Campagne pubblicitarie a confronto

Dic 26, 2010 by

Campagne pubblicitarie a confronto

Da anni Londra, Parigi, Berlino, Vienna e altre grandi città europee sono tappezzate di manifesti per la nostra causa, che ritraggono baci gay e lesbo e riportano la scritta “L’AMORE MERITA RISPETTO“.

Ecco, in questi giorni anche la nostra cara Carfagna si è data da fare per combattere l’omofobia in Italia, e nelle metro a Milano si possono scorgere cartelloni con su scritto:

☐ Omosessuale
☐ Eterosessuale
☑ Non importa

Nella vita certe differenze non possono contare. Rifiuta l’omofobia.

Una pubblicità per funzionare deve introdurre concetti positivi che entrano nella mente di chi ne usufruisce, e mai negativi.

Ora, cosa abbiamo nella nostra cara pubblicità italiana? “DIFFERENZE“, “RIFIUTO“, “FOBIA“. E ripensate a cos’hanno invece in’Europa. 😛

Che dite, scriviamo una lettera al Ministero o a qualcuno più in basso dell’Arcigay che poi la rigiri ai piani alti?

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3 Comments

  1. WIN

    LA Carfagna si conferma per quello che è: un gran pezzo di fica. Oltre che idiota.

  2. Giulia

    probabilmente l’intento era buono, ma anche io son rimasta perplessa quando ho sentito questa pubblicità alla radio tempo fa.
    Non so se l’avete sentita pure voi, dice tipo: “ti interessa se quello che guida l’ambulanza che trasporta tua moglie somiglia più a sua madre o a suo padre? probabilmente no. Ti interessa sapere se quello che trasorta la barella in sala operatoria porta di piede il 43 o il 44? probabilmente no. ti interessa sapere se il chirurgo che la opererà è omosessuale o eterosessuale? no di certo, certe differenze non possono contare. riufiuta l’omofobia, non essere tu quello diverso.”

    Il fatto che per la sessualità abbiamo messo un “no di certo” che sembra imposto, forzato. Come se stessimo facendo i buonisti.
    E soprattutto “non essere tu quello diverso”, secondo me la diversità andrebbe pubblicizzata come valore, possibilità di confronto ed arricchimento, non qualcosa da evitare a tutti i costi.

  3. La campagna contro l’omofobia promossa dalla Carfagna me la sono persa, e ha un che di assurdo.
    Un “non essere tu quello diverso” finale, parte da un postulato assolutamente scorretto! Alla faccia dell’avanguardismo.
    Per quanto forse, l’ufficio stampa volesse far leva sul fantomatico “ascoltatore italiano medio”.
    Già ce li vedo, attorno al tavolo, a discutere, obbligati a fare la campagna contro l’omofobia.

    Ma si sa… il metodo e la capacità di comunicazione dei nostri governi (di qualunque schieramento siano) non è molto incisiva od obiettiva.
    Avevi più fatto qualcosa Alex, come comunicazione? Poteva essere interessante presentare una qualche critica costruttiva!

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