Il mondo dei ragazzi (gay) normali

Gen 2, 2011 by

Il mondo dei ragazzi (gay) normali

Ciao caro Piergiorgio,

ho comprato ieri pomeriggio e divorato in una sera il tuo libro “Ragazzi che amano ragazzi”, che ho molto apprezzato: è riuscito a suscitare in me varie emozioni, dalla sofferenza alla compassione alla rabbia alla gioia. Sarò una voce fuori dal coro, ma paradossalmente la cosa che più mi ha commosso non c’entra con i ragazzi ma è la lettera della tua insegnante di italiano di 27 anni prima: per qualche motivo mi sono come immedesimato in te, in lei, adoro queste situazioni in cui c’è una forte stima di una persona e si viene a sapere qualcosa che permette di riallacciare i rapporti. Mi rendo conto che è una cosa stupidissima, ma ci tenevo a dirtela.

Ad ogni modo, complimenti meritatissimi a parte, appena terminata la lettura ho subito pensato di scriverti. Leggendo che la gente ha faticato a trovarti, ti ha contattato tramite la casa editrice oppure inviando le lettere al tuo vecchio paese e simili mi sono un po’ preoccupato, pensavo che non ce l’avrei fatta. Poi mi sono reso conto che comunque era roba un po’ vecchiotta, ancora del vecchio millennio, ormai c’è Facebook, ma sì, facciamo una prova, inseriamo questo nome e… sorpresa! Tu ci sei! Mi spiace solo di non poterti spedire una lettera scritta a mano, con la mia calligrafia, le mie sbavature da ragazzo mancino, la busta, il francobollo; ma ormai il mondo va così.

Vorrei parlarti un po’ di ciò che penso del mondo gay in generale e in rapporto a quella che è la mia esperienza. Mi chiamo Alex e ho 17 anni, ne compirò 18 a breve. Vivo in provincia di Brescia sebbene abbia origini siciliane (i miei sono emigrati qui prima della mia nascita). Ho una sorella più piccola, di 14 anni. Da piccolo, per Carnevale, mi travestii da Sailormoon; mia madre me lo concesse tranquillamente e anzi mi fece fotografare da un professionista.

In seguito mi vergognai profondamente del fatto tentando di nasconderlo, ma invano; alle elementari la voce si diffuse e venni denigrato, per quanto io negassi. C’è anche un altro evento, che in realtà io non ricordo ma che i miei mi hanno raccontato più volte: durante il matrimonio di un parente, io chiesi a mio zio di “farmi vedere il pisello”, e fui così insistente (arrivai ad urlare) che per zittirmi mi assicurò che me l’avrebbe mostrato una volta tornati a casa. Praticai ginnastica artistica e in seguito pallavolo; il calcio non mi ha mai interessato, anzi.

Durante le scuole medie al secondo anno arrivò un ragazzo nuovo, che mi prese subito di mira chiamandomi “frocio”. Dal momento che non reagivo e anzi mi chiudevo sempre più in me stesso continuò imperterrito, e così fecero anche i miei compagni. Persi ogni amico. Quando giravo per la classe le cantilene mi precedevano: “Arriva il frocio!” “Alex il frocione fa le pompe alla stazione!” e chi più ne ha più ne metta. Li imploravo di smettere, senza risultato. Non uscivo mai di casa, passavo le giornate a scuola nell’unico banco da solo e a casa a leggere o a videogiocare. Le medie furono il più brutto periodo della mia vita. I professori se n’erano accorti, ma non fecero mai nulla, anzi: nella valutazione sul comportamento della pagella scrissero “Socializza con i professori – meno con i compagni”. Sapevo già di essere gay, anche se non volevo ammetterlo a me stesso. Non riuscivo a formulare la frase “io sono gay”, talvolta ci pensavo per un millesimo di secondo e subito mi correggevo.

Dato che in fondo sapevo, e dato che gli altri mi prendevano in giro, credetti di essere effeminato per lungo tempo, così cercai di trattenermi fortemente nei movimenti, nelle espressioni, nel sorriso. Paradossalmente, nonostante tutte le premesse lo lascino pensare, non sono effeminato. Alle superiori (ho cambiato paese e non c’era nessuno che conoscessi) mai un compagno mi ha chiamato “frocio” o ha supposto che fossi gay. Quando mi decisi, verso i 16 anni, a fare coming out con gli amici, nessuno mi credette, dovetti impegnarmi a convincerli.

Ci sono molti aspetti contrastanti e contradditori nel mio percorso di accettazione. Intanto la famiglia: i miei genitori mi hanno sempre insegnato il rispetto per ogni categoria di persone, così già alle medie per quanto non volessi ammettere a me stesso di essere gay li difendevo pubblicamente a spada tratta, ero a favore del matrimonio civile, eccetera. D’altro canto per quanto fossero aperti mentalmente erano anche religiosamente particolari: studiavano con i Testimoni di Geova, non si battezzarono mai ma intanto i Testimoni hanno bazzicato casa nostra per tutta la mia infanzia e sporadicamente anche durante le prime fasi dell’adolescenza (e continuano tuttora).

Questi mi hanno inculcato una visione della sessualità come un qualcosa di sporco: c’è un loro libro che lessi avidamente che trattava l’omosessualità dicendo che poteva essere causata dalla masturbazione, che era qualcosa di sbagliato e da evitare. Mi sentivo colpevole, pensavo di essere così perché avevo iniziato a scoprire il mio corpo già ad 8 anni (ricordo ancora l’esatto momento, anche se non ho mai pensato a nulla, né maschi né femmine prima della pubertà). Parallelamente però mi hanno dato un’idea molto positiva dell’amore, di un rapporto di coppia con fiducia reciproca, fedeltà, amore, rispetto, complicità. Un amore in cui è completamente assente la componente fisica, un amore che io ho vissuto e che sento appartenermi ancora.

Mi innamorai di una ragazza, Camilla, mia compagna di scuola alle elementari e alle medie, mia vicina di casa. Una ragazza sveglia, intelligente. La mia migliore amica. Passavamo insieme ogni momento che non fosse mangiare o dormire. Ero innamorato perso, platonicamente: non ho mai pensato a lei sessualmente. La amavo fin dalla quarta elementare, nessuno mi crede ma di amore si trattava. Alle medie, con la pubertà, continuai ad amarla, e contemporaneamente iniziai ad essere attratto, solo fisicamente, dai miei compagni di classe. Non le rivelai mai i miei sentimenti, per quanto in classe mi prendevano in giro non solo sull’essere gay ma anche sull’essere innamorato di lei (e ci avevano preso). Per vari motivi tra cui il trasferimento (ma il declino era iniziato già da prima) ci perdemmo di vista. Mi innamorai di un’altra ragazza, sempre vicina di casa. Anche qui, causa timidezza non le dissi mai niente.

Ciò che dicevano i Testimoni di Geova mi sembrava vero: nell’omosessualità non c’è amore, ero abituato a vedere la coppia solo come uomo e donna ed ero tormentato, ossessionato dalla paura di dover vivere amando platonicamente le donne e desiderando sessualmente gli uomini. Non avrei mai potuto sopportarlo. Ho convissuto con queste sensazioni per anni. Quando una ragazza mi chiese se potevamo fidanzarci (era solo un’amica) accettai solo per dimostrare a me stesso e agli altri di essere etero. Il problema è che avevo il terrore di doverla baciare, così la evitai in ogni modo; lei si stufò e mi lasciò. Ho rovinato una stupenda amicizia e non l’ho più rivista da allora.

L’accettazione giunse con internet, quando i primi tempi avevo paura a digitare “gay” su Google, ogni tanto prendevo coraggio e lo scrivevo; era una fase in cui non mi definivo né etero né gay, non volevo pensarci, non potevo pensarci: infatti non mi soffermavo a lungo, dopo averlo scritto e visto l’elenco dei risultati chiudevo tutto. Avevo il respiro affannato, ero rosso in viso, agitato, e poi… fingevo con me stesso di non averlo fatto. Col tempo dopo averlo scritto davo un’occhiata ai risultati, su due versanti: da una parte cercavo di informarmi sull’omosessualità, l’altra meno nobile era semplice ricerca di pornografia. Su molti siti lessi che si diceva che nei giovani poteva esserci una fase di omosessualità; oggi so che è un’emerita vaccata e tra l’altro tutti questi siti non li trovo neanche più, ma va’ a ricordarti cos’avevo cercato… È curioso come non pensassi neppure “speriamo che sia una fase”, perché non la sentivo come una cosa che mi apparteneva. Io non pensavo di aver cercato quelle cose, lo sapevo ma lo ignoravo, lo negavo dentro di me.

Passò altro tempo, la sterile ricerca non mi bastava più e avevo un po’ più di coraggio, così cercai su un sito degli indirizzi MSN di altri ragazzi gay. Non avevo la forza di aggiungerli. Ne tenni a mente uno, dopo un po’ mi decisi ad aggiungerlo. Gli parlai ma mi vergognavo, non volevo ammettere di essere gay; mi inventai scuse sul motivo per cui l’avevo aggiunto, ma non ci cascò e mi spinse a “confessare”… io non avrei voluto ma dopo un po’ cedetti e affermai di essere bisessuale (balla grande come una casa ma che mi sarei portato dietro per almeno 6 mesi). Ad ogni modo, con lui non c’era dialogo; così ne cercai altri.  Scremando progressivamente ho trovato degli ottimi amici di chat con cui sono in contatto tuttora.

Non ebbi mai alcun tipo di esperienza con altri ragazzi gay fino alla gita scolastica in seconda superiore. Era da qualche tempo che con questo ragazzo, che era anche mio compagno di banco, scherzavamo toccandoci le gambe a vicenda e “fingendoci” gay. In gita condivisi con lui il letto matrimoniale, e mi toccò mentre credeva che stessi dormendo. Fu l’evento decisivo. Lì per lì non riuscii a fare nulla, qualche minuto dopo lo toccai io ma lui fingeva di dormire. Dopo un po’ disse “Non posso, non posso: è tutta colpa tua”. Il giorno dopo eravamo troppo imbarazzati entrambi. La settimana successiva ebbi il coraggio di parlargliene. Era la prima volta nella vita in cui dicevo ad alta voce “sono gay”, pur se arrossendo: “ma come?” pensavo quasi seriamente – “Si può dire di essere gay ad alta voce, senza conseguenze catastrofiche?”. Lui negò tutto, la mia insistenza lo portò a dire che si trattava solo di uno scherzo. Ad oggi continua a reprimersi, ma mi ha aiutato moltissimo. Senza di quello chissà per quanto tempo ancora mi sarei nascosto.

Dopo qualche mese mi dichiarai ad un amico, poi un altro, e un altro ancora. In estate (ero in seconda superiore) lo sapevano bene o male tutti gli amici intimi, ma avevo ancora il terrore che si sapesse in giro. Prima dei coming out ero molto timido e insicuro: ogni volta che si parlava di ragazze arrossivo, ero elusivo, tentavo di cambiare argomento, non parlavo mai di me. Dopo finalmente potevo essere me stesso in ogni circostanza, pian piano cominciavo ad acquisire sicurezza ed autostima.

Mi trovai un ragazzo, Luca, tramite internet. Condividevamo gli stessi interessi e mi piaceva fisicamente, pensavo sarebbe nato qualcosa. Non fu così. Continui litigi (era molto lunatico) e io non mi legai.

Andai in vacanza al paese originario dei miei genitori. Proprio l’ultimo giorno conobbi un ragazzo, Federico; mi colpì subito il suo carattere: sembrava la mia fotocopia, però più estroversa, più simpatica, più genuina. Passammo tutta la notte a parlare e così anche il giorno successivo. Tornato a casa, per un po’ di giorni ripensai a lui con l’amaro in bocca. Sentivo qualcosa, ma non era abbastanza. Mantenemmo i contatti via internet.

In terza superiore cambiai professoressa di italiano. Un giorno lei parlò di Pasolini come di un uomo che aveva “un difetto, un limite: era omosessuale”. Si mise poi a denigrare i gay dicendo che il loro matrimonio sarebbe un “culimonio”, e cose simili. Chiese poi retoricamente per quale assurdo motivo i gay dovrebbero avere diritto a sposarsi. Non si aspettava una risposta. L’ebbe. Io replicai seccamente: “Perché pagano le tasse come tutti.” Esplose un dibattito durato tutta l’ora, a cui partecipò anche parte della classe. In pochi sapevano, solo quelli che consideravo amici. Nessuno sospettò, ma in ogni caso da lì iniziai a capire quanto a cuore avessi la questione.

Mi dichiarai a mia sorella, che mi capì perfettamente. Mi illusi di poterlo dire anche ai miei genitori, verso maggio. D’altronde sono sempre stati molto aperti. Mi hanno parlato dello zio gay di mia madre che convive a Milano con un uomo da decenni. Mio padre ha sempre stimato Vendola e Luxuria, persino quando io stesso dicevo che lei non mi piaceva per la partecipazione ad un reality. Ma quando si tratta di tuo figlio a quanto pare è tutta un’altra cosa. Ne passai di tutti i colori, neurologo, psicologo: dicevano che era normale, si fecero anche pagare cospicuamente, ma per mio padre non era sufficiente. Terzo grado ogni sera, qualsiasi ipotesi, dal fatto che sia gay perché “è più facile non avere una famiglia con dei figli”, al “fai così per andare controcorrente”, al classico dello zio donnaiolo “non sei veramente così, i gay sono diversi: devi solo provare con una ragazza.” Persino una violenza sessuale subita da una persona ben precisa, persona che non mi ha mai toccato con un dito e che stimo profondamente, e che fino a prova contraria è eterosessuale sposato.

A queste parole non ci vidi più dalla rabbia e dissi a mio padre che mi faceva schifo, lui partì verso di me con una collera inaudita, urlando, rosso in viso; lo fermarono i miei zii, a un metro da me mi sputò e mi minacciò di spaccarmi la faccia se avessi detto una cosa simile un’altra volta. “Hai rovinato una famiglia”, disse. Piansi, e si arrabbiò ancora di più dicendo che il pianto è per donne e avrei dovuto smettere immediatamente. Pronunciò anche una frase da film, in tono solenne, di quelle che non credevo capitassero nella vita reale: “Non sono aperto a trattative, ora si fa come dico io: adesso faccio Hitler”. Mi tolse il computer per una settimana, disse anche che non mi avrebbe pagato l’Università e che a 18 anni sarei dovuto andare via di casa. I suoi amici (che definire comunisti è un eufemismo) ci parlarono un po’ convincendolo a calmarsi. Ogni tanto tira ancora fuori questa storia, non l’ha assorbita, ma almeno non è più violento. Ormai con mio padre non parliamo quasi più.

Giunge un’altra estate, quella appena trascorsa. Vacanza al solito posto, questa volta Federico lo conosco e passiamo insieme ogni singolo giorno. Lui sa che sono gay, gliel’ho detto su MSN. Non ha nessunissimo tipo di pregiudizio, lui purtroppo però è etero. La mattina mi fiondo da lui; suoniamo un po’, lui la chitarra e io l’armonica. Al pomeriggio usciamo un po’ con un gruppetto di amici, la sera pizza insieme e poi una lunga passeggiata da soli per i monti, parlando come non ho mai parlato con nessuno. Di libri, di psicologia, delle nostre esperienze, del nord paragonato al sud (anche lui ha i genitori di quel paese ma vive in Lombardia). A notte inoltrata ci sdraiamo su un monte e suoniamo guardando le stelle.

Quando dormo mi manca. Quando mamma mi costringe ad andare al mare (ho declinato più volte per stare con Federico) tutta la giornata sto male, mi manca. Dopo una decina di giorni mi sembra di essermi già innamorato. Allora posso! Allora posso amare un uomo! Sono dilaniato da due sensazioni opposte: la terribile angoscia di non poterglielo confessare, di non poterlo abbracciare né baciare, e l’immensa gioia di sapere che sì, sono un ragazzo che ama un altro ragazzo! Pochi giorni dopo la vacanza termina, dobbiamo lasciarci. Io piango, mia sorella capisce tutto, mi consola. Passo il mese successivo a pensarlo in ogni momento, completamente apatico, lui non ha mai detto nulla a riguardo e non so se se ne sia accorto, né durante la vacanza né su internet.

E così eccomi in quarta superiore, l’anno del rinnovamento. Ho cambiato scuola insieme ad un compagno di classe: troppe cose che non funzionano, a partire dalla professoressa di italiano che è un’incompetente assurda (sai che non ho idea di cosa si parli nella Divina Commedia, tranne che vengono puniti i sodomiti e Dante c’aveva ragione su questo?). Stesso indirizzo (liceo scientifico tecnologico), stavolta a Brescia città e non in provincia. E qui mi si apre un mondo: ci sono gay e lesbiche dichiarati, la discriminazione non esiste, è un paradiso! Mi dichiaro dopo poche settimane, a tutta la classe. Ci sono vari curiosi che mi chiedono un po’ di dettagli di vario genere, io adoro soddisfarli, qualcuno lancia qualche frecciatina ma è sopportabile, non è con cattiveria, e la maggior parte mi accetta al 100%.

Durante i giorni di occupazione contro il DDL Gelmini sull’Università a scuola vengono proposti vari “gruppi” di discussione su diverse tematiche, fatte dagli studenti stessi. Zac, lampo di genio! Io e Chiara, un’amica lesbica, ne facciamo uno su omosessualità e omofobia. Io spiego perché è un fenomeno inserito nella natura, lei parla di diritti e società, dopodiché si apre il dibattito e rispondiamo alle domande e alle curiosità. È stato un successo inimmaginabile, l’abbiamo ripetuto tre volte e sono venuti i rappresentanti di istituto a seguirci e farci i complimenti! E lì, lì ho capito ancor più chiaramente qual è la mia strada. D’altronde qualcosa ho già fatto, e ho scordato di citarlo.

Insieme ad un gruppo di amici, inizialmente cinque, oramai siamo una ventina, sono riuscito a fondare un gruppo di ragazzi e ragazze omosessuali della mia età (18, 17, 16 anni) in provincia di Brescia per uscire nei week-end, conoscerci, stringere amicizia, parlare, e magari far nascere qualche coppia (ma l’ultimo intento non ha funzionato a quanto pare!) Ci chiamiamo i Figli del Sole, perché nel Simposio di Platone questa era la genesi dei gay (inizialmente non c’erano lesbiche nel gruppo, ora sono in sovrabbondanza). Su Facebook abbiamo una rete clandestina segreta con gay e lesbiche giovani di Brescia che ha raggiunto più di 50 membri (ed esiste da meno di due settimane ad oggi, giovedì 30 dicembre 2010).

Sono fidanzato con un ragazzo, Stefano, da due mesi. La mia storia con lui è romanticissima, talvolta anche melodrammatica: la prima volta che ci siamo coccolati eravamo su una panchina del Parco Ducos, abbiamo passeggiato mano nella mano, o saltellando come degli stupidi, spintonandoci, abbracciandoci! Abbiamo passato pure dei week-end a Iseo in hotel, facendo battaglie a palle di neve, passeggiate sul lungo lago, dormendo abbracciati insieme. Passeremo anche Capodanno insieme! Non puoi immaginare quanto abbia fatto per me, e quanto io mi senta in debito; mi sta insegnando come si vive, cosa in cui sono decisamente carente.  È molto intelligente, si intende di comunicazione e programmazione, ha tanta voglia di fare e stiamo pensando ad un progetto abbastanza in grande che non ti anticipo, caso mai non riuscisse ad andare in porto.

Inoltre ho scritto un racconto, che mi piacerebbe leggessi anche tu se e quando avrai voglia, tempo e pazienza; riguarda dei batteri che si riproducono per mitosi, in cui improvvisamente si evolvono le prime forme di vita sessuate. I batteri all’antica vedranno questi nuovi “sessuali” come degli invertiti contro-natura, discriminandoli, e ci saranno dei continui parallelismi agli omosessuali.

Insomma voglio essere un attivista per i diritti gay, voglio scrivere, informare, far vedere alla gente che esistiamo e siamo in tanti, siamo persone normali come tutte le altre. Voglio fare presente alle persone che la mole di stress, ingiustizie, tormenti a cui è sottoposto ogni omosessuale in particolare durante le scuole medie è criminale, folle. E nessuno fa nulla. Anzi come fai giustamente notare nel tuo libro nessuno pensa che esistano gay durante le scuole medie. Si pensa che spuntino fuori all’improvviso in età adulta, non si pensa che siano stati anche adolescenti, che nella gran parte dei casi abbiano dovuto sopportare situazioni pesantissime con i compagni di scuola.

Voglio che i Testimoni di Geova e qualsiasi altro gruppo religioso, cattolici compresi, la smettano di stampare assurdità scientifiche con il risultato di rovinare, distruggere, annullare milioni e milioni di vite di ragazzi e ragazze omosessuali che nascono con genitori fondamentalisti. Voglio far cessare ogni discriminazione, voglio che nessuno sia più spinto a togliersi la vita perché gay, voglio che nessuno si reprima più! Nella mia classe, persino nella mia classe! C’è un ragazzo che si reprime, ora non ti sto a dire come lo so ma ne ho la certezza, e idem per la classe accanto alla mia dove c’è uno con la ragazza ma che da ubriaco ha cercato di avere rapporti con un mio amico, etero ma effeminato.

Per non parlare di quando ho conosciuto un ragazzo su internet che cercava disperatamente, su Yahoo! Answers, altri gay del mio paese. Era il migliore amico di un mio amico di infanzia, lo conoscevo di vista. Siamo usciti insieme per parlare, gli ho proposto di unirsi ai Figli del Sole. È sparito per mesi. È tornato dopo un bel po’ in chat dicendo che non gli va bene così e vuole essere etero, sposarsi e avere dei figli. Mi sento totalmente impotente, ci ho parlato per giorni, ho fatto tutto il possibile, mi ha ringraziato molto e ha detto che ci penserà, ma persiste nel reprimersi!

E aggiungiamo quelli che si accettano ma che per colpa di tutte le discriminazioni subite sono dei lunatici, depressi, aspiranti suicidi o con un carattere veramente ingestibile (come il mio primo ragazzo). Voglio fare qualcosa perché non accada più, sento che è la mia strada. Quindi ti chiedo consigli: cosa posso leggere? L’unico libro a tematica gay che abbia mai letto è stato il tuo, ieri. Ho a casa “Scorticato vivo” che inizierò a breve. Ho visto “Angels in America”, “Latter Days” e “Beautiful Thing”. Ho Milk e conto di guardarlo presto. Ma anche a livello sociale, con chi posso mettermi in contatto? L’Arcigay della mia città apre solo il venerdì sera, per me è proibitivo!

Ti ringrazio profondamente in anticipo per l’eventuale tempo che dedicherai nel leggermi e nel rispondermi, ma soprattutto per il bellissimo libro che hai scritto e che spero sia il primo di una lunga serie che leggerò.

Piergiorgio Paterlini, autore del libro, l’ha pubblicata sul suo profilo Facebook come nota. Se pensate possa essere utile a qualche vostro conoscente o semplicemente se vi è piaciuta, vi invito a condividerla 🙂

Seconda parte della lettera.

Alex

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34 Comments

  1. Elena

    Caro Alex,
    La stima che provo per te è immensa, dopo questa lettera.
    L’ho letta col cuore in gola e mi ci sono riconosciuta, l’ho sentita mia, ho visto i tuoi pensieri come i miei. Anche io come te, all’inizio non volevo pensarci. Non so nemmeno cosa sono, a ben vedere: mi definisco lesbica ma questa parola mi fa paura, i maschi non mi attraggono ma faccio del mio meglio per far finta di nulla.
    Mi chiedo spesso se potrò trovare l’amore; ora come ora, desidero una compagna con tutto il mio cuore, e al contempo l’idea mi spaventa.
    Confusa, confusa, confusa, ecco cosa sono.
    Ma la tua lettera mi ha aiutato.
    La solitudine che sento spesso – sono così, sono diversa, non bastavano tutte le altre cose – l’hai alleviata, e di questo ti ringrazio.
    Probabilmente i miei genitori sono come i tuoi; tanto aperti fuori quanto omofobi dentro.
    Il timore di dirglielo persiste. Ho quindici anni e so già che sarà una catastrofe, probabilmente.
    Vorrei conoscere gente come te, il mondo dei ragazzi gay normale, fatto di gruppi sull’omosessualità e gente che ti parla senza cattiveria, di amici speciali e persone da amare. Forse un giorno ci riuscirò, mi capirò e sarò come te, libera.
    Grazie di cuore,
    Elena

    • Giulia

      Elena,
      riguardo alla tua incertezza, ormai immagino che te l’avranno detto in molti, ma la mia esperienza personale come se leggi bene, anche quella di Alex, dimostrano che la “soluzione” di tutto è innamorarsi. Trovare la persona che ti fa battere il cuore (e con la quale faresti l’amore), alla fine è quello che ci da la vera conferma e quando si vive una cosa così bella non puoi non accettarla per com’è, nulla può sembrare nè essere sbagliato nell’Amore.

      Le reazioni dei genitori sono sempre le più difficili da prevedere. A volte possono essere coerenti, a volte del tutto discordanti da quel che sembrano “manifestare” dal di fuori.
      Avere l’appoggio di qualcuno è importante nel percorso di accettazione, quindi se ancora non te la senti di dirlo ai tuoi, confidati con i tuoi amici più vicini, parlagli dei tuoi sentimenti apertamente, difficilmente non ti accetteranno. Piano piano più persone ti avranno accettata e più sarai tranquilla e spero ci sarà un momento in cui te la sentirai di dire tutto ai tuoi.
      Magari la reazione a caldo potrà essere dura, violenta, ma prova ad immedesimarti in loro, possono essere spaventati, probabilmente non sanno come comportarsi, sta a te cercare di fargli capire il tuo punto di vista, vi dovete auitare a vicenda, alla fine, forse ci vorrà tempo ma è difficile che un genitore ignori l’amore per una figlia a favore di un pregiudizio.

      L’altra cosa, su cui forse sono in semi-disaccordo con Alex, è il fatto di raggrupparsi tra gay e lesbiche. Da un lato sono d’accordo che può aiutare, soprattutto quando si pensa di essere gli unici “diversi”, possono fare molto per noi, ma penso che non bisogna chiudersi (“ghettizzarsi” come direbbero alcuni) in questi gruppi, separare il “mondo gay” dal mondo “etero”, perchè purtroppo secondo me è anche questo che alimenta le discriminazioni. Ad esempio molti ragazzi gay più timidi forse non vanno in locali gay, e molti di quelli che si possono trovare in questi posti sono quelli più “spavaldi” alla ricerca di sesso. Il risultato è che la gente “vede” solo quelli e pensa che tutti i gay cerchino solo sesso, siano consumisti, lussuriosi e bla bla bla.
      Mondo gay e Mondo etero non dovrebbero essere separati. Il mondo dev’essere delle persone. So che non è facile (anche se questo anno nuovo mi ha messo molto coraggio e mi ha fatto render conto che la gente spesso, almeno quella che ti conosce, è più aperta di come la dipingiamo), ma venendo fuori, facendo vedere che non siamo tutti stereotipi, che siamo persone normalissime, la società comincerà ad accettare l’omosessualità.
      Forse sono io che sono troppo positiva o troppo fortunata ad aver incontrato quasi tutte persone aperte fino ad ora..

      In ogni caso buona fortuna 🙂
      un abbraccio

      • Alex93

        Grazie ad entrambe per aver letto e commentato, è sempre una profonda gioia, soprattutto scoprendo che ciò che faccio è utile per qualcuno 🙂
        Come detto da Giulia, conoscendo la tua anima gemella tutto il castello di carte di repressione che ti hanno costruito addosso in 15 anni crollerà, ti sentirai felice così come sei e non cambieresti per nulla al mondo.
        Per quando questo accadrà (perché accadrà, succede a tutti prima o poi, si spera prima!) ti auguro con tutto il cuore che lei ricambi.
        Per i genitori purtroppo non so cosa consigliarti, io sono riuscito solo a combinare disastri.

        Per Giulia: i raggruppamenti non occupano comunque la totalità della nostra vita 🙂 Ho tanti amici etero, così come ne ho tanti omo, non frequento locali gay (solo una volta un pub per curiosità, ma era un semplice pub – con una buonissima cioccolata calda! – ma niente di particolare).

        Quello che faccio vuole essere un aiuto parallelo alla vita quotidiana per chi non è dichiarato (la gran parte dei ragazzi e delle ragazze); per chi invece non si fa remore a mostrarsi per ciò che è, tra cui me, tutto questo fa parte della vita quotidiana stessa, è perfettamente integrato. Non c’è una vita gay o una etero, ho conoscenze di entrambe le “categorie” e le due si mischiano in continuazione 🙂

  2. Andrea

    sei bravo come sempre ale 🙂

  3. Michele

    Mi dispiace scriverti solo ora perchè purtroppo ero in vacanza
    devo dire con un po’ di amarezza che ragazzi come te ( etero e non) ce ne sono davvero pochi….sei davvero eccezionale e di una profondità d’animo incredibile.
    inutile che mi dilunghi su tanti discorsi perchè andrei semplicemente a ricalcare quello che tu hai scritto in questa pagina e negli articoli passati….

    riesco persino a immedesimarmi nel tuo racconto di infanzia e della tua graduale accettazione di te stesso….
    man a mano che scorrevo nella lettura mi soffermavo su ogni parola ed esclamavo ” cacchio è prorpio vero, anche io facevo così, e pensavo a quelle cose”
    Ora te lo consiglio io un libro da leggere se nn lo hai già letto
    “Angeli da un’ala soltalto” di Sciltian Gastaldi che è stato eletto miglior libro a tematica gay nel 2005
    a me è piaciuto davvero tanto e spero che possa trasmettere qualcosa pure a te

  4. un sentito in bocca al lupo per le tue battaglie.

  5. Sirendor A.K.

    Alex, non avevo mai letto questa tua lettera.
    Ho scoperto dettagli della tua vita che non conoscevo, e sono rimasto colpito dalla tua forza interiore.
    Sei un eroe.
    Tra l’altro questo tuo nuovo sito spacca i culi: Chrome carica tutto in 2 secondi.
    Ma a parte ciò, ho anche capito le prove che adduci ad una cosa che ti chiedo sempre.

    Bè, buona fortuna.
    Il bello è che ti parlerò prima che tu legga questo commento, per cui cosa lo scrivo a fare?
    Non so, lo spaziotempo è ricorsivo e tutto è determinato, per cui devo farlo.
    Sei un grande uomo.

  6. Alex

    Grazie a tutti dei bellissimi commenti 🙂

  7. Non c’è che dire.
    Avevo sentito parlare del tuo blog ancora prima di conoscerti sabato durante l’iniziativa Arcigay – GLK, e quello che si diceva è assolutamente fondato. Scrivi bene, argomenti ancora meglio, ed è un piacere leggerti.

    Nel leggere questa tua lettera, assolutamente sentita, viscerale per certi aspetti, mi ci sono rivisto in moltissime dinamiche che hai descritto.
    Le ho vissute in modo molto simile, per lo meno quelle scolastiche, come l’avvento di una nuova “consapevolezza” arrivando alle superiori.
    Ho avuto la fortuna di avere un sostegno totale da parte dei miei genitori, e sicuramente ciò di cui hai parlato non sarà stato semplice da vivere.

    Non ti so spiegare quanto mi stia facendo piacere vedere tanto attivismo da parte di un “gruppo giovani” come il vostro.
    Ho 28 anni e personalmente non sono mai stato un attivista.
    Scetticismo?
    Eventi recenti, e non ultimo aver visto la vostra energia e la vostra convinzione, mi ha dato ottimismo, mi sta spingendo ad avvicinarmi nuovamente all’associazione dopo anni. Hai dimostrato come una persona, o poche persone possano mettere in moto cambiamenti che fino al giorno prima potevano sembrare improbabili (o addirittura impossibili).
    Credo possiate ispirare ed essere d’esempio a chi, forse, a volte è troppo legato a dinamiche consolidate ed instauratesi da tempo.
    Credo che si debbano creare più momenti di “incontro” anche con gli altri membri di Arcigay, per confrontarsi, per proporre idee, per essere fonte di ispirazione gli uni agli altri.

    Complimenti, e continuate così!

  8. Alex

    Immagino che il cambio generazionale in tutto questo faccia molto… tentare di profetizzare è un rischio, ma oserei dire che stiamo vivendo il momento di passaggio da una maggioranza ostile e ignorante sull’omosessualità ad una maggioranza che finalmente si rende conto che il migliore amico, la maestra delle elementari, il panettiere, la zia ecc sono omosessuali, non è una realtà estranea ma inserita nella società, solo nascosta.

    È questione di tempo, i dichiarati sono sempre di più e so di gruppetti come il nostro che stanno nascendo sparsi per l’Italia; ma l’azione più importante è appunto la visibilità ogni giorno, questo è il vero attivismo: il non vergognarsi di ciò che si è.

    Ok sto sproloquiando; comunque sì, ho proposto più volte di creare momenti di incontro, con le famiglie arcobaleno, con i gruppi cristiani… per capire un po’ cosa è cambiato e cosa ancora c’è da fare, da entrambe le parti.

    Grazie a voi per la base importantissima che ci state fornendo, senza il quale non saremmo riusciti a decollare 🙂

  9. Isher

    Splendida lettera. Ogni commento sarebbe superfluo, se non uno: hai proceduto e stai procedendo a una velocità incredibile. Chiunque ti legga, si aspetta molto da te: da quel che diventerai, e già sei. Un abbraccio

  10. Ryo

    Quoto tutti gli altri, anche se devo ammettere che non ho ancora letto tutta la tua testimonianza.. Lo farò subito, ma prima volevo assolutamente lasciarti un commento positivo come tu hai fatto nel mio blog.

    Alex, sei un ragazzo intelligente e straordinario, un genio in poche parole.. e sei solo un ragazzino!
    Non vedo l’ora di vedere di quali immensi progressi sei capace!

    Aspetto con gioia che tu finisca l’Università per vedere che razza di uomo diventerai!

    Un caro saluto, Serpico

  11. sergio

    Però Alex ne hai di cose da raccontare, nonostante tu abbia solo 18 anni.

  12. Grande Alex, anche da parte mia ti auguro di cuore di riuscire, con la tua intelligenza e simpatia a aprire i cuori di pietra al diritto di ogni persona di amare e desiderare chi gli pare!

  13. MascheraDiCera

    Alex, grazie di questa bellissima lettera. Sono un ragazzo di 21 anni. L’ho letta tutta d’un fiato. Mi ritrovo moltissimo in quello che hai scritto. I tuoi pensieri, per alcuni tratti, sembravano i miei. Purtroppo non ho mai avuto un dialogo o un raffronto con un’altra persona come me… Dire che sono timido e introverso è dire poco. Cerco ogni giorno di farmi forza. Ogni essere umano nasce libero. Anche di amare chi desidera.

  14. riccardo

    allora, primo sei un ragazzo fantastico <3, ho letto la tua lettera tutta dun fiato e ti stimo tantissimo per quello che hai scritto, ti volevo chiedero un consiglio io sono in cerca di un ragazzo però non so come dichiararmi, perchè ho due problemi qui dalle mie parti dire di essere gay e come dire di essere l'anticristo quindi come faccio a trovare un ragazzo? poi come mi posso dichiarare? grazie da subito <3 ciaoooo

  15. Alex

    Grazie a tutti dei commenti 🙂 sono contento che questa lettera sia d’aiuto a molte persone! Per riccardo, prova a leggere l’articolo “come accettare di essere gay” 🙂

  16. marcello

    ciao, mi chiamo marcello, quest’anno compio 50 anni, (mi sembra così strano dirlo), ho letto la tua lettera, ed ho trovato in essa molti spunti di riflessione personale.
    Sono sposato, e forse questa cosa non avrei dovuto farla, ma ormai è così. Ho trovato interessante il racconto di te stesso nel corso della tua adolescenza, fino ad oggi. Anch’io, come altri, mi sono ritrovato in molte esperienze da te vissute, non so se vorrei tornare indietro, ma anche se potessi non si può. Ora però qualcosa la posso fare lo stesso, amarmi come sono e per quello che ho scelto, anche se per paura. Penso anch’io che per onorare me stesso al meglio ho bisogno di aggiungere amore e dedizione a ciò che quotidianamente faccio. Porto sempre con me l’amore che leggo nel cuore di chi si accetta contro ogni pregiudizio, ne faccio tesoro e continuo a dedicarmi a me stesso, affinchè possa conquistarmi la libertà che mi sono negato in passato. Ho scoperto troppo tardi di essere io stesso prigioniero di me stesso, e non dei pregiudizi altrui. Ero io il più strenuo detrattore di me stesso. Ora che lo so, lavoro affinchè anche altri possano ritrovarsi prima di perdersi del tutto. Quando mi sono reso conto di sprecare molte energie nel cercare di convincere gli altri che volevo e potevo essere gay, era troppo tardi, erano già riusciti gli altri a convincermi del contrario. Perciò ora mi dedico esclusivamente al lavoro su me stesso, e non sugli altri. Trovo soddisfazione nel ringraziare ogni giorno per ciò che ho, e riparto l’istante dopo alla ricerca della soluzione alle mie emozioni limitanti. Non ti conosco, ma ti voglio bene, forse perchè voglio bene ancora a quel Marcello col cuore puro, che mai avrebbe fatto del male a qualcuno, ma che invece ha subito molta violenza da altri (anche da mio fratello e mio padre). Riconosco in te, come in me allora, la voglia di cambiare il mondo in meglio, la battaglia per i diritti e l’impegno per il bene comune. In tutto questo solo non dimenticarti di te stesso. Non pretendere da altri rispetto o valori che tu hai. In quel momento, cioè quando pensi che vada fatta una battaglia, stai solo cercando di guarire qualcosa dentro di te, quindi rivolgi lo sguardo su te stesso e pensa a ciò che ti impedisce ancora di accettare che ci siano persone che non ti accettano. Mi fermo qui per ora per darti se vuoi possibilità di replicare ed anche perchè è un pò tardi per me.
    Spero di poterti leggere ancora e di poter scambiare con te opinioni su ciò che eventualmente vorrai. Con affetto

  17. ciao Ale ho letto la letera anche io sono gay ma di me non lo sa nessuno perchè ho paura di dire che sono gay spero che un giorno lo dico ti lascio il mio msn se mi vuoi come amico cerullo.francesco@hotmail.it ciao kiss a tutti buona ss. Pasqua a tutti..

  18. Alex

    Ciao Marcello! In che senso “lavori affinché anche altri possano ritrovarsi prima di perdersi del tutto”? Anche visto che dopo dici che ora ti dedichi “esclusivamente al lavoro su te stesso”…
    Mi spiace per il fatto che tu non sia riuscito ad ottenere la tua libertà…
    La tua lettura (sul fatto che cerco di guarire qualcosa dentro di me) è interessante, e profonda, ci ho messo anni prima che mi balenasse l’idea che esisteva questa possibilità, ci ho pensato, credo ci sia una buona parte di verità… e sai cosa? A volte le proprie ferite danno l’input per guarire le ferite altrui, il che aiuta a guarire sia le altre che le proprie 🙂 Deve essere per questo che adesso mi dedico molto meno alla causa (certo, l’essere di maturità quest’anno ha il suo peso…), ma spero di non smettere mai del tutto e di trovare il giusto equilibrio.
    Scusa se sono banale, spero tu riceva questa risposta
    Alex

  19. ciao Alex mi vuoi come amico su msn ti lascio li mio msn cerullo.francesco@hotmail.it sto solo in cerca amici per fare un po di amici. ciao Auguri Buona Pasqua.kiss

  20. Marcy

    Ciao Alex, siamo uguali…stessa identica situazione anche se la mia è stata una situazione abbastanza pesante da digerire.
    Nel mio passato,picchiato e deriso alle medie e alle superiori, in primo superiore smisi di andare a scuola,andai a lavorare in azienda di papà e poi per natale ripresi a studiare, ma questa volta a scuola privata, soli io e il professore.

    Fui fidanzato con un ragazzo di 16 anni quando io ne avevo 15, lo avevo conosciuto alle superiori,ragazzo bello,molto uomo, e un pò timido.
    Alle superiori parecchi studenti,cafoni,avevano sentito questa notizia(che per loro notiziona),che io mi ero fidanzato con un ragazzo del III°anno elettronico !!

    Lo frequentavo senza far sapere nulla a papà e mamma, avevo tanta paura di essere picchiato di brutto. Ma in un giorno di un freddo inverno mio padre capì qualcosa, qualcosa lo intuì.
    Infatti quella sera stessa,mio padre,insieme a mamma,mi rinchiusero in cucina e mi dissero:

    -TIRA FUORI LE PALLE! E DICCI SEI SEI FINOCCHIO OPPURE…-

    Mi misi a piangere e ricordo vagamente che le mie mani coprivano il volto e la testa in modo di difesa e dissi

    -No!-

    Mi picchiarono e ripeterono la stessa domanda

    Dopo un pò di botte,urla … dissi la verità.

    Da allora cominciò,per me e per loro, una nuda e cruda verità,una separazione del dialogo tra genitore e figlio.

    Il mio fidanzato si uccise a 18 anni per colpa di un padre omofobo e ignorante.

    Io mi chiamo Marcello (Marcy) ho 17 anni sono fidanzato con un uomo di 42 anni (tutto in segreto), sono gay e ho vissuto il 98% della mia vita chiuso in casa ad ascoltare musica e divorare libri.
    Nella mia vita un padre che non mi da udienza e una madre che aspetta che porti la fidanzata a casa, ma il fenomeno della fidanzata sicuramente non succederà mai ! Casomai un bel fidanzatone di 42, che li poi sarebbero cavoli amari.

    Vorrei conoscerti Alex…come amicizia 🙂

    aggiungimi su messanger : marcius45@hotmail.it

    e-mail : teatini.marcy.marcello@gmail.com

  21. Onice

    La mia stima nei tuoi confronti cresce sempre di più.
    La lettera che hai scritto è lunga e densa, eppure non una volta ho pensato di abbandonarne la lettura: questo perché, oltre a scrivere bene (sei davvero bravo!), si sente a pelle il coinvolgimento e l’attenzione che hai dedicato al tutto, si vede che ci hai messo il cuore, l’anima, il tuo io.
    Sei stato coraggiosissimo nel metterti così “a nudo”, raccontando la tua esperenza di vita senza peli sulla lingua o balle varie: non biasimo affatto l’autore del libro per aver pubblicato la tua lettera come nota.
    Ti auguro ogni fortuna possibile e spero che realizzerai il tuo obiettivo: del resto, stai già facendo molto.
    Oh, non capisco come una persona come la tua ex-professoressa di italiano possa aver ottenuto una cattedra.

  22. Alex

    Grazie mille per il commento 🙂 è passato ormai un anno e mezzo da quando ho scritto questa lettera e gran parte degli aspetti della mia vita sono migliorati in questo lasso di tempo, e tanti altri ragazzi e ragazze hanno potuto trarre beneficio da ciò che metto a disposizione nel blog, che è ciò che mi interessa maggiormente 🙂

    Finalmente quest’anno la stronzona va in pensione! E nella nuova scuola m’è andata da Dio 😛

  23. Reods

    “Professoresse” ignoranti implicano alunni ignorantissimi, scuola che non è un luogo sicuro per chi più avrebbe bisogno di aiuto. Purtroppo ci sono vari casi di insegnanti che valgono meno di zero.

  24. Cristian

    Anch’io ho letto l’articolo tutto d’un fiato e mi è piaciuto tantissimo. Mi ricorda incredibilmente la mia storia anche se dopo il coming out con i genitori le cose non sono andate come sono andate a te 🙁

  25. free4life

    Caro Alex,
    ho cliccato sul link di questa pagina per curiosità e l’ho proseguita per passione.
    Non ho parole per definire… tutto. Quello che provo, quello che vedo, quello che vorrei fare e non posso fare. Ogni volta intavolo una discussione con chiunque possa, per difendere gli omosessuali che ho da sempre avuto a cuore, nel cuore, perché chi soffre perché non può essere chi è sta lì… e purtroppo di giorno in giorno si fa sempre più grande, e più pesante, perché scopro che ci sono sempre più persone che vivono così… o almeno che sopravvivono così.
    Non è assolutamente giusto tutto questo. Non è paura, è ignoranza, stupidità, superficialità, chiusura, convinzione, bestialità, ed è molto peggio, perché non c’è niente che possa far guarire tutto questo… Vorrei poter fare qualcosa a livello universale, ma so che non ne avrò mai il potere, per quanto possa scrivere. So anche che sarebbe facile chiudere gli occhi e ignorare tutto il resto, come fanno in tanti. Ma sono fermamente convinta che ignorare una situazione simile, anziché combatterla, sia come accettarla e farne parte. Ed è qualcosa che non farò mai. Non mi arrenderò, anche grazie ad altri che la combattono, anche grazie a te, a questa lettera, all’aiuto che ha dato.
    Grazie Alex.

  26. Alex

    Grazie a te e complimenti per quello che fai per tutti noi 🙂 C’è qualcosa che può fare guarire tutto questo e FARÀ guarire tutto questo, ed è quello che fai e che facciamo in molti. Tra qualche decennio o più verosimilmente secolo l’omofobia sarà considerata un relitto del passato (chi ormai discrimina i mancini o le persone coi capelli rossi?) e l’omosessualità non sarà un fatto degno di nota.
    E questo non accadrà per caso, ma perché sempre più persone hanno lottato affinché avvenisse 🙂
    Continua così
    Alex

  27. Royfer90

    Ciao Alex, leggendo la tua storia mi sono commosso, e ti faccio i miei complimenti per come hai gestito la cosa. Mi rispecchio tantissimo nella tua esperienza, se non per il fatto di non aver trovato il coraggio di dichiararmi. Infatti anche io difendo molto i nostri diritti, come Cittadini, e sopratutto, come esseri umani.
    Però quando inizio ad infervorarmi troppo, ho paura che scatti la classica domanda: Ma perché ci tieni così tanto? Come se fosse una cosa personale.

    Io purtroppo non sono ancora riuscito a metabolizzare del tutto la situazione, per cui il mio coming out, sempre se ci sarà, è una cosa a cui penso come lontana. I miei genitori, come molti altri, sono ultra religiosi, e quando capita, parlano male degli omosessuali.
    Mi piacerebbe parlare con te, confrontarmi con un ragazzo della mia età e ricevere qualche consiglio, se ti fa piacere!
    Ciao!

  28. alexandra

    Alex, la tua storia mi ha commosso, la sento vicina. Anche io ho lottato nel mio piccolo, ma non sono abbastanza forte, e ho sempre paura che gli altri capiscano che mi piacciano le ragazze. Quando i sospetti degli altri erano diventati più forti, per smentirli mi ero fidanzata con un ragazzo, ma ho solo fatto del male a me stessa. ti stimo molto, e ti invidio.

  29. Matteo

    Leggere la tua storia è davvero uno dei maggiori successi degli ultimi tempi: finalmente mi sono deciso ad uscire dal mio guscio e cercare un rapporto, seppure molto labile, con il resto del mondo. Tempo fa ho scritto anche io il “mio racconto”, ma non ricalca nemmeno lontanamente il tuo: si tratta più che altro di pensieri confusi e disarticolati, casualmente raccolti in un testo più o meno organico e unitario. Ma d’altronde non sono mai stato “organico” nel vero senso della parola.
    La mia storia è molto diversa: è ancora ferma alla fase in cui nessuno sa e io cerco disperatamente di non far trapelare nulla. MAI. Mi piace pensare che l’essermi registrato a questo blog sia, per me, un nuovo inizio. È davvero rassicurante pensare che qui posso scrivere esattamente quello che desidero senza dover rendere conto a nessuno. Ma soprattutto è fantastico sapere di non essere solo e di avere sempre qualcuno a cui poter rivolgere i miei dubbi e le mie preoccupazioni 🙂 🙂
    Grazie

  30. Giulia

    Ehi Alex, ricordo quando lessi, appena pubblicato, questo intervento. Ho appena finito di leggere Ragazzi che amano ragazzi ristampa 1991-2011 che contiene nuove pre e post-fazioni come a pagina 135 comincio a leggere le stesse parole che avevo letto qui più di due anni fa e ti ho subito “riconosciuto”. Sicuramente saprai di essere finito “nel libro”, ma nel caso non lo sapessi.. 😛

  31. Alex

    🙂 Sì sì, io e l’autore ci siamo accordati per questa cosa, grazie comunque per la segnalazione!

  32. Light92
    Light92

    Che tristezza …
    So cosa significa venire derisi e presi in giro per la propria diversità, anche se sono etero … e i motivi che hanno portato gli altri a discriminarmi sono stati differenti. Carattere schivo. Idee troppo anticonformiste e indipendenti. So cosa significa “non vivere” la maggior parte della propria adolescenza, sentirsi dei diversi, avere paura anche solo di esprimersi. E sai di cosa sto parlando …
    Sono contenta, davvero contenta, che tu oggi sia un ragazzo felice e sereno, e che abbia incontrato una persona speciale con cui condividere la tua vita 🙂 .

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