio da fare che dimostrare la propria ignoranza. Prima di inserirsi in una discussione che riguarda un argomento non superficiale del tipo “Oggi piove.”, bisogna essere ampiamente informati su di esso per essere in grado di rilasciare dichiarazioni significative. Questo concetto mi sembra abbastanza semplice da comprendere, ma sembra essere ignoto a tutti coloro che hanno rilasciato commenti negativi al riguardo.

  23. tobias

    CommentoHo avuto una tendenza omosessuale, ma ora cambio, sono un uomo nuovo! Sono un uomo di 27 anni di Bogotá, in Colombia. E voglio condividere la mia esperienza per dare speranza alle persone con tendenze omosessuali, uomini e donne che stanno cercando di uscire da questa situazione molte volte con disperazione.

    Da quando ero bambino ho avuto questa tendenza, e in gioventù fino all’età di 24 anni sono entrato in questo mondo, a volte sembrava che avrei realizzato i miei desideri e le mie ricerche ma tutto è diventato un miraggio, non ho trovato quello che stavo cercando.

    Dall’età di 7 anni ero immerso in un ambiente cattolico molto religioso e spirituale nella mia famiglia, quindi Dio è sempre stato presente nella mia vita fino ad oggi.

    Quando mi sono innamorato della masturbazione, della pornografia, delle chiacchiere; Mi sentivo molto male dopo, perché secondo la mia fede era un peccato grave e offendeva gravemente Dio. Anche così, ha continuato a cadere perché erano già abitudini radicate e non avevo abbastanza timore di Dio. Stavo sempre cercando con urgenza la confessione con un prete in ogni chiesa, anche se era molto frequente.
    Poi, in un momento, ero più lontano da Dio che in qualsiasi altro momento da una persona che all’inizio sembrava essere la cosa migliore della mia vita, ma in seguito cominciò a sembrare una menzogna. Anche se ho cercato di cercare Dio chiedendo perdono per allontanarmi da Lui, quella situazione era abbastanza forte e mi stavo lasciando dominare totalmente da quello.
    Nella parte accademica dell’università non avevo i risultati che mi aspettavo dopo anni di sforzi e sofferenze, questo mi stava tormentando. Così in quel momento ho iniziato a sentire molto la presenza e l’azione di Dio nella mia vita perché non potevo fare nient’altro.

    Poi mio fratello mi ha invitato in un ritiro spirituale, avevo già frequentato molte cose di Dio: ritiri, congressi, gruppi, preghiere, ecc. Ma in questo ritiro come mai prima d’ora, Gesù si è rivelato a me in un modo molto forte e profondo, anche se non l’ho visto, ho sentito fortemente la sua presenza e mi ha amato moltissimo. Alla fine ho visto la Vergine Maria in un modo un po ‘sfocato.
    Dopo di ciò, non potevo essere lo stesso, è stato qualcosa che mi ha segnato molto. Ho cambiato radicalmente la mia vita. Mi sono allontanato da tutte le persone legate alla mia vita precedente, in particolare quelle che potrebbero portarmi direttamente o indirettamente a seguire la tendenza omosessuale ed eliminare il mio account Facebook. Non sapevo molto bene cosa dovevo fare, so solo che dovevo cambiare totalmente la mia vita. Poi ho iniziato a pregare molto, chiedere perdono a Dio, ringraziarlo, chiedergli di guarirmi e liberarmi da tutte le cose cattive, e fare lo sforzo di non offenderLo di più a tutti i costi.
    L’esperienza vissuta durante il ritiro mi ha dato una grande paura di offendere Dio, quindi anche se era quasi impossibile, non cadevo nella masturbazione, nella pornografia, nelle chat, ecc. Ho lasciato la televisione e i film che, sebbene fossero comuni e attuali, quando c’era un personaggio maschile, rischiavo di permettere la tendenza omosessuale nei miei pensieri. Quando ho pensato a quel tipo oa uno sguardo, li ho respinti immediatamente ed energicamente con la preghiera.

    Il tempo passava e le cose diventavano difficili, peggio di prima, nella parte accademica dovevo abbassare molto la testa, imparare la virtù dell’umiltà e, in un modo molto speciale, avere fiducia in Dio. Un trauma della mia infanzia, che spiegherò in seguito, ha avuto molto da fare in questa situazione come negli altri. Non avevo altra scelta che rendermi come un bambino indifeso, nelle mani di mio papà Dios, a imitazione di Gesù Bambino.
    Fidati di Lui, così non avrebbe capito, e nonostante le difficoltà che sembravano peggiorare. Questo è durato due anni e mezzo, e in quell’ultimo mezzo anno qualcosa di molto strano ha cominciato ad accadere per me. Almeno l’idea di essere un uomo mi è venuta in mente e questo stava cercando di prendermi completamente cura di me. Sebbene fosse di buon senso, lo sapevo, non me la sentivo.
    Era una situazione molto complicata per me, che non poteva adattarsi, in quel momento provavo qualsiasi cosa, a meno che non fossi un uomo, mi sentivo davvero una persona molto debole e indifesa, molto ferita, come un bambino piccolo. Quando ho avuto l’idea di essere un uomo, è durato un giorno e poi l’ho respinto perché lo ritenevo un peso insopportabile e incomprensibile per me. Questo stesso evento si è verificato un paio di volte circa ogni 3 o 4 settimane. E ha sempre finito per scartarlo.
    Ogni volta che questi eventi sono diventati più forti, ho iniziato a sentire e ad avere alcune piccole visioni che il Sacro Cuore di Gesù ne è stato l’autore. Si consultava costantemente nella Parola di Dio e mi diceva molto spesso che dovevo perdonare, amarmi e amarmi. Ho dovuto accettare che Dio mi aveva già perdonato, accettare e sentire che mi amava e mi perdonava, amava me stesso (il mio corpo e chi sono in quanto tale) che è indispensabile.

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    Ho iniziato ad andare da uno psicologo, su consiglio di mio fratello e mia madre, lo stesso che mi aveva visto quando avevo 11 anni, è uno psicologo cattolico. Ho avuto tre domande e mi ha detto di scrivere su un pezzo di carta tutto ciò che ricordavo degli eventi difficili della mia infanzia, perché quando avevo 10 anni ho avuto una situazione molto difficile: da un momento all’altro non volevo tornare a scuola, Ero molto ansioso e spaventato, volevo solo essere in casa con mia madre e che nessuno mi chiedesse nulla sul perché non mi avrebbe infastidito. Malattie di Somatizaba, mia madre non sapeva cosa fare, ecc. L’anno successivo ho provato a tornare indietro ma non ci sono riuscito. Fino a un anno e mezzo circa ero in grado di tornare in un’altra scuola. Non ho mai capito cosa mi è successo, ho avuto alcuni sintomi ma non ne ho capito le cause.Ciò ha avuto conseguenze nel resto della mia vita fino a poco tempo ecc.

    Poi, in due occasioni, ho cercato di eseguire il compito che lo psicologo mi aveva dato per ricordare quel periodo della mia infanzia per vedere che novità potevo trovare, ma non riuscivo proprio a ricordare nulla di nuovo, e quelle due notti non riuscivo a dormire quasi nulla. Ma almeno un po ‘dopo essere andato alla Santa Messa (sono andato ogni giorno e ora lo faccio) sono arrivato a casa mia e ho cominciato a vedere cose del genere nella mia infanzia: uno stupro una ferita molto forte nel mio essere come un maschio (ho saputo che quando hai un trauma la mente può dimenticarlo come un meccanismo di autodifesa – amnesia dissociativa). Immediatamente e come sempre ho cercato di perdonare quella persona con la preghiera, e poi ho iniziato a sentire come se qualcosa mi fosse stato tolto, e con grande veemenza ho riacquistato la mia identità di uomo. Un altro giorno dopo aver pregato il Santo Rosario, ho iniziato ad avere un’altra piccola visione di quello stesso periodo della mia infanzia.

    Come risultato della mia costante preghiera e lotta per piacere a Dio in ogni momento, ho ricevuto la guarigione interiore per tutta la vita. L’amore o il rifiuto e le ferite che vengono ricevute dal grembo materno durante l’infanzia e successivamente in tutta la vita influenzano e costruiscono ogni persona nel suo essere integrale. Nel mio caso personale ho avuto situazioni di abuso nella mia infanzia, rifiuti e ridicolo di persone.Alcune di queste situazioni erano nascoste nella mia memoria, anche così ho avuto i sintomi: ansia, angoscia, attacchi di panico, ecc. Attraverso la preghiera sono stato in grado di ricordare e guarire queste cose, e questi sintomi hanno cominciato a scomparire a poco a poco.

    È necessario rendersi conto dell’esistenza di un mondo non solo materiale ma anche spirituale. Nel mio processo di liberazione spirituale che va di pari passo con la guarigione interiore, potevo attraverso la preghiera, scoprire altri elementi che mi colpivano da quando ero nel grembo materno: maledizioni e stregoneria di persone vicine alla mia famiglia e me ecc.

    Oltre alla preghiera e alla fiducia in Dio, è anche necessario avere un atteggiamento costante nella vita quotidiana. Ho vissuto nel trauma e nella tristezza e non ho superato questo stato, l’opposto è perdonare, amare tutti e anche i nemici, cercare di essere felici sempre così si sente il contrario, l’umiltà, ecc. Non lasciarti superare dall’ansia, dall’angoscia, dalla tristezza, dall’orgoglio, dall’odio, ecc. Gesù è la nostra unica via, Lui è la nostra gioia.

    Anche se è stato un percorso difficile per me, ne vale davvero la pena. La quantità di ferite e di momenti difficili della mia vita è stata così forte, ferite e ferite enormi nella mia autostima ma soprattutto nel mio essere uomo, nella mia mascolinità. Gesù mi ha guarito, mi dà forza e soprattutto l’amore che ho tanto cercato, in preghiera, in modo molto speciale nell’Eucaristia e anche nella devozione alla sua Madre, che è anche mia madre. Sento che la vecchia sete di cercare un altro uomo si è estinta, io sono quell’uomo che sembrava così tanto, ho recuperato la mia identità perduta !!! Prima amo Dio, amo me stesso e amo gli altri come me stesso. Mi sono perdonato e ho perdonato gli altri.

    Le persone mi guardano in modo diverso: mi rispettano e mi tengono in considerazione molto più di prima. Mi sento molto meglio. Mi sento anche ora una sana e vera attrazione per le donne, non incontrollata o forzata, qualcosa di naturale. Ho anche ricevuto molte altre enormi benedizioni nel mio lavoro e studio.

    Non è qualcosa di magico, è qualcosa di lotta e soprattutto di avere molta fiducia in Dio e non accettare la sconfitta mai, mai, mai. Senza Dio questo processo non avrebbe potuto essere realizzato, è Gesù che ha fatto tutto, l’unica cosa che ho fatto è stato lasciarmi guidare da Lui e confidare in Lui. Ho chiesto aiuto a Dio dal profondo dell’anima e Lui lui ascoltò Naturalmente ci sono benedizioni, ma continueranno anche a esserci problemi e difficoltà. Devo stare unito a Gesù per tenermi in piedi. Non posso fare nulla e non sono nulla senza di lui.

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